Riforma Pensioni 2020: ultime notizie oggi su donne e costi di quota 100

Riforma Pensioni 2020: ultime notizie oggi  su donne e costi di quota 100

Le ultime notizie sulla riforma delle Pensioni 2020 di oggi 31 ottobre riguardano la quota 100 e il problema della differenza tra uomo e donna nel mondo del lavoro. Secondo la proiezione dell’Osservatorio della Cisl sui dati del Caf relativi alla dichiarazione dei redditi 2019, infatti, i lavoratori maschi hanno una media di retribuzione di 29.799 euro, contro i 21.024 delle colleghe donne. Anche la differenza tra i due “cespiti” è aumentata, rispetto al 2018, di quasi 200 euro. Vediamo i dati e le ultime news su quota 100 dall’osservatorio dei conti pubblici.

Ultime novità Riforma Pensioni 2020: i dati sulla differenza tra donne e uomini

Per quanto riguarda le pensioni, stando a quanto riporta il Giorno di Bergamo: “Ogni pensionato bergamasco prende 28 euro in più se è maschio, 17 euro se femmina. Perché il tradizionale salto quantitativo tra gli assegni “azzurri” e quelli “rosa” rimane ancora uno degli aspetti più evidenti della ricerca condotta dalla Cisl di Bergamo sui dati Inps: in generale una donna prende 322 euro in meno del collega uomo; se la prospettiva riguarda soltanto l’assegno di vecchiaia, la forbice si allarga a 511 euro in meno ogni mese.

Come sottolinea  Katia Dezio, responsabile del Coordinamento Donne del sindacato: “E’ una condizione che si fa di anno in anno sempre meno accettabile. È necessario un sussulto di dignità, sia dalla parte politica che da quella sindacale, perché quanto dichiarato, discusso e condiviso sulla necessità di arrivare a parità salariale e quindi pensionistiche, trovi finalmente soluzione”

Continua poi il Giorno spiegando che “Secondo la Cisl , inoltre, occorre segnalare che a Bergamo, nel corso del 2018, su un totale di 1.425 dimissioni, 1.071 portavano la firma di donne. L’anno precedente erano 100 in meno. La donna, infine, è ancora mobile, almeno nel mercato del lavoro orobico. I dati del Cpl elaborati dalla Cisl, infatti, testimoniano della continua difficoltà dell’universo femminile a trovare spazi adeguati nell’economia e nell’occupazione”.

Pensioni 2020, ultime novità oggi 31 ottobre su quota 100: lo studio dell’OSservatorio sui conti pubblici

L’ Osservatorio sui Conti pubblici italiani dell’Università Cattolica di Milano, guidato da Carlo Cottarelli, ha parlato dei possibili effetti di un’abolizione della riforma pensioni con Quota 100. Come riporta su Repubblica, Luca Gerotto del CPI: “Al netto di quanti potrebbero accedere a “Quota 100” nel 2020, infatti, il prossimo anno versare la pensione a quei 269mila pensionati che erano inizialmente previsti per fine 2019 sarebbe costato quasi 7 miliardi; versarla a 150-160mila persone ne dovrebbe invece costare circa 4. Quindi l’afflusso relativamente basso di domande nel 2019 dovrebbe portare, secondo le nostre stime, a 2,5-3 miliardi di risparmi nel 2020″.

Poi continua: “Non va dimenticato il secondo canale su cui è intervenuto il dl 4/2019, cioè il mancato adeguamento dei requisiti per l’accesso alla pensione anticipata alla variazione della speranza di vita. Questa misura, ha attualmente un costo nettamente inferiore a “Quota 100” (circa 500 milioni) ma il suo costo annuo è destinato a crescere negli anni e, mentre la sperimentazione di “Quota 100” si dovrebbe concludere a fine 2021, il blocco dell’adeguamento alla speranza di vita è previsto, a legislazione vigente, fino al 2026. Sempre nell’ottica di prendere decisioni a lungo termine al riguardo del sistema previdenziale, per dare a lavoratori ed imprese il tempo di adeguarsi, sarebbe forse il caso di riflettere già da ora sull’efficacia del provvedimento e sull’opportunità di rimodularlo negli anni a venire”. Voi cosa ne pensate? Siete d’accordo o no? Fatecelo sapere e tornate ogni giorno a trovarci per tutte le ultime novità sulla Riforma delle Pensioni 2020!

