Riforma pensioni 2019, ultime su quota 100 e 41: i lavoratori chiedono lumi alla Fornero

Riforma pensioni 2019, ultime su quota 100 e 41: i lavoratori chiedono lumi alla Fornero

Prosegue la diatriba sulla quota 100 e sulla quota 41, e non smette di far discutere e generare confronti costruttivi l’interessante intervista che ci ha rilasciato Elsa Fornero nei giorni scorsi. Oggi vi riproponiamo un dibattito nato sul nostro sito, tra alcuni attivi commentatori, che hanno deciso di porre una domanda alla Professoressa, confrontandosi nel mentre su quale sia il confine sottile che permette di parlare, in campo pensionistico, di diritto acquisito e dunque lesione dello stesso in caso di modifica di una legge, piuttosto che di non lesione del diritto, ma di scelta politica che muta e fa mutare gli scenari dei potenziali aventi diritto.

La questione fa tornare alla mente l’attuale possibilità di modifica o eliminazione della quota 100 prima della scadenza, in quanto misura che peserebbe negativamente sulle future generazioni, rispetto, ci fanno notare i lavoratori, alle baby pensioni, ad esempio, ormai elargite da anni su cui non si può intervenire.

Pensioni, quale la linea di confine che stabilisce un diritto acquisito?

Gian scrive: “Prendo spunto da questa incessante tiritera su Quota 100 che ancora tiene banco per chiedere alla Redazione di voler gentilmente fornire un chiarimento, a me ed agli altri utenti, eventualmente ricorrendo all’ausilio di qualche “esperto” quale la famigerata signora.
Come noto il nostro sistema pensionistico è stato devastato dalla pregressa gestione che elargiva pensioni a go-go a fronte di versamenti contributivi per soli 25, 20 o addirittura 15 anni. E di questo ne stiamo scontando tuttora le conseguenze finanziarie. Ci hanno detto che però non si può far nulla al riguardo in quanto si tratta di “diritti acquisiti”: è stata approvata una legge, è stata coerentemente applicata e pertanto così rimarrà in eterno. Ora chiedo: siccome anche Quota 100 è stata approvata con una legge e sono state emanale le conseguenti direttive di applicazioni, perchè non deve essere considerata un “diritto acquisito” al pari di quelle altre?

Poi provocatoriamente conclude, riferendosi a quanti propongono di eliminare anzitempo la misura, vedi proposta del Senatore Nannicini: Si può tornare indietro/modificare Quota 100? Ok, ma allora togliamo/modifichiamo le pensioni anche a chi se le gode chissà da quanto tempo avendo versato solo 25, 20 o 15 anni di contributi.
Mi sembra di una coerenza ineccepibile! Oppure finiamola una volta per tutte con questo tira e molla”
.

Vi é però da sottolineare come la Professoressa Fornero, nell’intervista che ci ha rilasciato, abbia lei stessa suggerito di conservare, per quanto non la ritenga una misura idonea, la quota 100 fino a scadenza, magari depotenziandola rendendola soprattutto fruibile ai più bisognosi, proprio al fine di non ‘giocare con la vita delle persone’. L’economista ha altresì ribadito però la necessità di non prorogare la misura oltre il 2021. Puntualizzato ciò, rivolgeremo comunque la domanda alla Prof.ssa Fornero confidando abbia modo di risponderle attraverso il nostro sito.

Pensioni 2019, legge Fornero equamente penalizzante per tutti, quota 100 iniqua

Franco Giuseppe scrive in risposta a Gian “La corte costituzionale si è già più volte espressa su questo argomento e non c’è niente da fare. Chi già da anni “usufruisce” di quelle leggi è per loro un diritto acquisito. Le nuove leggi invece sono riforme pensionistiche che non intaccano il pregresso ma riguardano il futuro. Credo che giochino su questo fatto quando la Corte emana una sentenza. Resta la brutta abitudine dei nostri politici di fare leggi che sembrano ” acchiappavoti”, costose, inique, spesso accontentando qualcuno a danno di altri. Per quanto riguarda la quota 100, ancora nessuno ha spiegato perchè ci sono lavoratori che possono “scegliere” di andare in pensione con 62-38 e altri che sono “obbligati” ad arrivare a 43,1 anni di contributi magari raggiunti anche loro a 62 anni. 5,1 anni di lavoro in più.

