Riforma pensioni 2019, ultime su Quota 100 e nuova soglia d’uscita a 63 anni

Le ultime considerazioni sulla riforma delle pensioni derivano dal Forum Italia Economia e Lavoro organizzato da Conflavoro tenutosi l’8 novembre scorso, che é stato un momento interessante di confronto tra grandi esponenti politici esperti in campo previdenziale; vi hanno preso parte tra questi Cesare Damiano, Claudio Durigon ed Elsa Fornero. In questo primo articolo, abbiamo ascoltato in streaming la diretta per voi ed abbiamo deciso di ‘sbobinare’ le parole degli ospiti che si sono confrontati sulle importanti tematiche previdenziali del momento.

La quota 100 non poteva non essere tra gli argomenti di maggior dibattito, eccovi le parole di Cesare Damiano, nei prossimi giorni vi espliciteremo anche il confronto tra Elsa Fornero e Claudio Durigon, ex sottosegretario al Ministero del Lavoro. Eccovi nel mentre le considerazioni del dirigente del partito democratico.

Pensioni 2019, Damiano: Quota 100 é solo una finestra

Così Damiano: “Quota 100 non é una quota ma una finestra, le quote funzionano in modo diverso, due dati che caratterizzano una quota sono l’età anagrafica ed i contributi versati, c’é un sali e scendi. Nella quota 100 c’é un requisito fisso, la stella polare sono i 38 anni di contrbuti e 62 d’età, ma se li raggiungi a 63 fa 101, se a 64 fa 102 e via discorrendo. E’ in intervento congiunturale che dura 3 anni, 2021 a dicembre cessa e sono d’accordo che cessi. Torna la legge Fornero, requisito non sarà 62 anni accompagnti da 38, ma sarà 67 e fischia che prevede l’ attuale legislazione. Altra osservazione chi può accedere alla quota 100? Può accedervi la parte più avvantaggiata del mondo del lavoro, coloro che hanno cominciato relativamente giovani o non sono mai stati licenziati o sono passati da un lavoro ad un altro. La platea ristretta che ricomprende età di nascita un pò dopo anni 50.

Chi é escluso? Le donne ad esempio non arrivano a quel traguardo, a causa del doppio lavoro e della discontinuità, oppure quanti fanno un lavoro discontuo, non posso non pensare ai miei amici del settore edilizia , assurdo non possano entrare nel circuito flessibilità. Pazzesco ci si debba trovare nell’orrenda situazione a 64/65 anni sulle impalcature. Questo é sbagliato per le imprese e per i lavoratori. Detto ciò Quota 100 ha sì dei difetti, non ho mai mancato di dirlo, ma essendo io una persona di buon senso di buon senso e realistica, ritengo debba essere mantenuta“.

Pensioni, Quota 100 va mantenuta, poi nuova soglia dai 63 anni

Poi Damiano prosegue nella sua lunga disamina: “Sono contrario all’idea che quando arriva un Governo cancella quello che hanno fatto i governi precedenti, troppo spesso ci si dimentica che le persone non sono numeri, le persone hanno nome e cognome, un lavoratore si mette d’accordo con gli imprenditori, prevede sulla base della legge di poter andare in pensione magari dopo 3 mesi 1 anno, si licenzia, negozia una buona uscita, arriva una nuova legge, cancella quella possibilità, poi diventa un disoccupato e nuovo povero. La storia degli esodati non la voglio rivederere, dunque pur con tutte le criticità del caso, lo Stato ha stipulato con i cittdini un patto e tale patto sia rispettato.

Inoltre nel momento in cui il sistema pensionistico si avvicina al contributivo, dopo gli anni 30 avremo coloro che andranno interamente in pensione col contributivo, dal 96 al 2036 sono passati 40 anni di contributi , tutti calcolati col nuovo sistema. Nel momento che si passa al contributivo é necessario che il sistema abbia al suo interno una regola di flessibilità strutturale, dopo una certa soglia in poi si preveda di poter andare in pensione. La Soglia nuova per me sono i 63 anni, come per l’ ape sociale, la legge attuale lo prevede già per questi lavoratori ma con un vincolo. Per potervi accedere raggiunta l’età e necessario tu abbia una pensione che sia almeno 2.8 volte il minimo, il minimo é 500 euro quindi per poter uscire devi avere almeno 1400 lordi, non é detto che le nuove generazioni con lavoro discontinuo, pagato poco, con pochi contributi arrivino a quel traguardo. Io sono per togliere quel vincolo altrimenti non siamo coerenti, col sistema contributivo deve esservi flessibilità.

