Riforma Pensioni 2020 ultime news oggi: dopo quota 100 quale futuro?

Riforma Pensioni 2020 ultime news oggi: dopo quota 100 quale futuro?

La domanda sulla riforma pensioni 2020 che molti si pongono in queste ore è cosa accadrà dopo la fine della durata di 3 anni di quota 100. Quale futuro ci si aspetta? Dato per scontato che nella prossima manovra quota 100 non verrà abolita resta da chiarire se arriverà alla sua conclusione naturale nel 2021 o verrà stoppata in anticipo. In ogni caso, cosa succederà alla sua conclusione?

Ultime news Riforma Pensioni oggi 24 ottobre: Barretta sul futuro di quota 100 e della riforma

Il sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta ha spiegato proprio in queste ultime ore che dopo l’approvazione della manovra finanziaria si inizierà a discutere con i sindacati del futuro della riforma delle pensioni: “Abbiamo deciso con i sindacati di aprire dopo la sessione di bilancio un confronto, per trovare da subito la soluzione da dare, tra un paio d’anni, alla conclusione della sperimentazione di quota cento”.

Durante la presentazione della prima relazione annuale della Fondazione Enpaia, in corso al Senato Baretta ha spiegato la sua soluzione personale: “La mia propensione e’ per una forte accentuazione della flessibilita’ in uscita, che consenta a ciascuno – sulla base della propria personale valutazione – di scegliere, in liberta‘ e con consapevolezza, il proprio percorso previdenziale. Siamo chiamati a un ripensamento culturale e a un nuovo schema di priorità”, ha concluso il sottosegretario.

Riforma Pensioni 2020: le ultime notizie su quota 100

Arrivano nuove prese di posizione proprio su quota 100, come quella del parlamentare Antonio Boccuzzi del PD che sulla sua pagina facebook è tornato a parlare dell’argomento ribadendo come la sua cancellazione sia sbagliata: “Ho già detto più volte nei giorni scorsi quanto il provvedimento non mi abbia convinto appieno. Non è la controriforma Fornero e non la supera di certo. Sostenere la cancellazione così come proposto in questi giorni è profondamente sbagliato. Bisogna studiare un po’ di più e fare quel salto di qualità che permette di essere meglio degli altri. Altrimenti è tutta propaganda elettorale e nulla di più. Uno dei punti su cui si è concentrato il dibattito è il costo. Si è parlato di 20 miliardi. SBAGLIATO. In realtà erano stati stanziati dal precedente governo 20.988.000.000, ma il costo effettivo, secondo i dati dell’ INPS e quelli del MEF, nel triennio 2019/2021, relativamente alle domande presentate e poi accettate ammonta a 11.372.656.000. Con un risparmio di ben 9.615.342.000. Ricordatevelo quindi, quando proporrete emendamenti per cancellare il provvedimento. Ricordatevi che potreste creare una nuova categoria analoga agli esodati. E ricordatevi che più di un quarto di questi è priva di reddito”.

Sulla riforma delle pensioni, di Parere opposto invece il Ministro delle Politiche Agricole Teresa Bellanova, che ribadisce la posizione di Italia Viva e definisce “sbagliata” la quota 100, pur ritenendosi soddisfata dell’accordo raggiunto dal Governo per la manovra. Ecco le sue parole riportate da una nota dell’agenzia di stampa Agi: “Per noi quota 100 è una scelta sbagliata. Dà risposte a chi ha un reddito e ha avuto un percorso di lavoro stabile. Taglia fuori le donne, chi ha avuto rapporti di lavoro precari e i lavori usuranti“. Sulla misura di riforma pensioni varata lo scorso anno, la ministra delle Politiche agricole evidenzia che si tratta di “una battaglia politica. Nella riunione di maggioranza abbiamo anche detto che non volevamo la tassa sulle bevande zuccherate che colpisce i produttori di agrumi e piccole imprese. Non ci piace la cedolare secca che passa dal 10 al 12,5%. Ma Italia Viva non si è mai messa a giocare a più uno. Qualcuno invece pensa di potere nascondere ultimatum addossando agli altri il sospetto di volere rompere”.

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Stefano Rodinò

Stefano Rodinò

Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

21 pensieri su “Riforma Pensioni 2020 ultime news oggi: dopo quota 100 quale futuro?

  1. Non capisco perché si vogliano mettere dei paletti,quali età e anni di contributi minimi, visto che con il sistema contributivo i paletti sono intrinsechi al sistema stesso di calcolo, in quanto l’anticipo viene pagato
    dallo stesso pensionato ricevendo un assegno corrispondentemente più basso.

