Riforma pensioni 2018, ultime Di Maio: ‘Se non troviamo le risorse, andiamo a casa’

Le ultime novità sulla riforma pensioni arrivano dall’onorevole Luigi Di Maio che intervistato ai microfoni di Radio24 ha parlato, incalzato dalla giornalista, dei suoi rapporti con i tecnici del Ministero dell’economia, assicurando che il Governo è compatto. Nessun malumore dunque con Tria, anzi si sta lavorando per mettere insieme le risorse per mantenere le promesse elettorali. I dettagli dell’intervista, che potrete riascoltare in versione integrale (audio) al fondo dell’articolo.

Pensioni 2018, Di Maio: Governo compatto si studia per trovare le risorse

Qui i tratti salienti dell’intervista radiofonica, che abbiamo trascritto per voi, da dove emergono le rassicurazioni del vicepremier Di Maio sugli intenti dell’esecutivo Giallo-verde nel mantenere gli impegni presi con gli italiani. Si suppone dunque che quota 100, quota 41 e opzione donna, siano al sicuro, se il contratto, relativo al comprato previdenziale, venisse rispettato, come ribadito tra le righe.

Negli ultimi giorni lei ha detto, ricorda la collega: “Pretendo che Tria trovi le risorse per gli italiani in difficoltà, poi ha aggiunto con misure serie si può sforare il 2%, i giornali, aggiunge la giornalista, intitolano: “M5s attacca i tecnici del ministero dell’economia” .Vuol dirci una volta per tutte come stanno davvero i rapporti con Tria e la struttura tecnica?

La risposta del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali vuole rassicurare i cittadini, facendo intendere che la sua affermazione sia stata ingigantita negli intenti e strumentalizzata, in quanto il Governo è ad oggi compatto, il suo dire ’pretendo che si trovino le risorse’ era un incalzare l’esecutivo tutto, che sta studiando, infatti, compatto, affinché si mettano insieme le risorse, necessarie per rispettare gli impegni presi in campagna elettorale. Riforma pensioni, flax tax, pensioni di cittadinanza, sono tutti obiettivi che possono essere raggiunti, spiega, perché le risorse ci sono e perché se mancano, con moderazione, si può pensare di sforare il 2% per il bene del Paese.

Di Maio rassicura: un Governo serio trova le risorse

Il Governo è compatto e lavora per mettere insieme le risorse che ci sono, per mantenere le promesse in campagna elettorale, a differenza delle altre forze politiche che hanno Governato in passato il M5S non ha dimenticato le promesse fatte agli italiani, un Governo serio trova le risorse, se non troviamo le risorse per fare quello che abbiamo detto, allora è meglio che andiamo a casa inutile tirare a campare. Con Giovanni Tria piena fiducia, si studia per mettere insieme le risorse per fare quello che abbiamo detto”

Le risorse si possono trovare solo dai tagli?- aggiunge- “Molto dai tagli, ma se occorre, se serve deficit per migliorare la qualità della vita degli italiani, allora lo si faccia, prima punto è migliorare la vita non rassicurare i mercati, fermo restando che so il valore dell’aumento del deficit e quello che può succedere a livello di spread e mercati, infatti non aumentiamo deficit per regalare bonus ma per un piano credibile dal punto di vista nazionale. Si tratta di un Piano organico di crescita del Paese.”

Voi cosa ne pensate delle parole di Luigi Di Maio? Si riuscirà a mantenere le promesse nonostante l’Italia sia sotto la lente di ingrandimento dell’Ocse in queste ore?

Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

22 pensieri riguardo “Riforma pensioni 2018, ultime Di Maio: ‘Se non troviamo le risorse, andiamo a casa’

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    24 Settembre 2018 in 6:32
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    Per MASSIMO: SANTE PAROLE. I conti li sanno fare benissimo, tant’è che NESSUNO pubblica o espone i dati della popolazione ITALIANA raggruppati , esempio: nati nel 1955, 1956,…, divisi fra, uomini, donne, ancora vivi, ancora al lavoro, già in pensione, lavoratori dipendenti pubblici, statali, invalidi, ecc.. Con questi dati, anche noi potremmo fare i conti !!.
    Purtroppo e molto probabilmente il numero dei cinquattottini è molto meno importante di tanti altri e come si sà è il numero che porta voti…..

