Riforma pensioni 2020 Damiano: via a 63 anni, no penalizzazioni gravosi, 2% gli altri

Cesare Damiano nella sua ultima nota stampa si dice totalmente concorde con le dichiarazioni del Presidente dell’ Inps Pasquale Tridico sulla sostenibilità del nostro sistema previdenziale e sulla necessità di andare verso un sistema di uscita flessibile che tenga conto non solo dell’età del lavoratore, ma soprattutto del mestiere svolto.

Damiano, dirigente del partito democratico, dalla sua propone di prendere spunto dalla proposta depositata nel lontano 2013 da Damiano, Baretta, Gnecchi che prevedeva un’uscita a partire dai 62 anni con una penalità annua del 2% per quanti decidevano di uscire anticipatamente rispetto alla riforma Fornero. Oggi l’età d’uscita potrebbe essere fissata a 63 anni dato l’incremento dell’aspettativa di vita e i lavoratori gravosi dovrebbero poter uscire anzitempo senza alcuna penalità. Vediamo le sue parole.

Riforma pensioni 2020, Damiano: ‘Ha ragione Tridico sistema sostenibile’

Riferendosi a quanto affermato dal Presidente dell’Inps nel corso dell’audizione alla Camera , l’onorevole Damiano ha detto: “Condivido le opinioni del Presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, a proposito di pensioni”.

Poi ha specificato in quali termini si vede totalmente d’accordo: In primo luogo è vero che il sistema è sostenibile: non è più possibile accollare alla previdenza il costo dell’assistenza e calcolare l’incidenza della spesa pensionistica sul Pil al lordo delle tasse. In secondo luogo, è giusto individuare la flessibilità come muro portante di un nuovo sistema, mano a mano che ci avviciniamo al contributivo puro, che decollerà all’incirca dopo il 2030. Inoltre ha detto la sua anche sull’età e sugli anni di contibuti a cui si dovrebbe consentire l’uscita anticipata oltreché sulle eventuali penalità che ne deriverebbero, penalità che però non sarebbero uguali per tutti i lavoratori, l’attenzione dell’onorevole Damiano é nei confronti dei lavoratori che hanno svolto e/o svolgono mestieri particolarmente gravosi.

Pensioni anticipate: ok da 63 anni +35/36 di contributi con penalità per alcuni

Così specifica la sua idea di flessibilità in uscita l’onorevole Damiano: “Sull’età di riferimento a partire dalla quale poter andare in pensione penso che sarebbe logico consolidare i 63 anni già previsti per l’Ape sociale, da far valere per tutti i lavoratori che abbiano maturato 35-36 anni di contributi.

Coloro che svolgono lavori usuranti o gravosi non devono avere penalizzazioni per l’anticipo pensionistico: penalizzazioni che potrebbero essere previste, invece, per chi svolge un lavoro ‘normale'”. Di quanto? si staranno chiedendo in molti leggendo l’articolo, per l’onorevole la penalità non dovrebbe essere elevatissima, ma potrebbe riprendere l’idea del 2% annuo contenuto del Ddl 857 depositato nel 2013: “L’entità della penalizzazione potrebbe essere del 2% per ogni anno di anticipo, come indicato nella proposta di legge presentata nel 2013: primi firmatari Cesare Damiano, Pierpaolo Baretta e Maria Luisa Gnecchi“.

Voi cosa ne pensate di tale proposta? Ritenete giusto ed equo questo no alle penalizzazioni sull’assegno ultimo nei confronti di chi ha svolto mestieri più gravosi rispetto agli altri? Fatecelo sapere nell’apposita sezione commenti del sito e tornate a seguirci per tutte le ultime novità sulla riforma delle pensioni!.

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

50 pensieri riguardo “Riforma pensioni 2020 Damiano: via a 63 anni, no penalizzazioni gravosi, 2% gli altri

