Riforma pensioni 2019, il punto aggiornato su quota 41, opzione donna ed esodati

Le ultime notizie sulla riforma pensioni e nello specifico su quota 41, opzione donna ed esodati, giungono dalle dichiarazioni recenti di Durigon e del vicepremier di Maio a cui sono seguite le reazioni degli amministratori dei gruppi facebook che difendono le categorie suddette.

Inoltre alcuni lavoratori precoci hanno espresso forte perplessità sulla proposta del sottosegretario al Ministero del Lavoro che riferendosi al futuro di Quota 100, a Monfalcone in sede di Conferenza stampa aperta al pubblico in vista delle elezioni europee, ha parlato di una quota 100 che ‘cambierà faccia’ dal 2022 divenendo misura solo favore di categorie disagiate, al fine di lasciare il posto alla quota 41 per tutti dal 2022.

Dubbi anche sulle eventuali proposte alternative per gli esodati, che continuano a ribadire, uno su tutti Luigi Metassi, amministratore del comitato esodati licenziati e cessati, che l’unica soluzione per le 6.000 persone ancora in attesa di giustizia resta la nona ed ultima salvaguardia. Positive le reazioni delle lavoratrici a fronte delle rinnovate promesse sulla proroga dell’opzione donna per le nate del 61 sia da parte dell’onorevole Durigon quanto di Luigi Di Maio. Non hanno invece convinto le proposte relative all’assegno per le famiglie con figli. Gli ultimi aggiornamenti ad oggi 14/5.

Pensioni, quota 100 non deve cambiare volto, quota 41 serve ora

Durigon ha affermato su quota 100 che dal 2022 muterà e diventerà una misura per le persone maggiormente in difficoltà, si cederà poi il passo alla quota 41 per i precoci, tra tre anni. I lavoratori non ci stanno e discutono sui social e sul nostro portale facendoci sapere da un lato di essere sfavorevoli al cambiamento della quota 100, che vorrebbero comunque strutturale per una questione di equità nei confronti di rischia di restare fuori per un solo giorno da una misura a scadenza, dall’altro i precoci ci fanno sapere di sentirsi nuovamente beffati da un governo che promette, giusto in vista delle europee, la quota 41 ‘tra tre anni’ con la consapevolezza che tra tre anni qui lavoratori saranno già quasi andati tutti in pensione con l’atuale normativa Fornero, giusto per il gusto di rinominare la desiderata quota 41 nella speranza di prendere voti.

Cristian C: “A 15 gg dalle Europee ci sono continui spot e sempre quella minestra del “faremo tra 3 anni“. Quota 41 la si raggiunge predisponendo un abbassamento della età pensionabile oppure con provvedimento specifico. Il tutto ha un costo. Ma se si fa quota 100 non rimarrà nulla o veramente poco per la quota 41. Tra 3 anni saranno sempre meno i lavoratori che hanno iniziato in giovane età. Avanti pure…Oramai la prendo in ridere…Non smetterò mai di scriverlo le promesse che avevano messo avanti i due rappresentanti delle forze politiche di Governo. Ci hanno preso per il naso, ma non ci hanno tolto la memoria.Rosaria S.” Certo, è tanto che se ne parla che c’è chi nel frattempo è arrivato a 42 e oltre. Quando si decidono saremo a 46 se non morti”

Vi é poi chi é grato al Governo per quanto fatto finora ma confida che la quota 100 permanga anche oltre il 2022, Luigi ci scrive: ” Finora buon lavoro di questo governo, riguardo il diritto per andare in pensione dopo il 2022 , come sostiene Durigon penso sia assolutamente ingiusto sospendere quota cento per i 41 anni per tutti. Sarebbe una grave ingiustizia per i lavoratori che alla soglia del 2022 e 38 anni di contributi per qualche mese non potranno accedere , quindi magari dovranno aspettare altri 4 anni per andare in pensione.Ben venga una legge per tutti con 41 anni per andare in pensione, ma assolutamente non creare differenze e disciminazioni per tutti quei lavoratori che nel 2023 finalmente raggiungono quota cento .Sarebbe una grave ingiustizia.”

