Riforma pensioni 2020, ecco perché quota 100 ha preso sopravvento sulla quota 41

Le ultime considerazioni sulla riforma delle pensioni aleggiano sui social, dove il dibattito si fa sempre più sentito, specie in vista del prossimo incontro tra Governo e sindacati, il 13 Marzo, dove si tornerà a parlare di previdenza. In molti si chiedono di continuo, specie i lavoratori che stanno organizzando la manifestazione a Roma che si terrà il prossimo 25 marzo, per quali ragioni il Governo abbia scelto la quota 100 piuttosto che la quota 41 in assenza di risorse sufficienti per tutti.

Anche questa volta una risposta concreta, condivisibile o meno, ci arriva dal Dott. Claudio Maria Perfetto che postando un commento ad un nostro articolo di ieri pare aver colto il fulcro del problema. La quota 100 é stata preferita, come scelta politica forse più sostenibile, rispetto alla quota 41 perché prevede un paletto anagrafico, che invece non prevedrebbe la quota 41, richiesta infatti per tutti e indipendenetemente dall’età e dai mestieri svolti. Secondo Perfetto se il Governo avesse il coraggio di spiegare realmente le ragioni della decisione presa in favore di altre misure piuttosto che nei confronti della quota 41 sarebbe più facile far comprendere ai precoci ed ai quarantnisti come stanno realmente le cose e magari i lavoratori, dalla loro, riuscirebbero, anche a farsene una ragione, senza sentirsi presi in giro. Così Perfetto: “Io credo che se i politici si soffermassero a spiegare ai lavoratori del perchè di certe scelte, del perchè si dà priorità all’età anagrafica piuttosto che agli anni di contribuzione, forse i lavoratori riuscirebbero ad accettare se non la ragione di essere esclusi almeno i razionali che hanno determinato la loro esclusione”. Eccovi le sue considerazioni.

Riforma pensioni, alternative allo studio oggi

Così Perfetto, facendo un riepilogo delle misure al momento papabili in campo previdenziale per un post quota 100, scrive: “La pensione a 64 anni è tecnicamente chiamata “anticipata” ma in sostanza “è la pensione di vecchiaia tagliata del 6%”. Quella di andare in pensione a 64 anni di età è l’idea originaria di Alberto Brambilla risalente alla proposta nel 2018 di Quota 100 con 64 anni di età anagrafica e 36 di contribuzione (poi trasformata da Salvini, come tutti sappiamo, in Quota 100 (62,38)).

La proposta corrente di uscita anticipata a 64 anni è una variante della proposta di Cesare Damiano del 2013, in cui si proponeva una penalizzazione del 2% per ogni anno di anticipo rispetto all’età di vecchiaia che nel 2013 era fissata a 66 anni. Oggi invece tale età di vecchiaia è fissata a 67 anni. Ecco spiegato perchè si parla del “taglio del 6%”, perché andando a 64 anni di età rispetto ai 67 anni si va con tre anni di anticipo (2% di taglio per tre anni dà 6%).

Marco Lombardi, invece, propone (più che altro accetta) l’uscita a 62 anni di età con 38 anni di contribuzione (in pratica gli stessi vincoli dell’attuale Quota 100) ma con il metodo di calcolo interamente contributivo. Questo potrebbe aprire ad una discriminante, fa notare Perfetto, tra chi avrà modo di andarci entro il 2021 e chi andrà dopo pur sempre con (62, 38) “chi ci è andato e andrà in questo triennio di sperimentazione avrà un assegno più sostanzioso di chi ci andrà nel 2022”. Poi spiega perché la quota 100 ha avuto il sopravvento sulla quota 41.

