Riforma Pensioni 2018: ultime novità oggi 3 marzo su esodati e donne

Riforma Pensioni 2018: ultime novità oggi 3 marzo su esodati e donne

Le novità sulla riforma delle pensioni 2018 di oggi 3 marzo, ci arrivano dall’intervista a Radio Cusano Campus da parte dell’esodato Emilio Calligaris che ha riassunto la sua vicenda di ex lavoratore che ha perso il lavoro nel 2008 ed ora è esodato. Vediamo le parti salienti dell’intervista e vi forniamo il podcast completo per ascoltarla. Infine ecco anche l’appello di Orietta Armiliato del Comitato Opzione Donna Social.

Riforma Pensioni 2018 ultime: parla l’esodato Calligaris

Emilio Calligaris, da sempre attivo per chiedere di correggere le storture sugli esodati ha spiegato in radio che: “Dopo 10 anni vivo con i risparmi che avevo, ma la cosa che più spaventa è che senza un intervento di salvaguardia le regole per accedere alla pensione sono quelle di vecchiaia.

Attualmente è prevista a 67 anni e per me vorrebbe dire altri 6 anni. Ma causa il meccanismo delle aspettative di vita quando avrò 67 anni non basterà. Le prospettive non sono positive. Le proposte fatte in commissione lavoro sono state respinte dal Governo”.

Emilio ha poi risposto alla domanda su quando potrà esserci una nuova Salvaguardia: “Dire quando è difficile, posso dire che deve esser fatto in fretta perchè per alcune categorie sono trascorsi i termini della ricorrenza. Queste persone Esodate non prendono la pensione. Anche nell’ottava salvaguardia c’era una discriminazione in termine di date. E’ una cosa iniqua.”

Per chi volesse sentire il podcast completo della sua intervista può recarsi sul sito di Radio Cusano Campus o ascoltarlo direttamente qui sotto:

Pensioni ultime oggi 3 marzo, nuovo appello da Armiliato

Infine prima di lasciarvi vi segnaliamo un nuovo intervento di Orietta Armiliato del Comitato Opzione Donna Social che condividiamo qui sotto:

“Tentare di sedurre le persone promettendo ciò che consapevolmente è e sarà impossibile realizzare, è davvero un esercizio che definirei quanto meno immorale: approfittare delle debolezze culturali naturalmente insite in chi non ha mai approcciato in maniera approfondita temi economici e/o inerenti la materia previdenziale, è davvero disonesto… (…)

Credo di poter dire che l’apportare i dovuti correttivi a questi errori o storture o sbagliate o superficiali risoluzioni, battezziamole pure come più ci piace, sarebbe già un importante passo avanti verso la riduzione, provvedimento dopo provvedimento, ad arrivare alla completa eliminazione dei danni arrecati nel tempo ai lavoratori ma, il tutto, sarebbe partecipato con consapevolezza e con la percezione della volontà a voler risolvere, da parte di chi oggi si sente danneggiato, vilipeso e preso in giro e/o da chi oramai è sfiduciato e distante dalla politica, al punto di non avere neppure più voglia di esercitare il proprio diritto di voto.

Un volta che saranno definiti gli interlocutori della XVIII legislatura, saranno questi gli argomenti previdenziali (declinati al femminile), sui quali il CODS intenderà continuare a lavorare.”

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Stefano Rodinò

Stefano Rodinò

Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

4 pensieri su “Riforma Pensioni 2018: ultime novità oggi 3 marzo su esodati e donne

  1. Dia Emilio Caligaris che sbaglia quando individua negli “esodati” una categoria di persone a cui viene fatto un torto giuridico.
    Perché i torti giuridici in tema previdenziale è diventata la regola.
    Si è rimossa la irretroattivtà delle leggi previdenziali.
    Ci sono persone che avevano optato per il Sistema Contributivo ( Legge Dini ), la cui domanda viene ignorata dall’ INPS.
    Sono stati milioni di estromessi dopo il 2011 ( nel settore privato ) “con procedure concordate ” che sono rimasti senza nessun ammortizzatore. Questi tecnicamente non sarebbero “esodati”: … ma al pari dei primi sono senza assistenza ed il lavoro in Italia non c’è più.
    Per cui vedo Emilio, come quelli della classe ’52 ed altri, fare una battaglia di retroguardia ( limitando egoisticamente lo sforzo alla propria situazione personale) : quando IN ITALIA SI E’ ABOLITA LA PREVIDENZA !!!! …. E LA COSA DEVE RIGUARDARE 60 MILIONI DI ITALIANI !!!!

  2. gli ammortizzatori sociali introdotti, come l’APE social o la quota 41 prevedono alcuni paletti che servono solo a creare delle nicchie di fortunati e parecchi svantaggiati. esempio chi non ha usufruito della naspi non ha diritto all’APE social (stronzata – io ho presentato la domanda NASPI in ritardo e quindi rigettata, ma non avendo percepito la NASPI non ho diritto all’APE social). Ho 41 anni di lavoro e siccome non ho un anno di lavoro prima dei 19 anni non ho diritto alla quota 41. Ho 65 anni e 41 di lavoro.

    1. Gentile lettore mi consenta innanzitutto una precisazione: una cosa sono le sue giuste e condivise recriminazioni per lo scempio perpetrato allo stato sociale nel corso di questi ultimi decenni; altra cosa è la rivendicazione di un diritto tutt’altro che aleatorio come lei sembra intendere. Nel caso degli esodati non si tratta affatto di una lotta settaria ma della difesa di precisi diritti sanciti dalla Costituzione Italiana, quel testo che lei sembra quasi ignorare, se non addirittura rinnegare, quel testo per sancire il quale molti italiani, nostri progenitori, hanno dato la vita; quel testo che pure lei, seppure inconsciamente, invoca nel momento stesso in cui parla di disoccupati ignorati dallo Stato.
      La non retroattivitá delle leggi previdenziali è sempre stata osservata dai precedenti legislatori, a cominciare dalla legge Amato del 1992, per finire alla legge Sacconi del 2010 e ancor piú, è stata osservata dagli altri stati europei. Per restare a casa nostra, il principio della non retroattivitá emerge ben chiaramente dall’articolo 38 della nostra Costituzione, tant’è che è pure stato ribadito in occasione di sentenza costituzionale 822/88 . È un errore confondere la difesa di un diritto costituzionale con le pur giuste rivendicazioni di un welfare piú coerente alle necessitá dei cittadini. È errore ancor piú grave scagliarsi l’un contro l’altro, sentenziando su problematiche per le quali non ci si degna nemmeno di informarsi.

  3. devo solo registrare poca serietà per la maggior parte di coloro che trattano l’argomento, a cominciare dalla fornero, ognuno spara le cifre che vuole senza mai documentare. I calcoli della signora fornero erano sbagliati visto il numero di esodati che ha generato la sua riforma.
    ogni anno in italia vanno mediamente in pensione poco più di 600.000 persone e purtroppo oltre 500.000 se ne vanno definitivamente. sarebbe giusto considerare il saldo delle nuove pensioni erogate e rappresentare esattamente le cifre necessarie e non sparare miliardi di € come bruscolini 5/10/20???. L’inps ha banche dati ballerine e sicuramente le proiezioni andrebbero fatte con cognizione di causa.

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