Riforma pensioni 2020, news su quota 41, ape sociale e opzione donna: questione di scelte

Riforma pensioni 2020, news su quota 41, ape sociale e opzione donna: questione di scelte

Le ultime novità sulla riforma delle pensioni al 6 dicembre 2019 ruotano intorno ai tempi stretti in cui il Governo cercherà di portare in aula entro lunedì prossimo la manovra 2020 con una sorta di maxi emendamento, al cui interno dovrebbero esserci una ventina di misure, non solo di carattere previdenziale, per una spesa totale di circa 1.7 mld.  Le persone si interrogano sui social su quale potrebbero essere infine le misure approvate, sebbene, stando alle prime indiscrezioni, a livello pensionistico il quadro si sia fatto abbastanza chiaro.

Ape sociale e opzione donna saranno prorogate per il 2020, non pare esserci in manovra la proroga dell’ape volontario, la quota 100 non sembrerebbe aver portato con sé modifiche sostanziali, quindi nemmeno, purtroppo, a favore delle donne, con i due anni di contribuzione in meno richiesti a gran voce dal Cods, la quota 41 pare restare per ora solo un obiettivo futuro del Governo, dubbi ancora sulla salvaguardia definitiva degli esodati.  I cittadini dalla loro sul nostro sito, e per questo li ringraziamo, fanno i primi bilanci di questa manovra 2020, e sostengono, che in fondo: quota 100 piuttosto che quota 41, opziona donna per un solo anno, piuttosto che fino al 2023, il no a quota 100 rosa, il probabile no all’ape volontario siano solo scelte politiche su cui, purtroppo, i futuri pensionandi possono fare poco, se non manifestare il loro disappunto. Eccovi qualche stralcio dei commenti più significativi che ci sono stati rilasciati sul sito, e che sono dunque da considerarsi ‘in esclusiva’

Pensioni 2020, Quota 100 o quota 41? Non c’è giusto o sbagliato, è una scelta

Il Sign Claudio scrive in merito alla diatriba sul mantenere quota 100 al posto della quota 41Quota 100 accontenta una piccola parte di lavoratori, Ogni scelta comporta una inclusione ma, al tempo stesso, una esclusione. Per evitare l’esclusione potremmo non scegliere : “se non possiamo avere Quota 41 allora, per il rispetto del principio di equità, è giusto non avere nemmeno Quota 100”. Va bene, ipotizziamo di non scegliere Quota 100.

Ma anche “scegliere di non scegliere” è una scelta, e come tale comporta una esclusione, anzi, nel nostro caso comporterebbe una doppia esclusione: oltre ad escludere Quota 41 escluderemmo anche quel “poco di buono” (nel senso positivo, naturalmente) che potremmo avere con Quota 100”

Pensioni 2020, quota 100 deve restare, ma non basta per le donne

La signora Francesca dalla sua ribadisce che la Quota 100 debba restare almeno fino a scadenza, non è possibile cambiare di continuo ‘le regole del gioco ’ : “Quota 100 deve restare fino alle fine della sperimentazione, le persone da quando è uscita la legge hanno programmato e fatto affidamento su di essa fino al 2021, compresi gli esodati, non si possono cambiare le regole in corso ogni 2 anni, inoltrea attualmente le donne svolgono anche doppio lavoro, cura delle famiglie e figli, e quando tornano a casa devono continuare fino a tardi, anche sabato e domenica, trovo giusto uno sconto contributivo per figlio.

Quota 100 è già legge e non si deve toccare, se mancano le risorse si trovino altrove, precedenza alle leggi  in vigore, poi dal 2022 si penserà ad una nuova riforma pensionistica.”

Riforma pensioni, dubbi su ape sociale e volontario

Per quanto concerne l’ape sociale, come vi abbiamo detto vi è ormai la certezza delle proroga della misura per tutto il 2020, mentre in forte dubbio risulta essere l’Ape volontario a carico del lavoratore. Misura utile per quanti hanno 20 anni di contributi e 63 d’età per i quali era possibile accendere una sorta di prestito ponte per arrivare all’età effettiva della pensione. Cecco, un nostro lettore, non ci sta alla decisione di abolire questa opzione, che per giunta, ci tiene a sottolineare, non pesa sulle casse statali giacché è a carico del lavoratore.

Leggo in giro che forse non sarà prorogato. Non capisco quale sia il problema, nella riforma pensionistica in vigore è l’unica possibilità tra le tante che non grava sul bilancio dello stato, essendo totalmente a carico del lavoratore e a favore delle banche… L’Ape volontario andrebbe adottato in via definitiva, per sempre! Se qualcuno non lo ritiene uno strumento valido non ne usufruisce, tutto qui… Ma lasciatelo soprattutto per chi si trova tra i 63 e i 67 anni e non ha altro reddito, pur avendo versato 20 anni o più di contributi… Alla fine è un prestito regolamentato dall’INPS e dalla banca, niente di più, niente di meno. Non si possono fare leggi usa e getta. Arriva uno e propone una cosa valida, diventa legge… Poi dopo due anni si siede al suo posto un altro e la elimina. Ripeto, se fosse un ulteriore costo per lo stato potrei capire la necessità di rivedere il tutto, ma non è certo questo il caso”.

