Riforma pensioni 2019, ultim’ora su quota 100, quota 41 e anticipo Tfr/Tfs

Riforma pensioni 2019, ultim’ora su quota 100, quota 41 e anticipo Tfr/Tfs

Le ultime novità sulla riforma pensioni 2019 al 6 luglio 2019 sono molteplici e riguardano: la nuova opportunità offerta dalla misura quota 100, che dovrebbe portare alla creazione di nuovi posti di lavoro all’Inps, si parla di circa 5.500 assunzioni; la novità relativa al decreto che darebbe l’ok alla concessione dell’anticipo  Tfr/tfs  per gli statali.

Un provvedimento che nasconderebbe però non poche insidie come Ghiselli e Proietti hanno fatto notare nelle considerazioni che ci hanno rilasciato in esclusiva , ed infine vi segnaliamo, come degne di nota, le considerazioni dei quarantunisti, sempre più numerose sui social, che ritengono, dalla loro, più che corretto poter accedere alla quiescenza dopo 40/41 anni di lavoro indipendentemente dall’età e continuano a confidare nella prossima legge di bilancio.

Pensioni la Quota 100, crea lavoro all’Inps, 5.500 assunzioni

La riforma pensioni con quota  100 porterà incremento del lavoro all’Inps, il vicepremier Di Maio ha annunciato come vi saranno, infatti, circa 5.500 assunzioni da parte dell’istituto nazionale di previdenza sociale nel solo 2019. Stando alle dichiarazioni di Pasquale Tridico, come riporta Teleborsa: “si tratta della più grande operazione di assunzione nel pubblico impiego degli ultimi 30 anni e consentirà un ricambio generazione di cui l’Inps aveva veramente bisogno”.

Secondo molti invece la quota 100 non ha portato al turnover atteso né tanto meno al superamento della Legge Fornero, anzi ha creato, e continua a creare disuguaglianza tra i lavoratori, essendo per giunta una misura a termine. Nello specifico anche il via al decreto sull’anticipo Tfs/Tfr per gli statali confermato da Giulia Bongiorno Ministro della PA, a detta di molti non solo non risolverà il problema alla radice, come hanno sottolineato il sottosegretario confederale della Uil e della Cgil, ma creerà ulteriori discriminazioni. Eccovi le parole di Mauro d’Achille

Pensioni, decreto anticipo Tfs/Tfr statali, solo per quota 100: ennesima ingiustizia

L’ amministratore del gruppo ‘Lavoro e pensioni: problemi e soluzioni’ , ha scritto come incipit postando l’articolo in cui abbiamo intervistato Ghiselli e Proietti: “Da parte mia posso soltanto considerare che del beneficio di anticipo del tfs potranno usufruire soltanto quei dipendenti pubblici che, per andare in pensione, decideranno di usare quota cento MA NON COLORO CHE VI ANDRANNO CON I 67 ANNI OPPURE CON LA FORNERO. Trovo questa situazione assurda, inconcepibile e iniqua. Si vanno a creare discriminazioni tra lavoratori con lo stesso datore di lavoro, a vantaggio di chi è più giovane rispetto a chi esce per vecchiaia e di chi lavora 43 anni invece che 38“.

Antonello Obinu, iscritto allo stesso gruppo, ha aggiunto:” Ulteriore discriminazione creata a proposito e che alimenta le disuguaglianze di trattamento tra i lavoratori. Questo pastrocchio (per evitare aggettivi censurabili) conferma quanto da noi sostenuto con forza e determinazione: q100 è una misura iniqua, costosa, temporale e non supera la legge Fornero”. Che la quota 100 non sia mai andata a genio nemmeno ai precoci ed ai quarantunisti e cosa risaputa, eccovi le ultime loro dichiarazioni, rilasciate sul nostro sito.

