Riforma pensioni 2018, ultimissime da Damiano: prossimi step

Le ultime novità sulle riforma pensioni 2018 al 19 aprile giungono direttamente da Cesare Damiano che è tornato a parlare di previdenza, facendo notare come sia calato il silenzio sulla questione pensionistica dopo le mirabolanti promesse fatte in campagna elettorale. Damiano, Pd, ha inoltre fatto notare come Susanna Camusso abbia fatto bene a riportare l’attenzione sul tema, che deve tornare ad essere centrale anche nella prossima legislatura. Le sue ultime dichiarazioni.

Riforma pensioni 2018, sulle pensioni non deve calare il silenzio

“Susanna Camusso ha fatto bene a richiamare il tema delle pensioni perché, dopo i botti della Lega in campagna elettorale sulla ‘cancellazione della Fornero’, è calato il silenzio”.  Così Cesare Damiano, Pd, nella sua ultima nota stampa. Poi precisa verso quali direzioni proseguirà la battaglia in tema previdenziale il Pd, ecco quali saranno le priorità su cui puntare, affinché il sistema possa andare nella direzione di una maggiore equità:

Abbiamo già suggerito a Martina – precisa- di aggiungere questo quarto punto alle priorità del Pd. Le correzioni realizzate nella scorsa legislatura vanno continuate per rendere più equo il sistema: nona e definitiva salvaguardia per gli esodati; prosecuzione, oltre il 31 dicembre 2015, della sperimentazione di Opzione Donna; accesso alla pensione per chi ha 41 anni di contributi; pensione contributiva di garanzia per i giovani”.

Pensioni anticipate 2018/19: nessuna abolizione Fornero, ma modifiche veritiere

Secondo Cesare Damiano sarebbe bene partire da proposte concrete, fattibili e non demagogiche, assodato, fa notare, che abolire la Fornero non è possibile, molto almeno si può correggere, e la strada, era già stata delineata dalla precedente legislatura, non resta, sottintende, proseguire e portarla a compimento.”Non tutto si può cancellare, ma molto si può correggere: questa è la nostra proposta non demagogica”.

Poi un suggerimento al nuovo Governo, indipendentemente da chi siederà alla guida del Paese, su dove prendere le risorse per porre rimedio al dramma degli esodati e alla richiesta delle lavoratrici che ambiscono alla proroga dell’opzione donna:  “Suggeriamo al futuro Governo, se ci sarà, di utilizzare le risorse non spese delle 8 salvaguardie e di Opzione Donna: si tratta di almeno 2 miliardi, già stanziati a suo tempo, da far ritornare nelle tasche dei pensionati”.

Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

5 pensieri riguardo “Riforma pensioni 2018, ultimissime da Damiano: prossimi step

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    20 Aprile 2018 in 19:06
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    Vogliamo sapere dopo quanti anni di contributi possiamo andare in pensione in Italia ?? Come è sempre successo dal dopo guerra ad oggi mi spiego meglio mio nonno mio padre ed il sottoscritto appena hanno iniziato a lavorare sapevano che dopo 35 anni sarebbero andati in pensione oggi grazie alla speranza di vita tutte le nuove generazioni forse andranno in pensione dopo 45 anni di contributi versati quindi 10 anni dopo le generazioni precedenti tutto questo è assurdo anche in virtù del fatto che lavorare per 45 anni di fila è praticamente impossibile senza considerare il fatto che queste persone avranno se tutto va bene dai 70 ai 75 anni di età quindi se non muoiono prima godranno la pensione al massimo per 10/15 anni contro in25 / 30 anni Delle generazioni precedenti così non ci siamo ragazzi nessuno è cosi folle da versare per ben 45 anni fiumi di soldi all’INPS e godersi 10 anni di pensione se tutto questo è equo sarebbe bello adoperare lo stesso metro anche per i signori Politici ( questo potrebbe essere il modo per sistemare conti inps e disparità )
    Chiaramente Sognare non costa nulla .

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    19 Aprile 2018 in 22:53
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    Possiamo dennunciare i nostri politici …chiedere aiuto….protezione dal EU ????siamo fregati…Una magioranza fregata peggio dai zar russi o francesi..un popolo portato alla miseria dai ladri…ministri…SIAMO VENDUTI!!!!

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    19 Aprile 2018 in 15:43
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    Per non parlare di quella Vergogna dell’ape volontaria. Un mutuo bisogna contrarre dopo decenni di lavoro per poter andar via un po’ prima dal lavoro. Bastava introdurre un sistema di penalizzazioni crescenti in base agli anni mancanti al raggiungimento dei requisiti. Per non dire di….. Offesa donne, bel modo di riconoscere il doppio o triplo lavoro delle donne.

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    19 Aprile 2018 in 13:23
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    il signor Damiano , che non e’ riuscito nella precedente legislatura a fare approvare il fantomatico progetto di legge che portava la sua firma, torna a pontificare, sui miei contributi , strano che non accenni affatto ai soldi che sono andati a finire al giornale L’unita’ ,ormai fallito.
    Ve ne dovete andare tutti a lavorare ed a restituirci i nostri contributi. Altro che aggiustamenti .
    Di Maio e Salvini non perdete piu’ altro tempo.

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    19 Aprile 2018 in 11:06
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    Il PD forse non ha ancora compreso che il – 4 Marzo – ha perso il consenso popolare …
    Dovrebbe invece prendere atto che Salvini e Di Maio vogliono impegnarsi a riconsiderare che ogni mese finiscono nel serbatoio dell’ INPS il denaro dell’onesto lavoratore e del suo datore di lavoro …
    Che la pensione non e’ un atto caritatevole dello Stato ma: la restituzione del cumulo di una retribuzione differita prelevata alla fonte …
    Poiche’ e’ ormai in corso il sistema “CONTRIBUTIVO” questo cumolo dovrebbe essere – restituito – con regole migliori delle attuali e con tempistiche similari a quelli delle altre nazioni dell’ Unione ..!!
    Se parlate di “CONTRIBUTIVO” non potete contemporaneamente utilizzare il termine “DEBITO” !!

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