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    7 Marzo 2020 in 13:00
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    Le recenti raccomandazioni governative e scientifiche sul corona virus hanno messo in evidenza, per chi si deve occupare di Pensioni, la lapalissiana soglia di invecchiamento dei 60-65 anni, che molti di loro volevano ignorare.
    Restare tutti a casa: come fare, se si deve lavorare fino a 67 anni?
    Penalizzazioni per chi vuole andare in pensione prima dei 67 anni: penalizzare un “vecchio” che rischia la vita ogni giorno, solo uscendo da casa per andare a lavorare? Ha il sapore di una misura nazista da purificazione e rafforzamento della razza e fa la felicità solo dei dirigenti Inps, che, si dice, abbiano recentemente “incrementato l’acquisto di bottiglie di Champagne per ogni bollettino medico della Protezione civile!”
    Siamo realistici: la soglia massima, tollerabile dall’organismo umano, per andare in pensione è 62-63 anni.
    Pertanto: perché penalizzazioni? La risposta che sorge spontanea e viene urlata da tutti i lavoratori italiani è: per far cassa e coprire gli INFINITI SPRECHI DELLA POLITICA ITALIANA RIVALENDOSI, COME AL SOLITO, SUI PIU’ DEBOLI.
    Tra le proposte più “generose” c’è quella di “consentire” agli over-62 di andare in pensione con il contributivo, perdendo, di botto, ogni DIRITTO ACQUISITO E TAGLIANDO, DI NETTO, LA PENSIONE A CUI SI AVEVA DIRITTO!
    E cosa dire di Opzione Donna? Un furto legalizzato.
    La pensione ridotta del 40%, quasi della metà, per una vita di lavoro e sacrifici. E’ questa la “considerazione e la stima” nei confronti delle donne? E avete il coraggio di parlare di pari opportunità o di attuale rispetto per la condizione e la dignità della donna rispetto al passato?
    Smettetela con l’ipocrisia di festeggiare l’8 marzo.
    Se voleste veramente aiutare le donne, potreste innalzare di un minimo l’età prevista attualmente, ma evitare le penalizzazioni capestro o le minime “concessioni” a condizione che, durante la loro vita lavorativa, siano state brave “fattrici”, come si sente in questi giorni, concessioni che riecheggiano tanto la propaganda fascista, in cui il lavoro della donna ha sempre meno valore di quello dell’uomo, a meno che ogni donna non si sia resa più “degna” di “avvicinarvisi” con la procreazione in cui, ancora, gli uomini non sono riusciti ad eguagliarla!
    E, quando si tira in ballo l’Unione Europea, sappiamo benissimo che i nostri politici si infischiano altamente dei parametri europei quando questi sono a favore dei cittadini, ma comportano una spesa aggiuntiva.
    Come sappiamo benissimo che l’Europa SA CHE IL NOSTRO SISTEMA PENSIONISTICO COMPRENDE ANCHE IL SISTEMA ASSISTENZIALE, e, pertanto le “loro” statistiche a nostro sfavore sono falsate da ciò. E’ tutto UN GIOCO DELLE PARTI, nella speranza che i “fessacchiotti” degli elettori non capiscano e accettino supinamente iniquità a loro danno, senza le ribellioni che abbiamo visto in Francia ( a proposito, non a caso, loro vanno in pensione regolarmente a 62 anni SENZA PENALIZZAZIONI).
    Federica Venti

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    5 Marzo 2020 in 9:09
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    Quota 100 non è il male assoluto, è solo ingiusta e pure di classe (vecchia parola di vecchie analisi).
    Buona per chi può permettersela.
    Mentre poteva andare per i disoccupati involontari.
    A 62 anni e 10 mesi (Fornero) o 63 (damiano) andrò in pensione con quasi quota 109 e tanti come me.
    Ora: corona virus. Gli over a casa. E chi deve aspettare 67 anni a lavoro???
    E poi: avete letto le statistiche degli infortuni sul lavoro per gli over 60/62?
    Il tutto sembra poter dare dei vantaggi….all’Inps!
    Basta! Quota 41 subito e senza penalizzazioni
    Avete rotto. Qualcuno farà come in Francia

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    2 Marzo 2020 in 13:19
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    Sig. Franco Giuseppe, io a Roma non devo andare a spiegare niente a nessuno in quanto il concetto del mio discorso solo lei non lo capisce. Se vuole addossare tutta la colpa del danno sociale ed economico da una situazione che si protrae da 30/40 anni a solo quota 100 le consiglio di andare a farsi vedere, probabilmente ha qualcosa fuori asse. Dai miei commenti precedenti non ha mai detto che quota 100 è il massimo ma ritenerla la causa de male è veramente ridicolo

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      3 Marzo 2020 in 11:26
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      Invece il suo ragionamento è: “Visto che da 30-40 anni si creano leggi pensionistiche che hanno drenato enormi risorse nelle casse previdenziali, continuiamo a farne ancora come con la quota 100”.
      Forse non ha capito che, se in passato sono stati fatti errori madornali, non c’è l’obbligo di continuare a farli quegli stessi errori.
      Forse è Lei che ancora non si è accorto che, mentre procede la sperimentazione, altri lavoratori meno fortunati, continuano a sorbirsi la Fornero tutta e fino in fondo.
      Se lei mi da una spiegazione logica di questa differenza di trattamento, io potrei anche darle ragione.

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        3 Marzo 2020 in 13:16
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        Franco Giuseppe ci sei o ci fai, io voglio dire e che la situazione è dovuta da un trentennio, non adesso con quota 100, magari fosse cosi il problema, sarebbe minore quasi intoccabile. Lei invece, visto che con quota 100 l’ha preso non diciamo dove , continua ad additare come causa di tutti i mali. In quanto in passato sono partiti tutti i mali è una vita che glie lo sto ripetendo, ma lei fa il tonto per non pagare il dazio. Spero che adesso si metta il cuore in pace e aspetti il suo turno, l’inps ha già preso in carico la domanda.