Pensioni, quota 100 non basta, serve subito quota 41 obbligatoria

Roberto: “Mi sto avvicinando ai 41 anni di contributi e 61 anni di vita. Ho lavorato, con passione, tutta la mia vita in Italia, quindi sono stato, senza vana gloria, un riferimento sicuro per le entrate dello stato italiano, assieme a milioni di altri lavoratori onesti come me, ed abbiamo “dato”, senza ne se ne ma! Ritengo, che il governo italiano, debba riconoscere concretamente, a 360°, l’impegno svolto da questi lavoratori, dopo 40 anni di onesto lavoro. Offrire loro una vita dignitosa e decorosa, e permettere loro di continuare a dare il proprio contributo, in esperienza e conoscenza, anche fuori del mondo del lavoro, in tutto il tessuto sociale italiano, dove tutt’ora, c’è bisogno estremo. Invito, i nostri responsabili politici, di mettere, tutti, una mano sul loro cuore, visto che hanno anche loro famiglia, come noi, ed unire le forze politiche per una soluzione concreta per tutti, positiva, non solo per chi si sta avvicinando alla pensione, ma anche per i nostri, i loro figli, in futuro!

Alessandro, aggiunge facendo notare quali difficoltà incontra quotidianamente un lavoratore che ha alle spalle 40/41 anni di contributi : “Dopo 40 /41 anni di lavoro ogni lavoratore dovrebbe essere messo a riposo per obbligo! Quanto pensate che renda in efficienza, attenzione, passione ecc una persona dopo 40 anni di lavoro? rispetto magari ad un lavoratore giovane.. Quanto costa a TUTTI noi la sanità nel caso di una popolazione vecchia e stressata anche perchè tenuta con le catene a lavorare ad età dove si dovrebbe avere altri obiettivi di vita? L’ INPS mi chiede 10.800 euro di contributi annuali per una volontaria.. Brutalmente in 40 anni fanno 432.000 euro. L’INPS dovrebbe poi investire questa cifra e farla fruttare! Ma non vi pare che se questi soldi rimanessero nelle mie tasche, lasciandoli in banca potrei andarmene via dal lavoro a 60 anni e vivere i 25 anni che mediamente rimangono ???“.

Voi concordate con le osservazioni di Mauro D’Achille e con quella dei quarantunisti che richiedono di rendere obbligatoria l’uscita dopo 40/41 anni di servizio e di contributi?

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981,! Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista. Scopri di più

19 pensieri su “Riforma pensioni 2019, ultim’ora su quota 100, quota 41 e anticipo Tfr/Tfs

  1. Sono un impiegato edile con due fallimenti sulle spalle grazie allo stato che non paga le imprese, oggi ho quasi 61 anni e quasi 41 di contributi e senza lavoro con figli che stanno facendo università, negli ultimi 4 anni non percepivo mai correttamente gli stipendi aspettavo anche 6 mesi la retribuzione, di questo settore però nessuno ne parla neanche i sindacati, sono super stressato psicolagicamente adesso voglio la pensione a 41 anni per poter dare le certezze ai miei bravissimi figli che mi hanno aiutato in questi ultimi orribili anni. Politici provate voi a mandare aventi una famiglia di 6 componenti senza stipendio.

    1. Credo proprio di no, ma per domande specificge su opzione donna contatti, facendo mio nome, Orietta Armiliato, amministratrice del CODS.

  2. Ciao a tutti sono Giuseppe anche io come Roberto Andrea Paolo Francesco ed altri sono d’accordo che dopo 40 anni di lavoro si abbia il diritto di andare in pensione senza nessun vincolo o paletti inventati da chi non sa neanche cosa significa lavorare per anni e magari anche in condizioni non del tutto favorevoli a seconda dell’attività che si svolge dal fare l’impiegato o lavorare sui forni ad alte temperature nel mio caso svolgo la mansione di autista di mezzi pesanti (camionista)da almeno 30anni ed ho maturato 40 anni di contributi e faccio parte di quelle categorie chiamate precoci e vi assicuro che è diventato molto difficile lavorare tutto il giorno per x 300 giorni all’anno sulle strade sempre più trafficate e con rischi maggiori rispetto a quando ho iniziato questo lavoro.Per chi ci voglia ascoltare fate scegliere a noi quando vogliamo smettere di lavorare.Quindi sono d’accordo di obbligare chiedendo a ognuno di noi se vogliamo al di là dell’età e dei contributi versati se desideriamo di andare in pensione o continuare a lavorare.Grazie che la mia denuncia abbia un seguito favorevole per tutti quelli che sono stufi di lavorare dopo 40anni.