Poi difendendo in parte l’operato della Fornero e la legge che porta il suo nome, aggiunge: “Poi leggo alcuni commenti di chi usufruisce di quota 100 che si lamenta di essere stanca, di aver fatto progetti, di non essere in perfetta salute, come se chi invece è obbligato a sorbirsi la Fornero tutta e fino in fondo, non fosse magari più stanca dopo essersi fatto 5 anni in più, come se non avesse avuto anche lui dei progetti e come se invece godesse di una salute di ferro. Ci vuole una riforma giusta per tutti e non che favorisca qualcuno. Ritengo che la Fornero in quanto ad equità era più corretta. Era penalizzante, vero, ma equamente penalizzante per tutti. Disastro esodati a parte”.

Gian dalla sua procede: “Attenzione: anche quando furono varate queste “agevolazioni” altro non erano che mirate “riforme pensionistiche” destinate a certi soggetti e per certi motivi, mica valevano di certo per tutti! Il fatto è che ai tempi la cassa era ancora in discreta salute e nessuno, vuoi per incompetenza o meglio per indifferenza verso la materia (non c’erano di certo gli “esperti” ed i forum di oggi), si sognava di inscenare tutta quella cagnara che sta venendo oltre per Quota 100. Giustamente si riferisce che la Corte Costituzionale ha decretato l’intangibilità delle stesse quali “diritti acquisiti”. Lo ribadisco: non afferro la differenza tra il diritto acquisito di ieri ed il diritto acquisito di oggi posto che Quota 100 è stata introdotta con una legge regolarmente promulgata dalle Camere, finanziata sino alla sua scadenza, e regolata in dettaglio dall’Inps. E quindi?

Pensioni 2019, se si sospende quota 100 non si lede nessun diritto acquisito

Per Alessandro la diatriba, pur costruttiva, tra i lavoratori Franco Giuseppe e Gian ha una sua soluzione:Beh la differenza è evidente. Nel caso della quota 100 non si parla di togliere il diritto acquisito di chi ha già “maturato” il diritto alla pensione e magari già ne fruisce, ma solamente di chi ancora non ha maturato tale diritto e lo potrebbe maturare nel 2020-21. Una volta maturato il diritto (anche se non si è ancora fatta la domanda di pensionamento), qualsiasi cambiamento della legge nonpotrebbe impedire a chi ha già maturato il diritto di fare domanda di pensione. Ovviamente non è costituzionalmente lecito invece intervenire su pensioni già erogate da anni a seguito di diritti esercitati su leggi in vigore all’epoca del pensionamento”. Non così evidente per Roberto che aggiunge: “Non vi e’ nessuna differenza tra il diritto acquisito di ieri e di oggi altrimenti sarebbe una legge iniqua. Fare aggiustamenti in corso d’opera su una legge a scadenza porterebbe a differenze fra soggetti già in pensione e soggetti che hanno diritto di andare in pensione con le stesse regole.Quindi credo proprio che non sia possibile e neanche conveniente inserire paletti ulteriori a limitare l’uscita già programmata. In altre parole la legge deve essere uguale per tutti!”

Franco Giuseppe, dalla sua, con chiarezza chiude il cerchio ed afferma, chiamando in causa anche il torto subito nel 2011 dai precoci, che all’epoca potevano accedere con la quota 41:Gentile Gian, cercherò di essere piu chiaro facendole un esempio proprio sulla quota 100. La legge sulla quota 100, sperimentale e triennale è stata promulgata quest’anno e se un lavoratore, ha presentato la domanda e questa viene accettata, in quel momento diventa “diritto acquisito”. Può accadere che subito dopo, lo stesso governo o un nuovo governo, individui delle storture,dei difetti, degli abusi o semplicemente e più facilmente una mancanza di coperture e correndo ai ripari promulghi una nuova legge ( riforma) che, una volta firmata dal Capo dello Stato e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale, diventa la nuova legge sulle pensioni che cancella la precedente. Da questo momento la quota 100 non esisterebbe più.

