Riforma pensioni 2019, ultime al 27/9 su proroga opzione donna: nessuna esclusa?

Le ultime novità sulla riforma delle pensioni al 27 settembre 2019 e nello specifico sulla proroga dell’opzione donna ci giungono da un interessante confronto che abbiamo avuto con Orietta Armiliato.

L’amministratrice del CODS ha diffuso ieri sui social un post molto critico per spiegare a chi l’accusa di aver alimentato una battaglia ‘delle donne contro le donne’ che forse non ha ben compreso quali siano i reali obiettivi del suo Comitato e quali le sfide che questo gruppo di donne, da lei capitanate, hanno deciso di intraprendere per migliorare le condizioni delle donne di oggi e di domani. Proprio a partire da tali premesse abbiamo voluto intervistare l’Armiliato per comprendere a fondo le sue ragioni e l’origine di tali spiacevoli screzi.

Riforma Pensioni 2019, proroga di opzione donna: l’intervista all’Armiliato

Gentile Orietta le sue richieste al Governo come amministratrice del CODS, sono, se ho ben compreso: la proroga dell’opzione donna al 2023, la valorizzazione del lavoro di cura, l’estensione del cumulo gratuito dei contributi anche per quante intendono optare per opzione donna. Come mai, a suo avviso, queste richieste, nobili negli intenti, portano a screzi con le donne che vorrebbero la proroga di anno in anno, ‘accontentandosi’ per ora dell’estensione della misura al 2019? Non dovrebbe essere un obiettivo, quello da lei posto, che le ricomprende e dunque, al più, maggiormente esaustivo per tutte?

Guardi da tempo mi interrogo sulla modalità di sostenere provvedimenti in uso presso alcuni gruppi che si occupano di previdenza al femminile e, per essere più precisi, che si occupano della misura che lei cita, senza trovare un’adeguata risposta se non quella che siano stati dati loro dei precisi indirizzi a carattere politico. Ed anche se comprendo che ci siano gruppi nati esclusivamente per guardare ad un unico proprio specifico interesse, come ad esempio quello che dichiara da sempre che l’obiettivo per il quale quella comunità si é formata é proprio mirato a fare in modo che la misura dell’Opzione Donna sia prorogata per le sole nate del 1961, ovvero “pro domo mea”, pur apprezzandone la coerenza, non ne condivido il limitato e riduttivo intento.

Anche perché, mi perdoni, tra le altre cose il CODS, chiedendo da tempo che il provvedimento sia fruibile a tutto il 2023 e poi definitivamente chiuso, in realtà ricalca semplicemente lo stesso schema che fu applicato nella precedente legge di bilancio. Mi spiego, é fatto noto a chi segue la proroga dell’opzione donna che al 31.12.2017 potevano accede le lavortrici che al 31.12.2015 avevano maturato 57anni e 7 mesi di etá con 34anni 11mesi e 15gg di contributi versati poi, la scorsa primavera, il legislatore ha riaperto i termini dell’ istituto, includendo le lavoratrici che al 31.12.2018 avevano maturato 58 anni di età e 35 di contributi. Va precisato che in tutte e due le situazioni occorreva un anno in più per l’età se a volerne usufruire erano lavoratrici autonome. Le condizioni di accesso sono state in quel frangente peggiorate, tuttavia si é almeno aperta la possibilità di adesione per quante avevano raggiunto i requisiti negli anni 2016, 2017 e 2018 e che erano rimaste escluse con la chiusura del periodo di sperimentazione come da dettato della legge originale. Dunque già lo scorso Marzo non fu affatto applicato la pratica della proroga ‘ di anno in anno‘, ma con una sola norma la proroga é stata estesa per 3 anni. Ecco perché non comprendo l’agire, riduttivo e minimalista in tale senso, di quante ci accusano di ‘pretendere troppo’ nel non volerci limitare ad un’apertura che taglierebbe fuori nuovamente molte donne.

Pensioni 2019 ultime oggi 27 settembre: Opzione donna al 2023, sostenibile?

Il Professore Tridico, Presidente dell’Inps, l’altro giorno a Di Martedì su La 7 ha stimato che la proroga al 2023 di opzione donna, quindi prendendo in considerazione anche la proposta fatta dal Cods, costerebbe all’incirca 2 miliardi di euro; a suo avviso il timore delle donne che rientrerebbero già nella misura con la proroga al 31/12/2019 sta nella paura che le coperture economiche non bastino per tutte?