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Stefano Rodinò

Stefano Rodinò

Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

19 pensieri su “Riforma Pensioni 2020: ultime notizie oggi su donne e costi di quota 100

  1. Quota 100 dovrebbe essere abolita non è giustizia sociale, bisognerebbe portare l’età pensionabile di vecchiaia a 65 anni per tutti.

  2. Non sono d’accordo che quota 100 sia la legge più bella fatta negli ultimi anni!!!! Se fosse veramente bella…e giusta, si dovrebbe sommare l’età anagrafica agli anni di contributi!!!! Ma sicuramente è stata pensata per “fregare” i lavoratori non per aiutarli!!!!

    1. Ogni legge favorisce taluni e penalizza altri. Non è questo il punto, anche perché se l’avessero consentito (opposizione e Europa) Salvini aveva ben altro provvedimento da proporre e cioè quota 41, che sarebbe andata appunto nella direzione che auspichi.
      La ferocia con la quale l’opposizione di sinistra, spalleggiata dai poteri finanziari europei e da un capo dello stato pavido e manipolabile, ha combattuto ogni tentativo di mitigare gli effetti deleteri della feroce (altro aggettivo non rende l’idea) della legge Fornero, non lo hanno permesso.
      Adesso questo nuovo governo va alla prova delle urne (regionali per ora) e dai primi segnali (Umbria) sembra che proprio pochini in Italia siano favorevoli a piegarsi a 90 ancora una volta sull’altare degli interessi lobbistici e di partito.

  3. Quota 100 è finalmente una legge che incontro si lavoratori e dovrebbero vergognarsi tutti quei paraculo che vorrebbero abolirla QUOTA 100 NON SI TOCCA

  4. Basta basta basta devo ancora capire se lo stillicidio continuo su quota 100 nasca dalle menti malate di questi quattro imbecilli che attualmente ci governano o da qualche mentecatto giornalista (giornalaio) che pur di riempire una pagina sforna minkiate su minkiate rompete i coglioni ad altri non a quelli che meritatamente attendono di andare In pensione con 62 anni e 38 di contributi

  5. Salvatore , quale governo serio fino a quando ci ritroviamo i falsi comunisti a decidere senza essere stati votati è dura. La rovina dell’italia sono sempre stati loro. Questi, sono sempre mangia pane a tradimento, vivono alle spalle della povera gente che lavora. Tasse sempre tasse e loro se la cantano e se la ridono. Poi fino a quando abbiamo presidenti della repubblica che stravedono per questi incapaci non andiamo da nessuna parte.

  6. Ma invece di fare tante puttanate, perchè non viene ripristinata l’opzione della pensione Dini
    CONTRIBUTIVA per chi ha una contribuzione mista ma non può arrivare nemmeno a 35 anni di contributi?
    Occorrono 64 anni di età, almeno 20 anni di contributi (ce ne vogliono almeno 30 con uno stipendio medio-alto per via del requisito 2,8 volte la pensione sociale) e per le donne con figli ci sono diverse opzioni, o anticipare l’uscita di 4 mesi per ogni figlio fino a un massimo di 1 anno oppure avere un calcolo maggiorato della pensione di 1 anno con 2 figli o di 2 con 3 figli.
    Il calcolo è interamente contributivo quindi non si regalerebbe NULLA!

  7. Certo che quota cento è la più bella legge che un governo abbia mai fatto negli ultimi20 anni ! Ma solo per chi ne trae vantaggio! Ma la verità è che è solo una legge per prendere dei voti e che è una grande porcata e una grande ingiustizia che premia chi non ha fatto un c…o fino a 25 anni a scapito di chi ha cominciato a lavorare a 16 anni!!! Vergognatevi e ammettetelo che è una grande ingiustizia!!!!

