Riforma pensioni 2019, ultime: non conta se versi per 41 anni, pensione solidale per tutti

Le ultime novità al 1 luglio 2019 sono molte e derivano dalle interessanti proposte che stanno lasciando i lavoratori sul nostro sito, in vista della prossima legge di bilancio, sono tanti i precoci, richiedenti quota 41, le donne e i lavoratori che appartengono ad altre categorie specifiche che attivamente dicono la loro affinché vengano introdotte migliorie alla riforma Fornero. Quota 100, ormai é chiaro ai più, non ha convinto moltissimi, ha quasi esaurito il suo boom, come dimostrano i dati in calo, e non ha risolto il dramma previdenziale di molti, fuori i quarantunisti, le donne e gli esodati.

Ecco allora le molteplici e singolari proposte che sono giunte e che qui vi riproponiamo, dando spazio sopratutto a quella di Sem, che commentando la proposta di Antonio sull’obbligo di uscita a 41 anni ha fatto notare come non debbano contare solo i contributi realmente versati, ma dovrebbe essere tenuto in conto, contributi o meno,quanto si é lavorato nella propria vita.

Pensioni 2019, ok trasferimento contributi al coniuge e via con Quota 41

Vi é anche chi propone di regalare i contributi in eccesso al proprio coniuge, una sorta di trasferimento contributivo in famiglia senza costi alcuni da parte del lavoratore, uno cede quelli versati in più l’altro li acquisisce, all’Inps cosa cambia? si chiede Silvana . Ma anche qui la diatriba si fa interessante: Andrea critica ‘l’eventuale regalo’ e rilancia, dopo 40 anni obbligatoriamente fuori dal lavoro. Eccovi le sue parole: “Mi sembra una proposta lunare e assurda quella del regalo dei contributi al proprio coniuge. Bisogna mandare in pensione obbligatoriamente al compimento dei 40 anni di contributi, senza considerare l’età, per tutte le categorie nessuna esclusa. Ripeto obbligatoriamente solo così si potrà dare possibilità ai giovani di farsi una vita in tutti i campi”

In tanti, veramente molti i lavoratori che hanno detto di essere concordi, hanno appoggiato in pieno la proposta del precoce Antonio di rendere obbligatoria l’uscita dal mondo del lavoro dopo 41 anni di contributi versati, sarebbe davvero il minimo, dicono all’unisono. Perché il Governo, fanno eco altri, non comprende l’importanza di una tale proposta anche per il turnover generazionale, via anziani e dentro i giovani. Anche Domenico Cosentino, Presidente del Patronato Inapi, postando il nostro articolo sulla sua pagina social come incipit aggiunge: ” é da tempo che lo dico 41 anni di lavoro sono davvero una vita”, per questo la proposta di Antonio vede il suo totale appoggio. Vi é poi chi come Sem, il lavoratore di cui parlavamo in apertura del pezzo, sostiene che non dovrebbe essere una questione di contributi 40/41 versati, ma di anni lavorati, cosa conta se i contributi non si sono versati o non si sono potuti versare? Eccovi la sua proposta.

Altro che quota 41 anni, serve pensione solidale

Vi é anche chi ritiene non debbano valere gli anni di contributi in regola, quello é un di più, a suo dire, dovrebbero contare solo gli anni di lavoro fatti, in nero o non, se lavori 40 anni, dice Sem, hai diritto alla pensione. Anche se non hai mai versato e gli altri lo hanno fatto , l’Inps, secondo Sem dovrebbe dividere in parti uguali il ricavato dai contributi e distribuirlo equamente, garantendo una pensione dignitosa, anche a chi non ha avuto la ‘fortuna’ di essere stato messo in regola per tutti gli anni della sua vita, e dunque avrebbe una pensione da fame. Vi riproponimo la sua idea, certi che anche questa farà discutere, alla stregua di quella di Antonio, sebbene immaginiamo commenti differenti e meno positivi , rispetto alla proposta, ampiamente condivisa, di rendere obbligatoria l’uscita con quota 41, ossia dopo 41 anni di contributi versati.

