Riforma Pensioni 2019, ultime novità oggi 21 gennaio: l’appello degli Esodati

Dopo l’ufficialità del decreto legge che ha dato il via alla nuova riforma delle pensioni 2019 che permette l’uscita tramite quota 100 e tramite altre misure. Dal Comitato “Esodati Licenziati e Cessati” arriva però un nuovo appello per non ignorare le seimila persone esodate che sono ancora in attesa di una soluzione.

L’appello del comitato è indirizzato al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, alla Presidente del Senato sen. Maria Elisabetta Alberti Casellati, al Presidente della Camera dei Deputati on. Roberto Fico, al Presidente del Consiglio dei Ministri on. Giuseppe Conte, al Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Interni on. Matteo Salvini, al Vice Presidente del Consiglio e Ministro dello Sviluppo e del Lavoro on. Luigi Di Maio, al Sottosegretario al Ministero del Lavoro on. Claudio Durigon, al Sottosegretario al Ministero del Lavoro on. Claudio Cominardi. Eccolo di seguito.

Riforma Pensioni 2019 ed esodati, le novità di oggi 21 gennaio

“Egregi Signori presidenti, Stimatissimi Signori onorevoli, ci sono ancora 6.000 esodati, con relative famiglie, da sette anni socialmente emarginati dalla riforma Monti-Fornero. Seimila famiglie sulla soglia dell’indigenza se, nei loro confronti, non si provvederà con la ormai necessaria urgenza, ad un atto legislativo che ripristini, nella forma e nella sostanza, il loro diritto alla pensione. Chiara è la valenza sociale irrinunciabile che l’Art. 38 della Costituzione attribuisce all’ istituto della pensione; altrettanto chiara è la letteratura giuridico costituzionale nello stigmatizzare i limiti discrezionali dello Stato in materia ( v. Sentenza 822/1998 e altre), limiti ai quali derogò l’allora Governo Monti e che ora si è più volte promesso e scritto di voler ricondurre nelle more del Diritto costituzionale.

Nel corso degli ormai numerosi incontri presso i Ministeri competenti abbiamo ottenuto l’impegno a risolvere il dramma degli esodati; impegno per altro confermato dall’ Agenzia ANSA con la nota diffusa a margine dell’incontro del 18 ottobre scorso presso il Ministero del Lavoro. Al riguardo dobbiamo però constatare che, né in Legge di Bilancio, né tanto meno nel Decreto previdenziale attualmente in iter, esiste traccia di tale impegno assunto. Parimenti, dobbiamo constatare come della nona salvaguardia, sebbene fosse ben presente nel programma di governo della Lega, non sia mai stata nemmeno fatta menzione nel corso dei diversi lavori parlamentari. In contrapposizione agli impegni promessi ma, fino ad ora, nemmeno mai messi in cantiere, ci è doveroso ricordare i numerosi pareri favorevoli e le raccomandazioni delle Commissioni ad approvare, con urgenza, un nuovo e definitivo provvedimento di salvaguardia:

Risoluzione congiunta 8-00004 del 30/10/2018, approvata all’unanimità dalla Commissione Lavoro della Camera, nonché dal Sottosegretario On. Durigon presente in seduta (1)
OdG G/981 sez I/3/11 al DDL n. 981 della Commissione Lavoro del Senato, accolto dal Governo il 14/12/2018 (2)
-OdG 9/1334-B/78 accolto dalla Camera dei Deputati come Raccomandazione lo scorso 30/12/18 (3)

È in coerenza alle parole dello stesso on. Salvini “gli italiani hanno il sacrosanto diritto di andare in pensione”, che vogliamo qui ribadire l’assoluta priorità di un diritto leso, che attende ormai da oltre sette anni di venire onorato. Non sussistono ragioni e non ci sono alibi per non chiudere questa brutta pagina della nostra Storia, che riguarda coloro (circa 6.000) che furono espulsi dal mondo del lavoro entro il 31/12/2011 e che la riforma Monti Fornero spogliò retroattivamente del diritto previdenziale mentre erano in iter previgente la quiescenza. Non ci sono alibi per non equiparare, in equità, i termini di legge che la VIII salvaguardia diversificò introducendo un discrimine di cinque anni e più tra le varie categorie di esodati.

Nella certezza che il mondo dell’informazione, come è sempre finora avvenuto, non mancherà di dare, anche questa volta, il giusto risalto a questa annosa causa, alle istituzioni in indirizzo rivolgiamo questo forte ed accorato appello affinché siano adottati, con urgenza, gli opportuni provvedimenti al fine di restituire il diritto alla pensione a questi lavoratori, nella consapevolezza che appunto di un diritto leso si tratta e non di un problema assistenziale o strutturale della previdenza”.

Stefano Rodinò

Stefano Rodinò

Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

2 pensieri riguardo “Riforma Pensioni 2019, ultime novità oggi 21 gennaio: l’appello degli Esodati

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    21 Gennaio 2019 in 18:36
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    Buonasera
    scrivo questa mail perché come molti sapranno bene le donne sono molto svantaggiate, in confronto agli uomini , i requisiti alla pensione li avranno maturati alcuni anni più tardi ,come è capitato a me che ho dovuto sospendere il lavoro a trenta anni di età ,dopo 16 anni di lavoro dipendente. Dopo la prima gravidanza ho lavorato per quasi due anni ,ma a causa di problemi di salute di mio figlio , aveva la febbre ogni 10 giorni ,lavoravo molto distante lo svegliavo alle ore 6 e lo portavo a mia madre che lo teneva tutto il giorno alle 7 lo riprendevo e lo ripotavo a casa. Era molto debole di salute e aveva tonsilliti ripetute. Dopo tre anni mi sona iscritta alla gestione separata e ho aperto una partita iva, ma dopo un anno la seconda gravidanza ,nel 1994 è nato il secondo figlio con una grave cardiopatia congenita , ho ripreso a lavorare nella mia ditta dopo il 1996 ,quando mio figlio che aveva subito due interventi chirurgici correttivi efortunatamente stava bene. Gli autonomi sono penalizzati per ciò che riguarda la pensione e l’assistenza ,ma almeno gli potrebbero riconoscere dei contributi figurativi per gli anni che hanno tenuto aperta la partita iva ,io l’ho tenuta aperta 11 anni ,e i contributi li ho per appena 2 ,ho dovuto assumere una persona che facesse il mio lavoro dovendo assistere i miei figli .Io adesso ho 60 anni con 33 di contributi e ho la sensazione che dovrò ancora lavorare 5 anni .Sono ancora artigiana ho una confezione di abbigliamento , ho una ditta individuale ,svolgo tutte le lavorazioni ,dalla materia prima la trasformo in prodotto finito . La vista non è più buona , ed è molto importante per la mia professione ,ma da qualche tempo mi penalizza molto nello svolgimento del mio lavoro ,non so per quanto tempo ancora ce la potrò fare ,lavorare mi piace ma se non riesco farlo nel migliore dei modi ci sono delle perdite di tempo importanti.
    Cordiali saluti .
    Fabiana Fulignati

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    • Erica Venditti
      22 Gennaio 2019 in 10:47
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      Grazie per l asua testimoninaza, Orietta Armiliato si sta battendo per il riconoscimento dei lavori di cura, si iscriva alla sua pagina facebook ‘comitato opzione donna social’ sono certa che troverà molte info al riguardo. L sua problemativca ppurtroppo é comune a molte donne.
      Se avesse trovato utile la risposta e trovasse interessante il sito le chiederei gentilmente di sostenerci attraverso una donazione, al momento abbiamo pensato a due modalità: accedere a questo link : https://paypal.me/ericavenditti , oppure con un bonifico bancario su Istituto Bancario: Fineco Bank IBAN: IT82D0301503200000005830165 intestato a: Erica Venditti. Si tratterebbe, nel caso le fpsse possibile, di un piccolo gesto , ma che per noi varrebbe molto e ci permetterebbe di continuare a dedicare il giusto tempo a tutte le categorie più disagiate.

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