  2. Condivido pienamente quello che ha scritto Mattarella, che ovviamente non e’ il ns. Presidente,
    ma il signore giustamente incazzato, messaggio del 24 delle 17:28 .
    Noi precoci che ancora siamo sul mondo del lavoro non ci si fila nessuno.
    Ancora non bastano 41 anni ed oltre di contributi.
    Che schifo!
    Non si parla altro che quota 100 (38 anni basterebbero per andare in pensione o addirittura perfino come ha detto qualcuno anche 30)
    Oltre la beffa dei famosi 41 per tutti, spero a questo punto di poter andare con i 42 e 10 mesi a prescindere dall’età’ anagrafica.
    Si perché’ c’e’ chi come me che purtroppo a cominciato a lavorare presto andrà’ con la Fornero prima dei 62 anni.

  3. Non si può andare in pensione a 70 anni davvero assurdo…poi i docenti di scuola primaria dovrebbero andare in pensione a 63 anni ,lavorare alla scuola primaria é anche un lavoro usurante, speriamo che faranno una legge adeguata ed entro il 2029 mandare in pensione a molti.

  4. Per il dopo Quota 100 una legge equa per me sarebbe quota 100 libera capisco che è costosa ma i politici sono pagati dalla comunità per trovare soluzioni e non per tirarci il collo

    1. Anche secondo me una quota 100 “vera” sarebbe auspicabile. Se poi fosse anche abbinata al calcolo contributivo non ci sarebbe nemmeno il problema della sostenibilità della misura, poiché tanto ho versato e tanto ricevo indietro sotto forma di pensione. Inoltre secondo un articolo apparso su un noto quotidiano di Torino chi ha oltre 40 anni di contributi versati potrebbe avere un assegno più generoso col calcolo contributivo che col misto, quindi le combinazioni (57+43; 58+42; 59+41 e 60+40) potrebbero anche avvantaggiarsi.

  5. E come al solito chi ha versato quasi 43 di contributi ed ha 62 di età non viene neanche cagato.
    Mi riferisco a quota 41 per tutti per chi non l’avesse capito, quelli che stanno mantenendo l’Italia ora è ai quali TUTTI girano le spalle e cambiano discorso.
    Eppure nel 1970 esisteva la legge approvata dallo stato che permetteva di cominciare a lavorare in regola raggiunti i 14 anni , credo che gli anni di contribuzione minimi fossero 30…..dove sono andati questi “Diritti acquisiti”.
    Spero solo che dimezzato nuovamente il numero dei parlamentari e che la G.D.Finaz a faccia un approfondito controllo ai beni di quell’ avvocato fedifrago che li sta difendendo pure…..perchè loro i “Diritti acquisiti” li vogliono maniere, a dispetto dei diritti degli operai che hanno creato la Nazione e hanno subito 1000 modifiche pensionistiche.
    Cari politici state su con le orecchie perché l’elastico e al limite è sta per rompersi

    azione

    1. Mattarella hai proprio ragione:
      Vedo che il governo sta lavorando bene ; siccome quota 100 non bastava ..ora si é pensato bene di mandare in pensione prima quelli con 30 anni di contributi .
      Noi precoci con 41 anni possiamo anche aspettare, sperando sempre che il prossimo governo non ci rimetta mano.
      Bene!
      Non riesco a capire la “colpa” di aver versato così tanti contributi.
      Continuate su questa linea , poi vedremo come il lavoro in nero diminuisce.

  6. Credo che in Italia bisognerà pensare ad una riforma pensionistica seria per i prossimi 30 anni non solo per chi ha superato i 50 anni ma anche per chi inizia oggi a lavorare credo sia necessario non parlare più di finestre e di quote ma di una unica età per andare in pensione per esempio 62anni giunti a a tale età si può se lo si desidera ritirarsi dal lavoro e andare in pensione è l’assegno sarà calcolato sui contributi versati tutto qua tale sistema eviterà distinzioni ed ingiustizie visto che oggi chi perde il lavoro avrà a disposizione il reddito di cittadinanza fino a nuovo impiego

    1. Giusto che venga realizzata quanto prima una vera riforma, non a tempo ma lineare, onde evitare le future conseguenze di questa sciagurata e divisiva legge, Ma l’oggetto del contendere è ora, adesso. Purtroppo ha creato per molti una situazione troopo penalizzante.