Riforma pensioni, quota 41 di difficile realizzazione perché non tiene conto dell’età

Così Perfetto: “Quota 100 ha preso il sopravvento su Quota 41 perchè l’elemento più critico nell’erogazione delle pensioni, lo spartiacque tra la sostenibilità e la non sostenibilità del sistema previdenziale, è nell’età anagrafica e non tanto negli anni di contribuzione. Tanto è vero che si sta tendendo ad elevare l’età anagrafica da 62 dell’attuale Quota 100 a 63 e forse a 64 anni. Io credo che se i politici si soffermassero a spiegare ai lavoratori del perchè di certe scelte, del perchè si dà priorità all’età anagrafica piuttosto che agli anni di contribuzione, forse i lavoratori riuscirebbero ad accettare se non la ragione di essere esclusi almeno i razionali che hanno determinato la loro esclusione“. Poi il riferimento va al modus operandi diretto della Professoressa Fornero, che dalla sua non ha mai nascosto, nonostante le critiche aspre a cui si é esposta, le ragioni che hanno portato nel 2011 ad una riforma previdenziale più rigida: “La Fornero ha provato e prova ancora a farlo. Ma le persone non si accontentano di spiegazioni. Vogliono i fatti.

Poi conclude, spegando quale significato dovrebbe assumere quota 100: “Credo sinceramente che il cuore di Quota 100, il suo significato più profondo, sia questo: “sono libero di lavorare o di andare in pensione in qualsiasi momento, in particolare qualora dovessi stare male, o perdere il lavoro o, semplicemente, perché sono stanco”. Con questo spirito si lavorerebbe senz’altro più serenamente, e si sarebbe anche più produttivi (meno assenze per giornate di malattia). Questo spirito di Quota 100 dovrebbe valere ed essere esteso a tutti i lavoratori”.

Voi cosa ne pensate, ha ragione il Dott. Perfetto sulla scelta ricaduta su quota 100 rispetto alla quota 41 oppure a vostro avviso vi sono altre ragioni che hanno portato il Governo a ricadere su tale scelta?

Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

11 pensieri riguardo “Riforma pensioni 2020, ecco perché quota 100 ha preso sopravvento sulla quota 41

  • Avatar
    5 Marzo 2020 in 11:50
    Permalink

    Avrebbero potuto fissare un’età di uscita per quota 41 o 42. Penso che la maggior parte dei lavoratori sarebbere favorevole a una quota 42 con 62 anni di età senza decurtazioni. In questo modo i nati nel 1958, se hanno iniziato a lavorare appena diplomati, già quest’ anno raggiungerebbero i requisiti mentre per quelli nati prima esiste il lavoro precoce e con questo vincolo non servirebbe rimanere al lavoro fino a 67 anni. Credo che per una riforma di questo genere, eliminando quota 100che dal mio punto di vista è un regalo, i fondi si potrebbero trovare. Probabilmente hanno già fatto i calcoli che temporeggiando ancora un poco quelli de 58 andranno già in pensione con 63 anni e poi avanti così di anno in anno.

    Rispondi
  • Avatar
    5 Marzo 2020 in 10:51
    Permalink

    Perché nessuno sembra accorgersi di ciò che succede ancora oggi in Italia?
    -perché ci sono ancora alcune categorie che vanno in pensione a 51,52,53,o 54 anni di età?
    -perché nessuno dice dei manager e dirigenti che, oltre ad essersi decuplicati gli stipendi, rimangono
    ai loro “posti” fino a 70/80 anni (tanto comandare, facendo magari anche danni, non è molto usurante)
    rubando il posto ad altri; per poi incassare buonuscite stratosferiche, senza alcun rischio di pagare
    per i danni provocati?
    -perché sembra ci si dimentichi delle migliaia di miliardi spariti (e che spariscono tuttora) in evasione
    fiscale (autonomi, professionisti, industriali siti web, tutti compresi) per poi doverci sorbire le loro
    lamentele perché prendono pensioni da fame? (o xchè si vuol tagliare le loro pensioni d’oro?).
    -perché stiamo a sentire gli attuali 70/79enni (nati negli anni ’40) che sentenziano critiche e ricette
    per raddrizzare la barca; proprio loro che non hanno contribuito al boom economico (appannaggio
    degli attuali ’80/90enni) ma ne hanno goduto tutti i benefici fino a dissanguare il Paese?
    -perché non ci rendiamo conto che la classe politica (nel bene o nel male – più male che bene)
    è un estratto distillato del popolo?
    Avrei ancora parecchi “perché” ma ……. già rispondere a questi mi sembra …..