Esodati, proporre soluzioni diverse da 9 salvagardia significa non aver capito

Metassi tornando sulla necessità di salvaguardare gli esodati in modo ‘serio’ senza proporre soluzioni alternative, proposte che per giunta sono giunte sul tavolo dei politici da una minoranza degli esodati stessi, afferma: “Pienamente solidale con chi rivendica uno specifico provvedimento di salvaguardia per gli esodati che raggiungono i requisiti ante riforma Monti – Fornero entro il 31/12/2021. La questione che pone da sempre il Comitato “Esodati Licenziati e Cessati” verte su precisi elementi costituzionali e di diritto, pertanto non c’è alcuna soluzione da cercare perchè la stessa è già scritta nel testo della VIII salvaguardia. A parte i necessari corollari applicativi e la disposizione delle coperture, il testo si riduce a poche righe per prorogare al 31/12/2021 i termini dei requisiti di tutte le categorie già menzionate nella VIII salvaguardia. A quasi tre anni dall’approvazione della VIII salvaguardia, parlare di soluzioni da ricercare significa non aver capito o non voler capire chi sono gli esodati e la specifica natura del danno a loro inferto.

Fa pertanto specie che sia talvolta una frangia degli esodati medesimi ad invocare generiche “soluzioni ad hoc” preannunciando su queste addirittura dei tavoli di confronto quando è palese che, in materia, si è ben lontani dal potersi accreditare come portavoce di una comunanza di indirizzo tra gli esodati come, del resto, testiamo iano gli stessi commenti a questo articolo. Più volte il nostro Comitato ha ribadito, non solo la sua contrarietà a derogare dal piano del diritto ma ha anche evidenziato i potenziali rischi derivanti da provvedimenti finanziati a debito, la cui sostenibilità è resa ancor più incerta dalle note clausole di salvaguardia.
Che siano poi i comitati o singoli esodati ad avanzare bozze di provvedimenti di legge, ha semplicemente dell’assurdo. Comitati e singoli cittadini possono rappresentare un’utile fonte di consultazione ma la legge la deve predisporre il legislatore che, delle sue proposte e non di quelle dei cittadini, deve dar conto al Ministero delle Finanze, alla Ragioneria di Stato, nonché alla ostituzione. La chiamata dei cittadini a legiferare riporterebbe tristemente a trascorsi storici non propriamente felici, i cui ricorsi spero ardentemente che questo governo ci voglia risparmiare”. Le conferme sulla volontà politica di tenere aperto il canale proroga opzione donna non giunge solo dalle parole di Durigon ma anche da parte del Vicepremeir Luigi di Maio

Opzione Donna, Di Maio favorevole alla proroga

Così Luigi Di Maio:Proroga opzione donna: mandare in pensione le donne permette di creare quella staffetta generazionale di cui abbiamo sempre parlato. Al momento oltre 11000 donne hanno avuto l’opportunità di andare in pensione. La proposta dovrebbe essere prorogata”.

Viscovich, amministratrice del gruppo opzione donna le eslcuse, intervistata dalla collega Viviano, per Mymagazine news, ribadisce l’importanza della proroga per le nate del 61 e la soddisfazione verso le promesse arrivate da più fronti da parte degli esponenti del Governo, Durigon in primis che a seguito della Conferenza Stampa a Monfalcone nei giorni scorsi ha incontrato alcune rappresentanti del gruppo opzione donna le escluse confermando le intenzioni dell’esecutivo di voler proseguire con la proroga della misura. Per la Viscovich ben vengano altre misure a favore della platea femminile, ma l’opzione donna non dovrebbe essere in discussione in quanto é una misura che resta libera una scelta e permette a quante non possono accedere alla quota 100 di avere comunque un’alternativa valida per uscire dal mondo del lavoro, specie se vicine alla sessantina.