    2. Sono d’accordo nel chiedere una riforma serie e che duri non per 30 ma anche per 50 anni, però l’età di accesso alla pensione fissata a 62 anni è troppo elevata. Bisogna ricordare che oggi l’età minima di accesso al lavoro è 16 anni (6+10 anni di obbligo scolastico) e in passato era a 14. Purtroppo ci sono persone che magari non hanno potuto studiare per problemi economici e quindi hanno iniziato a lavorare presto, quindi fare 46/48 anni di lavoro prima di vedersi riconosciuto il diritto alla pensione è francamente esagerato. Se questo limite fosse fissato a 55/56 anni (quindi 41/42 anni di contribuzione) allora mi vedrebbe d’accordo con lei.

  7. Penso che in un paese civile e moderno le persone debbano poter scegliere liberamente quando andare in pensione. Credo anche che le regole di accesso al pensionamento debbano essere semplici e erga omnes.
    Secondo me le cose da fare per il 2022 dovrebbero essere:
    1) Separare la previdenza dall’assistenza
    2) Abolire per sempre e non solo fino al 2026 l’aggancio all’aspettativa di vita
    3) Per le persone che hanno iniziato a versare i contributi prima del 1/1/1996 e desiderano accedere alla pensione “anticipata” e mantenere il calcolo misto dell’assegno dovranno versare 41 anni di contributi.
    4) Per le persone che invece accettano il calcolo interamente contributivo, sia che abbiano iniziato a lavorare prima che dopo il 1996, una finestra di pensionamento tra i 58 e i 67 anni senza vincoli ne penalizzazioni
    5) La pensione decorre dal 1° giorno del mese successivo al raggiungimento dei requisiti

    1. Giusto. E’ una delle tante ipotesi. Il punto fermo deve comunque essere uno; sacro ed inviolabile:
      arrivati ad una età di 63 anni un lavoratore DEVE avere la possibilità di scegliere se poter accedere alla pensione o rimandare, senza costrizioni, meglio vessazioni, dovendo costantemente subire gli umori “uterini” di ogni politico che ritiene sempre di fare la proposta migliore.
      La pochezza culturale e la preparazione di questa gente è avvilente.
      Nel mio caso, secondo la “Fornero”, dovrei andare in pensione a 67 anni con oltre 45 anni di contribuzione, per dirla in quote, a quota 112 !!!! , ovvero a 65 anni (anticipata) con 43 di contribuzione, cioè quota 108. E’ pura follia o no ?
      Al compimento dei 63 anni avendo comunque 41 anni di contribuzione e quota 104, perché non dovrebbero essere sufficienti e perché non dovrei avere la possibilità di scegliere ?
      Pensano tutti di recuperare risorse dalle solite tasche, ma le loro non si toccano.

  8. Io dico e penso ma per che non dare la possibilità di andare in pensione con 40 anni contributivi gli uomini e 30 le donne senza limite di età ? Le donne meritano di Ande prima e già 30 anni sono più che abbondanti gli uomini invece se vogliono lavorare fino a 65 anni li era scelta, ma così ci sarebbe la pensione per tutti e un ricambio nei luoghi di lavoro. Non avrò scoperto l’acqua calda ma penso che sia la formula migliore per tutti.

  9. qualcuno di buona volontà che mi vorrà spiegare come mai la gente che se ne va in pensione con quota 100, prendendo di meno sia per avere versato meno contributi sia per avere applicato un coefficiente più basso sul montante per la minore età, costi così tanto alle casse dello Stato! (1000 x 25 = 25.000) – (1.250 x20 = 25.000)!? HO L’IMPRESSIONE CHE CI STANNO A PRENDERE PER I FONDELLI!!!

  10. QUOTA 100 NON SI TOCCA …..i bocconiani Renziani ci vogliono imporre leggi capestro sulle pensioni dopo che loro non hanno mai lavorato

  11. I renziani o sono sordi e ciechi o fanno finta. Si parla di 20 miliardi ma sono la metà. Si parla di gente che ha il lavoro ma molti non lo hanno da tempo. Qualcuno molto esperto si è perfino inoltrato in fantascientifiche dichiarazioni sul costo che quota 100 avrà da qui al 2028 (chi al 2038). Ma di cosa parlano? Chi va in pensione anche nel 2021 con quota 100 sarebbe comunque andato anche con la legge fornero nel 2026. Queste persone fanno del male alla società che le paga profumatamente per stare a dire fandonie. Diamogli un lavoro serio e vediamo quanto reggono. Oppure rendiamoci disoccupati e facciamogli aspettare la pensione Fornero

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