Tutti concordano sul fatto che le leggi ‘usa e getta’, sperimentali e di durata breve, messe poi spesso in dubbio dai Governi successivi, creino eccessiva instabilità. I cittadini, fanno intendere, di non voler più dipendere, per avere la certezza di andare in quiescenza, dalla stabilità o meno del Governo.  Inoltre i precoci , esausti dalle eterne promesse, rivendicano la quota 41, mai concessa per tutti.

Pensioni,  quota 41 dovrebbe comprendere tutti

Franco dal canto suo sostiene, come anche Occhiodoro, amministratore del gruppo precoci, il Signor Cuppi, precoce che ci ha rilasciato un’intervista ieri, e Domenico Proietti, segretario confederale della Uil, che 41 anni di contributi dovrebbero bastare a prescindere dall’età e dal lavoro svolto per poter accedere alla pensione.  41 anni di contributi corrispondono ad una vita di lavoro, dicono all’unisono i precoci, non si possono più accettare differenze tra i lavoratori che hanno un monte contributivo così elevato. I mestieri, tutti, dopo 41 anni di servizio, divengono usuranti, anche il più ‘leggero’.

Così Franco: “Io ho 59 anni lavoratore precoce con 41 anni e mezzo di contributi, ma non posso andare in pensione , perché fortunatamente non sono disoccupato, non sono invalido oltre il 74% , non sono caregiver, e poi mi viene da ridere perché non svolgo attività usuranti o particolarmente gravoso, essendo impiegato ad uno sportello, ma tutti i lavori sono gravosi dopo 41 anni, anche dare retta alle persone tutto il giorno per 41 anni, fidatevi”.

In ultimo pubblichiamo il pensiero dell’amministratrice del Comitato Opzione donna social, Orietta Armiliato, che affranta e delusa analizza, con la solita schiettezza che la contraddistingue, il bilancio della manovra 2020, che nuovamente, fa intendere, non è a misura di donna.

Manovra 2020, le donne nuovamente assenti: promesse disattese

Così Armiliato sulla pagina del CODS aggiornando le sue iscritte: “La mia sintesi della situazione previdenziale al femminile rispetto alla LdB:

1️ veto su Quota💯: resta così e che nessuno la tocchi; rumors di Palazzo ed emendamenti rispediti al mittente confermano

2️ Opzione Donna: proroga solo per un anno, fa parte di accordi pregressi.…grazie a tutti/e coloro che hanno stretto questo accordo (😡)

3️ Cumulo gratuito per accesso ad OD e per i lavoratori esodati: hanno fatto tutti orecchie da mercante

 La reiterata promessa degli esponenti del Governo rispetto a tavoli futuri aperti sui temi previdenziali, la dice lunga..”

Crediamo di avervi dato un quadro completo del punto della situazione previdenziale ad oggi 6 dicembre 2019, sarà nostra cura aggiornarvi sui contenuti ultimi della manovra 2020, ma la strada, nel bene e nel male, ci pare tracciata.

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981,! Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista. Scopri di più

13 pensieri su “Riforma pensioni 2020, news su quota 41, ape sociale e opzione donna: questione di scelte

  1. Avete capito bene!!!! Quota 41 forse….. dal 2022 quando noi vecchietti ce ne saremo gia andati tutti con la Fornero con 43-44 anni di contributi e qualcuno come me non ci arriverà nemmeno perché mi costringono a lavorare vecchio e malato e non crediate che questi spietati dirigenti dello Stato siano così dolci nel confronto di dipendenti che non stanno più bene di salute anzi…..

  2. Basta prese x il culo 41 anni di lavoro sono più che sufficienti bisogna farla senza se e senza Ma e soprattutto senza paletti siamo stufi

  3. Mi Dispiace a Dirlo ma questo Paese non ci Merita..Cosa Vogliono da noi Precoci cosa abbiamo fatto di Male ad andare a Lavoro a 14,15,16 Anni io dico con Forza 41 per tutti a Qualsiasi Età Senza Penalizzazioni Sempre……

    1. Si è ora di finirla!!!!! I politici se ne possono andare a 45/50 anni (senza contare la figlia della Fornero a 26 ANNI – VERGOGNA) e noi dobbiamo continuare perché i soldi se li sono fregati loro BASTAAAAAAA

  4. ho 60 anni ,con 39 anni e 6 mesi di contributi ,da dicembre 2006 ho un invalidita dell80%, ho i requisiti per andare in pensione? grazie

  5. Io dico che se qualcuno decide per l’APE volontaria, è un soggetto disperato di suo; vuol dire che non ha un lavoro oppure che non ha salute per continuare.
    Con l’ape volontaria si percepisce una vera miseria di pensione, sommando la riduzione dell’assegno ed il rimborso del prestito !

  6. Eccola qui, finalmente ne abbiamo trovata una:
    https://www.reddit.com/r/italy/comments/e4giks/amarcord_babypensionata_dannata/
    Maria Martini, già impiegata al Politecnico di Torino, che non ancora compiuti 30 anni se ne andò in pensione dopo aver versato contributi per ben 14 anni 6 mesi ed 1 giorno!
    Ma dove era il Marattin?
    E adesso continuano a dirci che, a 62 anni, 38 anni di contributi sono pochi, che forse con 41 anni di versamenti magari vedranno di trovare qualcosa, se… forse,,, ma….
    QUOTA 100 FOREVER!!!!

  7. Buonasera, non capisco come si possa essere favorevoli a opzione donna. Io non la sono, anzi la reputo una forma pensionistica contro la donna!!!! Come è possibile accettare una decurtazione sullo stipendio del 40%!!!!dopo avere lavorato 38/39 anni fuori e dentro le mura domestiche, cresciuto ed educato i figli e accudito i genitori? Carissime donne, facciamo sentire la nostra voce, uniamoci!!!! Io sono pronta!!!!

    1. In linea di massima accedono al pensionamento anticipato “Opzione donna” due tipologie di persone
      1-le disoccupate di lungo periodo che, esauriti i sostegni sociali, non hanno più alcuna possibilità pratica di ricollocarsi sul mercato e spesso vivono situazioni famigliari di sofferenza economica. La pensione donna per loro, per quanto ridotta, rappresenta un benedetto salvagente al quale aggrapparsi per tirare avanti, loro ed i loro famigliari;
      2- le benestanti, sia in proprio che con il marito ad alto reddito, per le quali prendere 60 piuttosto che 100 di pensione non cambia nulla, ma permette di liberarsi in anticipo dall’impegno lavorativo.

  8. Se ricordo bene un anno fa, durante la fase preparatoria della riforma, Durigon disse che la scelta di 41 anni avrebbe incluso un bacino più ampio di lavoratori e si optò per Q 100 perché meno onerosa. Questa è comunque una via d’ uscita valida. Il loro intento era di arrivare a quota 41 per tutti, ma sciolto il governo sfumato 41. Non capisco perché poi 41 e non 40, ma la memoria mi suggerisce che dopo 2/3 anni dalla riforma Monti Fornero le ampie discussione, dibattiti e parole inconcludenti di altri governi produssero l’idea che da quota 40 si passò a 41: ciò solamente come idea comune e mai con una norma. Basta ricordare il DdL Damiano che fine ha fatto. Voglio quindi dire che un passo è stato fatto. Condivido quanto detto da Walter e Cinzia; io faccio parte di quei ” FORTUNATI” che rientrano in quota 100 ma non ho ancora deciso.Sapete perché? Sono un insegnante ed avevo preventivato di continuare fino al 2021. Vallo a spiegare a Formigli che quota Q100 come lui sostiene ” non ha funzionato “. I lavoratori si fanno i loro conti ( spese, figli disoccupati…) e due anni in più di lavoro incidono sul montante contributivo. Vadano i bravi economisti, politici e giornalisti ad insegnare in classi di 27/ 30 alunni con la presenza di 2/3 disabili fino a 67 anni. Nessuno ne parla. Mi fermo qui e mi sa che con 63 anni e 40 di contributi ( quota 103) farò il salto, anche perché si profila, da gennaio un altro tavolo ministeriale…infinito. Quali conseguenze?

  9. Non c’è niente da fare a noi precoci quota 41 non c’è la vogliono dare continuano a girarci in giro alle solite c……e in questo paese ciò che è equo e giusto non si fa.. Basta vedere che non dividono assistenza da previdenza perche in questo caso verrebbe fuori che la previdenza e in attivo e la quota 41 si potrebbe fare.. Siamo in mano ai soliti incapaci… Speriamo si voti presto e che qualcosa cambi veramente..

  10. Non vogliono proprio ascoltare ciò che le donne dicono. Non vogliono ascoltare chi, dopo una lunga esperienza e preparazione in questo campo, propone dei punti molto importanti, come quelli proposti dal CODS: Quota 100 Rosa, proroga OD al 2023, cumulo gratuito dei contributi. Niente, non ci ascoltano, non vogliono aiutarci ad andare avanti, si riempiono la bocca di belle frasi a favore delle donne e nei fatti niente. Attenzione, niente di regalato, perché noi donne abbiamo lavorato, e molte di noi continuerebbero a farlo se ce ne fosse la possibilità, abbiamo cresciuto i nostri figli, mandato avanti una casa, aiutato i nostri anziani. Ma noi non molliamo perché siamo convinte che arriveremo a farci rispettare.

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