Riforma pensioni 2019 ultime notizie: lavoro di cura come alternativa ad opzione donna?

Riforma pensioni 2019 ultime notizie: lavoro di cura come alternativa ad opzione donna?

Le ultime novità sulla Riforma delle Pensioni 2019 oggi 4 febbraio riguarda le donne e soprattutto il lavoro di cura, troppo spesso dimenticato dalle nuove riforme.

Vediamo le parole di Orietta Armiliato, amministratrice del gruppo “Comitato Opzione Donna Social”, che è tornata a parlare dell’argomento, ipotizzando il lavoro di cura come possibile alternativa all’Opzione donna

Ultime novità Riforma Pensioni 2019, Armiliato su Lavoro di cura

Ecco il post di Armiliato scritto in mattinata sul gruppo Facebook: “Sono oramai più che convinta che ci sia una componente masochista importante nelle donne, quanto meno fra quelle prossime all’etá di accesso necessaria per OD: ma, ditemi voi, come si può continuare ad invocare (anche se trattasi di scelta) una misura come l’Opzione Donna che, fra l’altro, più la si sposta avanti nel tempo e meno senso ha? È mai possibile che non ci si renda conto che un riconoscimento in termini contributivi date tutte le statistiche che avvalorano il fatto che le donne non riescono ad aderire a nessuna opzione esistente proprio per l’impossibilità di accumulare il numero di anni richiesti per accedere, come il RICONOSCIMENTO DEL LAVORO DI CURA, sarebbe un veicolo formidabile per stabilire equità rispetto al doppio lavoro svolto dentro e fuori casa, oggi fonte di ‘speculazione’ da parte di tutti?

Speculazione certo: le donne fanno…non si risparmiano…arrancano ma non si fermano, si arrangiano…si ammalano…con buona pace di chi dovrebbe sopperire alle carenze di questo consolidato sistema che per comodo, sotto-cultura o peggio … altro non é che un palese e reiterato sfruttamento fisico ancorché psicologico? A parte i reiterati piagnucolii, lamentele, vittimismi da parte della stragrande maggioranza delle donne tipo “sono stanca di lavorare fuori e dentro casa h 24 che neppure un mulo” (che é solo verità) e che ascoltiamo in continuazione, ed oltre ad elemosinare una misura che ancora, anche se opzionale le penalizza, checché qualcuno voglia sostenere il contrario con assunzioni che arrivano spesso anche e proprio dal coetanee del medesimo genere, perché non proviamo a guardare al di là della lente che ci hanno/ci siamo appiccicate al naso rendendoci conto che, per migliorare tutto questo e dare dignità al nostro doppio a volte triplo se non quadruplo lavoro giornaliero, qualcosa si PUÒ e si DEVE fare?”

Poi infine Armiliato precisa riferendosi ad Opzione donna: “Sottoscrivo che va non bene ma benissimo che ci sia anche questa scelta ma, deve essere appunto un ANCHE e non un SOLO ! Ah…. … devo mica ancora ricordarvi che tutti possono anticipare il TFS se dipendenti della PA e chi sceglie Opzione Donna non lo può fare e deve aspettare almeno due anni? No perché se serve…lo faccio!”

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Stefano Rodinò

Stefano Rodinò

Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

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