    Rispondi
    • Avatar
      5 Marzo 2020 in 13:16
      Permalink

      Buon giorno Sig. Ferruccio,
      la Suo pensiero è di una lucidità estrema. Devo anche dire, mio malgrado. che purtroppo diventa rarissimo incontrarne.
      Meglio il pensiero unico, di comodo a discapito sempre di qualcuno ovviamente.
      Il pensiero della massa, del branco.
      Il paese versa in condizioni, per fare un esempio: come un paziente ricoverato in rianimazione, diciamo pure in “coma depassè”.
      Moltissimi stanno a guardare questo spettacolo direi indegno, fino a quando non calerà il sipario.
      La via imboccata non dà la possibilità di ritorno.
      Ma farlo capire diventa utopia!!
      Con viva cordialità,

      Luigi Napolitano

      Rispondi
  • Avatar
    4 Marzo 2020 in 14:33
    Permalink

    Mesi fa, in tempi non sospetti, quando ancora il virus non girava per il paese, scrivevo in qualche mio commento, chiaramente contestato dai quota 100, che l’aver formulato la quota 100 in quel modo, aveva una pecca sostanziale: Si presumeva che il paese viaggiasse a gonfie vele e che ci si potesse permettere il lusso di fare manovre espansive e favorevoli. Io scrissi: ” Chi garantisce che nel 2022, al termine della sperimentazione della quota 100, il paese sia nelle condizioni economiche di poter effettivamente cancellare definitivamente la Fornero e tornare ad una sorta di legge Sacconi ? Era lecito fare una norma iniqua e ingiusta sperando che nel frattempo la situazione migliorasse ? Bene, oggi sappiamo che, migliaia di lavoratori stanno continuando a sorbirsi la Fornero e andranno in pensione a 67 anni altri che si stanno sorbendo i contributi massimi 43,1 richiesti sempre dalla legge Fornero e sappiamo anche che abbiamo nel paese una situazione sanitaria gravissima che ci sta facendo perdere ogni giorno miliardi. Solo nel turismo si calcola 6,7 miliardi di perdite e non sappiamo le perdite di industria e commercio.
    Alzi la mano chi è ancora convinto che nel 2022 la Fornero sarà cancellata definitivamente e mi rivolgo principalmente ai sostenitori della iniqua quota 100 e dove si troveranno risorse per miliardi per sopperire alle ingiustizie previdenziali create ? Ma si, facciamo tutto a debito pubblico !!!!!

    Rispondi
  • Avatar
    4 Marzo 2020 in 14:13
    Permalink

    41 anni di lavoro sono gia troppi, se poi sono fatti da precoce sacrificando la giovanme eta’ sono tantissimi in quanto se ti sei sacrificato la gioventu’ per andare a lavorare , e’ giusto poter godersi la vecchiaia e recuperare cio che hai perso nella gioventu. E’ una scelta di vita decidere se vuoi lavorare da giovane e goderti la vecchiaia o come fanno oggi iniziare a lavorare a 30 e finire di lavorare coi piedi nella fossa. La scusa dell’ aumento dell’ aspettativa di vita non regge. con le malattie che sono oggi durante la vecchiaia che ti goderai della pensione ?? se sarai sempre dentro e fuori da ospedali ?. Quindi 41 anni di lavoro sono il massimo e senza penalizzazioni anche perche chi ha lavorato per 41 ha pagato contributi anche per 41 anni.

