Riforma Pensioni 2019, ultime Ghiselli: quota 41 non è un regalo, riformare legge Fornero

Riforma Pensioni  2019, ultime Ghiselli: quota 41 non è un regalo, riformare legge Fornero

Le ultime novità oggi al 2 ottobre 2019 giungono da un’interessante dichiarazione in esclusiva che ci ha rilasciato Roberto Ghiselli, segretario confederale della Cgil, a commento delle opinioni espresse dalla Professoressa Elsa Fornero nel corso dell’intervista che ci ha rilasciato pochi giorni fa. Dichiarazioni che hanno avuto molto seguito ed hanno generato un piacevole e costruttivo dibattito nato sia tra i lavoratori che hanno espresso il loro punto di vista sui social e nella sezione commenti del nostro sito, quanto tra politici e sindacalisti che si sono aperti ad un confronto sposando o meno le affermazioni dell’ex ministro del Lavoro.

Ieri vi abbiamo presentato le proposte di Domenico Proietti, segretario confederale della Uil, oggi vi proponiamo quelle di Ghiselli, che sostiene, tra le altre cose che la quota 41 per i precoci non sarebbe comunque un regalo, giacché si tratterebbe di concedere la pensione a persone che hanno versato contributi per 41 anni, una vita. Eccovi le parole del segretario confederale della Cgil che in alcuni passaggi condivide il pensiero della Fornero sulla necessità di una svolta.

Riforma pensioni 2019, ultime da Ghiselli: l’intervista in esclusiva

Diversi concetti espressi dalla professoressa Fornero sono condivisibili e, appunto per questo, è necessaria una “riforma della sua riforma”. Innanzitutto è importante affermare il principio della flessibilità in uscita connessa alla libera scelta del lavoratore. Noi parliamo da 62 anni, lei fa riferimento a 63: vorrei far notare che quel valore, per effetti del suo legame con la speranza di vita, attualmente è già arrivato a 64 anni.

Poi prosegue spiegando i grossi vincoli, almeno due, che la flessibilità concessa dalla legge Monti-Fornero ha: “La flessibilità prevista dalla legge Fornero poi ha due altri grossi limiti su cui è necessario intervenire: puoi accedere alla flessibilità solo se sei nel regime interamente contributivo, quindi se ne parla sostanzialmente per le generazioni che andranno in pensione dopo il 2035. È necessario quindi estendere questa possibilità anche a chi è nel regime misto, considerando che le coorti prossime alla pensione hanno già la componente contributiva superiore al 60%. L’altro vincolo che va rimosso è quello che consente di poter andare in pensione di vecchiaia dopo 64 anni solo a chi ha maturato, con lamento 20 anni di contributi, una pensione di almeno 1350 euro al mese (2,8 volte l’assegno sociale). Questo vincolo è iniquo perché esclude tutte le carriere lavorative medio-basse“. Pertanto, conclude il ragionamento Ghiselli è necessario ridurre drasticamente questo valore. Poi spiega quali misure dovrebbero essere messe in campo, a livello previdenziale, al fine di agire in modo solidale nei confronti di alcune categorie, più bisognose. Tra le affermazioni fatte, spicca quella pro precoci, in quanto Ghiselli si riconferma a favore della quota 41, che non reputa un regalo.

Pensioni anticipate 2019: ape sociale + lavoro di cura+ quota 41

Così spiega Ghiselli: “È altrettanto importante poi introdurre alcuni elementi solidaristici, rivolti ad alcune categorie, e sostenute dalla fiscalità generale. Ma per fare questo non è sufficiente rendere strutturare l’Ape sociale, e non basta neanche l’attuale norma sui precoci. Esse infatti consentono l’anticipo pensionistico a poche migliaia di persone l’anno ed in particolare sono del tutto irrilevanti i lavoratori impiegati in attività gravose che ne hanno fatto ricorso. È necessario quindi riconoscere ad esempio una diversa condizione pensionistica per chi ha svolto lavori manuali o simili per gravosità, riconoscere il lavoro di cura con un anno di anticipo sulla pensione per ogni figlio e per ogni quinquennio dedicato alla cura di un familiare non-autosufficiente.

