Pensioni 2019, ultime novità sull’inganno quota 100: requisiti imposti e non flessibili

Le ultime novità sulla riforma pensioni al 28 giugno riguardano la quota 100 e le considerazioni che vengono espresse in merito alla misura, diversi sono coloro che sul sito ci hanno scritto per dirci che grazie alla quota 100 sono riusciti a liberarsi dalla Fornero, ma per molti altri, la maggioranza in realtà, l’uscita anticipata voluta dal Governo non ha risolto nulla.

Tra questi vi é Orietta Armiliato, amministratrice del Cods, che dalla sua continua a ribadire, dati alla mano, come quota 100 non sia affatto una misura per donne e soprattutto evidenzia come la terminologia usata dal Governo non sia stata affatto corretta, ma anzi abbia tratto in inganno molti.

Armiliato su quota 100: misura iniqua, basta venderla come successone

Così scrive: “Quota💯 ha sicuramente giovato a qualcuno ovvero a chi avendo 62anni di età e 38 di contributi ha deciso di chiudere con il mondo del lavoro ma, é una misura iniqua che più iniqua di questa veramente era difficile realizzarne:
✅Non è adatta alle esigenze delle donne
✅Non corrisponde ai requisiti necessari ai precoci
Non cancella la Monti/Fornero
✅Non si paga se non alzando il debito pubblico anche se calmierato dal prelievo forzoso effettuato ai danni dei già pensionati
✅Non ha rispettato i desiderata di chi li ha votati
Ma, gli artefici di questo provvedimento, vogliono vendercelo come un successone!

È corretto dire che i lavoratori hanno sostenuto la possibilità di avere misure pensionistiche “a quote” ma, i due ViceMinistro🔰speculano sulla questione: per “quote” si intende un totale fisso ma ottenibile sommando l’etá anagrafica con quella contributiva, senza alcun paletto. Quota💯 ha un nome ingannevole, poiché contempla requisiti imposti e non flessibili. Sul fatto che il nome quota 100 abbia ingannato, confermano anche i precoci , che ora si interrogano, come mai con 40 anni di contributi e 60 d’età, che fa 100 non vado? Eccovi qualche testimonianza.

Pensioni 2019, ultime novità il paradosso di quota 100

Franco : “Se una persona va con quota 100 secca 62-38 vuole dire che ha iniziato tardi a lavorare ( 24 anni) e ha lavorato meno (38 anni di contributi e di lavoro). I precoci hanno iniziato a 16-17-18 hanno già lavorato e versato più di 40 anni di contributi ma non hanno nemmeno la facoltà di scelta se avere magari una penalizzazione. Faccio gli auguri a chi è rientrato in questa riforma ma almeno risparmiateci i vostri erronei commenti. Davvero assurdo sentire che quota 100 non “inibisce i diritti dei lavoratori precoci”.

Marcolo: “Secondo il mio punto di vista, la possibilita’ di andare in pensione dovrebbe essere data ad un’eta’ fissa uguale per tutti, che, ragionando con un po’ di buon senso, potrebbe essere di 60 e la differenza starebbe nel diverso importo percepito, in proporzione ai contributi versati; possibilita’ non significa obbligo di pensione forzata a 60 anni di eta’: chi preferisce fare qualche anno in piu’ per aumentare l’importo della pensione sarebbe libero di farlo; ma chi si accontenta di una pensione con importo ridotto e andare in pensione a 60 anni di eta’ avrebbe questa possibilita’ di scelta”

Alessandro: Mi chiedo perche continuano a chiamarla Quota 100 ? Se uno ha 42,5 mesi e 60 Anni e non rientra ?” Pantaleo: “buffone, ho 42 anni e 5 mesi di contributi e lavoro ancora. E tu mandi in pensione quelli di 38 ??????” Alessandro: “perché è giusto andare in pensione con età 62 e contributi 38, mentre io non posso andare con età 60 e contributi 41,5? Poi rilancia una nuova proposta: “Quota 40 per tutti e pensione massima netta euro 2000, a prescindere dai contributi versati. Questa è giustizia e solidarietà. Voi cosa ne pensate di queste affermazioni e dell’ultima proposta? Fatecelo sapere lasciandoci un vs commento.