Ecco che, un lavoratore con la vecchia quota 100 sarebbe potuto andare in pensione, con la nuova legge o riforma no. Spero che l’esempio sia stato chiaro. E’ la stessa cosa che è successa nel 2011 quando è stata varata la Fornero. Un lavoratore con la legge Sacconi-Brunetta sarebbe andato il in pensione con quota 41, con la Fornero quel lavoratore si è visto spostare di 2 anni la pensione. In poche parole: se hai presentato la domanda e questa viene accettata il tuo diventa un “diritto acquisito”, ma se non hai ancora presentato domanda e la legge cambia nel frattempo, lo si prende in quel posto. Il fatto che una legge sia sperimentale e limitata nel tempo non impedisce ai governanti di cancellarla ed emetterne una nuova”.

Riforma pensioni 2019, I precoci alla Fornero: perché quota 41 non basta?

Sulla quota 41 invece sono molti a chiedere alla Professoressa Fornero perché 41 anni di contributi, a suo dire, non sarebbero sufficienti a prescindere da paletti anagrafici per andare in quiescenza? La pensione non dovrebbe basarsi, dicono all’unisono, sui contributi versati dal lavoratore?

Cosa importa se uno ha maturato 41 anni di contributi a 57 piuttosto che a 62/64 anni d’età, se i contributi sono stati versati a detta dei precoci, sostenuti da Domenico Proietti- Uil- e da Roberto Ghiselli-Cgil: “la pensione con 41 anni di contributi non sarebbe certo un regalo ed andrebbe concessa indipendentemente dall’età”.

Voi dal canto vostro avete domande da fare alla professoressa Fornero o vi siete fatti una vostra idea sulla logica che permette di parlare, in campo previdenziale, di diritto acquisito o meno? Fatecelo sapere, come sempre, nell’apposita sezione commenti, saremo lieti, di darvi voce ogni volta che troveremo spunti di riflessione interessanti. Nel mentre chiamiamo in causa la Prof.ssa Fornero confidando abbia modo e tempo di rispondere ai vostri quesiti.

Pensionipertutti.it grazie alla sua informazione seria e puntuale è stato selezionato dal servizio di Google News, se vuoi essere sempre aggiornato sulle nostre ultime notizie seguici tramite GNEWS andando su questa pagina e cliccando il tasto segui.

Condividi l'articolo o lascia un mi piace!
Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981,! Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista. Scopri di più

24 pensieri su “Riforma pensioni 2019, ultime su quota 100 e 41: i lavoratori chiedono lumi alla Fornero

  1. non andate + a votare,sono tutti uguali fate tutte le malattie che potete é la sola cosa che é rimasta da fare 41 é sufficente x 1000 E.nom come la fornero .

  2. Dico solo una cosa…. Ci stanno privando dei nostri diritti. X lo stato.. solo doveri. Ma xké una persona nn puó decidere a sua scelta quando andare in pensione… Ma…….

  3. Sig. Franco Giuseppe, le risposte alle sue domande (per quanto ne sappia io) è: “È vero”. Lei ha ragione su tutti i punti che ha evidenziato. È vero anche che chi dice che Quota 100 è equa sta curando il proprio orticello. Inoltre, “una legge subito e adesso, equa e giusta per tutti” (cito le sue parole) ci interessa, eccome! Ma una siffatta legge richiederebbe che venisse formulata da persone eque e giuste.
    Io ho 64 anni e di persone ne ho conosciute a migliaia, ma devo confessarle che finora non ho conosciuto alcuna persona che sia “equa e giusta” (sempreché condividiamo il significato di queste due parole). Perché, dunque, le persone che governano la nazione dovrebbero essere “eque e giuste”? Sono persone comuni, persone come noi, con gli stessi problemi di famiglia, di lavoro, che ciascuno di noi ha. Siamo noi che riversiamo su di loro i valori ideali di equità e di giustizia: valori che sono dei veri e propri macigni per il ruolo che essi ricoprono. Le loro scelte sono dettate dagli eventi (come lo spread) e non dalla loro volontà (anche se ispirata ad attuare una visione economica e sociale), e cercano di fare il loro meglio per far quadrare i conti (togli ai comuni e dai ai cittadini perché i cittadini possano restituire ai comuni – in quantità maggiore – ciò che ai comuni è stato tolto), cercano di fare quello che possono (fare Quota 100 costa meno che fare Quota 41), per accontentare una parte di elettori, una parte dei sindacati, una parte delle imprese, e, non dimentichiamoci, la UE).
    In fondo in fondo, caro Sig. Franco Giuseppe, la riflessione non andrebbe fatta sull’operato di chi ci governa, e né su chi ci critica (per inciso, se nessuno ci criticasse vorrebbe dire che ciò che abbiamo detto non interessa a nessuno); la riflessione andrebbe fatta su noi stessi, che ci illudiamo perché crediamo vero ciò che desideriamo.
    E allora (per rispondere alla sua domanda finale) una legge equa e giusta la vorremmo? Sì che la vorremmo, ma, francamente, dovremmo aspirare ad accontentarci di una legge che tenda ad essere quasi-equa e quasi-giusta fatta da persone che tendono ad essere quasi-eque e quasi-giuste.