Pensioni 2019/2020: 2 i pilastri fondamentali, parla Damiano

Cosi prosegue Damiano: “Primo pilastro per me é un ragionevole principio flessibilità nel sistema previdenziale che dia certezze a imprenditori e lavoratori. E’ evidente che se uno va prima ha una pensione più bassa, con la proposta di legge (Ddl 857) prevedevo 4 anni di anticipo sull’età 62 e lasciavi dietro un 2% per ogni anno di anticipo. Anche giusto prevedere penalizzazione se vai come libera scelta, un lavoratore che ritiene di non farcela più.

Il secondo pilastro parte da una frase semplice: “non tutti i lavori sono uguali fare un impiegato seduto ad una scrivania é un conto, stare in miniera un altro, alla catena di montaggio altro ancora, l’usura del lavoro va riconosciuta. Lavoro sottosuolo, minatori, esplosizione caldo freddo, disciplina che avevo fatto negli usuranti, sono disciplinati, poi Ape sociale insieme categorie lavori più gravosi alle quali é consentito di andare in pensione. Disoccupato da almeno 3 mesi, con 30 anni di contributi, 63 anni può andare in pensione Disabile porattore di Handicap…flessibilità legate alla pesantezza del lavoro, lavoro pesante suscita un’emozione, voglio andare a casa. Lavoro ben pagato, leggero, colto, induce la persona a non lasciare, non voglio ritirarmi. Dunque si deve partire da un principio di flessibilità governato e ragionevole e si devono differenziare i lavori. Consentendo a chi fatica di puiù di poter andare prima.

Una riedizione delle quote, come le avevo ideate io, non la vedo negativamente, adattata alla nuova situazione. Vi é innalzamento età. Poi Damiano conclude dicendo, qui riportiamo solo una sintesi del discorso, che sarebbe bene iniziare a vedere oltre, avere una nuova visione del welfare. “La nuova visione del welfare che dobbiamo avere, pensiamo al 2050, a differenza di quello che é capitato alla mia generazione, ove vi erano 3 al lavoro ed 1 pensionato, ora siao nella situazione di 1 lavoratore e mezzo ed 1 pensionato, nel 2050 avremo 1 lavoratore 1 pensionato, il sistema é a ripartizione non reggerà. Si deve dunque pensare anche ad una valorizzazione delle tutele del welfare contrattuale, pendare ad una pensione integrativa, per andare in una direzione che concilia impresa giusto profitto e lavoratori risposte di dignità”

Voi cosa ne pensate delle precise e puntuali osservazioni fatte dall’onorevole Cesare Damiano, ne condividete i contenuti?

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981,! Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista. Scopri di più

7 pensieri riguardo “Riforma pensioni 2019, ultime su Quota 100 e nuova soglia d’uscita a 63 anni

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    12 Novembre 2019 in 8:31
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    Io invece penso che l’attuale quota 100 sia un provvedimento che finalmente va incontro si lavoratori ed è quindi bene che resti al suo posto concordo invece che non debba essere un punto di arrivo ma un primo passo verso una riforma più ampia che abolisca finalmente la vergognosa legge Fornero . Poi vorrei invitare chi in questo blog si lamenta di aver ricevuto epiteti poco rispettosi a rileggersi i propri messaggi perché scoprirà che il primo ad essere poco educato è proprio lui ……dare della bugiarda alla signora Francesca o del ridicolo a chi è un estimatore di quota 100 non penso rientri nei canoni di una buona educazione ……..CHI SEMINA VENTO RACCOGLIE TEMPESTA !!!

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    11 Novembre 2019 in 19:41
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    QUOTA 100 GIA’ LEGGE FINO AL 2021 COMPRESO CHE IO TROVO GIUSTISSIMA DEVE RIMANERE FINO ALLA FINE DEI 3 ANNI DI SPERIMENTAZIONE E COSI’ COME E’, COME PREVISTO DALLA LEGGE E COME DICHIARARTO DA MOLTE PERSONALITA’ POLITICHE E SINDACALI , DA QUANDO E’ USCITA LA LEGGE LE PERSONE HANNO PROGRAMMATO E FATTO AFFIDAMENTO FINO AL 2021 COMPRESO , NON SI POSSONO CAMBIARE LE LEGGI IN CORSO E OGNI 2 ANNI, COME MINIMO HANNO 62 ANNI E 38 ANNI DI CONTRIBUTI E HANNO PROBLEMI FISICI (TENDINI DELLE SPALLE, SCHIENA, GINOCCHIA ECC.E DI SALUTE DOVUTI ALL’ETA’ E AL LAVORO E MANCANO LE ENERGIE(OPERAIA METALMECCANICA, LAVORO DURO E PESANTE SVOLTO ANCHE DA UOMINI GRANDI E GROSSI, SEMPRE IN PIEDI, D’ESTATE SENZA ARIA CONDIZIONATA, UN CALDO INFERNALE CON I MACCHINARI CHE MANDANO FUORI CONTINUAMENTE ARIA CALDA CON MANCANZA DI OSSIGENO, USURANTE MA NON CONSIDERATO USURANTE ), INOLTRE LE DONNE SVOLGONO ANCHE DOPPIO LAVORO, CURA DELLA FAMIGLIA E FIGLI E PER QUESTO CONDIVIDO LA PROPOSTA(DI RICONOSCERE FINALMENTE E GIUSTAMENTE IL LAVORO DI CURA DELLE DONNE E DI UNO SCONTO CONTRIBUTIVO IN LEGGE DI BILANCIO 2020 COME PREVISTO DA QUOTA 100 ROSA PROPOSTA DALLA SIG, ORIETTA ARMILIATO , O LA PROPOSTA DI MOLTE PERSONALITA’ POLITICIE E SINDACALI UNO SCONTO CONTRIBUTIVO DI 1 ANNO PER FIGLIO CON UNA PARTE DEI RISPARMI DI QUOTA 100, QUOTA 100 GIA’ LEGGE NON SI TOCCA PER NESSUN MOTIVO E RIMANE COSI’ COME E’ FINO ALLA FINE DELLA SPERIMENTAZIONE DEI 3 ANNI 2021 COMPRESO COME PREVISTO, PRECEDENZA ALLE LEGGI GIA’ IN VIGORE DA PORTARE A TERMINE , POI PER IL 2022 SI APPLICHERA’ UNA NUOVA RIFORMA PENSIONISTICA , SE SERVONO SOLDI SI DEVONO TROVARE ALTROVE!

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    11 Novembre 2019 in 19:20
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    Non credo di sbagliare se dico che questi commenti sono molto individuali mentre una riforma pensionistica seria non può riguardare solo alcuni individui ma deve riguardare tutti gli Italiani e tutte le generazioni presenti e future quindi quando diciamo quota 100 deve essere per tutti senza vincoli di età ma con un solo voncolo aver versato almeno 35 anni di contributi punto e basta il resto cautela solo ed esclusivamente una generazione non tutte equità gente equità non chiacchiere ed inganni ww quota, 100 quella giusta per tutti

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    11 Novembre 2019 in 18:41
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    Finalmente siamo arrivati alla sostanza lasciando da parte le chiacchiere, La quota 100 non è una legge dello Stato ! E’, come dice Damiano una finestra temporale o, come dico io, una nuova opzione (come OD o Ape social ) che ha permesso, ad una categoria di lavoratori, un sostanzioso anticipo rispetto alla Fornero. La legge Fornero è ancora a tutti gli effetti vigente, al punto che ci sono lavoratori che sono costretti ad arrivare alla vecchiaia (67 anni) o in alternativa ai 43,1 dell’anticipata. Tutti questi dalla quota 100 non hanno avuto beneficio alcuno.
    Senza quota 100, oggi non saremmo qui a parlare del pericolo di nuovi esodati perchè nessuno si sarebbe sognato di presentare dimissioni o licenziamenti concordati con il datore di lavoro e questi avrebbero dunque dovuto sottostare anche loro alla legge Fornero come tutti gli altri.
    Per averli definiti ” favoriti-privilegiati”, che non è un’offesa ma un dato di fatto, mi sono sentito insultare con epiteti quali : Ottuso, invidioso, rompiscatole e somaro. Sappiano, cari signori, che dando questi titoli a me, indirettamente li avete dati a tutti gli esclusi dalla quota 100 che hanno magari più anni di età di voi o più anni di lavoro di voi o più contributi di voi. Un po di rispetto non guasterebbe.
    Ci sono lavoratori che hanno 65 anni e non possono andarci.
    Ci sono lavoratori che hanno 42 anni di lavoro e non possono andarci.
    Ci sono lavoratori che hanno 42 anni di contributi e non possono andarci.
    Aver offerto la quota 100 a chi è disoccupato cronico è giusto e sacrosanto, averla aperta a chi un lavoro lo aveva ancora e anche un reddito, è stata una discriminazione intollerabile agli occhi di tutti gli altri lavoratori che la Fornero se la devono subire tutta e fino in fondo.
    Su questo sito, gli autori Erica e Stefano, invitano al confronto e alla discussione, possibilmente in maniera garbata ed educata. Si può essere d’accordo o dissentire senza scadere nel volgare ma ognuno è libero di esprimere la propria opinione.
    Ai miei occhi, la quota 100, è una norma fatta malissimo. Contiene, come sopra ho detto, una parte positiva e una molto negativa di cui vedremo gli effetti nel gennaio 2022. Gli scaloni sono in agguato e dipende da come andrà l’economia generale per scoprire se la quota 100 è stata solo un’euforia immotivata.
    Con simpatia e cordialità, per tutti, nessuno escluso. Anche ai miei denigratori.

