Riforma Pensioni 2020 ultime da Elsa Fornero: ‘Quota 100 un errore’

Riforma Pensioni 2020  ultime da Elsa Fornero: ‘Quota 100 un errore’

Elsa Fornero torna a parlare della Riforma delle Pensioni e non usa certo mezzi termini per criticare quota 100, fortemente voluta da Salvini. Vediamo le sue parole in un intervista a margine di un incontro a cui ha partecipato a Ravenna, riprese dal canale youtube di ravennawebtv. (Troverete il video a fine articolo). Infine anche le parole rilasciate ieri sera durante la trasmissione Di Martedì su La7, in cui si è parlato anche di Pensioni e di quota 100.

Ultime novità Riforma Pensioni 2020, Fornero contro quota 100

Elsa Fornero, difende la sua legge e spiega subito che “Le riforme hanno sempre un costo, ed il costo è immediato, mentre i benefici sono nel futuro e quindi le persone vedono i costi e fanno fatica a vedere i benefici e quando non riescono a vederli si rifiutano di accettare delle Riforme”. Poi arriva la stoccata anche a Matteo Salvini: “Poi il cerchio si chiude con qualche politico che dice ‘No le riforme non erano necessarie vi m hanno fatto fare dei sacrifici inutili e quindi dobbiamo cancellarle’. Questo è un discorso pericoloso perchè le riforme sono necessarie per adattare le nostre istituzioni, il mercato del lavoro, il sistema previdenziale ad un mondo che cambia. Immaginare di mettere dei dazi non è la risposta, dobbiamo affrontare questi grandi cambiamenti strutturali, accettarli e cercare di sfruttarli per ottenere qualche beneficio e le riforme sono fatte per quello. Le riforme non sono imposte da qualcuno che non vuole il bene del nostro paese.

Poi sull’attuale sistema pensionistico spiega: “Penso che sia sostenibile grazie alle riforme che sono state fatte, e non includo in queste Quota 100, perché ritengo che sia stata un errore, c’erano altre priorità, come il lavoro dei giovani su cui si potevano mettere delle risorse, che sono scarse e penso che saranno gravi le conseguenze di quota 100 in termini in termini di aspettative per una riduzione dell’età di pensionamento che si vorrà o si dovrà in qualche modo continuare e questo vorrà dire anche mettere a rischio i nostri conti e metterli a rischio per i giovani.

Riforma Pensioni 2020, le dichiarazioni a Di Martedì su La7

Interessante infine vedere alcune dichiarazioni estrapolate dalla puntata di ieri sera a DiMartedì andata in onda su La7. Il Giornalista Francesco Specchia apre il dibattito dichiarando: “Sono stato per la Fornero perché tutti avevano certificato 10 miliardi in più in progressione. Smontare questa legge ha creato effetti negativi sul futuro dei nostri figli e svantaggiato Quota 100″. Anche Concita De Gregorio parla delle pensioni e si rivolge soprattutto ai giovani: “La politica si occupa di chi già ha qualcosa mentre questi ragazzi, quando ad esempio si parla di Quota 100, escono dalla stanza perché non ci arriveranno mai alla pensione” .

Infine segnaliamo l’intervento del deputato di Forza Italia ed economista Paola Tommasi, che dice: “Penso che la legge Fornero fosse la più appropriata ma anche la più approssimativa perché ha sbagliato i calcoli e ha creato gli esodati”, rilanciando un tema ancora molto attuale, come quello degli esodati che aspettano ancora una soluzione nella prossima legge di Bilancio. Vi lasciamo con il video integrale dell’Intervista ad Elsa Fornero, qui di seguito.

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Stefano Rodinò

Stefano Rodinò

Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

28 pensieri su “Riforma Pensioni 2020 ultime da Elsa Fornero: ‘Quota 100 un errore’

  1. La professoressa continua a parlare di conti in ordine, di mettere i conti a rischio, ma non si parla mai di PERSONE. Persone in carne e ossa, con la loro storia, con i loro problemi, con la loro vita e le loro fatiche e sofferenze. Prima le PERSONE e poi i conti. Troppo facile fare quadrare questi conti sparando sulle persone che ambiscono, giustamente dopo una vita di lavoro e fatica, ad andare in quiescenza. Un po’ più difficile invece fare la prima cosa sensata che metterebbe a posto i conti, andare a caccia dei 200.000.000.000 (duecento miliardi) di € di evasione fiscale stimata ogni anno in questo paese, pari a 6 o 7 leggi finanziare messi in fila. Quando la classe politica avrà sistemato questa porcheria potrà chiedere sacrifici e giusto per dare il buon esempio dovrebbe cominciare a fare il politico con uno stipendio da 1100€ al mese come una cassiera di un supermercato, così provandolo sulla propria pelle capirebbe quali sono i problemi delle persone che dovrebbe amministrare. Un altro argomento che spesso ricorre tra le argomentazioni della professoressa è quello di parlare dei giovani, ma ho la netta impressione che sia solo un espediente per sviare dal problema. Chi ha iniziato a lavorare nel 1996, quindi con il sistema di calcolo interamente contributivo della pensione, ad andar bene la pensione la vedrà non prima del 2035/2040, quindi di cosa vogliamo parlare? Di qualche cosa che succederà tra vent’anni e invece non parliamo di chi è ormai a 1, 2, 5 o 10 anni dal traguardo? Cominciamo a sistemare chi è più prossimo poi parleremo via via di chi è più distante, c’è tempo per i giovani e le cose si possono fare con gradualità e pensandole con attenzione per evitare ad esempio gli esodati che la professoressa ha lasciato per strada o altri errori ma come dicevo prima bisogna risolvere i problemi di chi è più prossimo. Secondo il mio modesto parere sarebbe inoltre necessario partire da chi ha lavorato più a lungo, quindi visto che i giochi per il 2020 sono praticamente fatti, a partire dal 2021 si va in pensione con 41 anni di contributi versati indipendentemente dall’età quindi anche a 55 anni se una persona ha iniziato a 14 finita la scuola media, e chi ha 40 anni di contributi? Secondo me potrebbe lasciare lo stesso indipendentemente dall’età ma accettando un taglio dell’assegno del 3%, e chi ne ha 39 con un taglio del 6% e chi ha 38 anni con un taglio del 9% oppure per evitare il taglio aspettare i 62 anni come oggi e avere l’assegno pieno.

    1. Sig. Giovanni, il suo è un pensiero che credo chiunque lavoratore si sentirebbe di condividere. Io lo condivido (con qualche riserva sulle penalità per anticipo sull’uscita).
      Le confesso, però, che più dell’allungamento degli anni per avere la pensione, o più dell’abolizione di Quota 100, temo il pensiero che non sappiano che cosa fare.
      Loro non stanno dicendo “lavorerai più a lungo”. Nessuno può garantire che un cinquantenne non venga licenziato e che continuerà a lavorare.
      Loro stanno dicendo “ti pagheremo più tardi”. Possono soltanto ritardare i pagamenti (proprio come accade per un’azienda che versa in gravissime difficoltà finanziarie).
      Quando dicono “pensiamo alle generazioni future” è perché non hanno soluzioni nell’immediato, e quindi prendono tempo. Lei, sig. Giovanni, dice molto bene quando osserva (faccio mie le sue parole) “ma di cosa vogliamo parlare, di gente che andrà in pensione nel 2035/2040 mentre qui c’è gente che dovrebbe poterci andare tra 1, 2, 5 o 10 anni?”
      Perché non si dice la verità? (e a che servirebbe dire la verità, quando il dirla non servirebbe a nulla).
      Ma io, la mia verità la voglio dire.
      C’è un solo modo per rimettersi in sesto finanziariamente: ridurre la morsa mortale dell’economia finanziaria (quella delle banche) sull’economia reale (quella delle imprese). Ricondurre, cioè, la moneta sotto il controllo dello Stato anch’esso imprenditore.
      Non ci sono alternative.

  2. Mi sembra di assistere ad una disputa fra bambini delle elementari quando per coprire una tua marachella (e la ex ministra Fornero ce l’ha bella grossa), si cerca di sviare l’attenzione puntando all’errore del compagniuccio.
    Dai dai Fornero che sei grande, mica all’asilo!

  3. Ribadisco: E’ facile parlare per la sig. Fornero perche’ Lei ha fatto un lavoro da scrivania e perche’ nessuno ad un certo punto della Sua vita, dopo aver lavorato ed essere sbattuto da una citta’ all’altra per l’Italia, ha deciso che – grazie al jobs act – di licenziarla all’eta’ di 59 anni…. Le casistiche sono tante ed ognuno potrebbe raccontare la sua. Sig.ra Fornero….la smetta di infierire sulla povera gente che dopo aver versaro i contributi fino all’ultimo centesimo ora spera di poter riprendere quel poco che puo’ con la quota 100 e di poter finalmente , se il Padre Eterno glielo consente, godere della sua casa e famiglia.

  4. Che Quota 100 sia la prima pietra sulla quale costruire il pilastro di una riforma pensionistica umana!
    Il commento della sig. FRANCESCA mi ha portato molto lontano nel tempo con i ricordi.
    Ella dice:
    “Operaia metalmeccanica facente lavoro duro e pesante fatto da uomini grandi e grossi, sempre in piedi e d’estate un caldo infernale con i macchinari che buttano continuamente fuori aria calda e manca l’ossigeno, lavoro non considerato usurante ma tale…”.
    Le aziende metalmeccaniche erano disumane 43 anni fa, e lo sono ancora oggi. E le aziende disumane devono impiegare i dis-umani, gli inumani, i robot.
    Quarantatre anni fa, era il 1977, ero studente universitario e d’estate facevo tre mesi di campagna allo zuccherificio. Ero operaio di sesto livello (manovale) e lavoravo al reparto “Saturazione” (poi divenni operaio di quarto livello, Conduttore Impianto Resine e fui trasferito in una zona molto più fresca).
    La sig. FRANCESCA dice la vera verità.
    Io ero un ragazzo mingherlino in mezzo a degli omoni padri di famiglia. Si doveva lavorare a torso nudo alla temperatura di oltre 40 gradi centigradi, mettendosi una bandana in testa per evitare che le perle di sudore colassero fino agli occhi al punto da annebbiare la vista. Si stava sempre in piedi, non era permesso sedersi. L’aria calda era opprimente; mancava l’ossigeno. Si coprivano turni di otto ore ruotando settimanalmente, a ciclo continuo compresi sabati, domeniche e festività con orari 6-14; 14-22; 22-6.
    Io ho fatto quel lavoro infernale per soli tre mesi. C’è gente che lo fa per una vita intera.
    La sig. FRANCESCA dice la vera verità.
    Ed io aggiungo. Nessuno che è al Governo, nessuno che fa il ministro, nessuno che fa il deputato, nessuno che fa il sindacalista ha mai fatto un lavoro di cui parla la sig.ra FRANCESCA. Perché se l’avesse fatto (e io l’ho fatto, anche se per brevissimo tempo), ci sarebbe una legge giusta per tutti e non sentirei così tanti lamenti che si levano da una nazione considerata la terza potenza economica d’Europa.
    Che Quota 100 sia la prima pietra sulla quale costruire il pilastro di una vera riforma pensionistica basata sull’uomo. Veramente umana!

  5. Buonasera la prof fornero l errore la fatto lei nel 2011 varando la sua riforma pensioni condannando me e altre persone al lavore per 43 anni .io o iniziato nel 1976 in fabbrica e o finito ad ottobre 2019 sempre in officina .si faccia lei 43 anni in fabbrica cantiere o fuori all aperto poi vedete che capisce che a fatto un errore enorme a diverse famiglie .saluti max 58

  6. Ma come potete aspettarvi reazioni pacate per chi ha fatto un infamita’ del genere, quando il sistema cosi progettato non restituisce ormai piu’ quanto versato, anche noi non abbiamo un sistema pensinisco generoso come i ns padri, sono frottole quelle che dice la fornero. GRANDE MERAVIGLIA A CHI RACCOGLIE E DIVULGA ANCORA LE SUE POVERE IDEE

  7. Ricordo i miei primi giorni di lavoro, nel lontanissimo 1979, nella mia prima azienda. Mi sentivo spesso ripetere “qui non siamo all’università”. (Va be’).
    Mi è capitato anche dopo, a distanza di diversi anni, sentire la stessa frase in altre aziende “qui non siamo all’università”.
    Le aziende non sono università. In azienda non si fa teoria, si fa pratica. In azienda non si impara dai libri, si impara dall’esperienza.
    Prof.ssa Fornero: il mondo del lavoro (che vivo io) non è il mondo dell’università (in cui vive lei – ma forse è già in pensione?)
    “Quota 100 un errore”, dice la Prof.ssa Fornero.
    Prof.ssa Fornero, Quota 100 non è un errore. La chiami pure “mossa elettorale” ma sen’zaltro è una valvola di sfogo per la Riforma che porta il suo nome. Se lei ha occasione di sviluppare un studio (magari commissionandolo a qualche suo studente che deve preparare la tesi di laurea) sul livello di produttività umana (su quella dei robot sappiamo che è tutto a posto) si accorgerà che tale livello è molto basso. Sto affermando, in altre parole, che nelle aziende (soprattutto nelle banche) c’è una quantità notevole di esuberi del personale che fa spavento. Questo è IL MOTIVO per cui non c’è ricambio generazionale 1:1 (fuori un sessantenne e dentro un trentenne) nelle aziende private.
    Prof.ssa Fornero, il lavoro non c’è.
    “Quota 100, [omissis] ritengo che sia stata un errore, c’erano altre priorità, come il lavoro dei giovani su cui si potevano mettere delle risorse”, insiste ancora e ancora la Prof.ssa Fornero.
    Prof.ssa Fornero, come le ho detto prima, il lavoro non c’è. IL LAVORO NON C’È. Bisogna inventarlo.
    Bisogna applicare le ricette economiche di Keynes (compatibilmente con il patto di Stabilità e di Crescita).
    Bisogna nazionalizzare l’ILVA e l’Alitalia.
    Bisogna che lo Stato si appoggi alla Cassa Depositi e Prestiti invece che alle banche.
    Bisogna che lo Stato utilizzi la moneta digitale di Stato (gestita dalla Cassa Depositi e Prestiti) circolante parallelamente all’euro (gestito dalla banche).
    Tutto ciò che c’è da fare per creare lavoro necessita di un prerequisito: mandare in pensione i sessantenni. TUTTI i sessantenni (e pure i precoci, va’!).
    Postilla finale: quello che ci sarà da fare verrà fatto. Le scelte che prenderà il Governo saranno scelte obbligate. L’essere umano fa delle le scelte perché viene forzato dagli eventi.
    Ma rimane all’essere umano la facoltà far accadere eventi a lui favorevoli.

  8. Ancora spara sentenze questa mummia incartapecorita dalla lacrima facile . Non ancora soddisfatta per tutto il danno che ha provocato ai lavoratori con la sua meschina riforma vuole ora deliziarci con una nuova “chicca ” tratta dal suo infausto repertorio . Gentile professoressa torni al museo delle cere e ci risparmi i suoi insulsi moniti

    1. Sempre commenti costruttivi e soprattutto non offensivi, per favore! Altrimenti non servono al dibattito ma ledono la persona, chiunque essa sia, indipendentemnte dalle vostre simpatie.

      1. C’è un filo sottile che lega politica- economisti/e illuminati- TV- propaganda- giornalisti compiacenti. Quel filo sottile si chiama “classe benestante”. Solo in un programma TV ho visto il contraddittorio di un vero lavoratore. Per noi non benestanti solo lo sfogo di commenti e blog. Mi domando se avranno un senso costruttivo!?!

        1. Ce l’hanno, sig. Giuseppe, ce l’hanno un senso costruttivo “lo sfogo di commenti e blog” di cui lei parla. Un senso costruttivo per chi quei commenti li legge e per chi li scrive.
          I commenti come il suo, per esempio, da osservatore composto, pacato nei termini, e con una punta di lieve amarezza che induce chi l’ascolta e chi la legge a un supplemento di riflessione, quel senso costruttivo certamente ce l’hanno.

  9. Buon giorno ,
    nel mio piccolo vorrei che qualcuno chiarisse il discorso , il sottoscritto ha versato , e stà versando all’ INPS una bella cifra. Di questa cifra , sperando vivamente che quota 100 sopravviva fino al 31/12/2021 , non mi verrà restituito tutto , ma solo una parte , il rimanente , presupponendo di arrivare a 100 anni , sarà comunque una bella cifra e rimarrà all’ INPS.
    Per cui , se vogliamo dirla tutta , secondo me , i giovani avranno comunque un bel lascito da chi come me vorrà andare in pensione appena possibile. Magari ci restituissero tutti i soldi versati . Il motivo reale , almeno per quello che sò io , è che i fondi accantonati da noi lavoratori , costituiscono prodotto interno lordo.

    1. MANUELE CONDIVIDO PIENAMENTE QUANTO DICE, QUOTA 100 GIA’ LEGGE DEVE RIMANERE E COSI’ COME E’ FINO ALLA FINE DELLA SPERIMENTAZIONE DEI 3 ANNI , 2021 COMPRESO, (COME DICHIARATO DA MOLTE PERSONALITA’ POLITICHE E SINDACALI) POI PER IL 2022 SI APPLICHERA’ UNA NUOVA RIFORMA PENSIONISTICA, LE PERSONE DA QUANDO E’ USCITA LA LEGGE HANNO PROGETTATO E FATTO AFFIDAMENTO FINO AL 2021 COMPRESO, NON SI POSSONO CAMBIARE LE LEGGI IN CORSO E NEANCHE OGNI 2 ANNI, LE PERSONE COME MINIMO HANNO 62 ANNI E PROBLEMI FISICI E DI SALUTE DOVUTI ALL’ETA’ E AL LAVORO E MANCA L’ENERGIA(OPERAIA METALMECCANICA FACENTE LAVORO DURO E PESANTE FATTO DA UOMINI GRANDI E GROSSI, SEMPRE IN PIEDI E D’ESTATE UN CALDO INFERNALE CON I MACCHINARI CHE BUTTANO CONTINUAMENTE FUORI ARIA CALDA E MANCA L’OSSIGENO, LAVORO NON CONSIDERATO USURANTE MA TALE, INOLTRE LE DONNE SVOLGONO DOPPIO LAVORO ANCHE CURA DELLA FAMIGLIA E FIGLI E QUANDO TORNANO A CASA (NON AVENDO E POTENDO PERMETTERSI NESSUN AIUTO IN CASA E CON I FIGLI DEVONO RIPRENDERE IL LAVORO FINO A TARDA ORA, COMPRESO SABATO SE NON SI LAVORA IN DITTA E DOMENICA E PER QUESTO TROVO GIUSTISSIMO UNO SCONTO CONTRIBUTIVO PER LE DONNE, QUOTA 100 GIA’ LEGGE, DEVE RIMANERE E COSI’ COME E FINO AL 2021 COMPRESO SE SERVONO SOLDI SI DEVONO TROVARE ALTROVE, PER I GIOVANI SONO CONVINTA CHE SI TROVERANNO SOLUZIONI GIUSTISSIME PER QUANDO ARRIVERA’ IL LORO MOMENTO DI PENSIONE, INTANTO BISOGNA PENSARE ALLE PERSONE CHE VANNO IN PENSIONE ORA, PORTANDO AVANTI LA LEGGE FINO ALLA FINE DELLA SPERIMENTAZIONE 2021 COMPRESO COME PREVISTO E ALLA QUALE SI E’ FATTO AFFIDAMENTO, EVITANDO DI FARE DANNI. PRECEDENZA ALLE LEGGI GIA’ IN VIGORE DA PORTARE ATERMINE!!!

  10. Faccio un appello a chiunque mi voglia ascoltare, RINCHIUDETELA questa è partita con la caveza. A secondo delle interviste quota 100 deve rimanere perchè se no creerebbe nuovi esodati, (Lei losa quanti ne ha creati) in altre dice che è stata un errore. Non riesco a capire perchè oggigiorno si continui ad intervistare questa signora che ha rovinato intere famiglie.

    1. Sempre commenti costruttivi e soprattutto non offensivi, per favore! Altrimenti non servono al dibattito ma ledono la persona, chiunque essa sia, indipendentemnte dalle vostre simpatie. La professoressa Fornero viene intervistata perché é una che, sebbene possa non piacere, ne sa e anche molto in campo previdenziale e non solo.

        1. Non intendevo questo e lei stessa ha detto in più occasioni che la riforma era imperfetta e poteva esserr cambiata, detto ciò non é mia intenzione cadere in provocazioni né fare polemiche. Rispondevo solo alla domanda sul perché viene sempre invitata..e invitavo ai toni pacati es al rispetto.

          1. Certo la riforma era imperfetta e dal 2011 fino al 2019 altri governi hanno ritenuto di NON modificarla a danno dei lavoratori. Gradirei che questi grandi economisti/e fornissero dati e statistiche quando si presentano in TV a sostenere le loro tesi. Ma ciò dovrebbe comportare che siano gli stessi giornalisti a chiederlo, meglio pretenderlo.

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