  4. Franco Giuseppe ha ragione inutile fare finta che non è così poi capisco quelli che con quota 100 hanno delle agevolazioni e difendono la quota cento ma ai precoci non è stata data nessuna possibilità di scelta .. Si dice che con quota 100 si percepisce meno di quota 43,1 della fornero ci mancherebbe altro lavorano 5 anni in più ma la possibilità di scelta di percepire meno hai precoci non è stata data dunque evitiamo di scannarci tra precoci e quota 100 quando uno dice delle cose sensate come franco bisogna dire che ha tutte le ragioni e non pensare ognuno al proprio orticello

  5. Gentile Erica, ormai da diversi articoli su questo sito e da diversi commentatori sono apertamente accusato di essere contro la quota 100 tout court, di essere invidioso e di essere anche falso nelle affermazioni. Vabbè, punti di vista. Allora posso tranquillamente affermare di essere orgoglioso di aver acceso la discussione, al confronto anche duro, di esprimere i loro disappunti contro di me.
    Resta il fatto incontrovertibile che la quota 100 è una bruttissima legge, non equa e ingiusta.
    E’ vero o no che questa legge consente la pensione a chi ha 62-38 (100 ) ma non la consente a chi ha 61-42 (103 ) ?
    E’ vero o no che consente la pensione a chi ha cominciato a lavorare a 24 anni mentre chi ha cominciato a 18 non può ancora goderne ?
    E’ vero o no che non fa distinzione tra un ultrasessantenne disoccupato da anni senza stipendio e senza pensione e chi invece è ancora in attività con regolare assegno mensile e contributi ?
    E’ vero o no che questa legge ha consentito di evitare anni per raggiungere la pensione di vecchiaia (67) ?
    E’ vero o no che ha consentito di non arrivare ai 43,3 anni di contributi ?
    E’ vero o no che dicono di sentirsi stanchi, malati e demotivati rispetto a chi ha lavorato di più ?
    E’ vero o no che questa legge lascia possibilità di scelta ad alcuni ed ad altri no ?
    E’ vero o no che questa legge consente ad alcuni di accettare un assegno inferiore ed ad altri non lo consente ?
    E’ vero o no che chi ha lavorato meno e versato meno avrà la liquidazione prima di chi ha lavorato e versato di più e potrà goderseli prima per necessità o per piacere ?
    E’ vero o no che tacciate di invidia il prossimo nascondendo e curando benissimo il vostro orticello ?
    E’ vero o no che sapete che quota 100 è una legge non equa e comunque dite di mantenerla fino a scadenza perchè non avete ancora oggi i requisiti per richiederla avendo meno di 62 anni o meno di 38 di contributi ?
    E’ vero o no che non accettereste di lavorare un anno in più ( con un anno di contributi varrebbe 2 ) e arrivare a quota 102 e dare così sollievo ed equità a chi già oggi deve uscire “obbligatoriamente” a quota 105, 1?
    Lo so, non vi piace sentire questi discorsi oggi che siete miracolati. I precoci l’ingiustizia la subiscono dal 2011 e voi dite: “Teniamoci quota 100 e nel frattempo …..”. Ma quanto dura questo “frattempo” nessuno lo sa e i precoci da anni ormai si sono sorbiti e sorbiscono ancora quota 102- 103- 104- 105.
    Ma una legge subito e adesso, equa e giusta per tutti proprio non vi interessa ?