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    23 Settembre 2018 in 20:44
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    oggi è uscito il seguente articolo: (ho copiato l’articolo)
    Nel 2019 potrebbe uscire chi è nato nel 1957 se ha cominciato a lavorare nel 1981 (a 24 anni) ed ha versato contributi senza interruzioni.
    Ma ad esempio non potrebbe andare in pensione una persona nata nel 1958 che ha cominciato a lavorare nel 1978 a vent’anni perché ne avrebbe solo 61 di età.
    Ma chi fa queste proposte , che scuola ha fatto?
    Quindi si manda in pensione chi ha 62 anni e 38 anni di contributi e non si manda in pensione chi ha 61 anni e 40 di contributi.
    E poi dicono che i decimali non sono un problema.
    Io ritengo che sia più semplice mandare in pensione chi compie 60 e raggiunge quota 100 con i contributi, compresi i figurativi.
    I contributi figurativi sono un diritto acquisito.

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    22 Settembre 2018 in 18:55
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    Per Franco Giuseppe e Agostino 2 . GIUSTISSIME OSSERVAZIONI.
    NESSUNO RIVUOLE QUELLA INFAME DELLA FORNERO/MONTI/PD.
    Che Dio li stra-maledica TUTTI ( n.d.r. maledire una persona che ti ha RUBATO 7 ANNI DI VITA o augurarne la morte non è reato e nemmeno diffamazione – sentenza numero 41190/2014 e sentenza numero 15646/2016 ) .
    Il problema è un altro. Per tante persone sarà una INFAME INGIUSTIZIA vedere arrivare alla metà chi ha versato meno contributi di lui !!!!.
    Si fa una enorme confusione fra CONTRIBUTI VERSATI ed ETA’.
    In Europa i contributi MEDI necessari per ottenere il trattamento pensionistico sono 37,5 INDIPENDENTEMENTE dall’età anagrafica. E’ quindi OLTREMODO INGIUSTO che chi ha 41 anni di contributi versati e 59 anni di età debba attendere altri 3 anni mentre chi ha 38 anni di contributi versati e 62 anni possa ottenere immediatamente la pensione.
    Le osservazioni di Franco Giuseppe e di moltissimi altri lettori sono coerenti, si vorrebbe solo che si attuasse una riforma equa e ripeto nessuno e in nessun modo rivuole i sinistri !!!

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    22 Settembre 2018 in 13:02
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    Volendo scherzare mi viene da chiedermi se ci sia qualcuno che attenda il reddito di cittadinanza per stare sul divano, davanti al televisore, A MANGIARE POP CORN!

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      23 Settembre 2018 in 12:16
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      Revenge, sono d’accordo che dovrebbe esserci non solo l’età anagrafica ma anche un massimo di anni di servizio, dopo i quali aver diritto a pensione! Come era una volta: dopo 35 anni di servizio si andava in pensione indipendentemente dall’età.
      Io ricevo l’impressione che si faccia di tutto per onorare il contratto pensionistico, più che con giustizia ed equità, prorogando continuamente i termini e cambiando continuamente le regole, per evitare di mandare in pensione onde “fare cassa”.
      Come con il congelamento del TFR/TFS che setterebbe il giorno dopo il pensionamento!NON VOGLIONO DARE CIO’ CHE SPETTA, OVVERO CAMBIANO CONTINUMENTE I TERMINI DEL CONTRATTO CHE DA’ DIRITTO A CIO’ CHE SPETTA, ONDE PROROGARLO IL PIU’ POSSIBILE!

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    22 Settembre 2018 in 8:31
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    Devono trovare i soldi per quota 41 altrimenti anche questi non sono credibili!!!

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    22 Settembre 2018 in 1:24
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    Scusate … ma, piu’ passano i giorni … e piu’ aumentano i nostalgici della riforma pensionistica targata “Monti-Fornero” …
    contemporaneamente, molti si augurano (anzi alcuni con “ansia febbricitante”) che il neo-governo si sfasci quanto prima …
    Allora, se e’ questo che si vuole (dal 2011 ad oggi si e’ preferito -solo- lamentarsi e piagnucolare ..) non ci sono problemi:
    Lasciamo pure le cose come stanno … – TRA QUALCHE ANNO CI VORRANNO “SOLO” 44 ANNI DI “CONTRIBUTI VERSATI” O IN ALTERNATIVA 70 ANNI DI ETA’ – (e tutti vissero felici e contenti … piagnucolando di qua e di la ..)

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    21 Settembre 2018 in 23:48
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    Ma poi quella del SUPERBONUS per chi continua a lavorare( cioè dopo i 36anni di contributi con quota 100) mi sembra una presa per i fondelli enorme…
    Il precoce che ha sempre sostenuto l inps dovrebbe essere STRAPREMIATO ALLORA…
    che poi questi super bonus non interesserà granchè chi svolge lavori gravosi o altro…perché ne avrà gia le scatole piene….