    Rispondi
  • Avatar
    4 Marzo 2020 in 13:21
    Permalink

    Buona sera,
    Sig. Perfetto il mio pensiero lo conosce!!c
    Credo inoltre e con molta modestia che sia condiviso da circa il 40 % degli italiani o meglio tutti i cittadini italiani che non votano ormai da una vita…..che non stanno al gioco dei partiti ” io do una cosa te e tu dai un voto a me!”! E intanto la corruzione dilaga e diventa quasi un sistema che si auto alimenta con i nostri soldi..Ovviamente! Chiamali fessi!!
    Personalmente resto fermo anzi inchiodato su quanto affermato:
    Quota 100 deve essere disintegrata…dissolta..
    Lede totalmente l’art. 3 della Carta Costituzionale “il diritto al trattamento di eguaglianza”.
    Questo manipoli di lestofanti hanno rubato di tutto e ancora di più!! E non sono ancora pienii!!
    Stiamo camminando sulle macerie di quello che resta della sesta potenza economica del mondo dopo Stati Uniti, (1987).. Una branco di pescecani si aggira nei palazzi del potere.
    Dire negli ultimi 25 anni. Solo gente senza dignità, la peggiore razza.. Feccia…
    La lascio con due affermazioni espresse da due giganti, uomini di altri tempi, eroi e maestri di vita, almeno per il sottoscritto.
    “Questo paese non si salverà, la stagione dei diritti e delle libertà si rivelerà effimera, se in Italia non nascerà un nuovo senso del dovere” Aldo Moro
    “Politica e mafia sono due poteri che vivono sul controllo dello stesso territorio: o si fanno la guerra o si mettono d’accordo” Paolo Borsellino.

    Tutto il resto è aria fritta……

    Cordialmente,
    Luigi Napolitano

    Rispondi
  • Avatar
    4 Marzo 2020 in 12:49
    Permalink

    Senza voler entrare in polemica col Dott. Perfetto, alle cui osservazioni riconosco una indiscutibile oggettività, ritengo che le ragioni che hanno portato a determinate scelte siano dipese da una serie più ampia di fattori, sia di natura economica che politica.

    Se prescindiamo dalla sostenibilità, quota 41 possiede le caratteristiche di un provvedimento strutturale che non sono invece ravvisabili in una formula quale quota 100, pensata in fretta e furia per consolidare consensi e di limitata applicabilità, sia in termini temporali che di effettiva accessibilità. La provvisorietà del provvedimento e la necessità di dover coniugare rigidamente due requisiti, a differenza di Q41 che si regge sul possesso di un unico requisito, restringono di molto la platea dei potenziali beneficiari e, di conseguenza, l’impegno economico.

    A mio avviso sussistono peró altre ragioni, più precipuamente politiche, che hanno portato la scelta su Q100.

    Fin dalla sua approvazione, da più parti è stato rimarcato che Q100 sarebbe andata principalmente a beneficio dei dipendenti pubblici del Sud e dei lavoratori delle grandi aziende del Nord discriminando, ancora una volta, nell’uno e nell’altro caso, le lavoratrici. I dati statistici che sono seguiti hanno poi ampiamente confermato queste previsioni. D’altra parte, le contribuzioni ultraquarantennali sono più che altro appannaggio delle PMI e del settore autonomo dove, più che l’ eccesso di personale pesa l’imposizione fiscale. Raramente ri raggiungono contribuzioni così elevate nel pubblico e nella grande industria.

    Sempre a mio parere, vi è poi un ulteriore motivo che ha giocato a favore di Q100. Chi sta per raggiungere Q41 è generalmente un lavoratore precoce che ha iniziato a versare contributi molto presto e, in genere, puó contare su una quota parte retributiva ancora rilevante. Senza entrare nel merito delle ragioni costituzionali e giuridiche alla base della contesa tra sistema retributivo e contributivo, è evidente come tutti gli ultimi governi abbiano cercato di anticipare l’entrata a regime del sistema contributivo ponendolo o ipotizzandolo quale conditio sine qua non agli anticipi pensionistici. Non è stato fatto con Q100 – e personalmente posso anche intuirne le ragioni – ma è stato fatto cinicamente nei confronti di Opzione Donna, lo si ipotizza ora nei confronti della flessibilità in uscita e, se in zona Cesarini non prevarrà un rigurgito di equità e giustizia, verrà fatto nei confronti degli ultimi 6.000 esodati. Non è difficile intuire che, più si allontana nel tempo la soluzione al problema dei precoci, e più ci saranno probabilità che la loro pensione verrà infine calcolata interamente col metodo contributivo. Considerando che, col metodo contributivo, non esiste più il limite dei 40 anni di contributi al calcolo, tale politica potrebbe ugualmente comportare una convenienza economica per lo stato? Considerato che, notai e poche altre categorie autonome a parte, i redditi dichiarati dal settore autonomo, nella maggior parte dei casi, non si discostano più di tanto dalla soglia di povertà, sarei portato a pensare di si.

