Riforma pensioni 2018, novità per i disoccupati al 2 gennaio

Buone nuove per il 2018 ma non per tutti, la Riforma pensioni 2018 apre anche ai disoccupati rimasti tali a seguito della scadenza di un contratto a termine. Un bel passo avanti dunque rispetto alla versione precedente che prevedeva che all’ape sociale e alla quota 41 potessero accedere unicamente quanti fossero entrati in stato di disoccupazione a seguito di un licenziamento da parte del datore di lavoro o per dimissioni o per giusta causa.

Riforma pensioni 2018, buone nuove per i disoccupati, ma non per tutti

Il problema è che L’articolo 1, co. 162 del disegno di legge di bilancio approvato ormai in via definitiva dall’Aula del Senato pone purtroppo un rimedio solo parziale per quei lavoratori dipendenti disoccupati non a causa di licenziamento o dimissioni per giusta causa che sino ad oggi sono rimasti fuori dal perimetro di tutela degli anticipi pensionistici. Abbiamo scritto parziale in quanto l’apertura riguarda solo quanti faranno ricorso all’Ape sociale, MENTRE continueranno purtroppo a restare fuori dall’ampliamento del beneficio quanti accederanno alla quota 41.

Condizioni di accesso dal 2018

Da quest’anno per effetto di una modifica apportata al comma 179, lettera a) della legge 232/2016 potranno chiedere l’Ape sociale anche i lavoratori in situazione di disoccupazione per la scadenza del contratto a termine a condizione che il lavoratore, nei tre anni precedenti la cessazione del rapporto, abbia avuto periodi di lavoro dipendente per almeno 18 mesi.  Non si capisce per quale ragione restano invece fuori i precoci disoccupati a causa del termine di un contratto a termine. Non è, e non ne capiamo sinceramente il motivo, passato  l’emendamento alla Camera che puntava ad allineare il comma 179 lettera a) al comma 199, lettera a) della legge 232/2016 estendendo la buona nuova anche ai lavoratori precoci.

La delusione e l’amarezza anche da Mauro d’Achille, fondatore del gruppo Fb’ Lavoro e pensioni problemi e soluzioni’, che scrive:

“Tale estensione del beneficio però, come detto, non sarà esteso ai lavoratori precoci!
La motivazione è,appunto, la mancata approvazione alla Camera di un emendamento che invece il Senato aveva approvato.
Motivo ufficiale, la mancata copertura finanziaria…
In questo modo però si è venuta a creare una evidente disparità di trattamento per i due filoni di pensionamento anticipato, che finora avevano camminato di pari passo su tutti i requisiti.
Sarà soltanto economica la motivazione?”

 

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