Così Sem: L’unica proposta valida per la pensione di tutti è la pensione solidale. Bisogna immaginare un mondo diverso e migliore per tutti gli anziani e quindi dare ad ognuno una pensione dignitosa, per cui non deve avere importanza quanto ognuno versa ma deve contare solo quanto lavori(al massimo 40 anni). Poi prosegue, spiegando come l’Inps dovrebbe ridistribuire la pensione: “Immaginiamo nel 2018 l’inps ha incassato 100 mld di contributi si dividono per il numero dei pensionati e il gioco è fatto mai più l’inps in rosso e il 90% dei lavoratori avrebbero una pensione più alta e una vita più dignitosa ,e non importa chi ha versato 10 volte più di un altro importa solo il benessere di tutti.È la mentalità che deve cambiare.”

E voi cosa ne pensate di questa proposta, la trovate interessante, provocatoria, o assurda? Fateci sapere la vostra nell’apposita sezione del sito.

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

12 pensieri riguardo “Riforma pensioni 2019, ultime: non conta se versi per 41 anni, pensione solidale per tutti

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    2 Luglio 2019 in 13:08
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    Buongiorno 41 per tutti a Qualsiasi Età Senza Penalizzazioni è un diritto
    Sacrosanto dopo avere assolto una vita di ,,Dovere,,

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    2 Luglio 2019 in 8:36
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    Buon giorno anch io mi sono trovato con contributi mancanti adesso dopo 35 anni dove li trovo la ditta ormai sarà fallita e poi mica mi rimettono i contributi. Mi associo che tanta gente ha dovuto accettare anche a nero x poter lavorare. Non aggiungo altro

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    2 Luglio 2019 in 8:18
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    Vogliamo parlare di chi licenzia perchè dopo i 35 anni di età non ci sono sgravi fiscali????quando potrò mai arrivare alla pensione???Dovrebbero semplicemente dare sgravi a chi assume a tempo indeterminato….ecco come dare ai giovani la possibilità di lavorare….e arrivare ai tanti contributi richiesti

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    2 Luglio 2019 in 7:39
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    Per favore qualcuno mi può dare una risposta? Ho 62 anni. Secondo i calcoli del patronato il primo di ottobre posso andare in pensione con quota 100. Per sicurezza il patronato a fine marzo ha fatto richiesta dell’ecocert. Ad oggi non è ancora arrivato. Inps dice che è in lavorazione. I tempi sono 60/70 gg. Sono passati 3 mesi. Quanto tempo devo attendere ancora? Come si può velocizzare? La ditta mi sta facendo pressione poichè sono in atto licenziamenti. Grazie se mi potete dare una risposta.

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    • Erica Venditti
      2 Luglio 2019 in 12:08
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      Contatti in pvt su messanger il dott Domenico Cosentino, pResidente del Patronato Inapi, magari ha modo di verificare la sua posizione e sollecitare. Faccia pure il mio nome. Noi purtroppo non possiamo fare nulla, siamo giornalisti previdenziali ma non abbiamo accesso ai vs dati

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    2 Luglio 2019 in 6:48
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    Quota 41 subito e dare lavoro hai giovani italiani

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    2 Luglio 2019 in 5:59
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    Non ho avuto la fortuna di conoscere qualche politico che mi poteva aiutare ad entrare, ad essere assunto in un qualsiasi posto di lavoro statale e per vivere mi sono dovuto arrangiare e a periodi obbligato a lavorare in nero per 2 soldi, perché io come tanti altri come me non possiamo andare in pensione? Siamo stati sfortunati prima e pagare adesso?

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    1 Luglio 2019 in 20:58
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    Buona sera,
    senza offesa ma un ricovero urgente in “TSO” sia il minimo di fronte a certe affermazioni.