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          3 Marzo 2020 in 19:17
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          Caro Antonio, sono contentissimo che l’INPS abbia preso in carico la sua domanda di pensione. Guarda caso, lo stesso istituto ha preso in carico anche la mia di domanda, solo con una sostanziale differenza, che Lei, se non ho capito male, dovrebbe andare con la quota 100, mentre io andrò con la Fornero. Il tutto significa che io ho lavorato più anni di Lei e che non mi è stato concessa la scelta se lavorare meno e ricevere meno, cosa a lei consentita.
          Vede, glielo dico con rispetto: Io NON ce l’ho con chi usufruisce di una normativa favorevolissima ma comunque iniqua e ingiusta, io ce l’ho con chi quella norma l’ha emanata e parlo quindi della classe politica. Se poi Lei, continua a sostenere che, da 30-40 anni la politica fa spesso leggi inique e ingiuste, sono d’accordo con Lei e quindi ……… una più una meno …………, una quota 100 iniqua e ingiusta in più o in meno che differenza fa, dice Lei !!!!!! Per molti lavoratori invece, la differenza, la fa eccome.
          Per quanto riguarda che io lo avrei preso in quel posto, la rincuoro. E’ vero che andrò in pensione con 61,7 e 43,2 di contributi, il che vuol dire che per soli 5 mesi di meno di età dalla soglia 62, mi sono sorbito 5,2 anni di più di lavoro, paradossalmente una equazione non equa, ma questa era comunque la scelta che personalmente avevo già fatto ancor prima che nascesse quota 100.
          Spero adesso di averle fatto comprendere che la mia contestazione non è un fatto personale o a mio vantaggio, ma semplicemente che il governo gialloverde ha emanato una norma iniqua e ingiusta, favorendo alcuni e penalizzando altri più meritevoli. Si goda pure la sua pensione, ma quando una legge è fatta male, bisogna riconoscere che è fatta male e basta.

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      4 Marzo 2020 in 19:17
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      Quota 100 non è il male assoluto ma è sicuramente ingiusta. Volta a catturare consenso di chi se la può permettere. E di classe!!
      Poteva andar bene per i disoccupati involontari.
      E poi a 62 anni e 10 mesi (Fornero) o 63 (Damiano) che mi cambia? Andrò con quasi quota 109!!!
      E ora: corona virus: gli over 65 invitati a stare a casa.
      E se uno pensionato non è fino ai 67 anni?
      Per finire: le leggete le statistiche degli incidenti sul lavoro degli over 62?
      Ma fatemi il piacere…
      Incidenti, corona virus ,63/67 anni, chi ci guadagna è forse solo l’inps.
      41 per tutti e subito! Senza penalizzazioni.
      Altrimenti allon enfants.

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      5 Marzo 2020 in 10:11
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      Quota 100 non è il male assoluto, ma è ingiusta e anche ideologicamente di “classe”, per chi può permettersela. Andava bene per i disoccupati involontari
      A 62 anni e 10 mesi (Fornero) o 63 (Damiano, ancora peggio, caro il ns. Illuminato democratico) andrò in pensione con quasi quota 109, e come me tanti.
      Ora: corona virus; a 65 anni state a casa…e chi deve lavorare fino a 67? Ce ne sono eh..
      E poi: ma le leggete le statistiche infortuni lavoro degli over 60/62?
      Basta! Quota 41 per tutti e subito e senza penalizzazioni. Abbiamo contribuito più di tanti che se ne stanno già a casa.

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    1 Marzo 2020 in 20:30
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    Giusta quota 41 : più che sufficienti per tutti.
    Giusta opzione donna 58+35 anche se economicamente penalizzante
    Giusta la proposta Damiano 63+36 con leggera penalità
    Giusta 62+20 per chi non altra scelta….
    Tutti contenti e liberi di scegliere se fermarsi o continuare….

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    28 Febbraio 2020 in 20:10
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    Quota 100 già legge alla quale abbiamo fatto affidamento fino al 2021 compreso come previsto deve rimanere e così come è fino alla fine della sperimentazione 2021 compreso (come assicurato e dichiarato da molte personalità politiche e sindacali), come minimo abbiamo 62 anni e problemi fisici e di salute dovuti all’età e al lavoro, inoltre le donne svolgono doppio lavoro, non si possono cambiare le regole in corso alle quali abbiamo fatto affidamento, se servono soldi si devono trovare altrove, poi per il 2022 come previsto si applicherà una nuova riforma pensionistica.