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    11 Novembre 2019 in 18:40
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    Con tutto il rispetto per chi ha fatto lavori pesanti, io faccio parte di coloro che “stanno dietro ad una scrivania”, ma Vi assicuro che non mi occupo di un lavoro tranquillo. Ci sono lavori stressanti anche dietro ad una scrivania. Da divorziata, ho mandato avanti una casa e mi sono cresciuta 2 figli da sola, senza mai potermi permettere un aiuto domestico ecc. Un doppio lavoro .. pieno….
    Ho lavorato anche in un posto dove ero “assunta regolarmente” ma, a causa di una legge scema dell’epoca, il datore di lavoro (studio legale) ha potuto NON VERSARE 6 mesi di contributi, pur senza licenziamento ecc.
    Insomma, uscita da scuola, a quasi 18 anni, ho subito lavorato e non ho più smesso.
    Sono 43 anni effettivi che lavoro, ma i famosi 41 anni e 10 mesi (legge Fornero) li “compirò” a marzo 2021!
    Per tale data avro’ quasi 62 anni. Sono stanca. Prima che comincio a dare del lei ai miei cari, che mi mandassero in pensione e si mettessero una mano sulla coscienza.

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    11 Novembre 2019 in 15:23
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    QUOTA 100 GIA’ LEGGE FINO AL 2021 COMPRESO, FINO ALLA FINE DEI 3 ANNI DI SPERIMENTAZIONE COME PREVISTO DALLA LEGGE, LE PERSONE COME MINIMO HANNO 62 ANNI E PROBLEMI FISICI E DI SALUTE DOVUTI ALL’ETA’ E AL LAVORO E MANCA L’ENERGIA (OPERAIA METALMECCANICA, LAVORO PESANTE E USURANTE NON CONSIDERATO TALE , STESSO LAVORO CHE VIENE FATTO DA UOMINI GRANDI E GROSSI, PROBLEMI AI TENDINI SPALLE, SCHIENA, GINOCCHIA ECC. SEMPRE IN PIEDI E MANCA L’ENERGIA, ESTATE SENZA ARIA CONDIZIONATA , CALDO INFERNALE CON MANCANZA DI OSSIGENO), LE PERSONE DA QUANDO E’ USCITA QUOTA 100 GIA’ LEGGE HANNO PROGRAMMATO E FATTO AFFIDAMENTO FINO ALLA FINE DELLA SPERIMENTAZIONE 2021 COMPRESO, NON SI POSSONO CAMBIARE LE COSE OGNI 2 ANNI E IN CORSO, MA SI DEVE PORTARE LA LEGGE ALLA FINE DELLA SPERIMENTAZIONE 2021 COMPRESO, POI PER IL 2022 SI APPLICHERA’ UNA NUOVA RIFORMA PENSIONISTICA, INOLTRE LE DONNE SVOLGONO ANCHE DOPPIO LAVORO DI CURA DELLA FAMIGLIA E FIGLI E PER QUESTO TROVO GIUSTISSIMO CHE VENGA FINALMENTE RICONOSCIUTO, UNO SCONTO CONTRIBUTIVO ANCHE NELLA LEGGE DI BILANCIO 2020 CON UNA PARTE DEI RISPARMI DI QUOTA 100 (QUOTA 100 ROSA COME PROPOSTA DALLA SIG. ORIETTA ARMILIATO) , O UNO SCONTO DI 1 ANNO DI CONTRIBUTI PER FIGLIO COME SOSTENUTO DA PERSONALITA’ POLITICHE E SINDACALI, PRECEDENZA ALLE LEGGI GIA’ IN VIGORE DA PORTARE A TERMINE COME PREVISTO, QUOTA 100 FINO AL 2021 COMPRESO NON SI TOCCA PER NESSUN MOTIVO E RIMANE COSI’ COME E’ FINO ALLA FINE DEI 3 ANNI DI SPERIMENTAZIONE , (COME DICHIARATO DA ON. CESARE DAMIANO E MOLTE ALTRE PERSONALITA’ POLITICHE E SINDACAL)I, SE SERVONO SOLDI SI DEVONO TROVARE ALTROVE!!!

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    11 Novembre 2019 in 13:40
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    Ma lo dite che le nostre tfs e tfr saranno congelate a 67 anni? Noi vogliamo quello che abbiamo versato

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