    1. Franco Giuseppe, le sue sono considerazioni corrette e quota 100 nella sua formulazione attuale è certo criticabile per tutte le giuste ragioni che porta. Ma occorre pure dire che è stata la prima legge che da trent’anni invece di aumentare l’età pensionabile e contributiva la riduce per una parte di lavoratori, che saranno pure stati fortunati ( ma se smettono di lavorare prima avranno pure meno ). Lei sostiene che solo chi ha 62 anni può decidere se aderire o meno ed è vero; il problema è che i super precoci a 56 anni o giù di lì avrebbero un costo pari a 4 / 5 / 6 anni di pensione in più e questo sì sarebbe un costo insostenibile e ingiusto per il sistema. Quindi credo che una soglia di età minima sia necessaria diciamo 60 anni e una minima penalizzazione rispetto ai 42 anni di contributi ( 2% all’ anno ) a partire dai 40 anni di contributi.
      Hai 60 anni e 40 di contributi = penalizzazione del 4%
      Hai 60 anni e 41 di contributi = penalizzazione del 2%
      Sotto i 60 anni o meno di 40 di contributi si aspetta. Questo fatto salvo il contenuto attuale della quota 100 che deve essere mantenuta fino alla scadenza per evitare nuovi esodati,

      1. Anche la Quota 100 ha un costo insostenibile per il sistema economico e previdenziale, infatti è stata fatto a debito. I soldi non c’erano. Forse non l’hanno informata.

  6. QUOTA 100 deve rimanere fino al ,2021 come previsto perché cambiare i requisiti di accesso o STOPPARLA prima genererebbe nuovi esodati e non mi sembra il caso visto che ancora non si è sanata la situazione dei vecchi esodati poi nel 2021 o si passa a 41 per tutti o si rende strutturale quota 100 . Certo ora un lavoratore che non ha 62 anni ma ha lavorato più di 38 anni verrebbe penalizzato però siccome il meglio è nemico del bene non è che visto che non si è fatta 41 per tutti ora bisogna levare quota 100 !!!!! 41 per tutti non di è fatta perché era ancora più costosa e perché la tendenza dei vari governi è puntare più sull’età anagrafica che sugli anni di contributi versati

  7. Con quota 100 si è dato la possibilità di andare in pensione con 38 anni di contributi.
    Io ho 59 anni e sono “appena “41 anni che verso i contributi ,quindi anche lavoratore precoce
    Ora se va bene dovrò ancora lavorare altri 2 anni . Ma vi pare giusto?

  8. Se da più parti si chiede il superamento della Fornero, quello che non capisco è perché ci si accanisce su quota 100 . É vero che non risolve ma è un primo passo. Nel frattempo occorre individuare una altra forma di uscita equa, quota 41 è una possibilità. Perché occorre sempre togliere diritti a qualcuno per darne ad altri ?

    1. Sig. Piero, come dice Lei “nel frattempo” che si individua una forma di uscita equa, ci sono lavoratori che si scoppiano 5 anni in più e versano 5 anni in più di contributi.
      Il suo commento è la prova che quota 100 è una legge iniqua, fatta a spese nostre e che però porta tanti voti. Non si tratta di togliere diritti a qualcuno per darne ad altri, semmai si chiedeva di fare una legge giusta per tutti o se proprio si doveva farla, era obbligo morale dei politici di favorire chi ha lavorato e contribuito di più.
      Il mio esempio e come me ce ne sono a migliaia : Andrò in pensione il prossimo anno con quasi 62 anni di età ma con 43,1 di contributi e intanto già oggi vedo andare in pensione chi ha 62-38. E finiamola di dire che questi signori accetteranno un assegno inferiore !! Anch’io avrei accettato un assegno inferiore e andarmene almeno un anno prima, ma a noi questa scelta non è stata consentita.
      I diritti di cui lei parla sono stati concessi a chi ne aveva meno di diritti. Voglio essere chiaro : Sto parlando di lavoratori ancora regolarmente assunti che percepiscono un regolare stipendio, non sto parlando di disoccupati che hanno perso il lavoro da tempo.

  9. Con quota 100 si è dato la possibilità di andare in pensione con 38 anni di contributi, ma chi come me ha “appena “41 anni di contributi se va bene dovrà lavorare ancora 2 anni ….non mi pare giusto.

  10. Purtroppo la vera solidarietà tra i popoli riesce a sopravanzare l’avidità soltanto dopo grandissime tragedie, quali le grandi guerre con grandi stermini di massa. E più avanti si va più grandi dovranno essere. Basti pensare che qualche migliaio di morti e un poco di distruzione, provocati da un terremoto, oggigiorno accendono soltanto lo sciacallaggio. Di tutti. Quindi, fino alla prossima guerra, aspettatevi pure che il capitalismo schiacci sempre di più il popolo. Altro che quota cento, quota 41,Fornero,ecc. Ne avrete da vedere di soprusi. Io no, non ci sarò più. Azzi vostri.