    Primo punto: chi paga va in pensione argomento fuori discussione..

    Chi non paga, lavoro nero(sia per il lavoratore che per il datore di lavoro), evasione fiscale ecc…20/30 anni di galera punto.

    E ora di smetterla di vedere persone che non guadagnano nulla e vivono con tenori di vita da manager.
    E ora di smetterla di prendere per i fondelli persone che lavorano da quasi mezzo secolo.

    Ora si vuole cambiare sistema pensionistico diventare un sistema Tipo: Danimarca, giudicato il top, si azzera e ricomincia da partendo da oggi ovviamente…Per chi inizia nel mondo del lavoro.

    Voglio dire:
    Beccate i 200 miliardi di evasione fiscale anno;
    Beccate i 1000 miliardi mai più incassabili;
    Beccate i 24 miliardi del costo della politica anno:
    Beccate che ha creato la voragine Inpdap 20 miliardi;
    Beccato che ha depredato il patrimonio Inps 50 miliardi nel 2010;
    Beccate i 9 miliardi per i baby pensionati, alcuni in pensione da oltre 40 anni;
    Beccate i 66 miliardi di corruzione di cui 6 in sanità.
    Beccate i 37 miliardi di lavoro nero;
    Ecco: Beccate tutta questa ruberia e vedrete che i soldi ci sono fino al 4000.

    Ma bisogna avere il coraggio di farlo, uomini coraggiosi, questo fiume di denaro da qualche parte finirà certamente e non staranno con le mani in mano ad aspettare che glielo portino via.
    Per cui ci vogliono uomini onesti, politici duri e incorruttibili, che viene beccato va in galera “Punto”. Politico e non.
    Credo che in 50 anni qualcosa avremo fatto.
    La cultura italiana è stata influenza dal passaggio degli arabi non conosciamo il rispetto delle regole delle leggi..
    Siamo più venditori di tappetti che professionisti onesti…

    Concludo: la pensione solidale potrà aver vita solo dopo aver azzerato tutte queste ruberie. Dove essere nata una società rispettosa delle leggi..Allora se ne può discutere.
    Diversamente paga come ogni altro lavoratore…troppo comodo far pagare gli altri e godersi la vita….Follia..Pura follia…

    Cordiali saluti
    Luigi Napolitano

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      2 Luglio 2019 in 11:29
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      Sono perfettamente d’accordo con te.
      63 anni . lavoro da quando ne avevo 17,
      30 anni di contributi cospicui,
      + Anni in Nero x curare genitori non autosufficienti a mie spese e per i quali non mi è stato concesso nulla , neppure la naspi perché mi sono licenziata
      Se poi penso alle pensioni baby mi vengono i vermi…… pagati dall’INPS con pochissimi contributi, ma intoccabili.

      Penso di aver diritto a godermi un po’ di pensione prima di lasciarci le penne .

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    1 Luglio 2019 in 20:51
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    Lo dice la canzone e poi è uscito un film , cari signori. ….. in questo mondo di ladri , caro Salvini parli tanto e razzoli poco .

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    1 Luglio 2019 in 19:51
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    Chi li vede gli anni che hai lavorato se non hai mai versato contributi.. Basta che io dica ho lavorato 45 anni voglio la pensione.. Ma le pensioni vengono erogate con i contributi versati altrimenti i soldi dove li prendi per pagarle. Capisco che tante persone per poter lavorare anno dovuto accettare il nero.. La cosa sensata sarebbe di denunciare i datori di lavoro che non pagano i contributi e portagli via tutto e darli a chi non li anno dati..41 anni di lavoro e poi tutti a casa e largo ai giovani

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    1 Luglio 2019 in 16:41
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    Quota 41 subito e subito lavoro ai giovani staffetta generazzionale nella P.A e dare incentivo come Eni come Enel come Banche

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