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    28 Febbraio 2020 in 7:32
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    Ma scusate Damiano al governo ora cambia le sue idee.
    63 anni…???? Ma prendiamo il caso mio, e come me tanti dei primi anni 60: a 63 anni 44 di contributi ,1 anno a nero da giovane , il militare…faccio quota 109.
    Vi pare normale? Per assurdo meglio la Fornero.
    Quota 41? Vi fa proprio schifo?
    Subito 41!! E senza penalizzazioni. E’ una vita!

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    28 Febbraio 2020 in 6:34
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    Tra i lavori gravosi dovrebbero inserire chi ha figli disabili gravi..a 62 anni con un figlio di 35 anni grave una persona vuole riposare…a prescindere dai contributi..

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      28 Febbraio 2020 in 11:24
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      Angela, ha ragione. A questi casi cosí gravi si dovrebbe dare la precedenza.

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    27 Febbraio 2020 in 22:29
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    A 63 anni sarebbe età giusta per andare in pensione : senza penalizzazione per gravosi svolti saltuariamente per metà vita lavorativa, o per 5 anni continuativi negli ultimi 10 anni di lavoro;
    senza penalità o con penalità 1% anno per chi ha versato contributi superiori a 38 anni; con penalità 2% anno ( massimo 8% ) per chi ha versato contributi inferiori a 38 anni. In ogni caso fare rientrare negli anni contributivi, con cumulo gratuito*, anni iscrizione ordine professionale ( previsto già per decreto legge, non fatto valere “ingiustamente ” per quota 100 ). * mettendo magari un limite : max 1- 2 anni

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    27 Febbraio 2020 in 14:36
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    Buongiorno, tutti contro la legge Fornero, quello che intendete fare è peggio!!!!! Avete parlato tanto di quota 100 vera, la somma dei contributi più età anagrafica!!!! È la soluzione migliore!!!!!

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    27 Febbraio 2020 in 13:30
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    Ma scusate io il 01.07.2020 faccio 41 anni di contributi,
    ho 56 anni.
    Ma secondo voi se dovessero farmi lavorare fino a 63 anni io andrei in pensione con 48 anni di contributi, ma questi politici ragionano???

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      28 Febbraio 2020 in 7:29
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      Scusa se a luglio avrai 41 anni di contributi a metà anno del 2022 raggiungerai i 42 e 10 mesi e puoi andare in pensione raggiungendo il massimo versamento stabilito dalla Fornero.

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    27 Febbraio 2020 in 8:06
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    A 63 anni avrò 43 anni di contributi, quindi quota 106!!!
    Ma lo volete capire che occorre quota 41 per tutti, subito e senza penalizzazioni.

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    26 Febbraio 2020 in 23:21
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    Quando hai 41 anni di lavoro ininterrotto alle spalle, per tanti motivi è il momento di andare in pensione.
    Lasciamo un posto di lavoro ai tantissimi giovani disoccupati! Solo così con il ricambio generazionale e nuova forza una nazione cresce davvero, il resto è tutta demagogia.

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    26 Febbraio 2020 in 22:22
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    A me me sembra un emerita stronzata! Così 59 anni e 40 di contributi …..e’ come se andassi con la fornero……anzi la fornero e’ meglio!

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    26 Febbraio 2020 in 21:22
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    Pensione a partire dai 63 e qui già è peggiorativa rispetto alla quota 100 che prevedeva 62 anni.
    Penalizzazione del 2% per ogni anno di anticipo sulla pensione di vecchiaia a 67 anni della Fornero, penalizzazione che non hanno avuto i fruitori della quota 100.
    C’è ancora qualcuno che ha beneficiato della quota 100 che ha il coraggio di dire che è stata una norma equa e meravigliosa? Equa non proprio, ma per voi certamente meravigliosa.
    Il politico e il partito che ha partorito la quota 100, ha contribuito alla più grave ingiustizia tra lavoratori.
    Un danno economico e sociale che peserà sulle spalle di chi ne è stato penalizzato.

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      27 Febbraio 2020 in 14:17
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      Mi scusi, ma la quota 100 permette di andare con 62 anni e almeno 38 di contributi, ma l’importo e’ penalizzato del 25 %. Ero andata a sentire a un patronato sulla mia posizione e andarci prima della Fornero, significherebbe, per me, avere 250 euro in meno al mese. Ho accettato perche’ con un crollo vertebrale non ce la faccio piu’ a stare 8 ore a sedere. Al di la’ delle penalizzazioni, bisognerebbe lasciare le persone decidere se continuare o meno. Si fissa un’eta’ minima e poi chi va prima , rinuncia a un po’ di soldi ma almeno PUO’ scegliere.

