Riforma pensioni 2020, ultime 15 aprile su Quota 100: lavoratori grati a Cazzola

Le ultime notizie ad oggi 15 aprile giungono a seguito dell’editoriale pubblicato ieri dal Professor Cazzola sul nostro sito in cui parlava di quota 100 e di come questa possa essere riconsiderata alla luce del nuovo contesto economico attuale seppur egli si sia sempre detto contrario alla misura ed ai requisiti necessari per entrarvi, che avvantaggiano tutto sommato solo una parte della popolazione e nemmeno la più bisognosa di un’uscita anticipata.

In un contesto di emergenza come quello attuale, dice il professore, la quota 100 può tutto sommato tornare utile e ‘salvare il salvabile’. Dunque non più una misura pensata, come era nelle intenzioni del Governo, ma per Cazzola mancate, per incrementare l’occupazione, ma per diminuire la disoccupazione. I lavoratori hanno commentato l’editoriale con molta gratitudine, ringraziando il professore per aver cambiato opinione perché questo é segno, dicono tra le righe i lavoratori, di grande apertura mentale.

Riforma pensioni 2020, i lavoratori grati a Cazzola

A tal riguardo abbiamo raccolto un pò di commenti lasciati dai nostri lettori, Massimo scrive: “Condivido la presa di posizione del prof.Cazzola in considerazione del fatto che questa tremenda pandemia potra’ creare situazioni sociali molto difficili da gestire e sicuramente una minore disoccupazione almeno nell’immediato potra avere degli effetti positivi nell’ottica di un rilancio dell’economia basata sopratutto su nuovi e piu efficienti metodi di lavoro con lavoratori piu giovani e preparati

Alessandro, riprendendo una frase del Professor Cazzola, dice: “Ma nel prossimo futuro lasciare aperta una finestra per un pensionamento ravvicinato può rivelarsi molto utile per i lavoratoriBravo dr Cazzola ! E’ venuto dalla mia parte finalmente…Meglio tardi che mai

Riforma pensioni 2020, Cazzola rivaluta Quota 100. Lavoratori: ‘Alleluia’

Alcuni lavoratori pur non nascondendo una nota critica nei confronti dell’economista, che a loro avviso ci ha messo un pò troppo a comprendere che la quota 100 non era un provvedimento così sbagliato, oggi gli sono particolarmente riconoscenti per aver cambiato opinione, o meglio gli sono grati perché nonostante la sua posizione sia rimasta immutata sulla misura, a suo avviso fallace negli intenti, oggi l’ha rivalutata sotto una luce diversa, considerandola potenzialmente utile al drammatico contesto in cui viviamo e vivremo nel prossimo futuro. La quota 100 vista come una sorta di salvagente per contrastare gli effetti economici della pandemia. Edoardo, scrive: “E ci voleva il caso estremo del Coronavirus per capire che l’età pensionabile dev’essere ragionevole?

Salvatore: Alleluia! Anche l’inflessibile Cazzola si piega alla ragionevolezza (anche se quasi plaude all’uscita dei grandi vecchi per Coronavirus, il che se non è cinico è quantomeno poco elegante). Una contestazione però gliela voglio fare perché su questo i politici sono duri a capirla. Il Nostro specifica nel caso di Quota 100: “…a favore di un segmento di classe lavoratrice, soprattutto maschile e residente al Nord, che era entrato presto e in modo stabile e continuativo nel mercato del lavoro. ”
Che va invece pronunciata nel modo seguente: “a favore di un segmento di classe lavoratrice, soprattutto maschile e residente al Nord, che era entrato presto e in modo LEGALE e continuativo nel mercato del lavoro, SENZA IL RICORSO ALL’ILLEGALE MERCATO DEL LAVORO NERO CHE DI FATTO RUBA RISORSE ALLO STATO E ALL’INPS IN PARTICOLARE”. Onore a coloro che hanno dato 40 anni di contributi e non hanno mai evaso una Lira/un Euro!