  11. L’ARTICO SOPRA CHE INDUBBIAMENTE BEN FATTO RIPORTA ALCUNI PUNTI NON VERITIERI:
    FRANCO GIUSEPPE CHE CONTINUA IMPERTERRITO CONTRO QUOTA 100, PERCHE’ VI SONO LAVORATORI CHE POSSONO ACCEDERE 5 ANNI PRIMA E ALTRI NO. SECONDO LUI LA LEGGE DEVE ASSERE UGUALE PER TUTTI. BENE ALLORA MI CHIEDO PERCHE’NEL COMPARTO DIFESA E SICUREZZA PUO’ ESSERE CONSEGUITA A 57 ANNI E 7 MESI CON 35 ANNI DI CONTRIBUZIONE, O 40 ANNI E 7 MESI DI CONTRIBUZIONE A PRESCINDERE DALL’ETA’ ANAGRAFICA. RIFACENDOMI AD UNA FRASE DI FRANCO GIUSEPPE CI SONO FIGLI E FIGLIASTRI? CHIEDO PERCHE’ LE REGOLE NON VALGONO PER TUTTI E SI PRENDA COME CAPRO ISPIATORIO LA QUOTA 100.

    1. Sig. Antonio, innanzitutto la prego di non scrivere in maiuscolo che trovo inguardabile.
      Per quanto riguarda il suo discorso sui comparti sicurezza e difesa, mi ha trovato favorevole la disposizione che esistono lavori pericolosi e pesanti e che si sia istituito un elenco di lavori gravosi a cui dare la possibilità di uscire prima dal mondo del lavoro. Il mio non è un lavoro gravoso e accetto e comprendo quindi il fatto che alcuni lavoratori possano beneficiare quindi di uno sconto lavorativo.
      Il fatto che contesto quota 100 è dovuto al fatto che a beneficiarne siano chi il lavoro ce l’ha ancora, sono in attività e percepiscono un regolare stipendio. Questi signori, tra cui alcuni sono semplici impiegati dietro una scrivania, con la quota 100 si sono evitati l’obbligo di arrivare a 67 anni della Fornero o in alternativa il raggiungimento di 43,3 di contributi. Hanno avuto uno sconto lavorativo anche loro e hanno avuto la possibilità di scelta se accettare o meno. Anche io andrò in pensione con quasi 62 anni ma in compenso 43,1 di contributi e cosa ancora più fastidiosa, non mi è consentita alcuna scelta. O così o così.
      Sono stato “obbligato” a fare 5,1 di lavoro e di versamenti e le posso garantire che il mio lavoro è leggermente più pesante e pericoloso che stare dietro una scrivania. Saluti.

      1. Sig. Franco Giuseppe guardi che quando sono stati definiti i lavori gravosi nel governo Poletti/Nannicini,
        con l’APE SOCIAL il comparto difesa e sicurezza non sono mai rientrati, perchè loro avevano già la possibilità di andare in quiescenza come dichiarato nel mio precedente commento. Si informi meglio la prossima volta se vuol replicare. Saluti

  12. Basterebbe dividere assistenza da previdenza e già qui si potrebbe fare quota 100 e quota 41 senza problemi.. dato che come leggo il problema è la disoccupazione a qualcuno non gli è mai venuto in mente che se un quarantunista va in pensione un giovane va a lavorare basta chiedere alle aziende se preferiscono tenere un anziano in azienda o prendersi un giovane .. primo gli costa meno secondo è più attivo e preparato senza ..discriminare nessuno ..terzo lo forma ed è una risorsa per azienda perché non viene introdotta questa opportunità si manderebbe in pensione precoci e 62 enni con ricambio generazionale i costi sarebbero dimezzati .. cosa ne pensate..