Poi la discussione si sposta sui lavoratori precoci: “Per quanto concerne i lavoratori precoci, sempre considerando il sempre maggior peso del contributivo, estendere a tutti la possibilità di andare in pensione con 41 anni di contributi non rappresenta certo un regalo“. Infine altro tema che sta a cuore alla Cgil é quello della prospettiva previdenziale per i giovani: “Ed infine il tema più importante, la prospettiva previdenziale per i giovani. In questo caso parlare di contributi figurativi da un lato non basta dall’altro sarebbe troppo oneroso. La pensione contributiva di garanzia a cui pensiamo noi è più selettiva come platea ma più incisiva nel sostenere tutte le posizioni di debolezza nel mercato del lavoro”.

Ringraziamo Roberto Ghiselli per il prezioso confronto ed il tempo dedicatoci, ai lettori, invece, chiediamo come di consueto: condividete o meno le proposte qui espresse per il superamento della Legge Fornero? Infine ricordiamo a chiunque volesse prendere parte delle dichiarazioni che, trattandosi di esclusiva, é tenuto a citare il sito.

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981,! Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista. Scopri di più

25 pensieri su “Riforma Pensioni 2019, ultime Ghiselli: quota 41 non è un regalo, riformare legge Fornero

  1. io aggiungerei anche il fatto che lavoreremo 5/6 anni in più, (dato che quando ho cominciato a lavorare, si andava in pensione con 35 anni di contributi) per avere una pensione più bassa! nel mio caso, un collega andato in pensione nel 2018, con i miei stessi contributi, ma rientrando nei famosi 18 anni nel 1995(legge dini) riceve 250 euro in più, di quello che riceverò nel 2020. bella ingiustizia! e comunque basta chiamarla anticipata. 41/42 anni di contributi versati, non mi sembrano pochi…..

  2. Concordo con Franco Giuseppe.
    Legge quota cento fino ad al termine indicato.
    Abolizione totale della Fornero.
    Nuova legge con unico pensionamento per tutti.
    65 anni per tutti con sistema contributivo acquisito . Politici compresi. Abolizione di tutti i privilegi ed indennità ai politici ad ogni livello.

  3. Credo che in Italia bisognerà pensare ad una età unica per tutti politici e non vedi 62anni con un minimo di 20 anni di versamenti poi raggiunta tale età si va in pensione e l:assegno sarà calcolato in base ai contributi versati semplice direi come accade in altri stati nel mondo basta con le quote e numeri irraggiungibili poi esisterà la pensione di invalidità per i meno fortunati ed il reddito per chi perde il lavoro fino a nuovo impiego

  4. Dove trovare i soldi delle pensioni? Riduzione delle pensioni d’oro, con tetto Max e non oltre. Riduzione dei parlamentari con relativo stipendio,se so pretende che un lavoratore può vivere con 1200€ ,penso che un politico con 3000 € senza altri introiti e agevolazioni ci può riuscire tranquillamente, a cascata riduzione costi della politica regionali ecc.
    In più lotta all’evasione fiscale fatta seriamente, pagamenti elettronici per una tracciabilità e lotta agli sprechi in ambito pubblico, con pene per chi
    ci truffa .

  5. Speriamo che questa volta non siano solo chiacchere per quota 41…lavoro dall’età di 14 anni ..ne ho quasi 55 e lavoro in un centro ristorazione, cosa vuol dire lavoro usurante ??Bisogna provarli i lavori per giudicarli usuranti…per una donna già avrer lavorato 41 anni penso che sia sufficiente per potersi godere un meritato riposo…