Antonio, avvalora il ragionamento di Salvatore: ” Cazzola, finalmente hai capito, meglio tardi che mai, parla uno che ha fatto per 40 anni il capo del personale e Ti posso assicurare che la Fornero in toto e’ un male anche nel mondo del lavoro e per i giovani che avevano il tappo nella organizzazione del lavoro negli anziani che non uscivano dall’azienda. NON SOLO COvID-19 doveva portare a questa riflessione, ma va bene ugualmente“. Tanti ritengono che effettivamente la Quota 100 possa divenire un supporto anche per le aziende in crisi, un modo per accompagnare i lavoratori alla pensione.

Pensioni 2020, quota 100 valido aiuto in tempo di Covid 19?

Alessandro: “Finalmente !Questa volta mi trovo in accordo con il dott. Cazzola. Il costo di quota 100 è molto basso , quantificabile in prima battuta con la quota retributiva della pensione moltiplicata per gli anni di anticipo. Sulla parte contributiva si va a recuperare negli anni successivi. Considerando che nei prossimi anni non vi saranno pensioni prevalentemente retributive, il costo sarà, a mio parere, inferiore ai benefici ,che ora sono compresi e ben illustrati anche dal dott. Cazzola . Io poi credo di essere un esempio dell’opportunità di quota 100. Ho 63 anni , ho cambiato mansione per inidoneità alla precedente per motivi di salute , ora con l’emergenza covid lavoro da casa in smart working. Il prossimo anno in primavera potrei usufruire di quota 100. Penso che il datore di lavoro abbia addirittura più vantaggi di me a risolvere con quota 100. Così penso possa essere anche in molti altri casi.

Totuccio, chiude: Bene che anche Cazzola accetta Quota 100 fino al dicembre 2021. Gli anziani e i giovani del Nord e del Sud, uomini e donne, tirano un sospiro di sollievo. La lotta contro la famigerata Legge Fornero continua“.

Voi cosa ne pensate di quota 100? Ritenete come il Professor Cazzola che la misura di per sé sia fallace, ma possa essere un’ ancora di salvataggio in questo delicato momento, o a vostro avviso era valevole sin dall’inizio?

Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

23 pensieri riguardo “Riforma pensioni 2020, ultime 15 aprile su Quota 100: lavoratori grati a Cazzola

  • Avatar
    16 Aprile 2020 in 17:20
    Permalink

    Prof.Cazzola, secondo lei si potrebbero eliminare, in questa drammatica situazione, le c.d. “finestre mobili”?

    Rispondi
  • Avatar
    16 Aprile 2020 in 16:18
    Permalink

    Dice Cazzola: ‘..se l’attesa di vita si allunga bisogna andare in quiescenza più tardi.’ Dopo le tante disgraziate morti di ultra settantenni per il Covid-19 non si può essere così sicuri che l’attesa di vita si allungherà…

    Rispondi
  • Avatar
    16 Aprile 2020 in 13:42
    Permalink

    Scusate se mi intrometto in questa discussione. Anch’io potrei essere un beneficiario di quota 100. Ma vedo sempre che quando si parla di quota 100 ci si schiera tra chi vuole far risparmiere soldi all’INPS e chi per un motivo o per l’altro ha interesse ad andare in pensione il prima possibile. Non si parte mai dallo stato di salute del dipendente. Si parla a volte di lavori usuranti mai di lavoratori usurati ( e i lavoratori usurati stanno anche tra gli impiegati o i custodi o gli insegnanti) mi riferisco ad un semplice cardipatico ad un diabetico, ad un lavoratore con problemi cronici all’apparato locomotore oppure ad un sopravvisuto dopo aver avuto un tumore invalidante. Cioè a quel lavoratore che pur avendo problemi notevoli di salute, anche se avanzasse domanda di invalidità non riuscirebbe a superare il 70%, dunque senza alcun beneficio per lappensione anticipata. Ora chiedo a voi, ma possibile che questi lavoratori in cattivo stato di salute non devono essere mai considerati quando si parla di pensione anticipata? Dov’è il risparmio a costringere un lavoratore usurato a lavorare fino a 68 anni. La società risparmia veramente, specialmente quando il lavoratore in questione è pubblico dipendente, è prende uno stipendio al massimo della carriera?. Conviene proprio tenerlo in ufficio a forza. Pensate che nel pubblico impiego hanno tolto anche gli incentivi per le missioni esterne( cioè per i sopralluoghi o semplicemente per il controllo del territorio o del patriminio pubblico). E secondo voi un cardiopatico con problemi di osteoartrosi, il territorio pubblico (senza incentivo alcuno) come lo controlla, c’è modo di obbligarlo a correre su e giu per campi e strade a cercare gli evasori, i ponti pericolanti o farsi dare l’affito o pigione dal moroso da chi occupa il bene pubblico? Qualcuno parla che si possono usare i droni per controllare il territorio. E chi lo usa questo Drone l’ultrasessantenne che non trova il tempo e i soldi per vedere cosa sia quel tremore alle mani che ha da un pò ( mica sarà morbo di Parkinson)? Certo Brunetta però ha anche fatto sanzionare chi fa visite di controllo ( fino a 40 euro al giorno di sanzione + 35 di ticket) e un padre o nonno di famiglia con disoccupati a carico per vedere se ha il Parkinson questi soldi dove li trova?

    Rispondi
  • giuliano cazzola
    16 Aprile 2020 in 10:48
    Permalink

    cari interlocutori, non credo difficile capire i motivi per cui ho cambiato opinione. con la gestione del coronavirus si stima che 1,5 milioni di lavoratori perderanno il posto. se qualche centinaio di migliaia di costoro riusciranno ad andare in quiescenza potranno risolvere dignitosamente e meritatamente il loro problema. nei dieci anni della crisi (1980-1990) e della grande riconversione industriale, i prepensionati (con regole meno severe di quota 100) furono più di 400mila per un costo complessivo di 50mila mldi di lire. visto che si deve fare il più presto possibile, teniamoci quello che c’è, poi vedremo, quando torneremo a tirare il fiato. del resto le proposte dei sindacati per una riforma di carattere strutturale sono insostenibili. meglio stare nella padella che cadere nella brace.

    Rispondi
    • giuliano cazzola
      16 Aprile 2020 in 10:54
      Permalink

      se la situazione economica non stesse precipitando io non avrei cambiato opinione che, in via di principio resta la medesima. e cioè se l’attesa di vita si allunga bisogna andare in quiescenza più tardi.

      Rispondi
      • Avatar
        16 Aprile 2020 in 21:21
        Permalink

        Gentile professore, leggendo i suoi interventi mi è tornato alla mente un celebre aforisma di Paul Valery: “Il guaio del nostro tempo è che il futuro non è più quello di una volta”

        Rispondi
    • Erica Venditti
      16 Aprile 2020 in 11:43
      Permalink

      Grazie e benvenuto onorevole Giuliano Cazzola nella sezione commenti del sito.

      Rispondi
    • Avatar
      16 Aprile 2020 in 20:48
      Permalink

      Cazzola Lei dice: “Se qualche centinaio di lavoratori ” licenziati” causa coronavirus, potranno godere della quota 100, risolveranno dignitosamente e meritatamente il loro problema.”
      Intanto anche senza coronavirus qualcuno ha risolto ugualmente il suo problema. 1/3 delle domande ( 49.000 ) sono dipendenti pubblici, che mai sarebbero stati licenziati. Dignitosamente sono d’accordo, meritatamente proprio no.

      Rispondi
      • Avatar
        19 Aprile 2020 in 11:22
        Permalink

        Gentile signor Giuseppe, sarei proprio curioso su cosa basa il suo evidente pregiudizio: ho capito, forse sulle lunghe e continuate campagne mediatiche fatte da politicanti di destra, che per fare proselitismo, e per non riconoscere i giusti compensi, per anni hanno scaricato la loro incapacità nel riformare e ammodernare la P.A., sui dipendenti pubblici, che altro non sono che servitori dello stato. Comunque spero che le sue convinzioni siano basate su dati di fatto. Per comodità Le riporto un dato che venne fuori ai tempi delle delle cronache sui “furbetti del cartellino”: le indagini della Guardia di Finanza, se non ricordo male, stabilirono che il fenomeno di mal costume poteva valutarsi in una quantità pari al 2% di tutto il personale alle dipendenze dello Stato (Stato in senso generale). Veda l’inefficienza della Pubblica Amministrazione è da ricercare negli uomini che la governano, cioè nella mega dirigenza, che per lo più è composta da gente cooptata, raccomandata, troppo pagata e poco capace. Le assicuro che parlo con cognizione di causa. Quindi l’invito è quello di non continuare a gettare fango sull’ultima ruota del carro, che non fa altro che eseguire ciò che gli viene detto di fare, ma di ricercare le cause del problema dove esso viene generato. Auguri e buona vita.

        Rispondi
        • Avatar
          21 Aprile 2020 in 18:24
          Permalink

          Io, avrei pregiudizio sugli statali? Lo sta chiedendo proprio a me che sono statale anch’io ? Lo so benissimo come funziona la macchina statale da ben 42 anni da dipendente civile Ministero Difesa. Detto questo, restiamo ancorati all’articolo e al mio commento. Cazzola parla di lavoratori licenziati che con la quota 100 avrebbero trovato ristoro definitivo. Io ho semplicemente fatto notare che un terzo delle domande della quota 100, proviene da dipendenti pubblici che mai potrebbero essere licenziati, perchè nello Stato nessuno viene mai licenziato. Auguri di buona vita anche a Lei.

          Rispondi
    • Avatar
      19 Aprile 2020 in 12:00
      Permalink

      Salve Signor Giuliano, Le rispondo invitandola a leggere il commento della signora Sandra e quanto da me aggiunto a detto commento. Per comodità Le riepilogo il tutto di seguito:

      Commento della signora Sandra:
      Personalmente penso che quota 100 sia una benedizione. Ci sono persone come me, che non ce la fanno più a lavorare perchè hanno situazioni logistiche e di vita che le costringono ad alzarsi alle 4.30 del mattino e, nemmeno con il COVID 19 hanno potuto rallentare visto che lavorano nel pubblico. Quel pubblico nulla facente che ora è indispensabile e che sempre ha pagato le tasse. Sarebbe giusto che una persona potesse decidere di andare in pensione quando non se la sente più e 38 anni di servizio mi sembrano più che sufficienti. Siamo considerati esenti per età e reddito a partire dai 65 anni e poi devo lavorare fino ai 67????? Il problema dei fondi che non ci sono mai è che ci sono pensioni con un assegno così elevato che sono vergognose.

      Mie considerazioni a sostegno:
      Parole Sante signora Sandra, nella discussione vedo arrovellamenti di vario genere, ma lei ha toccato un tasto di semplice e di buon senso: la libertà di decidere. Arrivati a 62 anni, mi sembra appunto una decisione di buon senso poter decidere liberamente se sia o meno il caso di farsi da parte, per lasciare spazio a giovani in attesa, anche loro, di avere un po’ di sicurezze per progettare la loro vita. I detrattori come il signor Cazzola e quanti lo sostengono, parlano di sostenibilità, ma secondo me anche con poca competenza (Il signor Alessandro lo ha anche spiegato). Mai nessuno tra questi Signori però parla della sostenibilità delle pensioni del tipo quella di Cazzola o dei mega stipendi della dirigenza pubblica (240.000 euro), dei manager di Stato (non oso nemmeno immaginare i loro guadagni) che gira e rigira sono sempre gli stessi, sembra che questo Paese non possa fare a meno di questi personaggi; Chissà perché! Infatti, secondo i detrattori, il problema sono le misere pensioni di chi ci va a 62 anni e con 38 anni di lavoro e chiaramente con un importo proporzionato ai 38 anni. Quindi di che si ciancia? Tra l’altro l’economista e gli altri esperti dovrebbero facilmente intuire che il ricambio generazionale tra i posti di lavoro, non fa altro che generare efficienza per il lavoro stesso e linfa per il sistema economico. Un giovane che inizia a lavorare in modo stabile è sicuro è un soggetto che inizierà a spendere in modo costante, comprerà casa, comprerà una nuova auto, mobili, farà figli, e via dicendo, e in tal modo manterrà sano il sistema economico. Penso proprio che non ci voglia il nobel in economia per capire questi semplici concetti, ma questi signori stranamente non ci arrivano. Saluti.

      Rispondi
  • Pingback: Pensioni anticipate 2020, ultimissime su Quota 100 e l’eterogenesi dei fini | Pensioni per tutti

  • Avatar
    15 Aprile 2020 in 17:11
    Permalink

    Era una buona legge anche prima,anche se si può ancora migliorare togliendo o allargando i paletti che ne riducono l’usufruibilità e rendendola strutturale, visto che il costo andrà via via scemando man mano che si ridurrà la quota retributiva.

    Rispondi
  • Avatar
    15 Aprile 2020 in 16:38
    Permalink

    “In principio l’uomo creò Quota 100”.
    Così si aprirà la Bibbia che verrà letta dai robot fatti a immagine e somiglianza dell’uomo.
    Cosa voglio dire con questo? Voglio dire che Quota 100 era valevole sin dall’inizio.
    Poi, il Virus. Un’entità tra il vivente e il non vivente tra la foglia e la pietra. Ed ecco che tutto cambia.
    Macchine industriali che producevano abiti per l’alta moda sono state adattate per produrre camici per medici e infermieri. Medici e infermieri pensionati con Quota 100 si sono adattati a tornare lavoratori. Quota 100 da misura fallace per chi il lavoro l’aveva ancóra diviene àncora di salvataggio per chi il lavoro non l’avrà più.
    Le circostanze cambiano, i fini mutano, i mezzi si adattano. È l’eterogenesi dei fini.
    Cos’è l’eterogenesi dei fini? Come potrei spiegare ancor meglio ciò che già meglio ha spiegato il prof. Cazzola? Forse, il suo messaggio, quello più profondo, è passato inosservato. Ma non a me. Non a me che mi ritengo un palombaro della conoscenza, anzi, della conoscienza, della scienza che si fa conoscenza e quindi coscienza.
    Ma poi ci rifletto su, rifletto sull’eterogenesi dei fini applicato a Quota100 del prof. Cazzola, e penso che forse (dico, sottovoce, forse) ha ragione il sig. Luigi Metassi: “Alla gente non importa cosa pensa Cazzola; importa che sdogani il concetto a prescindere”.

    Rispondi
  • Avatar
    15 Aprile 2020 in 13:47
    Permalink

    In questo frangente, discutere di Quota 100 ha un sapore decisamente retró; anacronistico per sostanziale inutilità, menzoniero per l’irrazionalità di molte affermazioni a sostegno di tesi il più delle volte ricucite sulle soggettive aspettative. Per accontentare tutti servirebbe una previdenza pret-a-porter e questi improvvisi riconoscimenti a Giuliano Cazzola ne sono la dimostrazione. Alla gente non importa cosa pensa Cazzola; importa che sdogani il concetto a prescindere. In realtà, Cazzola non ha mutato affatto il suo convincimento; semplicemente lo ha attualizzato. Adattarsi alle circostanze è segno di saggezza, è fare esercizio di raziocinio, ma non significa che ció che è sbagliato di colpo diventi giusto. Tanto meno diventa giusto se, a suo sostegno si accampano teorie sconfessate dai fatti di questo ultimo quarto di secolo e oltre.
    Dove sta documentato che ad un esodo precoce sia mai corrisposta l’assunzione di un giovane? Che i prepensionamenti favoriscano il turnover è una fola buona soltanto per offrire la scusante ai licenziamenti. In realtà è dai primi anni ’80 che le aziende licenziano senza assumere o assumendo in forma ultra precaria e in proprzione che raramente supera il rapporto 1/3.
    Sarebbe ora che certuni escogitassero ragioni meno screditate per sostenere le loro discutibili tesi, anche perchè la crisi incombente e il processo di robotizzazione della produzione, al massimo, più avanti potranno acuire il problema, non certo lenirlo. Le parole di Cazzola infatti vanno lette nel senso che, considerato ora altamente improbabile il varo di una riforma strutturale, Quota 100 resta l’unica risorsa a disposizione delle aziende per continuare a licenziare senza peggiorare il trend ufficiale della disoccupazione. Che da tale situazione taluni possano trarne un personale vantaggio, è nell’ordine delle cose, così come resta nell’ordine delle cose che altri possano non ricavarci nulla o addirittura anche un danno, ma questo non cambia il giudizio di merito che, per me come per Cazzola, resta negativo. Quota 100 crea diseguaglianze, penalizza chi vanta maggiori requisiti, impegna risorse eccessive e non supera affatto il regime che si prefiggeva di scavalcare e questo vale ora, al pari di come valeva prima. Semplicemente ora viene meno la possibilità di fare una vera riforma del sistema e si punta al male minore ma sarebbe un grave errore illudersi che, da qui a 2021, a tale scelta corrisponda l’intangibilità del sistema.

    Rispondi
    • Avatar
      15 Aprile 2020 in 16:41
      Permalink

      Tutti quelli che oggi plaudono alla riconversione di Cazzola, fanno finta di non ricordarsi che da un ventennio sia stato uno dei più accaniti sostenitori di tutte le riforme che hanno peggiorato il sistema pensionistico italiano. Quando nacque quota 100 disse che era un danno per l’economia del paese, oggi, visto che costa meno del previsto, allora è accettabile. La questione morale, l’equità e la giustizia sociale passano in secondo piano e anzi non sono nemmeno menzionate. Il suo ragionamento è: Se mandiamo in pensione lavoratori con soli 30 anni di contributi avranno una pensione minima e lo stato risparmia; se mandiamo in pensione persone con 42 anni di contributi l’assegno sarà alto e lo stato ci rimette. Cazzola Gioca sulla pelle, sulla vita, sui sogni dei lavoratori. Da uno cosi mi aspetto da un momento all’altro che proponga il contributivo integrale al posto della Fornero. Che dire dei quota 100 che oggi sono contenti della riconversione di Cazzola ? Nulla ! Anche per loro, l’equità e la giustizia sociale sono un optional, l’importante che i beneficiari di leggi sbagliate siano loro.

      Rispondi
      • Avatar
        15 Aprile 2020 in 17:37
        Permalink

        “Vidi sotto il sole che le corse non sono vinte dai più veloci, le battaglie non sono vinte dai più forti, il pane non va ai più saggi, le ricchezze non appartengono ai più intelligenti, il favore dei potenti non va ai più abili, ma il Tempo ed il Caso hanno effetto su tutte queste cose”
        Ecclesiaste 9,11
        Franco Giuseppe, se ne faccia una ragione, mi dia retta, e vivrà meglio!

        Rispondi
        • Avatar
          16 Aprile 2020 in 0:29
          Permalink

          Caro Gian, non sa quanto mi scoccia stavolta darle ragione. E’ vero, le corse non sono vinte dai più veloci ma dai dopati, il pane non va ai più saggi ma agli stolti, le ricchezze non appartengono ai più intelligenti ma ai raccomandati, il favore dei potenti a chi vende il proprio voto. Mi lasci però sorridere; essere grati a Cazzola è il massimo della disistima di se stessi. Le assicuro che vivo già benissimo adesso e tra due mesi vivrò anche meglio con l’assegno massimo dei miei 43,2 anni di contributi, mi creda sulla parola. A differenza sua che la sostiene perchè ne trae beneficio personale, non ho mai criticato la quota 100 per mio interesse, io sono già quasi arrivato e non ne ho utilità alcuna. In 61 anni di vita, mi sono sempre battuto per l’equità e giustizia sociale per tutti e a volte ho pagato caro questa ostinazione. Oggi posso dire che nessuno mi ha regalato nulla, mai un favoritismo, un regalo, un vantaggio a discapito di altri.
          Mentre Lei sarà ai giardinetti con i nipotini, pensi ai 66enni ancora al lavoro e poi pensi ai 42enni ancora al lavoro. Se dovesse sfiorarle il pensiero che forse loro avrebbero avuto più diritto di essere li, forse qualcosa di buono nel suo animo c’è ancora.

          Rispondi
          • Avatar
            16 Aprile 2020 in 16:17
            Permalink

            Francesco Giuseppe non pensavo di essere dopato, stolto e raccomandato perché usufruirò di Quota 100 !!! Spero almeno di non venire anche arrestato !!

          • Avatar
            16 Aprile 2020 in 21:29
            Permalink

            Sig. Franco Giuseppe non capisco il suo accanimento contro quota 100. Quale è il problema ?
            Lei andrà in pensione con 43,2 anni di contributi e 61 di età. Probabilmente lei usufruirà di calcolo retributivo quasi integrale . La maggior parte di chi andrà in pensione con quota cento no. Avranno una pensione calcolata prevalentemente con il contributivo , quindi generalmente molto più bassa. Se quanto sopra è confermato i suoi versamenti frutteranno decisamente di più di quelli dei quotisti, ovvero lei avrà dall’inps per ogni euro versato di più dei suoi colleghi di quota 100. E allora perchè prendersela tanto con persone comunque più anziane di lei e trattate peggio . Vedo solo due possibili motivi per osteggiare quota 100 da parte sua : poca conoscenza dei meccanismi di calcolo delle pensioni ed immotivata invidia.

        • Avatar
          16 Aprile 2020 in 8:35
          Permalink

          Personalmente penso che quota 100 sia una benedizione. Ci sono persone come me, che non ce la fanno più a lavorare perchè hanno situazioni logistiche e di vita che le costringono ad alzarsi alle 4.30 del mattino e, nemmeno con il COVID 19 hanno potuto rallentare visto che lavorano nel pubblico. Quel pubblico nulla facente che ora è indispensabile e che sempre ha pagato le tasse. Sarebbe giusto che una persona potesse decidere di andare in pensione quando non se la sente più e 38 anni di servizio mi sembrano più che sufficienti. Siamo considerati esenti per età e reddito a partire dai 65 anni e poi devo lavorare fino ai 67????? Il problema dei fondi che non ci sono mai è che ci sono pensioni con un assegno così elevato che sono vergognose.

          Rispondi
          • Avatar
            19 Aprile 2020 in 11:53
            Permalink

            Parole Sante signora Sandra, nella discussione vedo arrovellamenti di vario genere, ma lei ha toccato un tasto di semplice e di buon senso: la libertà di decidere. Arrivati a 62 anni, mi sembra appunto una decisione di buon senso poter decidere liberamente se sia o meno il caso di farsi da parte, per lasciare spazio a giovani in attesa, anche loro, di avere un po’ di sicurezze per progettare la loro vita. I detrattori come il signor Cazzola e quanti lo sostengono, parlano di sostenibilità, ma secondo me anche con poca competenza (Il signor Alessandro lo ha anche spiegato). Mai nessuno tra questi Signori però parla della sostenibilità delle pensioni del tipo quella di Cazzola o dei mega stipendi della dirigenza pubblica (240.000 euro), dei manager di Stato (non oso nemmeno immaginare i loro guadagni) che gira e rigira sono sempre gli stessi, sembra che questo Paese non possa fare a meno di questi personaggi; Chissà perché! Infatti, secondo i detrattori, il problema sono le misere pensioni di chi ci va a 62 anni e con 38 anni di lavoro e chiaramente con un importo proporzionato ai 38 anni. Quindi di che si ciancia? Tra l’altro l’economista e gli altri esperti dovrebbero facilmente intuire che il ricambio generazionale tra i posti di lavoro, non fa altro che generare efficienza per il lavoro stesso e linfa per il sistema economico. Un giovane che inizia a lavorare in modo stabile è sicuro è un soggetto che inizierà a spendere in modo costante, comprerà casa, comprerà una nuova auto, mobili, farà figli, e via dicendo, e in tal modo manterrà sano il sistema economico. Penso proprio che non ci voglia il nobel in economia per capire questi semplici concetti, ma questi signori stranamente non ci arrivano. Saluti.

    • Avatar
      16 Aprile 2020 in 16:11
      Permalink

      Sig Metassi se il suo giudizio su Quota 100 rimane negativo ce ne faremo una ragione e cercheremo di sopravvivere lo stesso , l’importante è che rimanga negativo per Lei ma positivo per i più

      Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *