Riforma pensioni 2020/21, ultime: cambiare la Fornero con recupero evasione fiscale

Le ultime novità sulla riforma pensioni in questi giorni ruotano intorno ai paragoni tra modus operandi degli italiani e francesi nel protestare contro un Governo che vuole mettere le mani sul capitolo pensioni, i primi non sono coesi nel protestare, si legge sui social, gli altri, i francesi, stanno scioperano da ormai più di 10 giorni per non vedere calpestati i propri diritti.

Inoltre a mettere ulteriore ‘carne sul fuoco’ ci ha pensato la manovra 2020 che ad oggi pare non aver introdotto particolari cambiamenti significativi alla riforma Fornero rispetto a quanto fatto nel 2019, confermando in linea di massima quota 100, opzione donna e ape sociale per il 2020, deludendo nuovamente precoci, esodati e quelle donne che ambivano alla valorizzazione del lavoro di cura.

In questo contesto vi é anche chi, seppur cittadino comune, stanco di essere spettatore silente degli eventi, in modo preciso ed attento si espone, lasciandoci commenti sul sito che meritano a nostro avviso di essere ripresi per i contenuti espressi. Tra questi riprendiamo le considerazioni di Cristian Cuppi, un precoce che si dice ormai esausto dei Governi che si susseguono senza riuscire, nonostante mirabilanti promesse in campagna elettorale, a realizzare una riforma pensioni, degna di poter essere chiamata tale, ossia equa e giusta per tutti.

Pensioni 2020/2021, la soluzione per una riforma equa esiste

Così Cuppi sul nostro portale: “Deluso da come vengono affrontati i temi previdenziali. Tutti i soggetti deputati a vario titolo, sia politico che sindacale, a trattare sulla previdemza, ogni giorno esordiscono ognuno con proprie proposte individuali. Oramai il nostro sistema previdenziale è contornato da centinaia di postille che lo rendono sempre più faraginoso ed iniquo. Infatti scelte ultime (quota100) sono discriminanti nei confronti dei lavoratori precoci e non intaccano l’impianto di Legge vigente. Poi si legge di ipotesi future lungimiranti ma difficilmente applicabili dalla parte politica avversa ai cambiamenti radicali e fluttuanti. Sarò anche prolisso, mi ripeto, ma credo che attraverso uno studio attento, una analisi puntuale, della Legge Fornero si possa e si debba studiare un percorso progressivo e dinamico della vera riforma previdenziale, passando, come citato ieri dal Presidente del Consiglio Conte, attraverso il recupero della evasione elusione erosione fiscale ( le storiche tre “e”).

Su questo punto concorda anche il Sign Perfetto, che abbiamo avuto modo di ospitare sul sito nei giorni scorsi, che aggiunge: ” Solo l’impianto di un sistema antievasione fiscale efficace permetterà di trovare le risorse per soddisfare il fabbisogno di pensioni da erogare e abbattere del tutto le barriere all’uscita dal mondo del lavoro, e consentirà, con effetto domino, di abbattere le barriere all’entrata nel mondo del lavoro (per il quale occorrerà tenere in debito conto l’impatto negativo sull’occupazione da parte dell’automazione e della disintermediazione) favorendo quindi il ricambio generazionale” . Poi Cuppi dalla sua prosegue il discorso, facendo notare come sarebbe opportuno per arrivare ad una riforma equa, che le stesse persone che si confrontano tra loro sui social aprissero la mente a soluzioni oltre ‘ il proprio orticello‘ cercando, e questo dovrebbe farlo in primis la politica, di guardare il bene della collettività tutta e non solo di categorie e sottocategorie attreverso :” Un lavoro politico attento, senza le prese di posizione di cavalleria individuali, che coinvolga i diversi soggetti deputati alla previdenza al Welfare e al bilancio dello Stato. In ultimo il lavoratore precoce Cuppi é tornato a parlare delle lotte francesi di questi giorni e delle eventuale loro poca efficaca in un contesto come quello italiano, ove, purtroppo, pare essere venuto meno ogni forma di valore che potrebbe spingere alla ‘mobilitazione’