Premesso che la misura dell’Opzione Donna al 2023 costerebbe 2 miliardi di euro, come diceva lei, ossia 400milioni all’anno spalmati sui prossimi cinque anni e francamente, non mi sembra una cifra proibitiva o mirabolante al punto da poter essere archiviata con un “non luogo a procedere”, comprendo che possa giocare, per lo meno per queste donne “targate”1961, la paura di poter perdere la loro opportunità dimostrando, però, un’assoluta mancanza di senso del bene comune, male diffusissimo in questa stagione, così come lo è la mancanza di solidarietà.

Quello che faccio davvero fatica a comprendere però, é quel continuo denigrare e dileggiare l’operato degli altri che hanno una visione differente dalle loro, definendosi delle indomite guerriere giacché, per quel che mi riguarda, non ho bisogno di indossare una corazza ed impugnare una spada considerato che non sono in guerra con nessuno e che non considero,né ho mai considerato il mio prossimo in generale e quindi anche chi non la pensa come me, un nemico da odiare, combattere e ovviamente vincere. La mia battaglia é da sempre per le donne di oggi e di domani, ecco perché mi batto, anche, con convinzione, per il riconoscimento ai fini previdenziali del lavoro di cura, ed ecco perché ho anche proposto la quota 100 rosa, che permetterebbe alle donne di poter accedere alla quiescenza dai 62 anni, ma con uno sconto contributivo di 2 anni e dunque con 36 di contributi.

Confidiamo, qualcuna di queste proposte possa vedere la luce nella prossima legge di bilancio, e ribadiamo che una non esclude l’altra ed anzi il nostro fare proposte alternative é un modo lungimirante per aprire un dialogo col Governo in più direzioni, un dialogo che speriamo, serva a migliorare la condizione previdenziale delle donne, tenendo anche conto del loro immenso lavoro di care giver spesso in sostiuzione di un welfare scadente.

Ringraziamo Orietta Armiliato per la piacevole chiacchierata e ricordiamo a quanti volessero riprendere parte delle dichiarazioni che, trattandosi di esclusiva, sono tenuti a citare il nostro sito. Voi condividete gli obiettivi che si é posto il CODS? fatecelo sapere nell’apposita sezione commenti.

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981,! Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista. Scopri di più

11 pensieri riguardo “Riforma pensioni 2019, ultime al 27/9 su proroga opzione donna: nessuna esclusa?

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    30 Settembre 2019 in 16:31
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    RINGRAZIO LA SIG.RA ARMILATO PER IL SUO INTERESSAMENTO ALLA CONDIZIONE DELLE DONNE.
    RIVOLGEREI UN PENSIERO ANCHE A QUELLE CHE SONO NATE PRIMA DEL 1960 MA CHE HANNO RAGGIUNTO SOLO QUEST’ANNO I 35 ANNI DI CONTRIBUZIONE. QUINDI SE LA CONDIZIONE “SINE QUA NON ” DOVESSE RIMANERE SEMPRE QUELLA DEI 35 ANNI AL 31.12.2018″SI AVREBBERO LE DONNE PIU’ ANZIANE TAGLIATE FUORI

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    30 Settembre 2019 in 10:43
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    Signora Orietta Armiliato grazie per quanto Lei sta facendo . Approvo appieno per quanto Lei ha espresso. Buon lavoro , non desista . grazie Alessandra

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    30 Settembre 2019 in 10:04
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    ….ma per piacere…; “Per quanto mi riguarda, sono stata settimana scorsa al patronato.., volevo uscire con l’opzione donna essendo nata nel 1961. Avendo iniziato a 15 anni a lavorare., Purtroppo fino ad oggi ho lavorato per 12 Aziende., quello che trovavo me lo facevo andar bene…!! Nel corso dei miei 42 anni di lavoro per ben 4 volte le Aziende chiudevano.. e anche se avevo un contratto a tempo indeterminato. Tutti a casa..!!! Purtroppo nel mio estratto contributivo ho tutto: ( cassa integrazione, mobilità e disoccupazione..!). Bene…, Anzi MALISSIMO..! Perché volevo uscire con l’opzione donna.., e purtroppo se hai fatto DUE ANNI DI DISOCCUPAZIONE…., Non puoi accedere alla pensione con la formula (opzione donna)…!!!! MA VI SEMBRA CORRETTO..!!! QUANDO PERDI IL LAVORO A 50 ANNI.., PER ME FU UN CALVARIO.., PIU’ DI 6000 CURRICULUM IN DUE ANNI CONSEGNATI.., SENZA AVERE LA POSSIBILITÀ DI POTER LAVORARE. DOPO DUE ANNI COSI.., MI AMMALAI.., DIVENTATA CATEGORIA PROTETTA, dopo qualche mese trovai lavoro..! Sotto pagato e il mio livello faticosamente raggiunto.., perso per SEMPRE…!!! QUESTO E’ IL MONDO DEL LAVORO.., E ANCOR PEGGIO QUELLO DELLE PENSIONI…..!!!!! VERGOGNATEVI…!!!!

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    30 Settembre 2019 in 9:13
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    Disoccupata da luglio Ho 56 anni e 38 di contributi,ma non posso andare in pensione!😤

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    27 Settembre 2019 in 23:35
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    ‘Quota 100 rosa’ .
    Fate qualcosa in favore delle donne!
    Lavoriamo in casa e fuori casa, dateci un segno di riconoscimento.

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    27 Settembre 2019 in 21:58
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    cara errica bisogna dire al governo di dare lavoro a noi 54 enni rimasti senza lavoro e non abbiamo nessun aiuto per un altro lavoro non potendo avere il reddito cittadinanza saluti

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    27 Settembre 2019 in 20:28
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    Perfettamente d’accordo con la si.ra Orietta Armiliato.
    È veramente ridicolo OD di anno in anno,non è certo questa misura che manda in crisi le casse dello Stato..
    Quello che trovo invece veramente triste , sono questi comitati di donne che pensano solo a se stesse, anche xche’ tutte insieme saremmo più forti nelle nostre richeste e forse qualcuno ci ascolterebbe…
    Alla faccia della solidarietà !!

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    27 Settembre 2019 in 18:13
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    Condivido pienamente gli obiettivi del CODS, proroga al 2023, lavoro di cura e possibilità di cumulo dei contributi versati in casse diverse, mi sembrano punti molto importanti che intendo appoggiare assolutamente.

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    27 Settembre 2019 in 18:11
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    Condivido in pieno le proposte di Orietta Armiliato :opzione donna almeno fino al2023 e poi riconoscere i lavori di cura per le donne per poter accedere prima alla pensione. Il fatto di chiedere la proroga solo per il 2019 e poi forse di anno in anno mi sembra una proposta che esclude molte donne
    Anche perché non ci sarà mai la certezza che l’anno dopo venga confermata.

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    27 Settembre 2019 in 17:19
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    Concordo perfettamente con Orietta, escluso un punto: secondo me sarebbe giusto l’anno per ogni figlio alle lavoratrici madri, senza per questo escludere il riconoscimento degli altri lavori di cura a favore dei famigliari. Infatti le madri hanno le stesse probabilità delle altre donne di dover assistere ANCHE un genitore o altro parente e gli impegni di sommano. Così dovrebbe essere anche per i riconoscimenti e gli “sconti”

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    27 Settembre 2019 in 17:02
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    SONO D’ACCORDO DI PROROGARE OPZIONE DONNA FINO AL 2023 PER EVITARE QUESTA CONTINUA AGONIA CHE DIVENTA INSOPPRTABILE SPECIALMENTE QUANDO SI FA UN LAVORO CHE NON RISPECCHIA PIU’ I CONNOTATI DELLA SODDISFAZIONE E DEL DOVERE MA SI E’ COSTRETTI A RIMENERE PER VEDERE SE ALLA FINE RIESCI A FAR QUADRARE I CONTRIBUTI. INOLTRE PENSO CHE LA PROPOSTA DI QUOTA 100 ROSA A 62 ANNI E 36 DI CONTRIBUTI SAREBBE DA CONSIDERARE COME UN PUNTO DI ARRIVO PER TANTE DONNE CHE INVECE NON CE LA FANNO AD ARRIVARE A 38 ANNI DI CONTRIBUTI VUOI PER STANCHEZZA, PER PERDITA LAVORO ETC. ATTENDO CON ANSIA QUESTA LEGGE DI BILANCIO PER VEDERE SE RIESCO A FAR QUADRARE ANCHE IO QUESTI CONTI. GRAZIE DI TUTTO

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