Riforma pensioni 2020, ultime novità: verso Fase 2 previdenza e Quota 41?

In questi giorni di grande tensione sanitaria in cui si attende di comprendere quando e come avrà inizio la Fase 2 per contrastare in parte il virus e dall’altra ripartire, dato che molti settori dell’economia sono ormai in ginocchio e chiedono gradualmente e con precauzione di poter tornare operativi, vi é anche chi volge lo sguardo verso un’altro tema rimasto al momento in stand by: stiamo parlando della riforma delle pensioni. Abbiamo avuto un piacevole confronto con Cristian Cuppi, lavoratore precoce noto sui social tra i quarantunisti, per comprendere lo stato d’animo di quanti da tempo attendevano la quota 41 e speravano nel nuovo anno, questo famigerato 2020, per poter ipotizzare un nuovo inizio. Cuppi si chiede se post Coronavirus si potrà effettivamente aprire una Fase 2 della previdenza, dopo il lungo ‘lockdown’ relativo agli incontri tra Governo e sindacati, e se questa esperienza consentirà di rivalutare la quota 41.

Riforma Pensioni e quota 41, la testimonianza di Cuppi

Uno degli ostacoli più grossi dei quota 41 oltre alla carenza di risorse é sempre stato il fatto che i medesimi richiedessero di poter accedere alla quiescenza indipendentemente dall’età anagrafica avendo maturato 41 anni di contributi. Nessun Governo ha accolto tale richiesta spesso facendo notare come questi lavoratori fossero troppo giovani, pur spesso over 60, per poter accedere alla pensione. Oggi, spiega Cuppi, forse il Covid 19 ha fatto aprire gli occhi evidenziando come in realtà da una certa età in poi si diventi particolarmente fragili, forse questa potrebbe essere la strada per mettere a riposo, lasciando spazio ai giovani, quanti almeno hanno già alle spalle una mole considerevole di contributi.

Egli sostiene inoltre che l’età anagrafica debba essere rivista per tutti al ribasso, Covid 19 insegna, anche per chi ha meno anni di contributi versati. Se si aggiunge la situazione economica allarmante, rilanciare i settori introdecendo nuove leve, in teoria meno soggette ad ammalarsi, potrebbe davvero essere il ‘leitmotiv’ per pensare ad una seria fase 2 della previdenza. Eccovi le sue parole:

Riforma pensioni e Coronavirus: Fase 2, reggerà ancora la quota 100?

“In questi giorni emergenziali a causa del Coronavirus, siamo tutti coinvolti e presi a vario titolo nel dirimere la propria vita quotidiana, sia essa casalinga o lavorativa. Oggi tutti guardiamo quello che accade giorno per giorno. In attesa che il governo si pronunci sulla proroga o meno della sospensione delle attività produttive che di fatto si sono interrotte parzialmente in quanto sono parecchie quelle andate in deroga oppure appartenenti ai servizi garantiti. E’ chiaro che stiamo andando verso un allentamento della stretta sociale e che iniziamo a vedere la fase 2 della ripresa. Confido ci sia una fase nuova anche per la previdenza.
In questi giorni ho udito diverse prese di posizioni politiche e di tanti soggetti appartenenti al tessuto sociale politico economico produttivo, molte le attenzioni favorevoli e contrarie alla quota 100 e alla sua tenuta, alla sua durata.

Credo che occorrerà riprendere a parlare del sistema previdenziale tenendo conto di alcuni aspetti. È cambiato il sistema produttivo in un mese e continuerà ad esserlo ancora per parecchio tempo. Questo un aspetto importante che porterà ancora disequilibrio a chi sta per andare in pensione, in quanto ci saranno purtroppo e necessariamente, dei vuoti contributivi legati alle attività sospese oppure cessate. E credo che su questo occorrerà inquadrare una diversa realtà prossima futura.
Per quanto concerne la questione della quota 100, il mio parere è che sarà dura da un punto di vista economico di spesa previdenziale, riuscire a mantenerla fino alla fine del 2021.

Riforma pensioni 2020, nuove speranze per la quota 41?

Poi aggiunge, spiegandoci la sua idea di ‘riforma lungimirante‘ alla quale dovrebbero guardare sindacati e governo insieme, non appena sarà cessata l’emergenza sanitaria in atto: “Credo sia necessario rimodulare l’uscita dei lavoratori con accorgimenti che riguardino tutti i lavoratori e non solo a chi ha una età definita. Si guardi l’uscita dal lavoro sulla effettiva contribuzione, sganciandola dall’età. Si pensi a rivedere i criteri relativi alle aspettative di vita. Perché ad oggi abbiamo capito che individuare per legge come e quando si puà vivere, non lo può certo decidere lapolitica con una legge, ma bensì una unica legge che sovrintende tutti indistintamente. Occorre rimodulare le uscite partendo da chi oggi ha più versato, e 41 anni di lavoro sono una vita.