Riforma pensioni, Cuppi: Quali lotte in Italia? Troppe divergenze

Così conclude Cuppi: “Le lotte? Ma quali lotte? Siamo oramai tutti dei singoli che attraverso le piazze virtuali aperte, scriviamo e declamiamo giustizia. La politica deve saper cogliere questi aspetti sociali e le diseguaglianze in essere per ridurre soprattutto lo scollamento e la disaffezioni che costantemente si vengono a creare con le sistematiche divergenze, legate appunto alle pensioni.

La lotta Francese e il senso di appartenenza del popolo vicino, fanno capire quanto sia importante la mobilitazione. Noi abbiamo perso o meglio ancora siamo stati indotti a mollare la presa. Crisi di valori, punti di riferimento politici e le identità ora non più chiare, il completamento di questo desolante quadro“.

Cosa ne pensate delle considerazioni di Cristian Cuppi, le condividete? Fatecelo sapere attraverso un commento nell’apposita sezione del sito.

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

5 thoughts on “Riforma pensioni 2020/21, ultime: cambiare la Fornero con recupero evasione fiscale

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    22 Dicembre 2019 in 6:23
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    I così detti “proventi dalla lotta all’evasione fiscale” sono la bufala più raccontata da tutti i governi italici.
    Ma lo volete capire che non esiste alcun recupero perché di fatto la lotta all’evasione in un Paese incivile è impossibile?

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    21 Dicembre 2019 in 6:58
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    Il recupero dell’evasione fiscale è la panacea di tutti i problemi italiani.
    Peccato che al lato pratico non sia possibile farla e questo è ampiamente dimostrato. Sarebbe più serio ammetterlo invece che sbandierare future entrate che si sa già non ci saranno affatto!

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    20 Dicembre 2019 in 19:43
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    Quello francese è un Popolo con la P maiuscola, noi italioti siamo solo delle Pecore che si sono fatte infinocchiare da Monti, Fornero e fandonie varie buttate al vento da TUTTI I PARTITI politici per arrivare al decreto “salva Italia” con cui fu imposta l’idea che a salvare la patria dovevano essere gli anziani di questo sforunato paese.
    Le assurde barriere imposte dalla Chiarissima prof. Fornero hanno disastrato la vita e le prospettive di milioni di italiani che restano bloccati al lavoro ad una età indecente.
    Questo blocco della Fornero (che peraltro avrebbe potuto creare un qualsiasi burbero ignorante) ,ha fermato il ricambio generazionale, andando a disgraziare ulteriormente le prospettive di lavoro dei c.d. “giovani” ,ormai quarantenni, che gravano sulle spalle di genitori che, anziani e malconci, devono continuare a lavorare anche per mantenere circa tre milioni di figli disoccupati e frustrati.
    Da quando ero ragazzo (tanto tempo fa) ,sento parlare di lotta all’evasione ed all’elusione, ma ormai neanche ci credo più, anche se sul solo lato della evasione e su quello della corruzione dei funzionari pubblici si potrebbero recuperare almeno una cinquantina di miliardi all’anno da poter sistemare tante cose e tante ingiustizie sociali.
    SULL’EFFICACIA DEI SINDACATI POI, NON DICO NULLA……sono ormai parte del sistema di governo con tanti di quei favorucci e scambi ,tali che oggi è davvero difficile parlare di azione a tutela dei lavoratori.
    Pensate alla Francia, da loro uno sciopero mostruoso per le pensioni, da noi col placet sindacale, neanche un solo giorno di sciopero per la “Fornero”.

