Riforma pensioni 2019, ultim’ora dal Governo su quota 100, donne, esodati

Grande attesa sulla riforma pensioni e sui contenuti della prossima Legge di Bilancio 2019, oggi si apre ufficialmente, arriverà sul tavolo dei consigli dei Ministri il decreto fiscale e la manovra di revisione della tanto criticata legge Fornero, l’iter che porterà ad approvare le misure tanto propagandate in campagna elettorale. Si attende anche maggiore chiarezza sulla stima effettiva dei costi e sulle entrate che sosterranno i capitoli di spesa.

Gli obiettivi verso cui pare propendere il Governo per il 2019, in campo previdenziale, paiono ormai, a grandi linee, confermati. Vi sarà  il varo della quota 100, si andrà verso l’incremento delle pensioni minime a 780 euro, vi sarà la proroga dell’opzione donna, una possibile proroga dell’Ape sociale e si spera la salvaguardia definitiva degli esodati. Parte delle risorse dovrebbero pervenire dal taglio delle pensioni d’oro. Ma nonostante le misure sembrino in parte in linea con le promesse elettorali, i requisiti sono stati ridefiniti sia per Q100 quanto per opzione donna e i malumori si diffondono sul web, anche quota 41 non sarà presente nella prossima Legge di Bilancio, ma , assicura Salvini, resta un obiettivo della legislatura, magari nel 2020.

Pensioni anticipate, al via quota 100 ma domanda solo ad Aprile

La quota 100 che dovrebbe essere approvata da gennaio 2019, ma  anche per chi avrà già maturato i requisiti, sarà  usufruibile solo da aprile 2019, il provvedimento, infatti, dovrebbe andare in vigore rispolverando il meccanismo delle ‘finestre’, con accesso fisso trimestrale dal 2020. Questo avrebbe lo scopo di contenere i costi. Inoltre la quota 100 non sarà la semplice somma di età anagrafica e contributiva, per questo molti sostengono che sarà una misura ad uso quasi esclusivo di uomini del Nord con carriere continue e rischierà di tagliare fuori le donne e certamente i precoci, per accedervi occorreranno 38 anni di contributi versati e 62 d’età.

Inoltre potrebbe essere allo studio il divieto di cumulo di contributi versati in più casse previdenziali per poter raggiungere il montante e il divieto di cumulo redditi da lavoro e pensioni per chi vi accederà dai 62 anni. L’obiettivo della misura pensata dal Governo è quella di garantire il turnover generazionale, ragione per cui per Durigon, sottosegretario leghista al Ministero del lavoro, chi esce deve godersi la pensione e lasciare il posto ai giovani. Per le donne che a lungo hanno lottato per ottenere la proroga è giunta una mezza vittoria, la proroga vi sarà ma per una platea ridotta, i requisiti sono cambiati e secondo Armiliato, CODS, peggiorati.

Pensioni, proroga Opzione donna, Governo non rispetta promesse

Iniziamo col far presente in cosa consisterà la proroga annunciata dal Governo, come da puntuale sintesi offerta da Armiliato sul Cods: “ potranno accedervi quante  al 31.12.2018 avranno compiuto 58 anni più 7 mesi se lavoratrici private e del pubblico impiego e 59 anni più 7 mesi se autonome, Coloro che abbiano maturato entro il 31.12.2018 35 anni di contribuzione ovvero 1820 settimane effettive cioè al netto dei contributi figurativi (quelli per malattia e disoccupazione non contano), per onorare il requisito anagrafico richiesto, solo coloro che sono nate entro il 31 Maggio 1959/60 potranno accedere”.

Poi il suo disappunto ed il supporto alle donne rimaste per l’ennesima volta illuse e fuori dai nuovi requisiti: “Caro Vice Ministro nonché Ministro del Lavoro e Ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio, le ricordo che le regole non si cambiano a giochi già incominciati ! La Proroga dell’Opzione Donna: è stata promessa in campagna elettorale ed è stata rubricata all’interno del Contratto di Governo in maniera molto scaltra, tant’è che più volte abbiamo rimarcato tramite questo nostro Comitato la genericità della proposta, definendola volatile, priva di consistenza insomma. Ed infatti il disegno formalizzato in via ufficiosa non corrisponde affatto ad una proroga della misura sperimentale che oggi non è più praticabile, ma ne stravolge i contenuti, peraltro peggiorandoli. Per me, questo significa “portare a spasso la gente” e non mi piace proprio che qualcuno lo faccia in generale ed a maggior ragione quando questa azione viene esercitata a danno delle donne e dunque che dire di più se non che, quanto meno al momento, gli annunci e le promesse non corrispondono a quanto si andrà a legiferare?