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        28 Febbraio 2020 in 7:06
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        Gentile Antonella, l’importo inferiore della pensione per i quota 100 non è causato da penalizzazioni ma da un minore numero di contributi versati. Chi ne versa 43 prenderà tot, chi ne ha versato meno prenderà meno, è logico. La mia contestazione riguarda solo il fatto che non è stata data possibilità di scelta, se accettare un assegno inferiore, anche a chi ha lavorato di più e versato di più. Anche noi vorremmo goderci la vita e curarci. A noi la scelta è stata preclusa e ci hanno costretto, ripeto costretto, a continuare a lavorare di più e continuare a versare contributi. Con rispetto, saluti.

        Rispondi
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      27 Febbraio 2020 in 15:51
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      Cosa dici Franco Giuseppe, il vero danno economico, che tutti abbiamo pagato prima e ora, sono tutti quelli che sono andati in pensione negli anni 70/80/90 con baby pensione, vitalizzi ecc… altro che questi 200/300 mila pensionati con quota 100. Ogni tanto fai il bravo, se no nessuno crederà più alle tue parole

      Rispondi
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        28 Febbraio 2020 in 7:13
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        Caro Antonio, le baby pensioni sono state un errore e una regalia ? Si. I Vitalizi sono altra regalia ? SI. La quota 100 per alcuni che il lavoro lo avevano ancora cosi come un reddito è una regalia ? Si, Mandare in pensione chi ha lavorato meno e versato meno rispetto a chi ha lavorato più anni e versato più contributi è stato un errore e un’offesa. La sostanza non cambia. Con rispetto.

        Rispondi
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          29 Febbraio 2020 in 15:41
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          Caro Franco Giuseppe io capisco che lei ce l’abbia a morte con quota 100, ma qui stiamo parlando di persone che sono o vanno in pensione con 38 e più anni di lavoro e 62 anni minimi di età, non di 15 o 20 anni di lavoro con età di 40 o poco più. La differenza è sostanziale a casa mia. Quindi il suo commento è privo di fondamenta. Le ritorno a dire che le cause del danno economico e sociale sono dovute agli anni trascorsi e non oggi, che è una cosa ridicola. CAPISCI AMME.

          Rispondi
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            2 Marzo 2020 in 1:17
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            Caro Antonio, perchè non va al prossimo raduno dei precoci a Roma ad esporre le sue tesi ?
            Vada li a dirci che in passato hanno fatto riforme sbagliate e magari poi gli dica che ritiene giusta la quota 100 cosi come formulata. Sono proprio curioso di vedere cosa le risponderebbero chi ha già 42 anni di lavoro o chi ha già 66 anni di età e sono ancora al lavoro !!! Credo che Lei abbia non abbia mai considerato che ci sono migliaia e migliaia di lavoratori che i 38 anni di contributi, li raggiungerà quando ormai sarà arrivato all’età della vecchiaia, cioè 67 anni e passa. Quindi perchè si continua a dire che 62 anni sono tanti e che si è stanchi e malati ? Forse per lei chi ha 66-37 è nel fiore della giovinezza ed ha certamente una salute di ferro ? Stesso dicasi di chi andrà con i 43,1 della Fornero che potrebbe raggiungere ai fatidici 62 anni. Nel primo caso ci sono 5 anni di età in più e nel secondo caso 5,1 anni in più di lavoro. Il che vuol dire che i quota 100, si sono risparmiati cinque anni di lavoro sulle spalle in entrambi i casi:
            Arrivando a 62 anzichè i 67 della vecchiaia o facendosi solo 38 anni anzichè i 43,1.
            Spero che comprenda che sto parlando di persone che il lavoro lo avevano ancora e che si sono risparmiati 5 anni in un modo o nell’altro.
            A chi ha più anni di età o più anni di contributi non è stata lasciata possibilità di scelta. Fornero e solo Fornero !!!!

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        29 Febbraio 2020 in 16:03
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        Concordo con Antonio.
        Quota 100 ha dei difetti (38 anni di contributi minimi sono troppi e ne consentono lo sfruttamento solo a pochi fortunati, io per inciso non ne potrò usufruire) ma prendersela con Quota 100 come fosse il provvedimento peggiore e più iniquo che sia stato fatto, quando in realtà ha pure il merito di aver rimesso in discussione la Fornero anche esaurita Quota 100, è ingiustificabile.
        A meno che non venga fatto per ostilità politica verso chi l’ha proposta, ma ciò non ha nulla a che fare con la discussione nel merito.

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          2 Marzo 2020 in 1:29
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          Anche a lei caro Carlo, la invito a presentarsi a Roma al raduno dei precoci a dire che almeno la quota 100 ha rimesso in moto la discussione. Sono proprio curioso di vedere cosa le rispondono quelli che, in questo triennio di sperimentazione, intanto si dovranno sorbire la Fornero tutta e fino in fondo. Perchè forse Lei non comprende che, intanto che va avanti la sperimentazione e cioè fino al 2021, ci sono lavoratori che i 43,1 li dovranno raggiungere comunque, il che vuol dire 5,1 anni di lavoro in più dei quota 100. Saranno felicissimi di sapere che la discussione si è rimessa in moto e che nel 2022, forse, ci saranno novità. Peccato che nel frattempo sono già arrivati ai 43,1.