  3. A chi può interessare, la penalizzazione quota 100 per ogni anno in meno lavorato é stata nel mio caso di circa il 4% dell’ultimo stipendio. A chi parla di riforma delle pensioni credo che l’unica riforma ‘equa’ sia quella di ricalcolare tutte le pensioni in essere applicando i criteri in uso per chi va in pensione oggi. Sarebbe interessante poi che fossero resi pubblici gli elenchi dei pensionati con accanto i contributi versati e il totale delle pensioni già incassate.

    1. Mi perdoni quindi uno che ha lavorato 43 anni ed è uscito senza fruire di alcuna misura odierna, dovrebbe vedersi ricalcolare la pensione, come? Non ho inteso il suo senso di equità per tutti in base alle normative attuali. Mi spiega a partire dall esempio portato su. Grazie

  4. Lavoro dal 1977, in regola dal 1978 anche se figurativo in quanto apprendista, ma contributi riconosciuti. Questo compirò 59 anni, ciò che non affrontavo da ragazzo lo faccio adesso, mi trovo a lavorare a 170 km da casa, lontano dalla famiglia e con rientro a casa il fine settimana. Al prossimo Febbraio saranno 40 anni di contribuzione, pochi per andare in pensione, molti per me per continuare a lavorare. Non ce la faccio più!!!

  5. Io sono nata il 1960, lavoro dal 1980, assicurata dal 1984, se resta la legge Fornero dovrò lavorare fino a 66 anni e più, vuol dire che alla fine avrò lavorato 46 anni ed oltre, vi sembra possibile, lo so che chi viene fregato, ne deve sopportare le conseguenze, ma non è possibile, fare una legge che dopo i 63, anni quanti siano i contributi, si possa andare in pensione? Non è giusto sopportare tutto questo!

  6. Perché non consentire la pensione a qualunque età con il contributivo per tutti? In fondo si tratta della restituzione dei soldi dei cittadini che ne valuteranno la convenienza e non peseranno sulle generazioni future. Lo dico da anni ma nessuno ascolta.

  7. Sono accanto alle precedenti versioni ,
    Dopo 40/41 anni di duro lavoro, dobbiamo avere una vita più serena e rilassante,
    Sono un rappresentante di commercio e mediamente percorro 60/65.000km annui, con tanti pericoli e attenzioni che bisogna avere , un lavoratore precoce ha diritto ad andare in pensione senza decurtazione
    E 41 anni di lavoro, penso che abbia guadagnato la pensione ed il riposo ,
    Speriamo bene grazie

  8. Non conosco nessuno di quelli che tra i miei colleghi andranno in pensione con quota 100 con meno di 40 di contributi, anch’io ne ho già 41 e attendo solo la finestra mobile.
    Quindi dove sono tutti questi 38isti?
    I veri problemi sociali li hanno creati Monti Fornero, penalizzando tutto di un colpo la gente normale e non toccando minimamente i veri privilegiati / ricchi.
    Ora che c’è un minimo di addolcimento (e non cancellazione della Fornero) non prendetevela con chi va in pensione qualche mese o un anno prima … perché perdete di mira il vero obiettivo: salvaguardia degli esodati, garanzia di equità, attenzione al genere e al lavoro di cura, consolidamento delle misure complessive e loro progressivo miglioramento. E non dimentichiamoci di chiedere con forza delle garanzie contributive circa il futuro quanto mai incerto dei nostri figli e nipoti.