Infine rivolgendosi al Governo la richiesta esplicita ad una modifica del testo: “Le donne del CODS prendono atto del fatto che durante la corsa avete cambiato il percorso  e chiedono quindi che, stante l’innalzamento del requisito anagrafico, il termine di accesso alla misura della Opzione Donna  sia opportunamente spostato al 31/12/2019. In grande attesa di comprendere quali decisioni prenderà il Governo, anche gli esodati che il 18 ottobre, come ricorda il post su Fb di Elide Alboni, amministratrice del Comitato esodati licenziati e cessati, si riuniranno in piazza Montecitorio per chiedere al Governo la nona e definitiva salvaguardia.

Esodati, tutti al presidio del 18/10, poi incontro con Di Maio

L’incontro con  il Ministro Di Maio che riguarda la nona salvaguardia è stato spostato dal 15/10 al 18 nel pomeriggio dopo il presidio, ricorda Alboni agli esodati esclusi, di partecipare attivamente al presidio affinché risulti forte e chiaro sostegno al Governo affinché realizzi la prioritaria necessaria nona salvaguardia . Poi specifica che “oltre al nostro Comitato che si occupa solo del dramma degli Esodati, convergeranno altri gruppi che si occupano anche di esodati”.

Poi prosegue per far comprendere a tutti gli esodati in attesa della nona quanto sia importante partecipare “Per farci ben capire si specificano i tempi che si hanno per quantificare la realizzazione della prioritaria nona salvaguardia: il Governo tramite il Ministro del Lavoro Luigi Di Maio potrà PROPORRE un PROVVEDIMENTO da inserire nella BOZZA della Legge di Bilancio che approderà alle Camere entro il prossimo 20ottobre . Riguardo al Decreto interministeriale SEMPRE chiesto da queste pagine , sentiremo in sede di incontro il prossimo 18ottobre. Potrebbe essere ancora, nonostante i tempi stringenti, la soluzione perché anche promessa radiofonicamente Da ministro Di Maio a nostra componente del gruppo lavoro mesi fa”.

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981,! Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista. Scopri di più

33 pensieri riguardo “Riforma pensioni 2019, ultim’ora dal Governo su quota 100, donne, esodati

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    17 Ottobre 2018 in 14:30
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    Buonasera,
    per Vostra informazione, comunico che il numero telefonico che avete inserito nel campo dei contatti risulta inesistente.

    Sono molto delusa sulla “quota 100” che doveva essere la somma tra l’età e i contributi. Io ho quasi 65 anni, 36 di contributi e quindi volevo esternare la mia rabbia in merito alle certezze che davano fino al 15 ottobre (dichiarazione resa in televisione dal sig. Di Maio) come quota 100 “libera da paletti”, mentre ne beneficeranno in pochi.

    Il signor Salvini e il Signor Di Maio la dovrebbero smettere di dire continuamente che è stata abolita la legge Fornero. Non è cosi. Io andrò in pensione solamente tra due anni con il raggiungimento del limite di età. Quindi non si sono inventati niente.

    Hanno detto che una persona non dovrebbe lavorare dopo i sessanta anni.
    Con i “paletti” della famosa quota 100 (62+38) io vedrò, invece, andare in pensione (e ne sono felice per loro) persone che ne beneficeranno pur essendo più giovani di me.

    Un paradosso ed una presa in giro su questa manovra che è alla fine simile non è neanche migliorativa della legge Fornero.

    Vorrei sperare che possa ancora cambiare perchè molta gente si sente usata e tradita.

    Ci sono ancora delle speranze sulle modifica delle percentuali attualmente in atto di questa manovra?

    Ci sono ancora azioni che potremmo fare al fine di dimostrare la nostra delusione e attuale impotenza?