    Rispondi
    • Avatar
      4 Marzo 2020 in 17:39
      Permalink

      Sig. Luigi Metassi, nelle sue considerazioni non ravviso alcunché di polemico verso il mio pensiero. Al contrario, le trovo condivisibili.
      Certamente altre variabili, oltre l’età, come lei evidenzia, hanno influito sulla scelta dell’attuale Quota 100: la platea dei potenziali beneficiari, la quantità dei contributi in gioco, il numero di lavoratori attivi.
      Ma se dovessi individuare la variabile principale, quella variabile la colgo nell’età.
      È un po’ come per la funzione di domanda, dove la quantità di un bene è funzione del prezzo: più il prezzo è alto, minore è la quantità di bene che sono propenso a comprare. In verità, la quantità di un bene è funzione non solo del prezzo di quel bene, ma anche del gusto, del reddito, dei prezzi di altri beni. Ma per poter studiare in modo efficace come interagiscono domanda e offerta si considera per semplicità la quantità solo in funzione del prezzo.
      Così è, per me, nel caso delle pensioni: più elevata è l’età per andare in pensione, minori sono le pensioni da erogare. Se ci sono pochi contributi per pagare le pensioni, devo spostare più in alto l’asticella dell’età per andare in pensione: in tal modo mantengo quella base di contributi versati dai lavoratori per pagare la quantità minima necessaria di pensioni. Da qui si può intuire che se si rilasciasse la platea dei Quota 41 (formata da molti lavoratori – poco più di tre milioni – che versano molti contributi di importo relativamente alto) il sistema previdenziale potrebbe destabilizzarsi, ovvero non ci sarebbero sufficienti contributi con i quali pagare le pensioni correnti. Ma prima o poi gli attuali Quota 41 andranno in pensione, e allora ci sarà bisogno di altri “Quota 41” e quindi, secondo la logica corrente, non si potrà che innalzare l’età di pensionamento per avere più contributi con i quali pagare le pensioni.
      Occorre cambiare la logica corrente: occorre ampliare la base dei lavoratori attivi inserendovi anche i robot (con ciò intendo qualsiasi apparato automatico che sostituisce l’uomo nei processi di produzione e servizi, e quindi sportelli automatici bancomat, casse automatiche nei supermercati, robot nei centri informatici, automi basati su intelligenza artificiale, assistenti virtuali per chatbot, macchine, treni e aerei a guida autonoma).
      Sulla base di queste considerazioni la Quota 100 senza vincolo di età, che abbraccia le finestre da (57, 43) a (62, 38) fino a (80,20), potrebbe diventare per i prossimi 5-10 anni un sistema pensionistico strutturale (cioè che si autoalimenta nel tempo solo con i contributi, senza ricorrere a finanziamenti esterni come spesa in deficit o aumenti dell’Irpef o dell’Iva).
      Oltre a ciò occorrerà certamente avviare una riforma del lavoro (con tanto di piano industriale da parte dello Stato – soprattutto in ambito digitale, come Italia Digitale) che permetta l’assorbimento dell’enorme platea di giovani disoccupati (2,5 milioni) i quali andranno ad alimentare proprio quella base di lavoratori attivi i cui contributi serviranno al pagamento delle pensioni con “Quota 100 senza vincolo di età”.