  6. In merito a questo argomento, leggo ormai da tempo, commenti e analisi interessanti …
    Ma … vorrei dire (anche) ai redattori .. lamentarsi non basta.
    Bisogna iniziare a impostare qualche seria richiesta da girare all’arco costituzionale.
    Immagino sappiate che un ciclo di chemio costa mediamente dai 10.000 mila ai 20.000 euro …
    Per non parlare di altre metodiche piu’ avanzate (ed efficaci!);
    Peraltro sappiamo che le diagnosi di cancro non diminuiscono ma aumentano e per il prossimo decennio si stima raddoppieranno ..!! (ALLA FACCIA DELLA RINCORSA ALLA A.D.V.)
    Per non parlare poi dei rimborsi che vengono fatti alle altre nazioni per terapie/interventi che in Italia
    ancora non esistono …
    Ebbene … tutto questo denaro da dove viene preso?
    Allora, se vogliamo iniziare a fare un disco serio, si inizi a chiedere (con forza) con i mezzi messi a
    disposizione dalla costituzione, di separare la PREVIDENZA dalla ASSISTENZA …
    Diversamente … saranno solo inutili “FIUMI DI PAROLE”.
    Saluti

  7. Non c’è. mai limite alla vergogna,il governo attuale,manda in pensione,con soli 38 anni di contributi,quelli che hanno 62 di eta’ ,lasciando a marcire nei luoghi di lavoro ,chi ha 41-42 anni di contributi ,quindi precoci,ma non hanno l’eta’ ,come richiesto per la quota 100 (62 anni),Equivale a dire che chi ha 60 anni ,con 42 di contributi,superano di gran lunga quota 100 (102),ma non solo,non va in pensione,ma lavorera’ quasi 5 anni in più,degli punti del signore 62enni.E’ scandaloso!!!!

  8. Buongiorno Io sono un precoce . Ho iniziato a lavorare a 16 anni in una fabbrica molto dura poi in altre aziende. Infine sono approdato al lavoro autonomo. non trovo equa la distribuzione del pensionamento che tiene conto quasi esclusivamente dell’età anagrafica. Io credo che Non sia giusto che chi ha maturato 38 anni di contributi possa andare in pensione prima rispetto a uno che ne ha 41 di contributi. quindi sarebbe opportuno che chi si interessa di pensioni sindacati governo e chi per esso potesse prendere delle decisioni inerenti a a risolvere un problema veramente gravoso per chi sul lavoro sta faticando tanto e avendo già maturato 41 anni di contributi avrebbe.il diritto di fruire del pensionamento. Le facilitazioni sui lavori gravosi sono importanti ma a 60 anni è tutto gravoso. Il fisico si porta addosso le fatiche lavorative di una vita.

  9. Buongiorno Sig. Franco Giuseppe, Simpatizzanti… Seguaci del PD… DS… Ulivo… (partito del popolo dei lavoratori) Siete rimasti in pochi… Fortunatamente… Lo dimostra il fatto che non è stato voluto il confronto elettorale..si continua a governare senza il consenso del popolo definito “sovrano”.. Ma detto questo…. Tutto il mondo dei lavoratori settore privato(quelli che tirano il carretto finanziando il pubblico) chiede con forza QUOTA 41 per tutti….perché che… Che ne dica la Signora Fornero è i politici che continuano a sponsorizzarla, noi dopo aver lavorato 41, siamo stanchi, la rendo partecipe della storia….. noi degli anni 50&60…ecc… ecc… Abbiamo iniziato a lavorare che(come dicono i politici del Vitalizio) “Diritto Acquisito” (partito dei lavoratori e sindacati) non hanno alzato un dito quando ce lo hanno tolto…. Qualcuno del partito dei lavoratori…. Mi dovrebbe, cortesemente spiegare i termini : Aspettativa di Vita….. È vero che noi vicini ai 60 e oltre… Per via delle tecnologie… Ci curiamo di più esternamente…. Ci sono tante palestre facciamo più sport….. Sembriamo più giovani…. Ma solo apparenza…. Come negli anni precedenti, i 60…rimango sempre 60…a livello di malanni e acciacchi… Ossei… Prostata.. Ipertensione.. Diabete… Colesterolo….. Mi fermo altrimenti non finisco più… La ringrazio per la cortese attenzione..

  10. Finalmente cominciano a parlare anche dei precoci .. spero solo che. Non siano le solite chiacchere per avere consenso .. se questo governo fa qualcosa per le pensioni allora è il governo del popolo altrimenti in primavera torniamo a votare

  11. Sono un lavoratore precoce dipendente presso l’Università. Per andare in pensione dovrò aspettare 43 anni e 3 mesi, perché nel nostro caso, oltre ai 42 anni e 10 mesi, bisogna attendere la prima finestra disponibile. Vi sembra giusta questa cosa?

  12. Commenti commenti credo sia opportuno non commentare neanche più hanno capito di lasciare quota 💯 fino al 2021. Sarebbe opportuno fare qualcosa di incisivo per le donne e cmq lasciare che un lavoratore fatto 38 anni di lavoro sia lui a scegliere se andare o no in pensione e se gli sta bene quello che porterebbe a casa come soldi. La gente che cerca e ha voglia di lavorare C’è quello che non hanno voglia, è di essere presi per il c****. Con paghe da euro 3.50 /4.00 nette all’ora. il problema reale è questo lavorare farsi la schiena e non portare a casa soldi per sopravvivere. Mettessero mano a questa realtà i ns al potere. Facessero loro un lavoro e portare a casa neanche mille e trecento euro con più di 250 ore di lavoro in un mese e con quota Renzi assegni familiari e tredicesima spalmata nel mese . Credo che i ns grandi non so se riuscissero a sopravvivere. Come diceva mio nonno è bello fare il F*****o col c***o degli altri

  13. L’ho scritto già in altre occasioni e lo riscrivo ancora. Nel governo Renzi (PD) fu istruito un tavolo tecnico per riformare le pensioni. A capo di questo tavolo fu messo l’On.Damiano che alla fine dello studio elaborò una tabella pensionistica con una età anagrafica minima pensionabile di anni 62 e 35 di contributi. Chi avesse voluto andare prima in pensione avrebbe lasciato una percentuale che si aggirava al massimo all’8%.
    In questa tabella si diceva che chi invece avesse raggiunto 41 anni di contributi sarebbe andato in pensione a prescindere dall’età anagrafica D.L.857. Renzi ignorò lo studio di Damiano per sposare la Fornero ed ora ci ritroviamo Damiano (Pd) e Renzi (PD) con il mov.to 5 stelle:
    Domanda: istituiamo un altro tavolo tecnico con a capo Damiano per poi buttare nel cesso le conclusioni o attuiamo quel piano che (D.L.857) che riformerebbe del tutto la Fornero? Siamo governati da PAGLIACCI!

  14. Insomma, ce n’è per tutti. Una vera riforma deve contenere tre principi universali. Superamento di tutti i diversi regimi esistenti con criteri uguali per tutti. Pensione anticipata con 41 anni ci contributi. Abbassamento dell’età per la vecchiaia con flessibilità. Condizioni di maggior favore per i lavori davvero usuranti. Quando sento parlare di lavoro di cura riferito soltanto alle donne vedo una discriminazione al contrario: ormai da molti lustri i ruoli in famiglia sono cambiati. Quota cento è una vergogna ed una colossale ingiustizia. La stragrande maggioranza dei beneficiari sono tutti colletti bianchi.

  15. Io sono una donna che 39 anni di contributi e piu e sono malata mi sono vista passare avanti gente con 38 perche piu vecchi e come se non bastasse devo fare la fornero quella che i cari signori hanno detto di levare ma logicamente ci prendano in giro

  16. attenzione, i sinistri stanno ipotizzando per quota 100 di chiudere le finestre di uscita ad 2 o addirittura ad 1 nel 2020 e 2021, cio’ significa di fatto ALLUNGARE l’uscita di ben 1 ANNO !
    le finestre vanno eliminate !
    i contributi li devo versare sempre entro i termini altrimenti MULTA !
    perchè il mio diritto agli stessi deve slittare ?
    caro conte , se questa ipotesi venisse formalizzata nel def, non lo definirei il governo dell’odio ma del terrore !
    altra ciliegina che stanno vagliando, la reintroduzione dell’adv.
    PEGGIO DI COSI’!

    1. Diavolo tentatore, mi fa sorridere quando sottolinea : ” BEN un anno” !!!
      Ci sono lavoratori che si stanno sorbendo ancora la Fornero e di anni in più ne fanno 5, ripeto 5 e con relativi contributi versati. Come vede c’è molto di peggio della favorevolissima quota 100.
      Il solo fatto di aver creato una guerra tra lavoratori fa della quota 100 una bruttissima legge.
      Se si voleva intervenire sugli ultrasessantenni disoccupati da lungo tempo e senza possibilità di reintegro nel mondo del lavoro c’erano altre strade da percorrere. Si è voluto invece dare la possibilità anche a chi un lavoro e uno stipendio ce l’ha ancora a scapito di chi ha lavorato e versato di più e questo rende la quota 100 un’ingiustizia.

  17. QUOTA 100 GIA’ LEGGE FINO AL 2021 COMPRESO NON SI TOCCA PER NESSUN SE SERVONO SOLDI SI DEVONO TROVARE ALTROVE, NON SI PUO’ SCOMBUSSOLARE LA VITA DELLE PERSONE OGNI 2 ANNI CHE HANNO GIUSTAMENTE FATTO PROGETTI ANCHE DI CURARSI ECC. COME MINIMO HANNO 62 ANNI E PROBLEMI DI SALUTE E FISICI E MANCA L’ENERGIA E COME ME A CAUSA DI CRISI HO PERSO IL LAVORO E HO LAVORATO CON CONTRATTI A TEMPO DETERMINATO PER 10 ANNI PASSANDO DA UNA FABBRICA ALL’ALTRA , DOVENDO FARE I LAVORI PIU’ PESANTI CHE LE PERSONE CHE LAVORAVANO LI DA MOLTI ANNI NON VOLEVANO FARE E CHE NON HANNO MAI AVUTO LA PREOCCUPAZIONE E L’ANSIA DI TROVARSI NUOVI LAVORI , LONTANO DA CASA FAMIGLIA E FIGLI PUR DI LAVORARE, INOLTRE LE DONNE SVOLGONO DOPPIO LAVORO ANCHE CURA DELLA FAMIGLIA E FIGLI E PER QUESTO PERDONO ANNI DI CONTRIBUTI, CONDIVIDO LA PROPOSTA DELLA SIG. ARMILIATO DI QUOTA 100 ROSA E QUELLA DEL SINDAC. LANDINI DI UNO SCONTO CONTRIBUTIVO PER LE DONNE PER FIGLIO PER QUOTA 100, ORA STO ASPETTANDO IL 2021 PER ANDARE IN PENSIONE, GIU’ LE MANI DA QUOTA 100 (DICHIARATO DAL MIN. GUALTIERI SU RAI 3 FINO ALLA FINE DEI 3 ANNI DI SPERIMENTAZIONE )E DAL PREMIER CONTE, QUOTA 100 FINO AL 2021 COMPRESO NON SI TOCCA PER NESSUN MOTIVO SE SERVONO SOLDI SI DEVONO TROVARE ALTROVE.

    1. Sig.ra Francesca, lei dice due volte: “se servono soldi si devono trovare altrove”. Va bene. Ma dove? Lei evidentemente non lo sa, altrimenti l’avrebbe detto. Ma, guardi, neppure il Governo lo sa. Pur di far quadrare i conti, per i fondi ancora da trovare, si utilizza la formula “lotta all’evasione fiscale”. È la formula adottata da qualsiasi Governo, indipendentemente dal suo colore. È comunque una formula elegante (ma non credibile) di dire “non so dove trovare i soldi”. La fatturazione elettronica, la spinta a utilizzare la moneta elettronica per i pagamenti anche di piccoli importi sono certamente mezzi che vanno a contrastare l’evasione fiscale. Ebbene, sig.ra Francesca, i soldi vanno trovati pescando nell’economia sommersa, che vale 100 miliardi di euro all’anno. La questione fondamentale che il Governo non si pone (ma più probabilmente non vuole porsi) è che occorre “evitare che ci sia l’evasione fiscale”, piuttosto che fare la “lotta all’evasione fiscale”. In altre parole, il problema non va risolto a valle, ma va eliminato a monte (questo è anche il mio modo di operare nel mondo informatico in cui lavoro). È possibile eliminare l’evasione fiscale? Sì, certamente. Ma, probabilmente, si è frenati dal fatto che, comunque, anche l’economia sommersa genera PIL, fa circolare denaro e quindi spinge la produzione e quindi anche l’occupazione (anche questa in nero, almeno in parte). Questo spiegherebbe perché nessun Governo decide di eliminare l’evasione fiscale, ma si limita a timidi inviti riparatori che chiama “condoni” o con termini similari.

  18. Condivido che per qualsiasi tipo di lavoro 41 anni.sono più che sufficienti a prescindere da età. Logorano sia il.lavoro fisico che mentale. Inoltre le donne devono essere facilitate x il doppio lavoro che di fatto svolgono. Deve esserci la volontarietà di decidere a che età ritirarsi. Magari con.penalità ma con una scelta libera. Ricordo che Inps prima dell unificazione Inpdap e altre sigle di professionisti era in abbonfante attivo..quinfi no comment. A buon intenditor.

  19. Sono un lavoratore precoce, vorrei avere la possibilità di uscire dal mondo del lavoro con 41 anni ,senza clausole aggiuntive. Trovo ingiusto quota 100 è vantaggiosa per solo per alcuni ed è una riforma non strutturale. Penso che 41 per tutti e la migliore soluzione. Oltretutto il problema e solo circostanziale perché le nuove generazioni trovano lavoro intorno ai 30 anni, con 41 di contributi , andrebbero in pensione oltre i 67 anni d’ età.

  20. Ci sono alcuni partiti che si definiscono “dalla parte del popolo”, altri che sono stati in passato tradizionalmente “il partito dei lavoratori”, eppure pare che ancora non abbiano capito, che per vincere le elezioni, una delle prime regole è ” togliere gli argomenti all’avversario”.
    La Lega è quel partito che, quando era al governo, ha creato le condizioni per la venuta della Fornero, creando il buco economico al quale, il governo successivo, ha dovuto provvedere a risanare. Quella legge sulle pensioni fu un massacro sociale e proprio la Lega cavalca questo argomento ormai da anni per incrementare i suoi voti. Il M5S e il PD devono assolutamente fare meglio della brutta ma utile quota 100 che ha permesso ad alcuni di non essere costretti ad arrivare ai 67 anni della pensione di vecchiaia o in alternativa ai 43,3 anni di contributi della legge Fornero. Un ritocco deve essere fatto assolutamente quanto prima e togliere l’argomento pensioni a Salvini che così la smette di farsi bello sulla pelle di lavoratori meno fortunati.
    La quota 100 permette ad alcuni, non a tutti, di evitarsi anche 5 anni in più di lavoro e di non essere obbligati a versare 5 anni in più di contributi. Accettare un assegno ridotto è una scelta personale che possono fare. Altri lavoratori non hanno possibilità di questa scelta, perchè comunque a 43,1 devono arrivarci obbligatoriamente lavorando 5 anni in più e versando 5 anni in più di contributi. Questi non hanno diritto di scelta. Io questa opinione la esprimo senza ormai più un interesse personale visto che andrò in pensione il prossimo giugno con 61,3 anni e 43,1 di contributi. A me la legge Fornero mi ha penalizzato e della quota 100 non ne posso usufruire perchè non ho 62 anni compiuti.
    Almeno a livello politico devono capire che una legge deve essere fruibile da tutti, non fare figli e figliastri altrimenti ci sarà sempre qualche vergognoso politico che su quegli argomenti ci campa.

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