Riforma Pensioni

Riforma pensioni 2018 ultim’ora: verso stop adv nel 2021? Interviste esclusive

Le ultimissime novità sulla riforma delle pensioni al 30 agosto 2018 arrivano da una notizia degna di nota: secondo le stime della Ragioneria dello Stato, stando a quanto annuncia il Messaggero, dopo lo scatto di gennaio prossimo, che ricordiamo porterà un incremento di 5 mesi sui requisiti per accedere alla pensione, non ci sarà un nuovo adeguamento per il 2021.  Rispetto alle statistiche infatti, nel 2021 “verrebbe a mancare lo scatto dell’età e dunque la soglia resterebbe ferma a 67 anni” .

Si registrerà, però sottolinea anche il Giornale.it, invece una impennata dell’età negli anni successivi con quota 68 anni nel 2029.  I dettagli e le prime considerazioni a caldo, dei lavoratori e di alcuni politici e sindacalisti con cui ci siamo confrontati. Per chi volesse riprendere le dichiarazioni che ci sono state rilasciate in esclusiva, siete invitati a citare che le interviste sono state rilasciate dal sito pensionipertutti.it.

Pensioni 2018, stop adv dal 2021, le prime considerazioni dei lavoratori

Moreno Barbuti, fondatore ed ex amministratore del gruppo ‘ lavoratori precoci uniti a tutela dei precoci: “La maggioranza dei lavoratori non riceverà alcun beneficio rispetto quanto previsto dalla Fornero… dovevano bloccare il prossimo aumento di 5 mesi o almeno aumentare solo di un paio di mesi… insomma dare un beneficio a chi dovrà invece andare con 43 e 3 mesi…Dopo i precoci saranno ben pochi, quasi nulli” Michele Greco, lavoratore scettico: “Lo fanno x tenerti bravo…ora ti appioppano i 5 mesi…..poi vedrai che diranno che la ragioneria ha sbagliato i conti e ti fregheranno di nuovo….la tiritera continua “

Stop adv: parola ai comitati

Orietta Armiliato, amministratrice del Comitato Opzione Donna Social:Erica, cara….sinceramente non so cosa dire, se non che mi pare un’altra delle boutade che in questi ultimi mesi abbiamo dovuto leggere un po’ da parte di tutti. Quello che so per certo è che sarebbe senza dubbio una buona cosa, così come per certo so che quando fu fatta la medesima richiesta alla RgS da parte della Commissione Lavoro nella scorsa legislatura, la risposta fu un perentorio e dunque indiscutibile  “NO”. Prima o poi mi auguro che il governo gialloverde si esprima in maniera serie e corretta sul tema pensioni, aspettative e quant’altro”

Mauro D’Achille, amministratore del gruppo ‘Lavoro e pensioni: problemi e soluzioni’: “Sinceramente, dopo l’euforia con cui ieri ho messo il post, adesso sono molto meno sicuro che un simile provvedimento possa essere annunciato oggi e addirittura dalla rgs. Ho il timore che possa essere una boutade lanciata ad arte per tacitare le lamentele di chi si sente preso in giro dalle mancate promesse di questo Governo”

Elide Alboni, amministratrice del Comitato esodati licenziati e cessati: “L’aspettativa di vita di ulteriori 5  mesi a gennaio 2019,  dopo i precedenti (in essere sono gia 3+4= 7 mesi  ad arrivare ad un totale di 12 mesi)  , per chi è ancora al lavoro  rappresenta un danno serio ,  ma non tale quale quello che verrebbe  arrecato se non si  blocca per chi non ha più lavoro . Per chi non ha più lavoro ulteriori 5 mesi di adv a gennaio 2019  rappresenterebbero un gravissimo problema anche per rientrare nelle deroghe e per questi almeno le ADV devono essere bloccate non poi ma ora .

Per quanto riguarda le idee della RGS  si fa fatica capirne il senso… una crescita molto più ridotta dei mesi di aspettativa in osservanza alle reali situazioni di disagio del paese  potrebbe essere molto più utile che non stop ed accelerazioni che servirebbero solo ad ulteriori discrepanze fra lavoratore e lavoratore. Anche il concetto di aspettativa di vita va chiarito: qual è l’età giusta da prendere ad esempio? Per quanto riguarda l’anzianità anch’essa dovrebbe essere fissata definitivamente per non creare aspettative fasulle nei lavoratori.

Quindi, tornando al blocco, se dal 2019 al 2029 con questo si hanno dodici mesi di maggiorazione di età,  cosa è meglio lo dice la matematica : in dieci anni sarebbero dieci mesi e quindi nel 2029 si andrebbe in pensione a 67 e 10 mesi anziché a 68 come vorrebbe la RGS . Ritengo quindi che il blocco sarebbe comunque un’ illusione . Magari sarebbe più giusto osservare i dati Istat che dimostrano come l’ aspettativa di vita dal 2015 stia drammaticamente calando e non lascia spazi pindarici

Riforma Pensioni  2018, parola ai politici sull’ADV

Erica D’Adda, Ex senatrice PD e membro, tra le altre, della commissione lavoro:Se le notizie sono queste, mi trovano in totale disaccordo. Sarebbe questo lo smantellamento della Fornero promesso da Salvini? Continuiamo ad avere il combinato disposto di adv più Fornero. Questo è. A gennaio 2019 lo scatto ci sarà, poi chi vivrà vedrà.  Ovvio che nel 2019 non faranno nulla, la legge di bilancio non lo consente. Ovvero tutto rimandato. Davvero qualcuno pensa che crediamo al blocco nel 2021? Serve per la campagna elettorale.  E ,anche ammesso che accada, non si tiene in nessun conto il sistema pensionistico per i giovani e le donne. Che andranno in pensione sempre oltre i 67 -io anche, e non sono giovane ma donna- con assegni bassi. Tanto tuonò che nemmeno piovve. Occuparsi degli italiani non era il mantra che abbiamo sentito per mesi? A questo punto è evidente che il tema immigrati serve solo a distrarre l’attenzione. E che se si tornerà al voto, come penso, prima della fine legislatura, le presunte aperture su adv serviranno solo per la campagna elettorale. Sull’ Adv, aggiungerei, va ripresa una discussione seria. Non può stare insieme alla Fornero. Questo è chiaro in quello che capiamo dai sentimenti dei cittadini. Se si vuole si può intervenire.”

Anna Giacobbe, ex parlamentare e membro della commissione lavoro alla Camera nella scorsa legislatura: “Sarà interessante approfondire il contenuto dello studio della RGS sulle tendenze di medio-lungo periodo del sistema pensionistico  Sull’aspettativa di vita, si confermerebbe che non si tratta di una prospettiva in inevitabile e lineare crescita, come era immaginabile.  Va ricordato che, in ogni caso, l’aspettava di vita non è uguale per tutti.

Ora che si capisce meglio che non siamo di fronte ad una drammatizzazione delle prospettive del sistema, occorre concentrarsi sulle modifiche ulteriori alle regole per il pensionamento, per ridare flessibilità al sistema e tutelare le fasce più fragili e le donne, proseguendo con maggiore determinazione sulla strada tracciata con gli accordi con i sindacati degli anni scorsi. E ascoltando ancora le proposte delle organizzazioni dei lavoratori e dei pensionati

Pensioni 2018 e stop adv: ne parliamo con i sindacalisti

Roberto Ghiselli, segretario confederali della Cgil: “Il dato relativo alla variazione della speranza di vita per il prossimo biennio (2021-2022) verrà determinato dall’Istat nella seconda metà del prossimo anno: ora si sta ragionando quindi di semplici previsioni che, come spesso accade, possono essere poi smentite. Comunque dopo il pesante incremento di 5 mesi dal 2019 è plausibile un rallentamento della dinamica di crescita. Rimane il fatto che l’attuale meccanismo di crescita dell’età pensionabile è insostenibile, essendo già arrivati dal 2019 a 67 anni di età e 43 anni e 3 mesi di contributi per l’uscita anticipata, ben oltre i livelli degli altri Paesi europei. Noi pensiamo che occorra introdurre un sistema flessibile che consenta di uscire liberamente dal lavoro o con 62 anni di età o con 41 anni di contributi, riconoscendo al contempo il lavoro di cura e delle donne, ed il lavoro gravoso e discontinuo, superando l’attuale sistema di incremento automatico dell’età”.

Domenico Proietti, segretario confederale di Uil: “Bisogna ridurre oggi l’età di accesso alla pensione a 63 anni per tutti ! E 41anni di contributi devono bastare per andare in pensione. Insidiare la commissione sull’aspettativa di vita perché non tutti i lavori sono uguali . La uil si aspetta che il governo faccia insieme alla salvaguardia esodati, la proroga opzione donna ,questo già nella legge di bilancio”.

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Autore dell'articolo: Erica Venditti

Erica Venditti
Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981,! Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista. Scopri di più

11 commenti su “Riforma pensioni 2018 ultim’ora: verso stop adv nel 2021? Interviste esclusive

    […] subito da una domanda che molti ci hanno posto negli ultimi giorni e su cui abbiamo sentito ieri diversi pareri. Cosa ne pensa della notizia sul possibile stop dell’adv dal […]

    ALESSANDRO

    (31 agosto 2018 - 9:38)

    Non faccio altro che leggere quante buone intenzioni ci sono in giro, ma di sostanziale NULLA. La grande boiata dell’aspettativa di vita sta penalizzando oltre modo molti lavoratori che si vedono allungare, in prossimità del traguardo, la permanenza al lavoro per ben 5 mesi. Non stiamo parlando di persone con 20 o 30 anni di contributi versati alle spalle, ma di “individui” con almeno 40 e passa anni di lavoro fatto. Una buona parte sono i “FORNERIZZATI” d.o.p. , quelli che, loro malgrado, hanno fatto, per così dire un FRONTALE, senza scampo alcuno, e ai quali non verrà risparmiato nulla. Sta di fatto che dalla famigerata in poi, ancora non è chiaro se contano di più gli anni di contribuzione o l’età. Credo che debbano contare di più i contributi (realmente versati e non figurativi) ai fini pensionistici per rimpinguare le asfittiche casse dll’INPS, mentre l’età, proprio per l’incertezza della sua durata, non può essere presa come dato ed esempio concreto. Comunque, non credo che l’attuale governo abbia il “coraggio” di sterilizzare/bloccare, almeno come segno di buona volontà, l’applicazione dell’aspettativa di vita per il 2019, fermo restando -(cosa che forse non è nota a tutti gli interessati)- il ricalcolo dei coefficienti del tasso di sostituzione (la cui conseguenza è una pensione più bassa).

    Alberto Manzi

    (31 agosto 2018 - 9:23)

    Mi chiedo sempre, quando ascolto le vomitate giornaliere dei 2 nuovi apostoli del cambiamento e di tutte le altre eminenze , se hanno mai preso in mano la pala e spalato merda di vacca, hanno mai assistito un anziano paralizzato, hanno mai asfaltato una strada sotto il sole d’estate…. forse capirebbero quali sono le VERE priorità di un paese.

    kesten

    (30 agosto 2018 - 21:06)

    Ma perché non dicono apertamente che non possono farci nulla ? Siano sinceri, ora che la campagna elettorale è finita e le prossime consultazioni elettorali sono lontane, evitino l’agonia politica, ci dicano cosa vogliono fare. E’ evidente che molti lavoratori hanno votato Lega e M5S perché contavano su quanto dichiarato in campagna elettorale. In fatto di pensioni sono la brutta copia del Partito Democratico con soluzioni largamente peggiorative. La realtà rimane la stessa del periodo Renziano e Montiano, giovani a casa e vecchi al lavoro. Che idioti !!! Qualunque partito al governo sarebbe statoin grado di fare la stessa cosa: NIENTE.

    Pantaleo

    (30 agosto 2018 - 18:37)

    BRAVI!!!BRAVISSIMI!!!
    …..MA IL SUCCO DI TUTTO NON CAMBIA!!!!
    Tutti bravi,ognuno con la propia spiegazione
    Ma di fatto stanno ipotizzando di tutto x non fare 41!!!
    Salvini di maio in primis al momento!!!!
    Dopo il 2021 saranno pochissimi precoci che avranno ancora 43 anni di contributi
    Siamo gli ultimi…Fateci FUORI cosi non vi rompiamo più!!!!
    Ci state ostacolando in ogni modo possibile e immaginabile,paletti,usurati,caraviger,invalidi,104,senza naspi,ma perché..????
    Perche abbiamo cominciato presto a lavorare..???
    A volte non mi do’ una risposta!!!
    Cmq…STATE SERENI!!!!

    Giuseppe C.

    (30 agosto 2018 - 17:22)

    NON VORREI ESSERE FRAINTESO E PRECISO CHE, LADDOVE COMMENTO:
    “SE SI COLPISCE IL CETO MEDIO SI CREERA’ UNA RECESSIONE ENORME; E GIA,’ PROBABILMENTE, STA ACCADENDO PER L’ALLARME CHE A MIO PARERE, HO L’IMPRESSIONE, POTREBBE ESSERE PROCURATO DALLE DICHIARAZIONI DI CHI, FORSE, POSSO SBAGLIARE MA, DATA LA DELICATEZZA DEL RUOLO ISTITUZIONALE RIVESTITO, SAREBBE, E’ UNA MIA IMPRESSIONE, POSSO SBAGLIARE, FORSE PIU’ INDICATO OSSERVASSE UNA CERTA DISCREZIONE “PRIMA” E “NEL” PARLARE”.
    Ma questo è un Paese libero: “twittate” pure!
    NON MI RIFERISCO, NATURALMENTE, AI SINDACATI, MA ALLA RIDDA DI ESTERNAZIONI E PROPOSTE CHE, SIA DALL’INPS, SIA DAL MINISTRO DEL LAVORO, SIA DA PARTITI E ECONOMISTI, QUOTIDIANAMENTE SI RINCORRONO L’UNA IN CONTRASTO CON L’ALTRA, CREANDO CONFUSIONE E TENSIONE IN ME; E, IMMAGINO, ANCHE IN ALTRI PENSIONATI E PENSIONANDI.
    Lasciateci vivere in pace, grazie.

    Giuseppe C.

    (30 agosto 2018 - 17:13)

    Laddove scrivo: “… Va bene, ho capito; ricevo l’impressione che non ce la vogliano più dare la pensione, vogliono solo i contributi pensionistici come nuova tassa per pagare 780 euro a chi non lavora, suo malgrado, dato che, evidentemente, di fare politiche capaci di creare sviluppo e lavoro serio non sembrerebbe averne notizia… ”
    INTENDO DIRE, E MI CORREGGO:
    “… Va bene, ho capito; ricevo l’impressione che non ce la vogliano più dare la pensione, vogliono solo i contributi pensionistici come nuova tassa per pagare 780 euro a chi non lavori, suo malgrado, dato che, evidentemente, di fare politiche capaci di creare sviluppo e lavoro serio non mi sembrerebbe averne notizia… a parte i 450.000 posti di lavoro promessi che, naturalmente, poca cosa rappresentano nello sconfortante quadro generale di disoccupazione”.

    Giuseppe C.

    (30 agosto 2018 - 17:06)

    SE SI COLPISCE IL CETO MEDIO SI CREERA’ UNA RECESSIONE ENORME; E GIA,’ PROBABILMENTE, STA ACCADENDO PER L’ALLARME CHE A MIO PARERE, HO L’IMPRESSIONE, POTREBBE ESSERE PROCURATO DALLE DICHIARAZIONI DI CHI, FORSE, POSSO SBAGLIARE MA, DATA LA DELICATEZZA DELL RUOLO ISTITUZIONALE RIVESTITO, SAREBBE, E’ UNA MIA IMPRESSIONE, POSSO SBAGLIARE,FORSE PIU’ INDICATO OSSERVASSE UNA CERTA DISCREZIONE “PRIMA” E “NEL” NEL PARLARE.
    Ma questo è un Paese libero: twittate pure!

    Giuseppe C.

    (30 agosto 2018 - 17:04)

    Va bene, ho capito; ricevo l’impressione che non ce la vogliano più dare la pensione, vogliono solo i contributi pensionistici come nuova tassa per pagare 780 euro a chi non lavora, suo malgrado, dato che, evidentemente, di fare politiche capaci di creare sviluppo e lavoro serio non sembrerebbe averne notizia.
    Va bene, consiglierò a mia moglie, di continuare a lavorare finché non la caccino via, ammesso che ci sia ancora una età massima; a mio parere ormai mi sembra l’unico modo di avere un reddito certo in un Paese basato su CONFUSIONE e proposte di norme che si contraddicono e cambiano continuamente.
    Io ho un mutuo da pagare e voglio certezze, non il rischio di passare da 1.300 euro a 780 euro, per una possibile estensione del ricalcolo a tutti i pensionati e PENSIONANDI, non dimentichiamo che i ricalcoli sarebbero,immagino, estesi anche a loro. Mi spiace, ma moglie dovrà continuare a lavorare fintantoché non ci sia un Governo che dia certezze e non IPOTESI sconfortanti, quando il nostro sarà tornato un Paese normale, dove vige la certezza del diritto e del diritto acquisito, nonché la normalità di un lavoro a tempo indeterminato, ben retribuito per costruirsi una pensione futura decente e che non venga rimessa in discussione dopo l’acquisito diritto ad essa.
    Spiacente per la recessione che creerò non spendendo più un euro e spiacente per il posto di lavoro che mia moglie non lascerà ad un giovane; che il giovane, cui va tutta la mia solidarietà, si accontenti lui dei 780 euro promessi! Oltre naturalmente, agli eventuali soldi passati dalla pensione di nonno e papà; se non gliela tagliano incostituzionalmente!

    benito russo

    (30 agosto 2018 - 16:47)

    Ormai e’chiaro cosa faranno se quello che ha detto ol minidtro della Funzione Pubblica “450 mila dipendenti pubblici sara’ il farbisogmo di personale per gli anni dal2019 al 2021. Questo significa che saranno con 43 anni e 3 mesi ( in servizio dal marzo l1976 al febbraio 1979 el i nati da gennaio d1953. A gennaio 1956). Questo significa che il pronlema ha una soluzione affinche’ queste perdone 900 mila tra puccici e provati rimarranno al lavoro perche’ la soluzione Brambilla li penalizzerebbe al punto tale da costringerli a rimanete al lavoro sterilizzando quindi la proposta della quota 100.

    massimo

    (30 agosto 2018 - 15:31)

    BISOGNA RIDURRE OGGI L’ETA’ DI ACCESSO ALLA PENSIONE A 63 ANNI PER TUTTI! E 41 ANNI DI CONTRIBUTI DEVONO BASTARE PER ANDARE IN PENSIONE; MA COSA SIGNIFICA? SI SPIEGHI MEGLIO. E LE AGEVOLAZIONI PER LE DONNE?
    IO NON CREDO CHE SIA SUFFICIENTE LA PROROGA OPZIONE DONNA. SERVONO PROPOSTE PIU’ INCISIVE E STRUTTURALI.

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