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    26 Febbraio 2020 in 21:08
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    41 anni di lavoro fatti a novembre.compio 60 anni a maggio.datemi mille euro al mese ma mandatemi in pensione…..perché non posso avere questa scelta?cosi mi posso godere la mia nipotina intanto che è piccola così do una mano ai miei figli?spiegatemi perché uno non può scegliere del suo futuro?Ma lo capite o no che uno dopo 41 anni di lavoro in fabbrica ne ha piene le p….e.

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    26 Febbraio 2020 in 18:42
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    La proposta di Damiano, specificata in quei termini, è la migliore che io abbia sentito finora, perchè coniuga una ragionevole flessibilità con una ragionevole penalizzazione.
    Certo, sarebbe meglio avere zero penalizzazioni ma capisco che soprattutto a chi ha una parte della carriera a retributivo (come me, per circa un terzo della carriera) sia lecito chiedere il sacrificio di una moderata (sottolineo: deve essere MODERATA!) penalizzazione e il 2% per ogni anno di anticipo mi pare accettabile.
    I 35-36 anni di minimo? Facciamo 35, và, che 36 sono già anche troppi e già vicini agli assurdi 38 chiesti per Quota 100 (che però non penalizzava) e che troppi fanno fatica ad avere!
    Per quanto probabilmente ancora migliorabile, è una proposta enormemente più EQUA rispetto a quelle DELINQUENZIALI che si sentono in giro, da parte di personaggi inqualificabili, che vorrebbero consentire di RUBARE un terzo dell’assegno ricalcolando tutto a contributivo!
    Sulla giustezza della mancata penalizzazione per chi ha svolto lavori gravosi, mi chiedo se non sarebbe invece meglio diminuire per loro (e solo per loro) l’età minima pensionabile, per esempio a 63 invece che ai 67 “normali”, e poi lasciare la stessa penalizzazione del 2% a partire da un minimo di 60 anni (per cui, chi di questi lavoratori “gravosi” si pensionasse a 60, invece che a 63, pagherebbe un 6%).
    Questo perchè penso che a questa categoria possa interessare di più andare in pensione prima, piuttosto che non avere penalizzazioni. Ma dovrebbero dirlo i diretti interessati, non io.

    Rispondi
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      26 Febbraio 2020 in 21:04
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      Pongo il mio caso; compio 58 anni a marzo ho già 35 anni di contributi effettivi! Non posso accedere a opzione donna perchè il requisito doveva essere al dicembre 2019.Se rimane quota 100 dovrò avere 63 anni..ma tra 5 anni avrò 40 anni di contributi e Non posso accedere perchè 63+40 ….
      Parlano di flessibilità ?
      E PER NON DIMENTICARE CHI FAVORISCONO….62 ANNI DI ETA’E CON 20 ANNI DI CONTRIBUTI!
      NON CI SONO PAROLE……..

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      28 Febbraio 2020 in 19:18
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      Tutti i lavori privati dovrebbero essere catalogati come lavori gravosi.Non si possono paragonare ai lavori svolti nel pubblico.

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    26 Febbraio 2020 in 18:35
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    Spero che non vada a penalizzare i precoci…!!!
    Solo perchè escludete la fabbrica tra i gravosi…
    Se è il gioco delle 3 carte ditelo!!!!
    Ma poi dopo aver dato 41anni di lavoro significa anticipare la pensione????

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    26 Febbraio 2020 in 18:22
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    HO SEMPRE RITENUTO LA PROPOSTA DI DAMIANO DEGNA DI ATTENZIONE. SAREBBE UNA BELLA COSA SE VENISSE APPROVATA NELLA SUA VERSIONE ORIGINALE CON USCITA’ CIOE’ A 62 ANNI E NON 63 COME SI IPOTIZZA ORA.

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      26 Febbraio 2020 in 20:11
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      Concordo con lei.
      Per il lavoratori “non precoci” è equa e flessibile, per i precoci invece si potrà intervenire con un’ALTRA modalità (tipo Quota 41).

      Purtroppo, vedo anche qui che i “fissati” di “Quota 41 per tutti e non parliamo d’altro” non comprendono che tale quota va bene SOLO per chi ha cominciato a lavorare a 16-18 anni mentre uno che ha studiato ed ha cominciato a lavorare a 25 anni, con Quota 41 dovrebbe aspettare i 66 anni, praticamente il limite attuale della Fornero …
      Dei genii.