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    20 Dicembre 2019 in 17:59
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    Ho già espresso il mio commento (19 Dicembre 2019 alle 23:18) in cui condividevo in pieno quanto il sig. Cuppi esprimeva a proposito dell’evasione fiscale (19 Dicembre 2019 alle 12:34). Ma colgo qui l’occasione per approfondire la tematica che il sig. Cuppi espone.
    Sembra che ci sia un larghissimo consenso attorno al fatto che occorra lottare contro l’evasione fiscale: da parte del Governo, dei Sindacati e dei cittadini (tra i quali i lettori di questo portale).
    Landini, per esempio, sostiene che non bisogna considerare la lotta all’evasione fiscale come se fosse una sorta di slogan del tipo “pagare tutti per pagare di meno” (https://www.pensionipertutti.it/pensioni-anticipate-oggi-18-dicembre-landini-la-riforma-non-e-quota-100/). A dare a questo slogan un aspetto operativo è la voce di Cuppi il quale suggerisce di intervenire con “il recupero della evasione elusione erosione fiscale (le storiche tre “e”)”.
    Il pensiero di Cuppi, in pratica, estende la portata della lotta alla “evasione fiscale” anche alla “elusione fiscale” e alla “erosione fiscale”. Il Governo, invece, ha parlato solo di lotta alla “evasione fiscale” attraverso incentivi da dare a chi utilizza i pagamenti digitali tramite carte di credito e quant’altro. Perché, mi domando, il Governo non ha mai fatto accenno alla elusione e alla erosione cui invece accenna Cuppi?
    Per rispondere, occorrerebbe essere un tributarista, un esperto della materia fiscale, cosa che io certamente non sono. Ma ho provato comunque a darmi una risposta.
    La “erosione fiscale”, in fondo, è una cosa lecita, perché viene stabilita dal legislatore, e si configura come una contrazione ovvero esenzione del pagamento dei tributi (l’esenzione, per esempio, del pagamento dell’ICI sulla prima casa).
    La “elusione fiscale”, invece, è “border line” (come si suol dire), al confine: si dovrebbero pagare le tasse ma esiste un modo per non pagarle. Non c’è una violazione delle norme, ma si tenta di cogliere una qualche lacuna nelle norme per non pagare le tasse. Se a fronte di accertamenti fiscali si scopre che ci sono state delle irregolarità si procede al recupero dell’imposta elusa, ma non c’è illecito tributario.
    La “evasione fiscale”, invece, è sottrazione illegale del pagamento dei tributi. Si configurano come tale per esempio, l’evasione contributiva (che si aggira attorno ai 14 miliardi di euro l’anno) e l’evasione dell’IVA (che vale circa 34 miliardi di euro l’anno).
    Pertanto, il buon proposito del sig. Cuppi di colpire anche l’elusione fiscale è senz’altro condivisibile, ma sul piano pratico sarebbe gravoso e lungo provare da parte della Finanza che si è in presenza di elusione.
    Sull’evasione fiscale non c’è alcun dubbio. Il sig. Cuppi non accenna, però, a quale mezzo, a suo avviso, andrebbe utilizzato. Il Governo è propenso a ricorrere ad incentivi che spingano per l’utilizzo della carta di credito: non è detto, però, che il consumatore sia propenso ad accettare l’incentivo. Personalmente, invece, sono propenso a ricorrere ad un sistema di tracciamento centralizzato delle operazioni finanziarie (non basato su incentivi) ineludibile sia da parte dei consumatori, che da parte dei negozianti, che da parte delle imprese.

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      24 Dicembre 2019 in 7:40
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      Signor Perfetto,
      ribadisco che la lotta al “dribbling fiscale” (chiamiamolo così comprendendo tutte le azioni più o meno lecite che il cittadino mette in atto per non pagare le tasse), non è possibile.
      Almeno non è possibile farlo seriamente in un Paese dove la serietà non esiste. Adesso il governo inventa la lotteria degli scontrini. Ma le pare possibile che un Paese serio pensi di riuscire con una lotteria dove la civiltà ha fallito?
      A meno che quella parte di Paese dedito alla cabala non abbocchi all’amo…

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