    Ringraziando anticipatamente se vorrete rispondermi, porgo distinti saluti.
    Anna Maria

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    16 Ottobre 2018 in 0:49
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    Ho aderito ad un fondo esuberi bancario. La permanenza allo stesso, in base alla legge Fornero è prevista, nel mio caso, fino al 31/12/21 con il versamento di 42,5 anni di contributi e al conseguente compimento di 64 anni e otto mesi di età. L’anno prossimo a maggio compirò 62 anni ed avrò il versamento di quasi 40 di contributi. Secondo Lei quota 100 può influire sulla situazione attuale? Ovviamente l’applicazione della quota 100 sarebbe penalizzante per me, ma favorevole per la banca che cesserebbe erogazione dell’assegno e versamento dei contributi. Grazie

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    15 Ottobre 2018 in 17:44
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    AVENDO 62 ANNI E 41 ANNI DI CONTRIBUTI E POSSIBILE ANDARE IN PENSIONE CON LA NUOVA RIFORMA DELLE PENSIONI NEL 2019????

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    • Erica Venditti
      15 Ottobre 2018 in 17:56
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      Certo ha entrambi i requisiti 38 anni di contributi e 62 d’età, attendiamo la Ldb 2019+ per comprendere i dettagli, ma sì può accedervi

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    15 Ottobre 2018 in 16:59
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    In mezzo a questa confusione io non mi fido a consigliare mia moglie di andare con quota 100: le consiglierò di resistere per andare con la legge Fornero. Tanto, ormai, aspetta il 2019, aspetta il 2020, aspetta cinque anni, se vera la notizia, il TFS … Tanto vale aspettare molto poco in più ed andare con la legge “abolita”.

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    15 Ottobre 2018 in 16:29
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    Ieri sera, anzi, data l’ora, stamattina notte, in un notiziario RAI c’era un Signore, non so se giornalista, che commentava la rassegna stampa. Ha detto una cosa che io ho trovato giustissima avendola riscontrata in pratica, ovvero che, l’elettore tipo del M5s, se ben ricordo, sia un “giovane”, non ricordo il termine che ha usato, mi sembra abbia detto “quasi invidioso” della attuale generazione di pensionati e pensionandi perché, secondo sempre tale “elettore tipo”, loro hanno avuto cose che la nuova generazione non ha: lavoro e pensione. Si tratta, secondo il commentatore e anche secondo me, di una lotta generazionale; secondo me strampalata e irrazionalmente irragionevole e incoerente; che, forse, però, alcuni sanno ben sfruttare nel mettere tutti contro tutti in nome del “Divide et impera”. Perché tali cose dalla mia generazione avute non sono PRIVILEGI, come alcuni sembrerebbero, posso sbagliare, DI VARI GOVERNI SUCCEDUTISI, far credere; ma rappresentano la semplice NORMALITA’, NON DA INVIDIARE e cercare di togliere a chi l’abbia, ma da perseguire con lotta strenua, ANCHE PER SE’ STESSI.
    La nostra generazione ha lottato in piazza e scioperato duramente per avere queste cose, non si trastullava solo su una tastiera e si piagnucolava addosso, cercando il capro espiatorio nelle persone sbagliate, ovvero coloro che hanno avuto la NORMALITA’, lottando perché la loro lotta servisse anche, purtroppo, evidentemente, senza riuscirci (uno da vecchio smette di lottare e, se il “turn over di lotta” cala, i diritti se li riprendono coloro ai quali erano stati strappati) di tramandare tali diritti anche alle generazioni future, quelle che, invece, in cambio, dopo aver avuto la paghetta dalla pensione di nonno o di papà, gli si rivoltano contro e chiedono il taglio ILLEGITTIMO di tali pensioni; la strategia non fa per loro, perché tale odio generazionale, indotto? come potrebbe sembrare e come alcuni osservatori indicano essere, a chi legge il giudizio, potrebbe, a mio parere, essere rivolto contro loro stessi: perché se uno individua l’obiettivo sbagliato contro cui lottare, la sua lotta è inutile e controproducente.
    D’altronde loro hanno qualcosa che anche noi, se proprio non invidiamo, vorremmo riavere: la gioventù; se ci fosse anche l’esperienza della nostra età, io già mi accontenterei.

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    15 Ottobre 2018 in 15:33
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    Buongiorno Sig.na Venditti io a fine ottobre compio 62 anni e ho 38.5 anni di contribuzione di cui 1.5 figurativi, attualmente disoccupato. Quando posso inoltrare domanda per quiescenza. Grazie x risposta

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    15 Ottobre 2018 in 15:11
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    Proroga opzione donna con stessi requisiti o termine del 31.12.2019 per maturare il requisito! Grazie!

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    15 Ottobre 2018 in 14:25
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    Buongiorno Sig.na Venditti, io a fine 2018 compio 62 anni e ho 38.5 di contributi di cui 1.5 figurativi. Quando posso in inoltrare domanda per la quiescenza. Grazie per la risposta

    Rispondi
    • Erica Venditti
      15 Ottobre 2018 in 15:36
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      Gentilissimo Antonio, eccomi: Qualora mai apparissero strani paletti sui figurativi ne ha cmq meno di 2 quindi dovrebbe essere comunque dentro alla quota 100: 62 anni a breve e 38 di contributi già maturati- Ora per fare domanda di pensione , capisce bene che occorre una legge che certifichi la quota 100 che al momento non vi è perché non è ancora apparsa in Ldb 2019. Quindi attendiamo e poi vedremo le relative finestre, in teoria ad aprile 2019 potrebbe già essere in quiescenza.

      Rispondi
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    15 Ottobre 2018 in 14:08
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    Buongiorno Sig.ra Erica, io compio 62 anni a fine ottobre 2018 e ho 38 anni di contributi quando potrei presentare la domanda per la quiescenza. Grazie attendo sua risposta.

    Rispondi
    • Erica Venditti
      15 Ottobre 2018 in 15:37
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      E’ sufficiente postare un solo commento con 1 sola domanda, non serve ripeterla sotto tutti agli articoli se è la medesima. Grazie molte.

      Rispondi
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      15 Ottobre 2018 in 16:55
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      Buona sera Sig.ra Venditti,
      E scusi il disturbo.
      Voglio solo ricordarVi, anche l’articolo del 13 settembre deve essere rimosso ” lettera di un precoce a Di Maio: ’41 anni fin troppi’”.

      Grazie per La Vostra puntualità, attendo l’eliminazione di quest’ultimo.
      Ancora grazie e scusi il disturbo e per averLa distolta dal Suo Lavoro.
      Con viva cordialità,
      Luigi Napolitano

      Rispondi
      • Erica Venditti
        15 Ottobre 2018 in 17:31
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        Luigi su questo chiedo al collega, non so se ci è possibile o se creerebbe problemi al sito, d’altronde per quel pezzo lei stesso mi aveva dato l’autorizzazione prima della pubblicazione, ed il post era pubblico, in realtà non sarebbe stato nemmeno necessaria chiederla, tutto ciò che è pubblico è pubblicabile. Ma a maggior ragione avendo chiesto il permesso e avendoci costruito sopra un pezzo ormai è ‘nostro’. Non penso lei andrebbe al Corriere chiedendo di stracciare un articolo che è stato pubblicato un mese prima concernente una sua intervista. E poi sinceramente non ne comprendo le ragioni. Cmq vediamo cosa si può fare e se si può. Saluti , certa della sua comprensione- Erica

        Rispondi
        • Avatar
          15 Ottobre 2018 in 17:41
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          Enrica,
          ricordi che un ragione esiste sempre e comunque!!Lei forse non la vede ma esiste.
          Se non riuscite non importa, Grazie.

          Con viva cordialità,
          Luigi Napolitano

          Rispondi
          • Erica Venditti
            15 Ottobre 2018 in 17:56
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            Vediamo se riusciamo, a presto.

      • Erica Venditti
        15 Ottobre 2018 in 17:40
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        Che dice se lasciamo l’articolo, che era comunque interessante, e togliamo il suo nome? Diventa un precoce qualsiasi- Le va?

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        • Avatar
          15 Ottobre 2018 in 17:49
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          Erica,
          come già ribadito odio la via di mezzo, per il sottoscritto non esiste il grigio: o è bianco oppure e nero..Le sfumature di questo paese in rovina..,per Luigi non esistono..
          Per cui se non potete cancellarlo resta così., Grazie comunque.
          Saluti e buona vita.
          Luigi Napolitano

          Rispondi
          • Avatar
            15 Ottobre 2018 in 18:10
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            Erika,
            grazie per la Vostra professionalità e serietà,
            E’ stato un piacere,
            Grazie,

            Saluti,
            Luigi Napolitano

          • Erica Venditti
            16 Ottobre 2018 in 11:46
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            Grazie a lei, quando vuol tornare è sempre il benvenuto 🙂

  • Avatar
    15 Ottobre 2018 in 13:55
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    Avviso ai naviganti : Non aspettatevi giustizia ed equità in questa riforma. Il prossimo anno ci sono le europee e quindi si cercano voti facili. La pesca è facile e i totani sono tanti.

    Rispondi
    • Erica Venditti
      15 Ottobre 2018 in 13:59
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      Che vuol dire Giovanni? Se l’aumento scattasse nel 2019, nel 2020 resterebbe tutto invariato, lo scatto, per fortuna non è ogni anno.

      Rispondi
  • Avatar
    15 Ottobre 2018 in 13:37
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    Sig.na Venditti nel suo articolo non leggo nulla a riguardo dell’ADV, non se ne sa niente o il provvedimento è già stato accantonato????!!!

    Rispondi
    • Erica Venditti
      15 Ottobre 2018 in 13:43
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      No dovrebbe essere confermata la proposta, a quanto dice Durigon, ma sono per le anticipate 42 e 10 mesi dal 2019, uomini, e 41 e 10 per le donne. Per le pensioni di vecchiaia invece scatteranno i 67 anni dal 2019, ma poi dovrebbe essere l’ultimo. Ma per comprendere se vi sarà o meno occorre attendere il testo della ldb 2019

      Rispondi
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        15 Ottobre 2018 in 13:56
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        Avendo maturato alla data odierna 42 anni e 3 mesi ,potrei andare in pensione dal 1 di giugno 2019.Come ho già detto nei miei interventi per mè 5 mesi non sono pochi , perchè evitare la 43esima estate in un ambiente rumoroso ( cuffie fonoassorbernti ),polveroso e caldissimo ( forni a 800/1000 gradi ) vi assicuro che non è una cosa da poco. Ho iniziato a 15 anni e sono veramente al limite.

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        • Avatar
          15 Ottobre 2018 in 14:51
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          HO CAPITO SIGNORA ERICA CHE BISOGNA LEGGERE IL TESTO, MA SE LEI AFFERMA “A QUANTO DICE DURIGON”, DA DURIGON SI PUO’ SAPERE DELLA NOTIZIA SE ELIMINANO I 5 MESI DI ADV DEL 2019 PER LE ANTICIPATE, IN MODO DA FAVORIREIN MINIMA PARTE I GIA’ PENALIZZATISSIMI PRECOCI.? SONO ANNI CHE STIAMO SOFFRENDO…DAL 2011…SAPERLO 6 GIORNI PRIMA DEL 20 CERTO NON AIUTA LA NOSTRA VITA MA LE ASSICURO CALMA MOLTO I NERVI…CHE ORMAI SONO A FIOR DI PELLE

          Rispondi
          • Avatar
            15 Ottobre 2018 in 15:44
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            Durigon afferma …Vorremmo…bloccare ADV….vorremmo non è certezza…vogliamo una dichiarazione di certezza

          • Erica Venditti
            15 Ottobre 2018 in 15:55
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            ehhhh ha ragione Annamaria, attendiamo fiduciose arrivino queste certezze

          • Avatar
            15 Ottobre 2018 in 16:47
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            Annamaria; con simpatia provo a parafrasare quello che ci dicevano i nonni ‘ l’erba voglio non cresce neanche nel giardino del re ‘ = finchè il testo non verrà approvato dobbiamo solo fare ipotesi e supposizioni e sperare.

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    15 Ottobre 2018 in 12:36
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    Il divieto di cumulo è un’enorme ingiustizia!!! Così si avvantaggia solo chi ha avuto una vita lavorativa senza scossoni… mentre che si è dovuto creare un lavoro – avendo perso quello da dipendente – viene assolutamente discriminato… Vergogna!!!

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