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      22 Settembre 2018 in 16:13
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      Gentile Sig. Agostino, qui non si tratta di essere nostalgici della Fornero, bensì sperare che non sia peggiore e che non avvantaggi alcuni a danno di altri. ES: E’ normale secondo lei che in pensione ci vadano con 62-38 con quota 100 e non ci possano andare con 61-41 quota 102? Perchè è così che capiterà. Chi oggi ha già 41-42 anni di lavoro ma ha solo 58-59 anni di età ha il paletto dei 62 anni e quando raggiungerà quell’età avrà già 45 anni di contributi con 62 anni di età e anche se le sembrerà strano fanno quota 107. Molto meglio la Fornero che nonostante l’ADV aumentata di 5 mesi nel gennaio 2019, riuscirà ad andare in pensione con 43,3 a qualsiasi età. Ecco perchè alcuni sono nostalgici della Fornero. Non ci crede? Allora prendiamo il mio caso: 58 anni di età e 41 di contributi ( ho iniziato a 17 anni ), andrò in pensione con la Fornero nel novembre del 2020 con 60 anni e 43,3 di contributi. Se invece ci fosse il paletto dei 62 anni andrei con 45 anni di contributi e quota 107. Le è chiaro il concetto? Semplice aritmetica.

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    21 Settembre 2018 in 19:48
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    Non credo vadano a casa, vorrebbe dire che il 50% degli eletti M5S non si potrebbero più ricandidare avendo accettato la regola del massimo dei due mandati.
    A meno che trovino il modo di derogare da questa regola visto che sono specialisti nel dire cose e poi rimangiarsele ( come per l’ ILVA )

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    21 Settembre 2018 in 19:20
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    Vedo con piacere che d i sono svegliati!!!
    Sanno benissimo che ,almeno x quello che mi-ci riguarda,se non fanno quota 41 non dico andare a casa,ma perdere tanti voti di sicuro!!!
    Manca poco alla’resa dei conti’
    STATE SERENI!!!!

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    21 Settembre 2018 in 19:06
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    Giusto dare assistenza a chi sia in difficoltà; però NON pagandola coi soldi altrui, ovvero, nello specifico, coi soldi delle pensioni altrui, conseguite secondo le leggi vigenti.
    L’Assistenza NON la paghi l’INPS ma, COME ACCADE NEGLI ALTRI PAESI, LO STATO CON LA FISCALITA’ GENERALE PAGATA DA TUTTI , e NON SOLO I LAVORATORI COI LORO DIRITTI E I LORO SOLDI E LE LORO PENSIONI.

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    21 Settembre 2018 in 18:52
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    E’ una minaccia o una promessa?

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      21 Settembre 2018 in 20:26
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      Se fosse una promessa mi preoccuperei…sai com è…visto che non la mantiene piu nessuno ormai…

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    21 Settembre 2018 in 13:33
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    Speriamo se ne vadano allora..

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      21 Settembre 2018 in 15:27
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      LO SPERO PROPRIO, E IL PRIMA POSSIBILE

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      21 Settembre 2018 in 18:57
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      Naturalmente scherzavo: non è né una minaccia, né una promessa; a scanso di equivoci! Però non lo trovo neanche un proposito troppo rischioso, per quanto mi riguarda!

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    21 Settembre 2018 in 13:20
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    Proprio come previsto. … le quote dei bookmakers inglesi relativamente alla caduta del governo solo adesso a 15:1.

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    21 Settembre 2018 in 12:48
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    L’Onorevole Ministro Di Maio, leggo, dice: “… un Governo serio trova le risorse, se non troviamo le risorse per fare quello che abbiamo detto, allora è meglio che andiamo a casa, inutile tirare a campare…”.
    IO PENSAVO CHE, QUANDO SI PROMETTEVA UN PROGRAMMA, LE RISORSE SAPESSE GIA’ DOVE TROVARLE (preferibilmente NON tagliando le pensioni altrui)!
    Io, quando decido un acquisto, per esempio, NON ORDINO PRIMA L’OGGETTO e poi vedo se ho, e dove trovare, i soldi per pagarlo! Lo ordino solo se i soldi già li ho!

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      21 Settembre 2018 in 14:21
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      Giuseppe C. Hai ragione, ma cosi non si vincono le elezioni e soprattutto non ci si garantisce dal rimanere a far politica guadagnando migliaia di euro a spese dei cittadini.

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    • Erica Venditti
      21 Settembre 2018 in 14:26
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      La logica vorrebbe questo :-), valida osservazione

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