Riforma pensioni 2019, ultimissime: In Ldb 2020 prima gli esodati, l’appello di Inapi

Riforma pensioni 2019, ultimissime: In Ldb 2020 prima gli esodati, l’appello di Inapi

Le ultimissime novità al 9 ottobre 2019 arrivano da un comunicato diramato dalla Direzione Nazionale Inapi, in cui emerge chiaramente il sostengo di Domenico Cosentino, Presidenete del Patronato, agli esodati rimasti esclusi dalle precedenti salvaguardie. Nel corso del comunicato il Presidente si dice certamente aperto ad una riforma delle pensioni che vada verso la flessibilità in uscita e mostra totale appoggio anche a misure che vadano nella direzione nella prossima legge di bilancio del riconoscimento del valore di cura delle donne ai fini previdenziali e della quota 41 per i precoci.

Ma ci tiene a precisare che per poter parlare anche solo minimamente di superamento della Riforma Fornero si deve necessariamnete passare per l’eliminazione della stortura primaria che emerse con quella legge, dunque si deve sanare in primis il dramma degli esodati ancora in attesa di giustizia dopo 8 anni di ‘agonia’. Eccovi il Comunictao che pubblichiamo per intero, data l’importanza del tema in esso trattato, e ringraziamo Domenico Cosentino per avercelo trasmesso.

Pensioni 2019, ultime Inapi: In Ldb 2020, gli esodati siano la priorità

“La Direzione Nazionale del Patronato Inapi segue con interesse gli incontri tra le parti sociali ed il Governo, certa che questo sia un buon punto di partenza che il nuovo esecutivo ha messo in campo per fare scelte mirate ed eque nella stesura della prossima legge di Bilancio. Scelte che ci auguriamo ci tiene a precisare Domenico Cosentino, Presidente del Patronato Inapi, vadano in primis nella direzione di voler sanare storture importanti ancora vigenti nella Legge Fornero, che nonostante quota 100, è bene dirlo senza ipocrisie, non è mai stata superata.

Siamo totalmente concordi con il Ministro del MEF Gualtieri quando sostiene, che nonostante quota 100 si sia mostrata una misura costosa, con limiti importanti e non sia stata affatto la panacea per tanti lavoratori, oggi non possa essere smontata prima della scadenza al 2021. In quanto come giustamente ha ribadito il Ministro dell’Economia “E’ controproducente smontare costantemente quello che c’era prima soprattutto quando si sono determinati diritti acquisiti delle persone che andando in pensione hanno negoziato gli scivoli con le aziende, non è serio cambiare le regole di accesso”. Allo stesso tempo, proprio partendo da tali assunzioni, non possiamo che dare pieno appoggio alle rivendicazioni degli esodati.

In quanto spiega il Presidente del Patronato Inapi:Chi più di questi 6.000 cittadini ancora esclusi da ogni salvaguardia, sa meglio cosa voglia dire vedere ledere un proprio diritto? Questi lavoratori, e fa specie ancora se ne discuta, hanno maturato gli stessi diritti degli altri 144.000 esodati già andati in pensione con le precedenti salvaguardie. Tutti purtroppo allo stesso modo hanno subito lo smantellamento delle regole di accesso alla pensione rappresentato dalla Legge Fornero. Per questa ragione la priorità assoluta nella prossima Legge di Bilancio deve essere la riapertura dell’Ottava Salvaguardia con l’estensione per tutte le categorie in essa contenute del requisito fino al 31/12/2021 a sanatoria degli ultimi 6.000 Esodati ancora in attesa, dopo otto lunghi anni, che venga risolto il loro paradossale dramma previdenziale”.

Riforma pensioni, Cosentino: ok flessibilità , quota 41 e lavoro di cura

Poi spiega Cosentino, che già più volte si é espresso positivamente in termini di flessibilità anche sul nostro sito: “Concordo sulla necessità di rivedere la rigida Riforma Fornero e con quanti stiano pensando a misure atte a migliorare le condizioni di uscita dei lavoratori, concedendo maggiore flessibilità in uscita. Mi sono sempre detto, tra le altre cose, pro quota 41 indipendentemente dall’età anagrafica e pro valorizzazione dei lavori di cura ai fini previdenziali, ma va da sé che non ci si può preoccupare di altre platee di lavoratori quando ancora non si è posto un rimedio conclusivo ad una categoria che vive nella disperazione da otto anni, il buon senso prevedrebbe in primis una chiusura definitiva del loro calvario previdenziale

Infine chiude con un auspicio ed una sorta di appello verso il nuovo Governo: “La Direzione Nazionale del Patronato Inapi crede e si appella al buon senso del Governo in carica, certa che verrà messa la parola ‘FINE’ a questo increscioso capitolo pensionistico.

Tutti concordi sul fatto che questa debba essere la priorità nella prossima legge di bilancio 2020? Fatecelo sapere nell’apposita sezione commenti del sito.

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981,! Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista. Scopri di più

5 pensieri su “Riforma pensioni 2019, ultimissime: In Ldb 2020 prima gli esodati, l’appello di Inapi

  1. questi sordi e ignoranti politici pensano sempre a nuovi aiuti per poveri e noi esodati prefornero non siamo poveri ? visto che ci hanno ignorato per ben 12 anni sono esodata dal 2007 pensate mai a come si possa sentire una donna a queste condizioni avendo iniziato a lavorare all ‘età di 15 anni finitela di fare i parassiti dell’ italia ridateci i nostri sacrosanti diritti

  2. Ape sociale rinnovarla e farla diventare strutturale e in pensione a 62 anni (che sono già tanti)indipendentemente gli anni di contributo

  3. Certo, In primis gli esodati, ma dopo anche gli altri, flessibilità in uscita, “quota 100 rosa” anche dopo. Le nate nel 1960/61 il ’22 e ’23 avranno 63 anni, vi sembrano pochi?

  4. Le priorità sono esodati e precoci ma continuano a privilegiare altre categorie senza niente discriminare altre categorie ma una volta per tutte vogliono capire che esodati e precoci sono a scadenza una volta risolte queste categorie non c’è ne saranno più dunque non capisco perché ciò non venga fatto.. Forse perché siamo.in mano a una massa di incompetenti che non sanno cosa vuol dire lavorare

  5. ADESSO ATTENZIONE ALLE DONNE!!!!!!!!
    🅰️ Proroga della misura dell’Opzione Donna al 2023
    🅱️ QuotaCentoRosa
    Per quanto riguarda la prima mozione ci preme sottolineare che, qualora la misura fosse prorogata al 31.12.2019 (aprendone quindi l’esercizio a coloro che sono nate nell’anno 1961, come peraltro richiesto e sollecitato da alcuni gruppi Fb che si occupano della proroga di questa norma) rimarrebbero ESTROMESSE le lavoratrici autonome, in virtù dei requisiti vigenti che ne ammettono l’ingresso solo al compimento dei 59 anni (uno in più di quello richiesto per le lavoratrici dipendenti).
    Possiamo permettere che sia mandata a effetto un provvedimento che penalizza ulteriormente le Donne, creando una aggiuntiva iniquità rispetto a quelle già subite e presenti nel nostro ordinamento previdenziale?
    Sarebbe davvero una pessima pratica, un’ingiustizia che si potrebbe evitare di perpetrare considerando che la Rgs ha quantificato il costo complessivo a copertura della misura in ragione di 400milioni di euro annui.
    Per quanto invece all’inserimento nella norma vigente cd. Quota💯 della modifica dei termini di accesso per le donne, essendo la stessa già finanziata dal fondo creato a copertura quando fu legiferata nello scorso Marzo che per grossa parte non è stato utilizzato, non si andrebbe a gravare il conto economico alla voce “pensioni” di un costo aggiuntivo ma, si otterrebbe un ottimo bivalente effetto: concedere alle donne che per i noti motivi non riescono a raggiungere il requisito contributivo oggi richiesto pari a 38 anni di ritirarsi anticipatamente, riconoscendo e valorizzando il lavoro di cura domestico in ragione di 2 anni, da decurtare dal suddetto requisito.
    #ledonnesonoincredito #perledonnedioggiedidomani #ilwelfaresiamonoi

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