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    26 Febbraio 2020 in 17:53
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    63 anni e 35/36 anni di contribuzione, ossia quota 98/99.
    Io a 63 anni, con il riscatto degli anni di laurea, che è costato qualche decina di migliaia di euro, avrò maturato 42 anni di contribuzione e arriverei ad una quota di 105.
    In questo caso come sarei messa?

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    26 Febbraio 2020 in 16:53
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    Ma la famosa e tanto promessa QUOTA 41PER TUTTI SENZA VINCOLI, dov’è finita ?
    38 poi 35/36 anni di contributi per andare in pensione , ma chi ne ha 42 di contributi devono ancora lavorare ? Quando verrà approvata? È una vergogna .

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    26 Febbraio 2020 in 16:32
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    Basterebbe che ad anticipo pensionistico possano accedere SENZA PENALI coloro che oggi possono accedono ad Ape Social. Coloro che hanno determinati anni di anzianita’ e gli stabiliti anni di contributi versati, che siano disoccupati involontari (licenziati) o che abbiano fatto lavori usuranti. Insomma permettere accesso alla pensione senza penali alle figure menzionate per l’accesso ad Ape Social (che sono figure disagiate!) —- Cortesemente fate in modo che tale commento arrivi a Cesare Damiano

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    26 Febbraio 2020 in 16:23
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    Se questa proposta fosse la trama di un film si potrebbe tranquillamente chiamare “PROPOSTA INDECENTE”.
    La proposta iniziale era di uscire a 62 anni ed ora è di 63, per inseguire l’aspettativa di vita che altri esponenti (Brambilla qualche giorno fa) dicono di voler abolire. Cominciamo subito benissimo, direi.
    E si continua ancora meglio con mettiamo una penalizzazione del 2% ogni anno che si anticipa, anche se non ho capito rispetto a che cosa. Forse ai 67 anni? Dunque chi lascia a 63 perderebbe un 8% e se fosse 62 un 10%. E se non bastasse verrà stilata una classifica di lavori gravosi e usuranti che sono pronto a scommettere provocherà una serie di polemiche poiché ci sarà chi si vedrà escluso pur facendo un lavoro pesante.
    E come ciliegina sulla torta non si fa il benché minimo cenno per i precoci che a quanto pare dovrebbero farsi 42 anni e 10 mesi di lavoro per avere la pensione anticipata (che coraggio chiamarla così, quando richiede oltre 40 anni di lavoro o addirittura a 35/36 proposti dall’esponente del pd).
    In questo periodo con alcuni miei amici abbiamo fatto simulazioni su quale sarà la nostra pensione futura avvalendoci dei calcolatori forniti sul sito internet dell’INPS e altri siti internet preposti a questi tipi di simulazione e vorrei condividere alcuni risultati ovviamente usando nomi di fantasia per rispetto della privacy.
    Il sig. Rossi oggi ha 56 anni e 37 di contributi versati, quindi dovrebbe vedere la pensione poco prima dei 62 anni (42 e 10 mesi anticipata) e avendo diritto al calcolo col sistema cosiddetto misto il suo assegno lordo mensile ammonterebbe a 1870€ lordi mentre se venisse applicato il sistema “contributivo” l’assegno sarebbe di 1742€ lordi con una riduzione del 6,8%. Con la “proposta indecente” il taglio sarebbe del 10%, anche un bambino capirebbe che è addirittura meglio il contributivo puro. Non male vero? Magari sarà un caso. Allora proviamo a vedere la storia del sig. Verdi, lavoratore precoce che ha la stessa età del sig. Rossi ma che ha già al suo attivo 40 anni di versamenti. Ebbene a bocce ferme tra 3 anni sarà in pensione a 59 anni e con un assegno di 1470€ lordi che diverrebbero 1330€ col contributivo con un taglio del 9,4%.
    A parte che queste penalizzazioni mi sembra sia un modo per far finta di darti la pensione col sistema misto ma in realtà è come se fosse applicato il contributivo puro e quindi oltre che indecente è pure ingannevole.
    Allora se deve essere contributivo, contributivo sia ma innanzitutto chiamiamolo col suo nome, ed inoltre mettiamo vera flessibilità nella riforma.
    Ad esempio:
    1) finestra di pensionamento tra 55 e 63 anni, senza altri vincoli e paletti, e ognuno prende per ciò che ha versato
    oppure
    2) opzione donna (almeno 58 anni e 35 di versamenti) estesa a tutti
    oppure
    3) quota 96 vera (55+41, 56+40, 57+39 e così via) con un bonus del 2% per ogni punto oltre 93.
    Questa opzione contiene già al suo interno quota 41, ed inoltre parte dal presupposto che in opzione donna il calcolo è già contributivo e siccome 58+35=93, fino a questa quota rimarrebbe contributivo per non fare torto alle donne che ne hanno usufruito e la parte eccedente 96-93=3*2%=+6% che avvicinerebbe l’assegno a quello che si otterrebbe col misto. Ovviamente chi ha già oggi quote più elevate avrebbe un bonus superiore, ad esempio se fosse 102 si otterrebbe 102-93=9*2%=+18%.