  8. Se non verrà varata quota41 per tutti meglio non toccare nulla è lasciare tutto così com’è, altrimenti QUESTI fanno solo DISASTRI, ci sono tanti lavoratori con 41/42 di contributi versati in attesa della PENSIONE QUESTI hanno già pagato e dato e non vogliono più continuare a lavorare per gli ALTRI,…

  9. Se non verrà varata quota41 per tutti meglio non toccare nulla è lasciare tutto così com’è, altrimenti QUESTI fanno solo DISASTRI, ci sono tanti lavoratori con 41/42 di contributi versati in attesa della quiescenza QUESTI hanno già pagato e dato e non vogliono più continuare a lavorare per gli ALTRI,…

  10. Avete veramente stancato con Quota 100, voi e i vostri professoroni del tubo, tutta gente zero che cammina, che percepisce una valanga di soldi sparando cacchiate e che non gliene importa nulla dei lavoratori. Guardate che non tutti sono gonzi come voi credete, in questo popolino bue italiano, quindi finitela con queste interviste. Quota 100 non si tocca. E che Italia Viva faccia pure tutti gli emendamenti che vuole, tanto non cambierà nulla. Con tanti saluti a quell altro zero che cammina che è Matteo Renzi, borioso e arrogante politico, che tanto avrà vita breve (politicamente parlando).

  11. Cottarelli deve fare meno il professorino e deve capire che ci sono tante persone che sono stanche, ma tanto stanche di tirare la carretta per persone come lui, quota 100, finora, è la soluzione più che dignitosa per andare in pensione prima di andare al cimitero

  12. L’ Osservatorio sui Conti pubblici italiani dell’Università Cattolica di Milano, guidato da Carlo Cottarelli, sicuramente utilizzerà le statistiche (come d’altronde fanno la Banca d’Italia e il Ministero dell’Economia e Finanza).
    Non ricordo quale uomo di Stato disse: “Esistono le verità, le mezze verità, le bugie e le statistiche”.
    Anch’io nel mio lavoro utilizzo le statistiche, perché “si fa così”: occorre pur dare una veste scientifica ai propri documenti. Tuttavia, io credo che più affidabile delle statistiche sia lo strumento “braccio teso e palmo oscillante” (in altre parole “a naso”).
    Più seriamente.
    È dimostrato matematicamente che nei sistemi complessi come il sistema economico (molto simile al sistema atmosferico) è impossibile fare previsioni a lunga gittata. Sarebbe, come dire, sapere sin d’ora che tempo farà a Milano lunedì 31 ottobre 2022 nel pomeriggio intorno alle 13:00.
    Pertanto, i dati che vengono forniti dai vari Osservatori (come quello sui Conti pubblici italiani dell’Università Cattolica di Milano guidato da Carlo Cottarelli) vanno presi con moooooooolto beneficio di inventario.
    E allora rispondetemi: possiamo mai programmare il futuro di una Nazione sulla base di dati completamente inaffidabili?
    C’è l’alternativa ai dati statistici del nostro Osservatorio sui Conti pubblici italiani dell’Università Cattolica di Milano guidato da Carlo Cottarelli? Certo che c’è. Altrimenti non avrei posto una domanda alla quale io stesso non sarei stato in grado di rispondere. Non vi pare?

    1. Sottoscrivo.
      Ogni governo serio dovrebbe lavorare con l’obiettivo di creare situazioni strutturate che generino lavoro e quindi reddito e per conseguenza un miglioramento delle condizioni di vita della popolazione.
      Quello che vediamo invece è una sciatteria dilagante rispetto al tema del lavoro e una spasmodica attenzione all’aumentare tasse, contributi e balzelli allo scopo (regolarmente vanificato dai fatti) di contenere il debito pubblico.

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