    1. Visto che io pur avendo 60’anni 41 anni contributivi il prossimo anno e 75% invalido non potrò andare in pensione ” paletto dei 12 mesi Contributivi (e io ne ho 10) prima de 19 anni.Di questo passo immagino gia il prossimo paletto (per andare in pensione bisogna essere accompagnati da entrambi i Bis Nonni in vita !!!!!!!) Vorrei citare Dante ABBANDONTE OGNI SPERANZA O VOI CHE ENTRATE.

    1. Per avere risposte sull eventuale perdita deve rivolgersi all inps più vicina o ad un patronato. Provi a scrivere a Domenico Cosentino, presidente patronato Inapi. Si iscriva alla sua pagina Facebook ‘ l esperto previdenziale risponde’

  9. Posso capire che chi ha lavorato 41 anni e non ha l eta abbia il sacrosanto diritto di andare in pensione, ma non rompete il c.. A chi che come me a 63 anni e 38 di contributi vuole andare in pensione, io non ce la faccio piu e voglio riposarmi e ricordate che verro a prendere il 30% in meno ma me ne frego li recupero in salute, quindi non prendetevela con quota 100 ma con quella strega che ha combinato questo danno, questo e l unico governo che piano piano sta facendo tante cose buone

  10. Buongiorno certo dopo 40 Anni di Lavoro si dovrebbe uscire per dare un ricambio generazionale ..io ho iniziato a Lavorare Dopo la terza media in Fabbrica vi posso
    Garantire di essere esausto Speriamo 41 Per Tutti a Qualsiasi Età Senza Penalizzazioni,Speriamo che sia vero Dai Salvini e Di Maio ce la potete fare…..

  11. Mi collego con quanto ha affermato Alesaandro. Dopo 40/41 anni un lavoratore deve essere “obbligato ” a stare a casa.
    Caro Alessandro, diciamo bene le cose, altrimenti ci tiriamo la zappa sui piedi. Prima occorre legiferare per 41 anni senza decurtazioni e/o penalizzazioni. Senza questo passaggio a 40/41 anni ti manderebbero a casa con le decurtazioni. È da un po’ che lo dico. Lavorare una vita e arrivare ai 41 con oltre 100 euro in meno di pensione al mese?
    No, grazie. La battaglia per i precoci e 41unisti è sempre stata : a casa dopo 41 anni, senza nessuna decurtazione. Perché in tal caso, uscirebbero si la gente con 41, ma quelli con redditi medio alti. Per tutta tranquillità, chi scrive è già oltre i 41 e si farà tutta la Fornero.

  12. Io non sono d’accordo per l’obbligo di uscita ma per l’opportunità almeno a 41 anni di lavoro effettivo. Teniamo a mente che le nostre pensioni future saranno prevalentemente contributive, quindi ogni anno in meno di lavoro corrisponderà ad una decurtazione dell’importo che non tutti si potranno permettere. La stessa quota 100, che io reputo una manna per chi ha perso il lavoro in tarda età, non ha avuto un gran successo finora per il motivo che ho detto sopra. Una riforma completa delle pensioni è cosa necessaria, ma deve essere basata sulla flessibilità. E chi decide di andare in pensione non deve più avere la possibilità di lavorare…

    1. 41 anni è un miraggio Ormai è un anno che se ne parla e ne passeranno ancora e saremo ancora qui a parlarne Infatti sono solo parole dei 41 per illuderci Io non mi illudo e non credo più a nessuno tanto meno a questi governanti che in campagna elettorale dicono dicono dicono per prendere voti E adesso che sono al governo premiano chi ha lavorato meno con 38 anni di contributi va in pensione e lo mettono in quel posto a chi come me ha cominciato a lavorare a14 anni con 41 anni di contributi versarti e forse dico forse ci va con 43 anni di versamenti Poi questa quota 100 che non la devono chiamare così perché io con 42 anni di versamenti e sudore e 58 anni di età in matematica fa 100 ma non posso andare in pensione Devo aspettare un altro anno e vedere gente che ha cominciato a lavorare più tardi di mé che se ne può andare in pensione mi fa incacchiare e non poco

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