Riforma pensioni 2019, ultimissime: quota 41 entro 4 anni ed alternative ad opzione donna

Riforma pensioni 2019, ultimissime: quota 41 entro 4 anni ed alternative ad opzione donna

Le ultime novità sulla riforma delle pensioni al 10 luglio riguardano da un lato il parere espresso dal consiglio Europeo di Economia e Finanza (Ecofin) che ha suggerito all’Italia di ripristinare in toto la Riforma Fornero, dall’altra ruotano intorno alle differenti proposte, in vista della prossima Ldb 2020, circa quota 41, quota 100 e misure per donne che amministratori dei gruppi e lavoratori stanno enunciando sui social o sul nostro sito. Le considerazioni dei precoci, ad esempio, puntano a ricordare ai due vicepremier che la quota 41 era stata promessa in campagna elettorale da subito e che l’idea di vederla realizzata nei prossimi 4 anni, come ha fatto intendere l’onorevole Di Maio alla precoce Rosa Poloni, serve davvero a poco. I precoci, dicono delusi all’unisono, “da qui a quattro anni saremo ormai ‘estinti’ ed usciremo tutti con la legge Fornero

Inoltre la quota 100, ribadiscono, non ha rispettato le condizioni iniziali, somma tra età anagrafica e contributiva, prevedendo da subito l’aggiunta di paletti specifici e rigidi sia sui contributi quanto sull’età. Inoltre anche altre forme pensionistiche, come lo scivolo per le aziende con più di 1000 dipendenti, prevedono il paletto anagrafico dei 62 anni, tagliando nuovamente fuori i precoci. Deluse anche molte donne lavoratrici che dopo essersi fatte fare i conteggi all’Inps si sono rese conto che la proroga dell’opzione donna le penalizzerebbe troppo e per la vita, ragione per cui si sono iscritte al Comitato Opzione donna Social, amministrato da Orietta Armiliato, che si pone come obiettivo primario la valorizzare del lavoro di cura, affinché l’eventuale proroga dell’opzione donna, richiesta dal comitato fino al 2023, possa restare una scelta e non un’imposizione dovuta alla carenza di misure previdenziali a vantaggio delle donne. Eccovi, in sintesi, le ultime considerazioni e proposte su quota 41, quota 100 e donne.

Pensioni 2019, ultime proposte: quota 100 vera, oppure quota 41 subito

Alessandro: Propagandare Quota 41 è servito solo per racimolare voti, in realtà lo sapevano bene i nostri cari Di Maio e Salvini che era difficile se non impossibile risolvere il problema dei precoci“; Max, ricordando le ultime promesse di Di Maio, dice furioso: “Vi sono altri 4 anni per rispettare tutte le cose che sono scritte in quel contratto…”, visto che ho 60 anni e 42 di contributi e di precoci siamo in tanti, andremo MOLTO prima con la Fornero“, Biagio cavalcando l’onda della polemica aggiunge: “Di Maio non ha rispettato le promesse fatte. Aveva promesso durante la campagna elettorale che si poteva andare in pensione o con quota 100 o con quota 41 senza paletti. Ed invece abbiamo visto tutti come è andata. Quota 100 con minimo 62 anni di età, quota 41 nel 2022. Perchè non ci sono le coperture finanziarie. Allora perchè fare tante promesse e illudere le persone prima delle elezioni? Non abbiamo concluso niente”. Anche Beppe non ha gradito quelle che avrebbero dovuto essere delle rassicurazioni del Ministro del Lavoro: “Abbiamo ancora 4 anni…..roba da fuori di cotenna!!!!!Fenomeno Di Maio dovevate scriverlo nel VOSTRO programma di governo che i 41 si facevano tra 4 -5 anni, quanta gente vi avrebbe votato? “

Clemente, aggiunge criticando quota 100: “Anche io sono deluso. Ad oggi ho 41 e 6 mesi di contributi e ho 59 di età. Fino a quando devo ancora lavorare? 41 e 59 sempre quota 100 fa….o no? ” Lucio, parlando dello scivolo pensionistico che eprmette di accedere fino a 5 anni prima alla quiescenza, dice: “finalmente hanno trovato una soluzione ragionevole, per le aziende con più di 1000 dipendenti, 5 anni di prepensionamento, PECCATO CHE DEVI AVERE SEMPRE 62 ANNI,UNA QUOTA 100 B vergogna assoluta”.

Pensioni 2019, ultima proposta: precedenza a chi ha versato di più

Sergio avanza dunque la sua proposta, se non ci sono fondi si mandi in pensione prima chi ha versato di più: “La precedenza DEVE essere democraticamente data a chi ha contribuito di più per il paese
Quindi da fine 2019 via libera ai contribuenti 43 poi 42 poi 41 il tutto entro Marzo 2020 indipendentemente dalla età, e con grande ringraziamento da parte di tutti !!!!, … altro che impoverire i ns. giovani”

Cathia, invece, lavoratrice precoce e donna, fa notare quanto sia stato faticoso conciliare vita lavorativa e famiglia e come sarebbe ‘umiliante’ per lei, oggi, doversi accontentare, dopo una vita di sacrifici, di una pensione decurtata del 30%: “Noi 41 siamo tra gli sfigati che gli altri, più fortunati (quota 100, personale di banche e assicurazioni e grandi aziende che avrà lo scivolo di 5 anni) certo non difendono. Poi ci sono le donne con quell’opzione donna che è una tagliola sulla pensione, come se le donne fossero esseri inferiori e soprattutto a carico dei loro mariti! Uno schifo su tutti i fronti e mi stupisco sempre delle donne che difendono questa misura offensiva e sessista. Io sono una donna, mi sono fatta 41 anni di lavoro e curato pure i figli, per me nessuna agevolazione e nessuna pietà. Anzi, con i rendimenti va a finire che più lavoro meno prenderò di pensione” . La lotta di Orietta Armiliato, amministratrice del CODS, punta proprio ad offrire chance differenti all’opzione donna, eccovi le sue ultime considerazioni.

Pensioni, Armiliato: opzione donna sia una scelta non unica via

Interessanti le considerazioni di Orietta Armiliato, amministratrice del CODS, che analizzando i dati del Rapporto Inps mostra come siano soprattutto le donne ad avere una pensione sotto i mille euro. L’amministratrice fa notare come l’opzione donna non potrà far altro che alimentare questo bacino, giacché le pensioni essendo calcolate con assegno contributivo non potranno che essere basse. Inoltre, sottolinea, come questi dati vadano letti in prospettiva futura già in chiave critica, giacché dal 1996 tutti le pensioni verranno calcolate col contributivo e dunque tali risvolti negativi sugli importi pensionistici non potranno fare altro che aumentare ancora, purtroppo. Eccovi le sue considerazioni che nascondono, in modo nemmeno troppo velato, suggerimenti al nuovo Governo affinché si pensi sempre più, nella prossima legge di bilancio, a misure a favore delle donne che consentano di vedere valorizzzato il lavoro di cura svolto quotidianamente, anche ai fini contributivi, affinché un domani le donne sia libere di scegliere tra opzione donna ed altre forme previdenziali. Ad oggi dice, l’opzione donna, seppur fortemente penalizzante, per molte non é una scelta ma l’unica via per andare in pensione.

Si palesa infatti l’evidenza di dover studiare e rendere operative al più presto leggi pensionistiche in grado di garantire redditi dignitosi giacché tutti i lavoratori, a partire dal 1996, saranno assoggettati al conteggio pensionistico interamente con il sistema contributivo. Per intanto, peró, si manifesta in maniera sempre più urgente la necessità di rivedere, per quanto riguarda le lavoratrici i termini di accesso alla pensione in modo che possano diventare anche per loro ed al più presto, realisticamente percorribili. Il riconoscimento di anni di contribuzione attraverso la valorizzazione del lavoro di cura, va esattamente in quella direzione dando modo alle prossime pensionande di poter accedere a misure più favorevoli che non il dover ricorrere, necessariamente, agli istituti come l’Opzione Donna, che deve riprendere ad essere esercitata solamente in funzione di quella che é la sua natura ossia esclusivamente una scelta.Oggi non è così, essendo OD l’unica legge pensionistica che consente il suo esercizio con requisiti sia anagrafici sia contributivi, corrispondenti a quelli che le donne, più o meno e comunque con fatica, riescono a raggiungere”.

Voi cosa ne pensate delle ultime considerazioni espresse in merito alla quota 41, sarebbe utile tra 4 anni? e alle misure a favore delle donne, giusto valorizzare il lavoro di cura ai fini pensionistici o meglio puntare su OD?Fatecelo sapere, se vi va, lasciando un commento sul nostro sito.

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981,! Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista. Scopri di più

4 pensieri su “Riforma pensioni 2019, ultimissime: quota 41 entro 4 anni ed alternative ad opzione donna

  1. Purtroppo questa è l italia di maio salvini quante prese x il culo quando prendono la sedia al governo pensano solo hai loro interessi nn è possibile che con 41 anni di lavoro nn si possa andare in pensione ci vogliono morti .Ci hanno rubato la gioventù lasciateci almeno qualche anno di vecchiaia x poter vivere rilassati .grandissimi bugiardi solo x prendere voti e sistemarsi loro e la sua gang POVERA ITALIETTA

  2. Ho visto che in alcuni commenti qualcuno scrive “come lo scivolo per le aziende con più di 1000 dipendenti, preveda il paletto anagrafico dei 62 anni” , ma a me sembra che nel decreto crescita sia specificato essere valido anche il requisito della pensione anticipata, come qui sotto citato:
    ESTRATTO DEL DECRETO CRESCITA – TITOLO III CONTRATTO DI ESPANSIONE
    Articolo 41 al punto 5
    Per i lavoratori che si trovino a non più di 60 mesi dal conseguimento
    del diritto alla pensione di vecchiaia, che abbiano maturato il
    requisito minimo contributivo, o anticipata di cui all’articolo 24, comma
    – 41 –
    10, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni,
    dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, nell’ambito di accordi di non
    opposizione e previo esplicito consenso in forma scritta dei lavoratori interessati,
    il datore di lavoro riconosce per tutto il periodo e fino al raggiungimento
    del primo diritto a pensione, a fronte della risoluzione del
    rapporto di lavoro, un’indennità mensile, ove spettante comprensiva dell’indennità
    NASpI, commisurata al trattamento pensionistico lordo maturato
    dal lavoratore al momento della cessazione del rapporto di lavoro,
    così come determinato dall’INPS.

  3. La legge Fornero deve sparire completamente. Serve una legge chiara senza clausole che dia la possibilità di scelta al lavoratore. Dopo 41 anni di lavoro ( con contributi versati di qualunque tipo di gestione) deve poter andare in pensione se lo desidera. Questo deve valere per tutti ( no lavoratori di classe a e classe B) come già avviene per le forze armate che hanno quota 41 senza limiti di età…grazie alla Fornero.
    Di Maio e Salvini mantengano la promessa quanto prima di smantellare totalmente quella odiosa legge che ha rubato 8 anni di vita a milioni di lavoratori e costretto giovani a stare a casa.

  4. Buongiorno prima che fanno quota 41 meglio è ,bisogna pensare ai tantissimi nati
    tra gli anni 60/70 ed hanno iniziato a lavorare dopo la terza media che dovranno lavorare 43/44
    anni per andare in pensione ,41 e un atto di giustizia per tutti..

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