Riforma pensioni 2020/21, ultimissime Gnecchi: quota 100 non basta, donne in credito

Le ultime novità sulla riforma delle pensioni al 3 gennaio 2020 giungono da MariaLuisa Gnecchi, prossima a divenire vicepresidente Inps, che parlando di pensioni ha subito voluto rimarcare come le misure varate fino ad oggi non abbiano affatto favorito le donne, che faticano, ad esempio ad arrivare ai 38 anni contributivi necessari per accedere alla quota 100.

In una sua recente intervista rilasciata a Repubblica, ha voluto rimarcare come le ‘donne siano in credito con Lo Stato‘. La Fornero prima e l’opzione donna dopo le hanno penalizzate, anche se in modi differenti, con la Legge Monti Fornero hanno avuto un aumento repentino di 6 anni in più di lavoro, mentre l’opzione donna ha concesso loro una ‘via di fuga’ anticipata dal lavoro ma a costo carissimo, il loro assegno é stato ricalcolato col contributivo. Ora é tempo di cambiare, occorrono misure strutturali che tengano in considerazione anche il genere femminile. Dalla sua le parole della Gnecchi non potevano che trovare massimo accoglimento nell’Amministratrice del CODS, Orietta Armiliato.

Pensioni 2020/21: Armiliato d’accordo con ogni parola della Gnecchi

Così Armiliato sulla pagina del suo comitato: “Il CODS si trova in assoluta perfetta sintonia con quanto sostiene la neo vicepresidente dell’Inps MariaLuisa Gnecchi” Il pensiero termina con l’hashtag mirato: #ledonnesonoincredito.

MariaLuisa Gnecchi ha proseguito: “L’Ape sociale é stata una prima risposta. Ma adesso deve diventare strutturale e più ampia. E poi occorre pensare ai giovani di oggi garantendo almeno l’assegno sociale”, inoltre l’ex deputata del partito dem ha ricordato come si dovrebbe anche pensare ad un’uscita flessibile per ogni categoria di lavoro, perché, come sostengono da tempo sia Cesare Damiano, quanto il Presidente Inps Tridico i lavori non sono tutti uguali e cambiano altresì le rispettive aspettative di vita”.

Riforma pensioni, si confida nella riapertura dei tavoli con Governo

In una nota stampa rilasciata ad AdnKronos sul tema del lavoro di cura delle donne e su quello delle future pensioni dei giovani é intervenuto anche Domenico Proietti, sottosegretario confederale della Uil, che nel corso della lunga dichiarazione rilasciata ha detto, estrapoliamo la parte di interesse: si deve valorizzare il lavoro di cura e la maternità per le donne ai fini previdenziali e completare la salvaguardia degli esodati. Va affrontato, sin da ora, il tema delle future pensioni dei giovani, prevedendo una contribuzione figurativa a copertura dei buchi nelle carriere lavorative”.

La Uil é tornata anche a parlare di precoci e degli esodati e attande con impazienza la riapertura dei tavoli di Goveno, così Proietti “La Uil chiede al Governo di riprendere i lavori del tavolo di confronto sui temi previdenziali, così da trovare soluzioni efficaci ed eque per i lavoratori e per il Paese”. A vostro avviso quali temi dovrebbero essere presi in considerazione nel prossimo tavolo di Governo? Fatecelo sapere nell’apposita sezione commenti.

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981,! Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista. Scopri di più

4 pensieri riguardo “Riforma pensioni 2020/21, ultimissime Gnecchi: quota 100 non basta, donne in credito

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    5 Gennaio 2020 in 15:49
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    Come recuperare evasione fiscale.. Sanno già come fare ma non lo fanno ..e qui bisogna capire il perché ..qualcuno ci guadagna e se ne fotte degli altri.. Morte Tua vita mia.. Purtroppo questo è un motto tutto italiano una volta che si piazzano non gli frega più niente degli altri…..è palese a tutti che fanno cose sempre contro la povera gente e non toccano mai i poteri forti ogni governo si sia cambiato.. Dunque non vorrei che veramente la gente non ne potrà più e allora le cose diventeranno pericolose per tutti.. Mi auguro che questi ben pensanti aprano gli occhi e facciano equità in questo paese perché non è sempre festa….

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    4 Gennaio 2020 in 14:58
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    Almeno prorogassero opzione donna al 2023!!!!!

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    3 Gennaio 2020 in 18:02
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    L’Italia ormai è alla canna del gas,brutta espressione ,ma significativa. Se non ci decidiamo a recuperare almeno un terzo della evasione fiscale, non potremo fare più nulla di equo e di socialmente giusto, purtroppo !
    Ma non credo che esista una vera volontà politica in proposito.

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    3 Gennaio 2020 in 12:34
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    Abbiamo dunque la lista della spesa (pubblica) per il 2021:
    – saldare il credito con le donne
    – assegno sociale ai giovani
    – completare la salvaguardia degli esodati
    – soluzione per i precoci
    Alla lista della spesa dobbiamo aggiungere anche la spesa per il disinnesco delle clausole di salvaguardia per evitare di fare aumentare l’IVA di 23 miliardi nel 2021.
    Fatti i conti molto a spanne, occorrerebbe avere nel portafogli circa 43 miliardi.
    I temi che dovrebbero essere presi in considerazione nel prossimo tavolo di Governo per “trovare soluzioni efficaci ed eque per i lavoratori e per il Paese” così come dice Proietti? Uno solo: come recuperare risorse dall’evasione fiscale.

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