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      26 Febbraio 2020 in 19:59
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      Mi spiace, ma lei deve avere una calcolatrice veramente TAROCCATA (cinese? :D).

      Io, per esempio, ho fatto dei conti sulla mia situazione, avendo circa un terzo di carriera a retributivo ed il resto a contributivo: se mi venisse ricalcolato TUTTO A CONTRIBUTIVO, PERDEREI QUASI UN TERZO dell’assegno (28%-30% in meno)!
      E questo calcolo di UN TERZO IN MENO, ovvero circa il 30%, con il calcolo a CONTRIBUTIVO è il calcolo che TUTTI hanno fatto in queste settimane (non solo i sindacati, che sono giustamente contrarissimi al ricalcolo totalmente contributivo).

      E, del resto, non è certo un caso che personaggi come Ichino, Cazzola ed altri “falchi” (compreso il famigeratissimo ed impiccione FMI) stiano spingendo sul ricalcolo tutto a contributivo dicendo che la proposta di Damiano è “troppo favorevole” ai pensionandi e sfavorevole al famigerato “bilancio INPS” (che Damiano ricorda giustamente essere invece in equilibrio per la parte previdenziale)!

      Per cui, chi SBAGLIA è LEI, senza dubbio alcuno.
      Una preghiera: smetta di “sbagliare” e di spargere (sia pure in buona fede) DISINFORMAZIONE.
      Perchè fa male a tutti.
      Grazie.

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        26 Febbraio 2020 in 20:21
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        Tanto per capire, il ricalcolo a contributivo può andare bene SOLO a chi ha avuto una oggi quasi IMPOSSIBILE “carriera lineare senza alcuna interruzione”, vedi questa simulazione della UIL:

        https://www.uil.it/documents/Anailisi%20UIL%20su%20ipotesi%20ricalcolo%20contributivo.pdf

        Per la maggior parte dei pensionandi il calcolo tutto a contributivo è una MAZZATA di PERDITA attorno al 30%, molto PEGGIORE della moderata penalizzazione della proposta Damiano (tra l’altro, non tutti anticiperebbero di 4 anni = 8%, molti anticiperebbero di un paio di anni = 4%).

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    26 Febbraio 2020 in 15:45
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    PRIMA “41 PER TUTTI” LO VOLETE CAPIRE O NO?

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      26 Febbraio 2020 in 20:03
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      NO.
      Quota 41 è giusta e va fatta perchè risponde alle esigenze dei lavoratori PRECOCI, ma mica tutti sono lavoratori precoci!
      Quota 41 deve essere una cosa IN PIU’, aggiuntiva ad una riforma per la grande maggioranza dei lavoratori, “non precoci”, e per questi la proposta di Damiano è secondo me equa e ragionevole.

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    26 Febbraio 2020 in 15:26
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    Non capisco la penalizzazione rispetto a quale limite. Ai 67 anni della Fornero ? Quindi se vado in pensione a 63 anni equivale 8% indipendentemente dagli anni versati ?

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    • Erica Venditti
      26 Febbraio 2020 in 19:18
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      Certo rispetto ai 67 anni per ogni anno di anticipo, come prevedeva all’epoca il Ddl 857 risprtto ai 66 anni.

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      27 Febbraio 2020 in 13:55
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      L’ideale sarebbe ripristinare l’APE volontario, che, SENZA costi per lo stato,
      consentiva dai 63 anni + 20 di contributi di accedere alla pensione anticipata.
      Per quale motivo non sia stato prorogato resta uno dei grandi misteri d’Italia.
      Propongo un’iniziativa per ripristinarlo.

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    26 Febbraio 2020 in 15:21
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    In pensione a 63 anni con 35/36 di contributi ????? Damiano cosa dice ?????
    Ritorniamo alle solite ! A 63 anni io avrò 43 anni di contributi , ma c’è chi a quest’età di anni di lavoro ne avrà e più di 45.
    E allora perché insistono a parlare di un’età : vorrebbero lasciar andare in pensione chi ha 35/36 anni di contributi e non chi ha superato abbondantemente i 40…….!
    Rispettiamo chi ha fatto almeno 41 anni di lavoro , senza limiti di età , poi per la vecchiaia facciano quel che vogliono

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      27 Febbraio 2020 in 8:01
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      A 63 anni avrò 43 anni di contributi, quindi quota 106!!!
      Ma lo volete capire che occorre quota 41 per tutti, subito e senza penalizzazioni.

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