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

5 pensieri riguardo “Pensioni 2019, ultime novità sull’inganno quota 100: requisiti imposti e non flessibili

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    1 Luglio 2019 in 10:05
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    Ciao a tutti sono totalmente solidale con tutti i precoci che avendo già tanti anni di contributi non possono ancora ritirarsi dal mondo del lavoro. A maggior ragione sono solidale con tutte le donne che pure si ritrovano a dover continuare a lavorare dentro e fuori casa perché non riescono a raggiungere i requisiti della quota 100. Da parte mia voglio dire che a 60 anni di età e 39 e mezzo di contributi, un posto di lavoro decisamente lontano che mi obbliga a fare tanti km al giorno, una famiglia numerosa, tantissime spese mensili, devo continuare ad andare avanti sperando sempre che un qualcosina di serio succeda prima o poi. A me la quota 100 non aiuta perché l’età non c’è ancora, tra due anni la raggiungo ( Speriamo ) ma arriverei anche a oltre 41 di contributi e si aggiungerebbe pure la finestra… Governo almeno togliete queste finestre che dopo tanti anni sono davvero pesanti e prolungano sempre di più una meta già difficile da raggiungere.

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    28 Giugno 2019 in 13:33
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    Sia lodata quota 100; sono nato nel settembre 1955 e, chi come me, ha lavorato con grande senso di responsabilità ed onestá, si arriva al punto che non riesci più a condividere i modus lavorandi con colleghi di ultima generazione, alla fine mi sono reso conto che ero io a non essere più abile al lavoro. Inoltre, non avrei potuto continuare a guidare un’auto, necessaria per l’attività, sino alla soglia dei 68 anni. Ringrazio chi mi ha permesso di tornare a vivere.

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    28 Giugno 2019 in 10:53
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    Ma dobbiamo commentare ancora questa porcata…??
    È quello che loro, pensano di essere più furbi…,
    Andatevene a F…… O

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    28 Giugno 2019 in 10:47
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    la quota 100 è stata utile per quelli piu anziani che non ce la facevano piu ad andare al lavoro per colpa dell’età che vi garantisco incide, anche se con meno di contributi , ma bisogna slegare i precoci dai paletti della fornero per dare un colpo a quelli che non ce la fanno piu io ho 39 anni di lavoro e 57 anni di età a fine anno e non ce la faccio piu io lavoro in coop e faccio lavori faticosi e pesanti e ho mio padre da assistere ma comunque si fa fatica bisogna mandarci in pensione prima a noi donne ma non con il contributivo un misto andrebbe bene visto che non ci sono soldi, ma bisogna fare qualcosa che paghi qualcun’altro noi abbiamo già pagato abbastanza

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    28 Giugno 2019 in 9:23
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    Oggi è il mio ultimo giorno di lavoro.Lascio perchè non ce la faccio più dopo 42 anni e 11 mesi perchè i due cialtroni che MILLANTANO di aver abolito la Fornero mi hanno appioppato la Finestra di 3 mesi ma io di lavorare per la 43 esima estate con forni a 1000°g non ne goglio più sapere .Morale è che per 2 mesi non avrò nè stipendio nè pensione (GRAZIE SALVIMAIO).Come ho detto per parecchi mesi ed ho avuto ragione pochi hanno voluto o potuto aderire a quota 100 , la conseguenza è che di nuovi posti di lavoro non c’è traccia . Con i fondi che avanzano le finestre andrebbero abolite non solo da subito ma retroattivamente ma non per i CENTINI ( questi il megasconto l’hanno già ricevuto )ma per chi ha raggiunto la fatidica FORNERO .
    GRAZIE A TUTTI E BUONA FORTUNA

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