      Rispondi
  • Avatar
    4 Marzo 2020 in 11:32
    Permalink

    Il ragionamento del Sig. Perfetto è corretto quanto lapalissiano. Tutti sappiamo che più giovani si va in pensione e più anni ne usufruirai, oltretutto se vai precocemente in pensione vuole anche dire che sei arrivato al massimo dell’assegno. Da anni, il contenimento delle uscite finanziarie da parte di tutti i governi sul tema pensioni è volto proprio a consegnare ai pensionandi un assegno inferiore, poco al di sopra di quello che viene chiamato limite di sopravvivenza.
    La questione però è un’altra, che il governo gialloverde aveva preventivato, come fine ultimo della riforma della Fornero e nell’arco di quella che doveva essere un’intera legislatura, l’abbassamento “per tutti” della Legge Fornero e non solo per alcuni. La differenza sostanziale è questa. La lega aveva detto che al temine della sperimentazione si sarebbe passati ad abbassare i requisiti anche agli altri. Viene da se, ragionando, che nel 2022 o forse anche prima, vista la minore spesa, il governo gialloverde e in particolare la Lega, avrebbe abbassato i requisiti di quelli che erano rimasti esclusi dalla quota 100 e in particolare intendeva scendere a 41 di contributi. E’ vero quanto da me affermato ? Se siete d’accordo allora mi domando: Se il fine ultimo sarebbe stato quello dell’abbassamento “per tutti” dei requisiti, perchè non si è proceduto da subito con una diminuzione di solo qualche mese per tutti nell’arco del triennio? Perchè ad alcuni sono stati condonati da subito da 1 a 5 anni di lavoro e alla restante massa di lavoratori non è stata data scelta se avere un’assegno inferiore ? Al termine del triennio non si sarebbe comunque arrivati al disegno leghista ? Il risultato che ne sarebbe venuto sarebbe uguale. ES: Se chi è andato con soli 38 anni di contributi avesse lavorato ancora 2 anni sarebbe arrivato a 40 e chi invece doveva arrivare ai 43,3 della Fornero dopo solo un biennio sarebbe sceso a 41,3. Ed ecco che la differenza e la disparità sarebbe stata più accettabile e meno criticata. Oggi invece ci ritroviamo ancora con chi i 38 anni li raggiungerà all’età della vecchiaia, 67-38 e altrettanto chi con 62 anni ne avrà maturati già 43,1. Signori, 5 anni di più sul lavoro sono un lustro, sono tantissimi. Vuol dire che ci si è svegliati per 5 anni alle 5-6 del mattino tutti i santi giorni, con il freddo, pioggia e neve o con caldo afoso, prendere per 5 anni treni e bus stracolmi, stare ore e ore nel traffico, non stare un po di più con la famiglia e sul lavoro stress e fatica e dolori. 5 anni in più sono tanti di differenza.
    Ora comunque tranquilli. Con questa crisi e con la perdita di miliardi non esisterà più il problema. Si tornerà tutti alla Fornero. Altro che la 41 x tutti di Salvini. Chiedetegli dove lui troverebbe adesso le risorse. Ah si, certo, rifacciamo tutto a debito. Solo quello sa fare.

    Rispondi
  • Avatar
    4 Marzo 2020 in 11:19
    Permalink

    Rimango dell’idea che lavorare per 41 anni sia più che sufficiente. Fatto il 41 per tutti si può procedere con altre formule che possano garantire libera scelta ai lavoratori.

    Rispondi
  • Avatar
    4 Marzo 2020 in 11:06
    Permalink

    Quota 100 a preso il sopravvento su quota 41 perché aveva un paletto cioè i 62 anni ok fin Qui ci siamo ..ma allora perché non hanno dato la possibilità ai precoci di poter raggiungere la fornero con dei bonus per ogni anno prima dei 19 di età in questo caso almeno i precoci avrebbero mandato giù il rospo senza nulla a togliere per quelli che non avevano un anno prima dei 19..in questo caso Non ci sarebbe stata alibi per dire che i costi per i precoci erano alti ci accompagnavano alla fornero raggiungendola prima con qualche mese o anno in meno questo si poteva fare ma hanno preferito sacrificare noi per Agevolare altri..

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *