Riforma pensioni 2019, ultimissime: l’appello al Governo di donne, Inapi, esodati

Tra le altre richieste al Governo oltre il mantenimento di quota 100, spiccano anche quella delle donne, che richiedono la proroga dell’opzione donna, degli esodati che chiedono di ricomprendere le 6.000 persone rimaste fuori dalle precedenti salvaguardie e la richiesta di Inapi che chiede la modifica delle regole per gli agenti di commercio iscritti all’Enasarco.

Oltre agli schieramenti pro e contro quota 100, di cui abbiamo ampiamente dato testimonianza nell’articolo precedente, vi sono poi le donne che hanno precise istanze e le portano avanti sui rispettivi gruppi, da un lato Paola Viscovich, amministratrice del gruppo opzione donna le escluse, che chiede al nuovo esecutivo di prorogare l’opzione donna, dall’altra le parole di Orietta Armiliato, amministratrice del Cods, che oltre alla proroga, fino al 2023, si fa portavoce di altre istanze, quali la valorizzazione del lavoro di cura

Riforma pensioni 2019, le richieste delle donne al Governo

Gli obiettivi del CODS, sono chiaramente espressi da Orietta Armiliato che li ricorda alle sue iscritte: “ Battersi al fine di implementare, migliorare e variare misure, anche ex-novo di pensionamento anticipato relativamente alla platea femminile, nell’ottica di un’auspicata ed equa flessibilità previdenziale, anche e soprattutto attraverso il riconoscimento e la valorizzazione del lavoro di cura“. Proprio a tal riguardo, tra le ultime proposte di Armiliato, una che ha avuto moltissimo seguito sui social e sulla quale é in corso un sondaggio é la richiesta di quota 100 rosa:La proposta da sottoporre al nuovo esecutivo avanzata dal CODS di modificare i requisiti imposti per accedere a Quota💯 rivolta alla sola platea femminile che contemplerebbe la riduzione a 36 anni rispetto ai 38 vigenti, in virtù del riconoscimento del cd. “lavoro di cura”, lasciando invariata l’etá oggi necessaria per poter accedere pari a 62 anni”

Il secondo obiettivo che si pone il CODS é promuovere e sostenere al fine di annullare la stortura creatasi a seguito della mancata possibilità di cumulo Gratuito dei contributi e quindi di accesso alla misura dell’Opzione Donna , di tutte coloro che nel corso della propria carriera lavorativa hanno maturato e versato anni di contribuzione nelle diverse casse previdenziali. Infine Il terzo:Sostenere la proroga fino al 31 Dicembre 2023 dell’istituto pensionistico cd. Opzione Donna”

Paola Viscovich dalla sua invece chiede all’esecutivo, riportando i dati del Il Sole 24 Ore:Domande opzione donna al 10/09/2019:️ presentate 20.233 ➡️ respinte 3.639 ➡️ giacenti 4.129 ➡️ accolte 12.511 Siamo decisamente sotto il dato previsionale della precedente ldb, stabilito in 24.500 unità. Ci sarà dunque lo spazio anche per noi? Poi conclude con un appello: Le donne del gruppo opzione donna le escluse attendono di leggere in ldb 2020 la proroga od al 31/12/2019. 58/59 anni di età e 35 anni di contributi”. In ultimo vi é da non dimenticare l’appello dell’esodata Stojan al Governo affinché si ponga fine al dramma previdenziale degli ultimi esodati.

Pensioni, Stojan al Governo: esodati punto prioritario

Così alla Catalfo, neo ministro del lavoro, scrive Gabriella Stojan: “Le rivolgiamo pertanto un forte ed accorato appello affinché il nostro dramma sia posto quale punto prioritario del Suo Ministero al fine di ristabilire legittimi diritti costituzionali, che garantiscano di condurre finalmente al traguardo pensionistico quanti come noi attendono giustizia da più di 7 anni, vivendo ormai nella disperazione e spesso nell’indigenza. Le rappresentiamo l’urgenza, per il Governo che ora metterà mano alla stesura della Legge di Bilancio, dell’inserimento di una apposita norma che consenta la riapertura dei termini dell’Ottava Salvaguardia per gli Esodati che maturano il requisito pensionistico entro il 31/12/2021 oppure l’emanazione un Decreto d’urgenza apposito di pari contenuti“. Infine l’appello di Domenico Cosentino, Presidente del Patronato Inapi che chiede di rivedere le regole che reggono l’Enasarco.

Pensioni, si cambino le assurde e rigide regole per Enasarco

Cosentino fa notare, attraverso una nota stampa, come l’obbligo che hanno gli agenti di commercio di costruirsi una pensione complementare obbligatoria non li tuteli maggiormente ad una pensione serena, anzi spesso tali somme vengono perse perché i lavoratori non raggiungono i requisiti richiesti minimi. Ossia 20 anni contributivi e 67 o 65 anni anagrafici a seconda che si tratti di uomini o donne, paletti troppo stringenti, fa notare Inapi, che rischiano di vanificare i versamenti ed i sacrifici di questi lavoratori.

Si conceda dunque, puntualizza Cosentino, al lavoratore giunto all’età della pensione, anche qualora non avesse maturato i requisiti richiesti dall’Enasarco, il diritto a quanto versato fino a quel momento, come avviene per qualsiasi lavoratore che accende una pensione integrativa. Serve un profondo intervento di modifica, dice Cosentino, non é possibile che su questi lavoratori pesi una doppia contribuzione: gestione speciale dei lavoratori autonomi e Enasarco, ma vi siano di fatto zero tutele. L’appello di Cosentino al Governo é chiaro: “Porre fine alla contribuzione obbligatoria e fare in modo che vengano trasferite all’Inps le posizioni dei lavoratori che non hanno ancora maturato un assegno

Queste ad oggi le ultime notizie sul fronte previdenziale in attesa dell’incontro a Palazzo Chigi tra sindacati e nuovo Governo che si terrà oggi 18 Settembre dalle h 10:00.

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

3 thoughts on “Riforma pensioni 2019, ultimissime: l’appello al Governo di donne, Inapi, esodati

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    18 Settembre 2019 in 17:59
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    CONDIVIDO PIENAMENTE LA PROPOSTA DELLA SIG. ARMILIATO DELLA QUOTA 100 ROSA (62 ANNI E 36 DI CONTRIBUTI), CHE RITENGO IMPORTANTISSIMA E CHE AUSPICO VENGA APPLICATA ANCHE NELLA LEGGE DI BILANCIO 2020.

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    18 Settembre 2019 in 13:03
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    La proroga opzione donna non deve essere fatta solo fino alla fine 2019 ma andare oltre almeno fino al 2023 come propone Orietta Armiliato. E poi trovare un’altra soluzione giusta per le donne. Non è possibile però vivere con l’ansia ogni anno per sapere se verrà prorogata

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    18 Settembre 2019 in 11:21
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    Si ma quando si saprà la conferma per opzione donna 2020….! Certo che è un’agonia!!

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