Pensioni donne e misure per mamme: Durigon propone, Armiliato ‘attacca’

Durigon parlando di donne in un altro evento in cui é stato ospite ha parlato anche del riconoscimento del loro ruolo di madri: “Sono molto contento ed emozionato di essere intervenuto al “Forum delle associazioni familiari #assegnoxfiglio” e ringrazio il Presidente Luigi De Palo per l’invito che ci ha rivolto.La proposta del Forum di un contributo per ogni figlio di 150 euro al mese, indipendente dal reddito della famiglia e dall’ISEE, può essere una base di riflessione molto seria in Parlamento, nella certezza che rivolgere lo sguardo alla famiglia significa interpretare al meglio il futuro dei nostri figli e della società!”. Orietta Armiliato, amministratrice del CODS, che si batte da tempo per il riconoscimento del lavoro di cura per tutte, seppur consapevole dell’aggravio che hanno le donne madri in termini di lavoro, si discosta con forza dal messaggio che rischia di passare ossia che una donna per essere valorizzata e tutelata debba per forza essere mamma, e per andare in pensione prima, debba passare il messaggio, che così può fare la nonna. La valorizzazione del lavoro di cura deve andare oltre il ‘bonus contributivo per ogni figlio o l’assegno per ogni figlio e deve valere per tutte, seppur sia lecito pensare ad un riconoscimento ulteriore per le donne madri.

Così Armiliato rivolgendosi direttamente a Durigon sul suo profilo Facebook: “Gentile sottosegretario, Il lavoro di cura, prevalentemente svolto dalle donne, é parte fondamentale del welfare informale del nostro paese indipendentemente dal fatto che le donne siano o meno madri; per quest’ultime, é chiaro che il peso si aggravi e che sia corretto pensare a un qualche riconoscimento in più a prescindere da un riconoscimento che sia per tutte quante. Poi prosegue sul suo post nel CODS aggiunge scettica: “Che poi questo signore che sbandiera interesse ed attenzione per le donne e promette di estendere la misura dell’Opzione Donna però solo per le nate nell’anno 1961 posto che, se credesse seriamente nella bontà dell’istituto visto che la Rgs per il Governo🔰l’ha resa economicamente accessibile, la sosterrebbe ma come misura permanente e non a tempo, é lo stesso che sostiene la bontà di un provvedimento che premierebbe esclusivamente le donne che diventano madri oggi, con un contributo pari a 150€ al mese per ogni figlio (attenzione: figlio partorito..) buttando al vento con un’azione che offende per ignoranza e che non posso definire altro che “marchetta”, anni e anni di faticose lotte femminili. Che incominci a pensare il sottosegretario leghista di proporre soluzioni per attuare in Italia un welfare vero, efficiente, serio ed efficace, un sistema che aiuti e manlevi davvero le donne da responsabilità ed impegni alle stesse culturalmente imposti, con riconoscimenti e valorizzazioni per il lavoro domestico di cura, che svolgono quotidianamente indipendentemente dall’essere o meno madri. Questo sbandieramento di concetti dal contenuto a mio modo di vedere riduttivo per non dire offensivo, tipo “vi permettiamo di mandarvi in pensione un po’ prima così potete espletare il ruolo di nonne a tutto tondo”, questo “ti do due soldi perché hai figliato” ci riporta mentalmente a periodi storici che non ci piace per nulla ricordare se non per capire che non si debbono palesare mai più. La questione é spessa e tende ad ispessirsi ancor più: parliamone”.

Voi avendo ora uno sguardo d’insieme sulle promesse e sul punto della situazione ad oggi 14 maggio, cosa pensate verrà fatto realmente dal Governo ? Credete in tali promesse o temete come Cristian si tratti di ‘parole in vista delle elezioni’? Diteci la vostra.

Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

9 pensieri riguardo “Riforma pensioni 2019, il punto aggiornato su quota 41, opzione donna ed esodati

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    14 Maggio 2019 in 22:42
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    Perche’ non incominciano ad abbassare la quota 41 ai precoci poi se tra tre anni hanno la disponibilità quota 41 x tutti non è così difficile che facciano un passo alla volta ma che lo facciano

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    14 Maggio 2019 in 21:09
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    Ho 56 anni di età e 39 anni di contributi in fabbrica, da ragazzo 2 anni di lavoro senza contributi, ero impiegato contabile con un buon reddito nel 2014 sono andato in mobilità, mi sono riciclato come operaio turnista in un industria chimica speravo in quota 41 ma come al solito la politica italiana premia chi ha lavorato poco e di età alta, io dico che negli anni 1970 il lavoro si trovava, perché non hai versato i contributi? Oggi vai in pensione! È colpa mia se sono troppo giovane? Italiani svegliamoci abbiamo troppe persone da mantenere e non hanno mai pagato le tasse e mai versato contributi mi riferisco sia italiani che extracomunitari!!!

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    14 Maggio 2019 in 20:43
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    Vergognoso attuare l’opzione donna solo per le nate nel 61 deve essere strutturale!!!
    Quelle dopo figlie di un Dio minore?!?!?!

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    14 Maggio 2019 in 19:19
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    Andavo in pensione a fine novembre 2019 con 43 e 3 mesi (ho anche quasi 23 anni come operaio in siderurgia ma Inps non ritiene che siano usuranti). Ora ci dovrei andare a fine settembre (facendo gli scongiuri) con 43 e 1 mese….. ho guadagnato 2 mesi!!! Grazie!!

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    14 Maggio 2019 in 17:45
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    Sono molto deluso legge precoci una presa in giro,quest’anno compio 41 essendo precoce, ma l’inghippo dove? Ho hai una invalidita 74 % oppure un parente da accudire ecc….ma dove e finito il diritto se uno a lavorato prima dei 19 anni puo andare in pensione? Propafanda prima delle elezioni? Dono deluso da tt i politi prima delle elezioni promettono il mondo, anche se ka fanno nel 22, e questo e tt da vedere, avro 43 anni di marchette della fornero mi avete tolto 2 mesi, bella rigorma complimenti!!!

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    14 Maggio 2019 in 15:36
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    Questo è il risultato di quanto sono creduloni gli italiani. Ma veramente pensavate che quello sfaccendato lavativo di Salvini abrogata la tornerò, gli scemi creduloni siete voi che lo avete votato lui è furbo. Tra tre anni sarò in pensione con la legge fornero non ci ho mai creduto alle sue panzane.

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    14 Maggio 2019 in 13:12
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    Quota 41 dal 2022 caro durigon e salvini lo sapete bene che dal 2022 di precoci non c’è ne saranno più ecco perché avete messo quella data ma chi credete di fregare ancora siete dei pagliacci e nient’altro.. E pensare che ci credevo..

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    14 Maggio 2019 in 11:51
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    Ma ancora non si è capito che si sono venduti 41 x q 100???
    X poter dare il reddito ai 5 stelle..
    Solo che il 26 il gatto è la volpe resteranno da soli
    Continuano a litigare e noi stiamo li a soffrire…
    Ignobili Infami è Traditori!!!!

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      14 Maggio 2019 in 21:27
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      Solo due parole : mi sono fatto il culo dall eta di 14 anni x 40 anni di contributi e questi vengono ed approvano quata 100 mentre noi lavoratori precoci non esistiamo più . Vergognateviiiii e niene voto per nessuno all europe. Altro che smantellare la legge Fornero! !!! A noi ci avete smantellato. Parassiti politicanti senza onore . La vostra parola vale come il due di picche a briscola. ” niene .” LEGA È M5S. DIMETTETEVIIIIII

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