  13. Non si può risolvere il problema delle pensioni se non si risolve anche il problema della disoccupazione. Pensionati e lavoratori sono legati alla stessa corda e stanno su fronti opposti: sono i contributi dei lavoratori che servono a pagare le pensioni dei pensionati. Più disoccupati ci sono, meno pensioni si possono finanziare, più a lungo occorre stare al lavoro. Per la verità, ci sarebbe solo un minimo scarto da colmare, una ventina di miliardi di euro all’anno circa, ed ha ragione il sig. Alberto Manzi quando afferma che si potrebbero tranquillamente finanziare Quota 100, Quota 41, Opzione Donna recuperando risorse dall’economia sommersa, dall’evasione fiscale (in maniera attiva e non soltanto dichiarata). Occorre precisare, però, che alle imprese non conviene avere una elevata occupazione, perché altrimenti per accaparrarsi forza lavoro dovrebbero pagare salari più elevati. E nemmeno alle banche centrali conviene che ci sia elevata occupazione, perché si andrebbe incontro all’aumento dell’inflazione, di cui hanno vero e proprio terrore. Come si può intuire, non è per nulla facile per il Governo (perché rientra nei suoi compiti farlo) trovare la ricetta giusta per bilanciare occupazione e pensioni. Non è facile, è vero, ma non è nemmeno impossibile, se il Governo avrà la forza di riappropriarsi del solo mezzo che gli serve, la moneta, che oggi è sotto il controllo esclusivo delle banche. Per evitare il conflitto Governo-banche basterebbe che il Governo utilizzasse la moneta digitale di Stato (agganciata a risorse reali come lavoro e capitale) circolante parallelamente all’euro gestito dalle banche. In tal modo si risolverebbe sia il problema dell’occupazione che il problema delle pensioni.

  14. È vergogno, io sono del 1960 e non riesco ad usufruire della quota 100, perché? Una legge a tempo è ingiusta. Siamo tutti cittadini con uguali diritti, perché a chi si e a chi no?
    Flessibilità in uscita per tutti!

  15. questi politici da 15.000 al mese si permettono di affermare che è iniquo andare in pensione a 41 anni di lavoro! meno male che ho buttato il certificato elettorale nel camino

  16. ma perchè continuate a svangare e incaponirvi su quota 100 invece di richiedere a questo esecutivo di recuperare IMMEDIATAMENTE anche solo il 20% delle tasse evase ANNUALMENTE ?
    si tratta di un risultato di minima che si ottiene senza ALCUNO SFORZO vista la larga disponibilità di strumenti informatici a disposizione della GdF che oggi può, senza fatica, controllare ogni centesimo dei nostri conti.
    Stiamo parlando di 25 mld di EURO che , banalmente, coprono quota 100, quota 41, quota 40 e altro ancora.
    potremmo finalmente rimuovere dai nostri ricordi fornero, monti, renzi, nannicini, brambilla, confindustria, bce,….

    1. Alberi Manzi Condivido pienamente quanto dice, quota 100 fino al 2021 compreso non si tocca per nessun motivo va avanti fino ad esaurimento (Come dichiarato dal Min. Gualtieri, Premier Conte ecc.) , se servono soldi si devono trovare altrove, le persone come minimo hanno 62 anni, problemi fisici e di salute e manca l’energia, hanno perso il lavoro per crisi aziendali e lavorato con contratti a tempo determinato, passando da una fabbrica all’altra dovendo fare i lavori piu’ pesanti che le persone che lavoravano li da molti anni non volevano fare e che non hanno avuto la preoccupazione e l’ansia di trovarsi nuovi lavori, lontano da casa, da famiglia e figli pur di lavorare , inoltre le donne svolgono doppio lavoro anche cura della famiglia e figli e per questo perdono anni di contributi, e condivido la quota 100 rosa proposta dalla sig Armiliato e lo sconto di 1 anno di contributi per figlio proposto da sidac. Landini. Quota 100 fino al 2021 compreso legge non si tocca fino alla fine della sperimentazione (Come dichiarato dal Min. Gualtieri ecc.)

      1. Tranquilli che quota 100 non la toccano prima della prossima scadenza elettorale, altrimenti il PD chi se lo vota?
        Prima devono portare a casa il voto ai sedicenni, che per effetto della scarsa esperienza dovuta all’età, sono per la maggioranza degli idealisti e quindi prede ideali da far cadere nella trappola del buonismo di facciata. Se poi riesce pure lo Jus-Soli e voto agli immigrati, il PD fa bingo e governa da solo come meglio crede (finché la gente non si sveglia).
        Ovviamente i costi gli pagheranno lavoratori e pensionati e pure i futuri pensionati costretti a lavorare fino a 72 anni per un assegno di pura sopravvivenza!
        Volete il proseguimento di quota 100 o meglio l’introduzione di quota 41?
        Votate meglio la prossima volta!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *