Riforma pensioni 2020, ultime da Ghiselli (Cgil): le nostre proposte al Governo

Il tavolo di confronto tra Governo e sindacati é previsto per il prossimo martedì 28 luglio, abbiamo dunque contattato Roberto Ghiselli, segretario confederale della Cgil, per chiedere quali saranno le proposte che verranno portate in sede di confronto. Eccovi l’interessante intervista che ne é emersa.

Riforma pensioni: Riprendere il confronto sui punti presentati a febbraio

Pensioni per tutti: Come valuta la riapertura del tavolo di confronto tra Governo e sindacati alla luce del fatto che é stato dimostrato e reso pubblico ormai che Quota 100 consentirà dei risparmi certificati e dunque che vi sono potenzialmente risorse su cui ipotizzare una strutturale riforma delle pensioni, che magari potrebbe tenere conto delle proposte contenute nella piattaforma che il sindacato unitariamente ha già presentato al Governo prima del lockdown?”

Roberto Ghiselli: “Ritengo molto importante che il Governo abbia risposto alla nostra richiesta di riaprire il confronto sulla previdenza e il 28 luglio proporremo al Ministro del lavoro innanzi tutto di riprendere il discorso da dove l’avevamo lasciato prima della pandemia, cioè dall’idea di riformare strutturalmente la Legge Fornero. A febbraio, nei 4 incontri che si tennero allora, Cgil, Cisl e il illustrarono nei dettagli le loro proposte o ora spetta al governo iniziare a dare le sue risposte”.

Pensonipertutti: “Ci ricorda in estrema sintesi, al fine di renderlo chiaro ai nostri lettori, quali erano le proposte principali su cui puntava la Cgil per riscrivere il sistema previdenziale per renderlo più equo e sostenibile socialmente?”

Roberto Ghiselli: “Certo, le nostre principali proposte sono in realtà note ai più e ricomprendono: possibilità di andare in pensione dopo 62 anni a scelta del lavoratore o con 41 anni di contributi a prescindere dall’età. Teniamo conto che questa flessibilità in uscita è sempre più sostenibile finanziariamente perchè da ora in poi i futuri pensionati o saranno integralmente nel sistema contributivo o comunque la componente contributiva sarà largamente prevalente nel loro paniere previdenziale. Poi crediamo che le donne e chi ha fatto lavori di cura, come anche chi ha fatto lavori più pesanti, debbano poter andare in pensione prima o, a loro scelta, possano contare su un sistema di calcolo che consenta loro una pensione più alta. Inoltre crediamo fondamentale pensare ai giovani e a chi ha condizioni di lavoro povero, discontinuo o con bassa contribuzione, ed in questo caso chiediamo una “pensione contributiva di garanzia” che aiuti, solidalmente, chi ha avuto più difficolta nel suo percorso lavorativo affinché possa raggiungere ugualmente una pensione almeno dignitosa”.

Riforma pensioni 2020: occorrono misure concrete e tempestive per alcune categorie

Pensionipertutti: La riforma che avete in mente andrà dunque rinviata al dopo Quota 100, giacché il Governo ha assicurato che sarà vigente ancor più, dato il contesto emergenziale in atto, fino al 31/12/2021 o qualche misura, nel pur rispetto dei termini di quota 100, andrà fatta nell’immediato per tutelare le categorie rese più deboli dall’emergenza Covid 19?

Roberto Ghiselli: “La riforma a cui pensiamo dovrà partire dopo Quota 100, quindi dal 2022. Nel frattempo invece, come ha anticipato lei, ci sono delle misure urgenti da adottare immediatamente, in parte anche connesse all’emerganza Covid 19. In particolare pensiamo che vada favorita l’uscita anticipata, anche estendendo il campo d’azione dell’Ape sociale e della legge sui precoci, a chi è disoccupato, a chi è invalido o a chi fa lavori particolarmente esposti al virus. Come pensiamo anche ad un nuovo strumento per accompagnare le persone dal lavoro alla pensione, in particolare a fronte di crisi o ristrutturazioni aziendali o per favorire l’assunzione di giovani. Si tratta di andare oltre i limiti di Isopensione e dei Contratti di espansione. Altrettanto urgente è risolvere definitivamente il problema degli ultimi esodati rimasti i quali, in questa situazione, hanno ancor più difficolta ad inserirsi nel mondo del lavoro e quindi va estesa l’ottava salvaguardia a tutti coloro che maturano i requisiti entro il 2021. Sugli esodati chiederemo quindi di riattivare lo specifico tavolo tecnico insediato a febbraio.”

Pensionipertutti: Cosa vi aspetatte dunque dal Governo in questo incontro?

Roberto Ghiselli: “E’ importante che su queste cose arrivino risposte concrete e tempestive. A noi non sfuggono i problemi della sostenibilità del sistema e il rapporto con l’Europa. Però non possiamo accettare atteggiamenti allarmistici sulla previdenza mentre il nostro sistema previdenziale oggi è il più restrittivo d’Europa, la tenuta dei conti anche nel lungo periodo è certificata da tutti gli organismi internazionali e Quota 100 coinvolgerà solo 1/3 delle persone previste facendo risparmiare allo Stato, in tre anni, quasi 7 miliardi”

Ringraziamo il segretario confederale della Cgil per il prezioso confronto e ricordiamo a chiunque volesse riprendere parte dell’intervista che, trattandosi di esclusiva, é tenuto a citare la fonte.

Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

25 pensieri riguardo “Riforma pensioni 2020, ultime da Ghiselli (Cgil): le nostre proposte al Governo

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    26 Luglio 2020 in 12:42
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    Scusate, ma il mio commento di questa notte, che voi avete sottoposto a controllo (e pertanto avete ricevuto) non appare. Mi sembrava moderato. Ci sono dei motivi per cui non è pubblicato?

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    • Erica Venditti
      28 Luglio 2020 in 8:11
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      Virginia mi perdoni non era ancora statao approvato, nessuna censura, solo troppi commenti da moderare e a cui rispondere. A volte possono volerci giorni per leggerli tutti

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    26 Luglio 2020 in 1:16
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    E per quelli che si vedranno esclusi da Quota 100 perché l’INPS non accetta il riscatto degli anni universitari fuori corso in alternativa a quelli di corso? Affinchè I contributi da riscatto universitario non coincidano con i contributi da lavoro, con la maternità o la leva militare, gli interessati devono poter scegliere gli anni di studio da riscattare entro i limiti della durata legale in modo più elastico, che siano di corso o fuori corso poco importa. Governo e sindacati devono sanare questa iniquità. Leviamo questi inutili paletti che sembrano fatti apposta per negare anzianità, ma leviamoli subito!

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    25 Luglio 2020 in 23:00
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    Guardate che ci tornerà tutto indietro come un schiaffo e tutto inutile fare lavorare persone oltre 43 Anni di lavoro e vedere ragazzi giovani senza lavoro ma quando mai faranno dei progetti ma sarà logico un ricambio generazionale non ci vuole mica un Genio….come la Fornero…ha fatto un Disastro.

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    25 Luglio 2020 in 14:52
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    Vorrei solo aggiungere una domanda. Insieme al patronato sto cercando di riscattare alcuni periodi mancanti. Sembra però che l’Inps non riconosca il riscatto per periodi antecedenti al 1996. Oltre a questo le domande per recuperare i periodi che ricadono nelle carriere discontinue vengono respinte. Io ho iniziato a lavorare nel 1980 (1978 se consideriamo il militare) quindi ho iniziato a lavorare prima del 1996, sono stato licenziato a causa del fallimento dell’azienda e ho ricominciato a lavorare come interinale, in questo caso la mia carriera non è considerata discontinua. Forse perchè provengo da un contratto a tempo indeterminato?Perchè questi problemi se sono disponibile a pagarmi i contributi mancanti?Non è che per porre un freno a quota 100 l’Inps respinga le domande di riscatto?

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    25 Luglio 2020 in 10:10
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    Togliere i paletti ai precoci e una volta per tutte far andare in pensione chi a pagato i contributi e non deve niente a nessuno perché sono soldi suoi.. Dopo 41/42 anni di lavoro non ci sono scuse che tengano non siamo noi il.problema delle pensioni.. Queste categorie vanno pensionate per far posto ai giovani

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    25 Luglio 2020 in 5:19
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    per riscattare (a pagamento) i contributi mancanti ai sensi del DL 4/2019, non bisogna aver lavorato nei periodi antecedenti al 1996 Perché? mi sembra una bella e grossa discriminazione

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    24 Luglio 2020 in 20:50
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    Le proposte formulate dalla CGIL sembrano andare nella direzione di una vera revisione della Fornero, 41 anni di contributi indipendentemente dall’età e flessibilità dai 62 anni. Considerare solo i 41 anni di contributi per tutti metterebbe in seria difficoltà chi ha carriere discontinue o buchi contributivi che non gli permetteranno mai di arrivare a 41 anni di contribuzione….. e lasciare il massimo di età a 67 anni dovrebbe essere considerato un crimine contro l’umanità….. Non so quali siano i paletti che ha messo o metterà l’Europa nel caso questa proposta dovesse essere presa in considerazione dal Governo, sta di fatto però che il tema pensioni viene usato in modo terroristico dai Rutte olandesi o nostrani di turno per evitare una riforma “umana” e non post mortem. Non ho i titoli per sapere se questa proposta di riforma sarà finanziariamente sostenibile credo però che se consideriamo che già molti lavoratori andranno in pensione con la contributiva e se dovessimo mai arrivare ad una separazione fra previdenza e assistenza ci renderemmo conto che il sistema potrebbe reggere e forse sta già reggendo. Vorrei aggiungere un’altra considerazione, nell’intervista il dott. Ghiselli fa riferimento ad alcune categorie che potrebbero rientrare in un eventuale “anticipo” di riforma nel 2020. Ecco, fra le categorie che potrebbero rientrare in queste misure anticipate io metterei anche i lavoratori che, a causa di malattie croniche, sono a rischio contagio. In alcune ricerche dell’ISS vengono riportate statistiche di come certe malattie croniche cardiopatie e diabete per esempio, potrebbero rendere certe persone più vulnerabili di altri.

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      26 Luglio 2020 in 19:22
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      Sono d’accordo al 100% su tutto, lei ha messo in fila quasi tutti i punti principali (secondo me andrebbero aggiunti il futuro delle opzioni donna e l’eterno, incredibile tema degli ultimi esodati).
      Bene il trattare Quota 41 in affiancamento, e non in sostituzione, della flessibilità.
      E bene agganciarsi al tema “coronavirus”. Purtroppo c’è ancora chi chiede “ma che c’entra il COVID-19 con le pensioni?”. Lei lo ha spiegato bene.
      Aggiungerei che dare agevolazioni alle aziende, in caso di assunzione pressochè contestuale di un giovane al posto di un pensionando, secondo me sarebbe utile ed opportuno, per il ricambio generazionale.
      Per quanto riguarda la sostenibilità della flessibilità, anch’io penso che in realtà il sistema reggerebbe benissimo, come sta reggendo benissimo il “peso” (peraltro molto minore del previsto) di Quota 100, nonostante le falsità interessate che si sentono.
      In ogni caso, se si volesse “attenuare” l’impatto ci sono diverse eventuali soluzioni, tipo la penalizzazione del 2% per ogni anno di anticipo proposta da Damiano o quella, migliorativa, del 1.5% proposta da Boeri, che è certamente sostenibile se perfino uno come lui, ex-presidente ed ex-cerbero dei conti dell’INPS, e odiatore di Quota 100, ha detto che una penalizzazione del 1.5% sarebbe sostenibile!
      O magari una penalizzazione temporanea da applicare solo per gli anni di anticipo ottenuti prima dei 67, con ripristino della pensione piena dopo i 67.
      L’importante è non andare su “proposte indecenti” come il ricalcolo tutto a contributivo, una presa per i fondelli ed un furto nei confronti dei pensionandi, che da tempo pianificano il loro futuro sulla base di una ragionevole e legittima aspettativa di assegno, nè rimanere nella situazione bloccata e socialmente criminale della Fornero.
      Spero che il governo avrà anche sulle pensioni lo stesso coraggio e volontà di innovazione che ha dimostrato andando a Bruxelles a sostenere le proprie ragioni sul Recovery Fund.
      I sindacati, se sosterranno la posizioni illustrate da Ghiselli, da parte loro sembrano partiti col piede giusto.

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      • Erica Venditti
        27 Luglio 2020 in 7:53
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        Grazie Carlo per il suo commento interessante e che si presta ad un interessante dibattito

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    24 Luglio 2020 in 19:22
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    Bene quanto espresso dal Segretario Confederale della Cgil Roberto Ghiselli per il mantenimento di Quota 100 già legge e così come è fino alla fine del 2021, fine della sperimentazione e per una Riforma della famigerata legge Fornero dal 2022, dopo Quota 100. Quota 100 già legge non si tocca fino alla fine della sperimentazione come previsto, altrimenti senza pensione, senza lavoro e senza reddito per vivere, esodati !

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    24 Luglio 2020 in 19:17
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    e dello scalone dei nati nel 59 o 60 che perdono quota 100 non se ne parla piu?

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      25 Luglio 2020 in 16:52
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      41 anni per tutti dal 2022.
      Ma quelli del ’59 , ’60 che 41 ce li hanno ora?
      Non faranno a tempo per quota 100
      E nel 2022 saranno a 43 anni contributi.
      Tanto vale la Fornero anticipata. E poi chiamatela anticipata…. 5 anni di lavoro in più rispetto a quota 100.
      Fate qualcosa per il 2021!

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    24 Luglio 2020 in 17:39
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    non ho sentito parlare di opzione donna, anche noi vorremmo passare mesi lavorativi, (chi ha un lavoro), più sereni aspettando la proroga, o dobbiamo far parte della schiera di persone alla quale viene presentato il conto covid?

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    24 Luglio 2020 in 16:45
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    Concordo Proposte eque e sostenibili, oltre che tutelative per la salute dei lavoratori, e on molti casi anche degli utenti dei servizi erogati da personale anziano con forze fisiche obiettivamente ridotte e riflessi non piu ottimali. Barellieri conducenti scuolabus di pullman guardie giurate infermieri poliziotti manutentori di aerei o treni, e potrei fare lunga lista

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    24 Luglio 2020 in 15:03
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    Anche oggi in una trasmissione televisiva ho sentito che quota 100 “ mangia nel piatto della generazione futurA “ ma uno che ha comunque versato per anni 38 e che ha già 62 anni di età,cosa ruba ? Rispetto a quelli che a 52 / 54 anni di età e con soli 35 anni ci sono andati prima e con + soldi ( era anche più facile mantenersi e trovare un lavoro ) on ha già fatto un sacrificio maggiore,ha già contribuito con una decina di anni in meno di percepire la pensione . Per non parlare di quelli che ci sono andati dopo solamente 20 anni per poi lavorare in nero per arrotondare. Perché in TV invece di sociologhi professori filosofi Non invitano gente comune per comunicare quale veramente è la realtà? Se una persone a 60 anni perde il lavoro se gli va bene ha diritto a 2 anni di naspi / arriva a 62 anni come fa a tirare avanti ed attendere i 67 anni per percepire la pensione dì vecchiaia. Cinque anni scoperti senza entrate chi se lo può permettere,mi riferisco a persone che comunque hanno versato 37 / 38 / 40 anni di lavoro ……

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    24 Luglio 2020 in 14:16
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    64 anni ad agosto 28 anni di contributi retributivi quanto devo aspettare ancora??? Forse aspettano che muoia

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    24 Luglio 2020 in 12:21
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    Bene. La Cgil si pronuncia per il mantenimento di Quota 100 fino al dicembre 2021 e per una riforma della famigerata Legge Fornero da 2022, dopo Quota 100.
    La permanenza di Quota 100 è stata affermata da diversi esponenti del governo sia del PD che del M5s, quindi la Legge che istituisce Quota 100 non si tocca. Questo fatto permette ai pensionamdi di affrontare gli ultimi mesi di lavoro con maggiore serenità e poter programmare la propria vita familiare (nonni ecc) senza lo stress sadico espresso dai liberisti europei e italiani, di governo e di opposizione.
    Quota 100 non si tocca!!!

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      24 Luglio 2020 in 19:07
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      Sig, Totuccio, condivido pienamente quanto da Lei scritto, Quota 100 già legge non si tocca e rimane così come è come previsto e come sempre assicurato e dichiarato(da diversi esponenti del Governo sia del PD che del M5S e Org. Sindacali) , alla quale abbiamo fatto affidamento fino alla fine della sperimentazione 2021 compreso, altrimenti senza pensione, senza lavoro e senza reddito per vivere, esodati, ancora meglio in situazione di virus e crisi del lavoro, bene per una riforma della famigerata legge Fornero dal 2022, dopo quota 100 . Quota 100 non si tocca!!!

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    24 Luglio 2020 in 11:53
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    buon giorno mi chiamo maria grazia zamo’ ho un’ invalidita’ del 60% a causa di un intervento di microdecompressione 7/8 nervo cranico a sinistra intervento andato molto male ho 20 anni lavorativi sono ferma da 11 anni per questo motivo non posso svolgere nessuna attivita’ , mi chiedevo se in questa situazione posso aderire all’ uscita anticipata sono sola e sono vedova grazie per l’informazione se mi vera’ data in fede maria grazia zamo ‘

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    • Erica Venditti
      24 Luglio 2020 in 15:02
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      Maria Grazia ma quanti anni ha?

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    24 Luglio 2020 in 11:05
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    Bravi! Avanti così e non mollate assolutamente perchè quelle descritte sono richieste che i cittadini lavoratori chiedono da anni, che darebbero un senso alla lunga vita lavorativa di una persona e non rappresentano certo richieste da baby pensione o da chi non vuole tenere presente costi e buon senso di una Italia che deve riformarsi!

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    24 Luglio 2020 in 10:22
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    Per ora sono chiacchiere.
    Se anche verranno discusse questo governo prono alla troica le renderà di fatto inefficaci.
    Comunque auguri a tutti.

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