Riforma pensioni 2019, ultime da Inapi: le richieste al nuovo Governo su Q41 e opzione donna

Sulla riforma pensioni 2019 arrivano nuove importanti dichiarazioni di Domenico Cosentino, Presidente del patronato Inapi, che abbiamo già avuto modo di intervistare recentemente. Alla luce del voto positivo emerso su Rousseau, con il 79.3% dei voti positivi, prende il via ufficialmente il Governo M5S-PD. Proprio al nuovo Governo in carica, che avrà l’arduo compito di guidare il Paese e ridare serenità ai mercati e ai cittadini dopo l’instabilità dell’ultimo periodo, si rivolge Cosentino, con un lungo e dettagliato comunicato, in cui chiede in primis ” più fatti e meno parole”.

Il riferimento é alle tante promesse fatte e agli slogan ‘detto fatto’ degli scorsi mesi che hanno generato ulteriori illusioni sui futuri pensionandi, specie quelli che ora, se escludiamo le promesse ricevute, fa intendere il Presidente del patronato, sono nuovamente ‘col nulla in mano’ ed in trepida attesa di comprendere le loro sorti previdenziali. Ecco allora l’intervento di Inapi che chiede di tutelare proprio queste categorie, a lungo acclamate nei comizi elettoriali e dalle piazze, ma poi in legge di bilancio spesso dimenticati: esodati, donne, precoci. Riportiamo il Comunicato e ringraziamo Domenico Cosentino per avercelo inoltrato.

Pensioni 2019, Inapi al nuovo Governo: meno parole e più fatti

La Direzione Nazionale del Patronato Inapi ora che si è venuto a formare il nuovo Governo a coalizione M5S-PD, intende dire la propria in merito a quali dovrebbero essere i tratti salienti relativi al capitolo previdenziale, che dovrebbero vedere la luce nella prossima Legge di bilancio.

Troppo spesso, specie in questi ultimi mesi, dice Domenico Cosentino, Presidente del Patronato Inapi, si è giocato sulla pelle dei lavoratori e dei futuri pensionandi, dispensando facili promesse, poi mai realizzate concretamente, meno parole e più fatti deve essere prima di ogni altro, a mio avviso, il nuovo motto del Governo”. Poi prosegue: “All’Italia, oggi più che mai serve un esecutivo, credibile, stabile che affronti con serietà le questioni care ai cittadini e soprattutto che riscatti il ruolo del nostro Paese in Europa”.

Poi nel corpo del comunicato bene emergono le sue proposte al nuovo Governo ( 5 punti da cui partire) frutto, dice, di un attento sentire da parte di chi quotidianamente lavora a contatto con i pensionandi, molti dei desiderata, sostiene il Presidente Inapi, sono assolutamente condivisibili.

Riforma pensioni 2019, le proposte di Inapi al Governo

La quota 41 per tutti ad esempio, a nostro avviso dovrebbe essere concessa a chi, pur under 60, ha già alle spalle 41 anni di versamenti contributivi. La pensione dovrebbe tenere in conto non tanto l’età, quanto gli anni di contributi oggettivamente versati all’Inps.

Per le donne, sebbene penalizzante, riteniamo che la proroga dell’opzione donna, ad oggi unica misura che offre una chance di uscita anticipata alle lavoratrici in difficoltà, dovrebbe essere concessa. Essa deve rimanere una misura opzionale, per aiutare quante non hanno altre vie, e poi si dovrebbe puntare sul riconoscimento del lavoro di cura anche ai fini previdenziali.

Non possono poi essere nuovamente dimenticati i 6.000 esodati che da anni attendono che si corregga la stortura nata con la riforma Fornero e si risolva il loro dramma previdenziale, si tratta di persone, allo stremo delle forze, senza pensione né reddito, se si deve parlare di giustizia ed equità, da qui si deve necessariamente ripartire.

In ultimo, tra le priorità da affrontare, il Governo si trova dinanzi la questione dei commercianti che hanno chiuso nel 2017-2018 la loro attività, tutti questi lavoratori nel corso della loro vita lavorativa hanno versato nell’apposito fondo parte dei loro contributi per tutelarsi da un’eventuale imprevista cessazione dell’attività, ragione per cui, giacché dal 2019 l’indennizzo è divenuto strutturale, nessuno, nemmeno quelli che hanno chiuso nel biennio precedente, deve essere escluso. E’ evidente che la circolare ha fornito un’interpretazione restrittiva della legge e che tale stortura debba essere sanata. Non è purtroppo la prima volta che l’Inps cade in errore, ricordiamo nel 2015 la questione, poi sanata attraverso class action, relativa alla misura opzione donna.

Pensioni, permettere di cumulare la contribuzione versata in più casse

Nel testo del comunicato si legge poi una considerazione di estrema importanza, per quanti hanno contributi versati in più casse, ma paradossalmente non possono optare per l’uscita anticipata, perché il cumulo non é permesso. Così Cosentino: “Inoltre si continua a parlare di pensione anticipata, senza considerare che molti non raggiungono gli anni contributivi richiesti perché hanno versato in più casse previdenziali, ma i contributi sono pur sempre tali e sono stati pagati dal lavoratore che ha dunque diritto alla sua pensione. Ragion per cui credo, ha concluso Cosentino, che la strada maestra per poter optare per qualsiasi forma di flessibilità in uscita debba necessariamente passare per la possibilità di cumulare la contribuzione versata in più casse previdenziali. Possibilità preclusa, tra le altre cose, anche da quota 100.

Personalmente, prosegue, sarei addirittura per l’ abolizione delle casse, poiché ritengo l’INPS l’unico soggetto atto alla gestione della materia previdenziale. Senza sottovalutare che questo comporterebbe un notevole risparmio economico utilizzabile magari per una riforma previdenziale che potrebbe finalmente essere degna di questo nome“.

Poi conclude il lungo e preciso comunicato, quasi a voler lanciare un avvertimento al nuovo Governo M5S-PD: “INAPI si fa, dunque, vigile sentinella delle istanze sollevate dai cittadini ed anzi, vista l’estrema emergenza nel Paese, sarà pronta a sostenere, con i mezzi e le modalità operative che le sono propri, un disegno politico che sia all’altezza di queste aspettative, davvero attento ai bisogni delle classi e categorie più vulnerabili, davvero rispettoso delle esigenze che queste rappresentano, e davvero capace di impostare la politica economica al servizio della società e del suo sviluppo“.

Cosa ne pensate delle richieste del Presidente del Patronato Inapi, le condividete? Fatecelo sapere nell’apposita sezione del sito, saremo lieti di leggere le vostre considerazioni.

Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

8 pensieri riguardo “Riforma pensioni 2019, ultime da Inapi: le richieste al nuovo Governo su Q41 e opzione donna

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    5 Settembre 2019 in 17:19
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    Io personalmente, ma penso tutte le donne che si trovano in questa situazione, e cioè di non potere cumulare i contributi e quindi di non potere accedere ad Opzione Donna, sono assolutamente d’accordo su quanto detto dal Presidente di Inapi, perchè è una ingiustizia verso coloro che hanno lavorato una vita e sono state escluse da questa possibilità. È una vergogna, non ci sono donne di serie A e donne di serie B ma donne che hanno versato contributi e hanno diritto, se lo vogliono, di accedere a questa opzione.

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    5 Settembre 2019 in 17:00
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    Assolutamente non si può pensare solo a quota 41 considerato che ci sta chi come me anche senza avere i contributi ne avrà 38 a fine anno ma lavora dai 19 anni e a fine anno avrà 63 anni e spera di andare a 64 con quota 100 non perché sia la migliore proposta ma al momento la,sola via di uscita. Si riuscirà mai a considerare usurante il lavoro che faccio visto che è una valutazione sempre poco misurabile questa qualità di un lavoro. Il mio li trovo assai usurante ma non risulta al momento…ci sarebbe molto da dire.

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    5 Settembre 2019 in 8:40
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    Sono letteralmente Terrorizzato dal nuovo governo, nuovamente instaurato senza libere elezioni… la nuova sinistra non è altro che un partito di opportunisti, incapaci e che non hanno rispetto delle regole.
    Ho 60 anni e ho versato 41 anni di contributi, o meglio essendo un lavoratore dipendente mi hanno sempre detratto quote senza chiedermi se d’accordo o no, era un contratto stipulato nel tempo che mi garantiva dei diritti. La Signora Fornero con un colpo di spugna i miei li ha ignorati totalmente dicendomi che dovevo lavorare e versare contributi fino a 43 anni e 6 mesi, quando tutti i miei colleghi hanno pensionato con 37 anni fino a pochi mesi prima…. 7 anni !!! Ma dove sono finiti i miei Diritti Acquisiti??? Mi dicono che lo sto facendo per i giovani, balle sacrosante, in quanto i giovani si avvicinano al mondo del lavoro con un età media di 25 anni, per cui a oggi pensionerebbero con 63/64 anni = 38/39 anni contributivi….. La nostra generazione, chiamata dei Baby Boom è la più penalizzata di tutte, ma i soldi da noi versati sono sempre stati tanti e buoni; ma visto che al Governo e nei Ministeri abbiamo professori, geni e grandi economisti al comando, cosa gli costerebbe fare verifiche serie di dove li hanno sperperati e se se si farne una revisione???
    Tenendo presente una regola”santa” che solo pochi sono disponibili a voler intendere: nell’Industria privata, (delle poche che ancora rimangono) i dipendenti danno un apporto, ma sono dei costi, Fino a quando mi faranno lavorare e non mi lasceranno uscire, nessun giovane verrà a sostituirmi, per cui teniamoli a casa con Reddito di Cittadinanza e mandiamo in pensione con 44 anni di lavoro così l’Economia ne avrà dei vantaggi e ci garantiranno un futuro roseo……

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      5 Settembre 2019 in 15:20
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      sante parole. aggiungo inoltre che in ogni caso il rapporto pensionato/giovane da assumere 3:1 è totalmente falsato dal fatto che attualmente lo stato NON ASSUME, nonostante ne abbia la necessità.
      solo un manipolo di infami può pensare di stravolgere per LA SECONDA VOLTA la vita di centinaia di migliaia di persone.

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      8 Settembre 2019 in 7:54
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      Sottoscrivo al 100%
      Purtroppo la nostra classe politica, salvo rare eccezioni, è succube all’Europa e attenta solamente ai propri privilegi. Stia tranquillo che sul fronte diritti acquisiti quelli che riguardano i privilegi dei politici saranno sacrosanti; quelli dei lavoratori è strame da usare come letame.

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    4 Settembre 2019 in 14:49
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    Sono totalmente d’accordo su tutto e poi OD è lunuica che auto si finanzia perché è tutta con il contributivo sicche pochi discorsi OD si al rinnovo

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    4 Settembre 2019 in 13:10
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    sarebbe interessante capire cosa significa “questo governo dei sinistri non sarà CONTRO gli italiani”.
    da quelle che viene riportato oramai da tutte le testate giornalistiche l’ipotesi più accreditata è quella di elevare per quota 100 dal 01 gennaio 2020 l’età a 64 ( diconsi sessantaquattro ) anni e comunque di reintrodurre l’innalzamento dell’adv da subito per tutte le pensioni.
    non ho trovato un solo titolo che semtisca queste voci.
    se questo non è ESSERE CONTRO GLI ITALIANI CHE LAVORANO cos’è ?
    perchè non si toccano invece i bonus dati a pioggia a nullafacenti e fancazzisti che nella loro vita non hanno versato un solo CENTESIMO di contributi, hanno SEMPRE evaso tasse e balzelli.
    questi , nonostante risultino nullatenenti e nullafacenti , oggi percepiscono un ulteriore VITALIZIO , senza nemmeno alzare il posteriore dalla seggiola.
    perfino la gdf ha certificato che il 70% dei richiedenti NON NE HA DIRITTO.
    PERCHE’ ?

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    4 Settembre 2019 in 12:22
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    Mettere le mani su quota 100 significa inchinarsi ai voleri della Troika.
    Ci sono già tanti cittadini che hanno versato volontariamente migliaia di euro
    per poter accedere a quota 100 nel 2020-2021, persone che hanno chiesto la mobilità,
    commercianti e artigiani che non hanno organizzato il loro lavoro futuro in prospettiva
    di andare in pensione.
    Sarebbe una nuova carneficina senza nessuna giustificazione.
    Pasquale Tridico, pr. INPS, e non un pinco -pallino qualunque, ha dichiarato recentemente
    che quota 100 è ampiamente sostenibile già finanziata e che ha avuto meno richieste di quelle
    preventivate dal governo giallo-verde.
    Quindi caro nuovo governo PD-5stelle ,se non volete sparire per sempre, giù le mani da Quota 100.

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