Anche perché parliamoci chiaro l’età anagrafica giusta per accedere alla quiescenza é un dogma caduto improvvisamente con questa pandemia. Occorrerà del tempo, non sappiamo quanto per superare il virus, un nemico invisibile che però forse ha aperto gli occhi a tanti. Per questo sarebbe doveroso, oggi più che mai, individuare un meccanismo che consenta dopo 40/41 anni di uscire dal lavoro, credo sia ragionevole affrontare questo nodo non appena riapriranno i confronti tra politica e sindacati. Partendo dalla abolizione dei coefficienti di trasformazione del calcolo delle rendite previdenziali, dalla abolizione definitiva delle aspettative di vita, oggi come mai rimesse in discussione purtroppo a causa di questi eventi drammatici.
Andare per gradi, affrontando seriamente tutta la questione dell’ uscita dal lavoro, facendo quadrato sulle reali contribuzioni ma slegate dall’ età anagrafica. Riuscire a dare un segnale concreto a tutti quei lavoratori che potrebbero uscire dal lavoro, i quota 41, andando a ridefinire quelle situazioni di privilegio, tra cui quota 100, che si erano innescate in queste ultime finanziare.

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

8 pensieri riguardo “Riforma pensioni 2020, ultime novità: verso Fase 2 previdenza e Quota 41?

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    27 Maggio 2020 in 20:59
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    Andare per gradi, affrontando seriamente tutta la questione dell’ uscita dal lavoro, facendo quadrato sulle reali contribuzioni ma slegate dall’ età anagrafica. Riuscire a dare un segnale concreto a tutti quei lavoratori che potrebbero uscire dal lavoro, i quota 41, andando a ridefinire quelle situazioni di privilegio, tra cui quota 100, che si erano innescate in queste ultime finanziare.
    Sarebbe ora …… i lavoratori precoci che sono stati obbligati ad andare a lavorare a 15-16 anni e che nel corso di 40 anni di “contributi” pagati, ripeto pagati perchè spesso i primi mesi (6-8- 10-11) non c’erano buste paghe e nemmeno i contributi, in diversi casi i primi anni (ma allora ….. gli interessati ed i loro genitori hanno una buona parte di responsabilità)…. dicevo i lavoratori ….. precoci che nel corso di 40 anni di “contributi” pagati…. hanno trovato un occupazione …. meno faticosa ed usurante …… sono colpevoli ed invece di 41 anni devono lavorare per 43….. se uomini ….. se donne uno in meno …..unico caso in Europa…. per le pensioni di vecchiaia infatti non esiste differenza……
    La fornero pochi giorni prima di diventare ministro …. nel governo del mantenuto a vita monti (attualmente tra pensione da funzionario ue e senatore a vita …. posizioni pagate dai contribuenti che “lavorano” in Italia percepisce un reddito medio tra i 40.000-45.000 euro mensili lordi) intervistata da Radio Padania (di proprietà della Lega Nord) nel 2011 alla domanda: prof. fornero secondo Lei 40 anni di contributi (si 40 anni di contributi) sono sufficienti per andare in pensione ? risposta … la faccio breve …. considerando la situazione economica del paese….. ma se una persona ha già accumulato 20 anni di contributi…. SI.
    Ripeto 40 anni se nel 2011 avevi almeno 20 anni di contributi….. no 41 o 42 o 43…. ma 40.
    Poi la fornero si è trasformata in frignero …. nella conferenza stampa congiunta con il mantenuto a vita monti….. e gli anni per i precoci non usurati e non faticanti ….. che non hanno il 74% di invalidità, che non sono disabili, che non assistono disabili …….sono diventati 43 per gli uomini e 42 per le donne …… per via delle aspettative di vita (decise non dalla frignero ma dal governo berlusconi … a firma Sacconi… probabilmente aiutato dall’energumeno tascabile di dalemiana memoria) decise prima ma attivate in seguito …. le donne e ormai un dato acclarato da anni…. vivono di più …. forse perchè si curano di più , fumano meno, bevono meno e si lavano di più… ma possono lavorare un anno in meno…..viva la coerenza……
    Nelle elezioni successive al governo gentiloni ….. silviuccio l’unto dal signore a Porta a porta dal Vespone nazionale …. in campagna pre-elettorale …. il vespone pubblicava a video delle slides ….. del programma del Centro-Destra ….. nelle quali si ipotizzavano i costi per la quota 100 in 7-8 miliardi annui e 3-4 miliardi per la quota 41 per tutti……
    Berlusconi si mostrava infastidito dall’insistenza del conduttore di porta a porta ….. proprio sulle pensioni e cambiava discorso……. ha preso alle elezioni il 14%, la Lega il 16% … vediamo le prossime elezioni politiche …..
    Per rinfrescarsi la memoria consiglio a chi legge di verificare chi ha votato si per la legge monti-fornero . Riassunto l’allora pdl (adesso forza italia e fratelli d’italia, non tutti es Crosetto era assente) il pd Bersani ….. compreso mai sentita da lui una parola sulla riforma monti-fornero….. un “responsabile di berlusconi”: razzi ….., l’altro Scilipoti ha votato contrario,
    la Lega erano 4 gatti ha votato NO……. DAMIANO del pd ha fatto una PROPOSTA DI LEGGE per 41 anni di contributi e quota 100 con penalizzazioni (era compagno di classe della fornero) mai arrivata in aula in parlamento ….. dal governo letta al governo del “bomba” al governo gentilone…. Poi la quota 100.di Salvini e 5s.. che sembrava costare 7-8 miliardi …. ma costa meno…. secondo me perchè i contributi …. negli anni 80 e 90 …. non venivano versati …. quindi …. la platea è minore….. della quota 41per tutti …. specchietto delle allodole per le elezioni …… adesso dicono che da sola avrebbe un costo di 12 miliardi annui ……. nel 2018 a porta a porta la slides diceva 41 anni per tutti …….costo 3-4 miliardi l’anno ….
    Perchè l’inps a fine di ogni anno non pubblica oltre al fatto che esistono in Italia 600.000 pensionati che ritirano la pensione da oltre 38 anni, anche quanti contribuenti INPS ci sono
    con 40-41-42 anni contributi????
    QUALE SARA’ LA VERITA’
    ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE RICORDATEVI CHI HA VOTATO LA MONTI FORNERO E CHI PRIMA HA STABILITO NON E CHIARO CON CHE PARAMETRI IL CALCOLO DELLE ASPETTATIVE DI VITA ….. VI DO’ UN AIUTINO Sacconi FORZA ITALIA AIUTATO DALL’ENERGUMENO TASCABILE PREMIO NOBEL PER L’ECONOMIA MANCATO NEL SENSO CHE GLIELO HANNO TIRATO CONTRO…… MANCANDOLO……. ALZO TIRO TROPPO ALTO.

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    25 Aprile 2020 in 22:39
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    Sig Antonio lei è il classico che ho è già in pensione con la quota 100 o gli.manca poco ad andare con essa.. Si ricordi che 41/42 adesso 43,1 mese sono una vita forse lei non comunque che i precoci cominciavano a lavorare a 14/15 anni e magari lei per fortuna sua studiava per un suo futuro migliore.. Noi lavoravamo nelle acciaierie nelle imprese edilizie nelle carpenteria in ferro lavori che ti spaccavano ti logoravano oggi noi abbiamo 58/59/60 anni ma è come se ne avessimo 65 se lo ricordi.. Non chiediamo la quota 41 perché qualcuno ci faccia un regalo ma perché non c’è la facciamo più…

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    12 Aprile 2020 in 18:18
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    Gent. Sig.Erica AUGURI DI BUONA PASQUA e grazie per l’impegno e la solerzia con cui ci comunica sempre notizie relative alle pensioni.

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    10 Aprile 2020 in 16:39
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    Concordo con Te Antonio , francamente mi viene ormai il vomito sentire tutti questi apprendisti stregoni inveire contro quota 100 e volendola abolire anche ora che è praticamente arrivata a metà del suo percorso. Sentire poi da questo personaggio che vuole abolirla perché è costosa e poi sentirgli proporre 41 per tutti che è estremamente più costosa è tutto dire !!! Quota 100 senza paletti sarebbe la soluzione migliore , 41 per tutti sarebbe un errore perché molti hanno studiato o avuto percorsi lavorativi non continui e quindi buchi previdenziali anche importanti per cui secondo me quota 100 senza vincoli coniuga al meglio anzianità contributiva ed anzianità anagrafica

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    10 Aprile 2020 in 13:35
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    Ma chi è sto Cuppi? Se questo signore avesse (62 + 38)il suo pensiero sarebbe il contrario.
    Le critiche che fanno i 41 a quota 100;
    Danneggia le donne e le carriere discontinue (quota 41 peggiorativa)
    E’ molto costosa (quota 41 costa il triplo)
    Favorisce chi ha meno anni lavorati (però sono più anziani).
    Perciò finitela di criticare quota 100 fatta in un periodo in cui le risorse non permettevano di fare di più e invece di pretendere una legge ad personam battetevi x una quota 100 senza paletti e saremo tutti contenti.Ormai avete rotto.

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      10 Aprile 2020 in 19:34
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      Gentile Antonio, le faccio educatamente notare che le “risorse non permettevano di poter fare di più” è un’espressione sbagliata. Risorse, in quanto somma disponibile, non esistevano, infatti è stata fatta tutta a debito pubblico. Debiti che pagheranno anche chi della legge non ha potuto usufruire pur avendone più diritto per anzianità sia anagrafica che contributiva.
      Se si voleva risparmiare qualcosa in più, bastava togliere l’aspettativa di vita a tutti. Tutti i lavoratori ne avrebbero beneficiato prima o poi. Con quota 100 pochi ne hanno beneficiato moltissimo e il resto dei lavoratori sono rimasti con la Fornero.
      Lei scrive: ” Invece di pretendere una legge ad personam, battetevi x una quota 100 senza paletti”.
      Per “legge ad personam” di norma si intende una legge per una o poche persone e questo è il caso proprio della quota 100. Infatti non ne hanno potuto usufruire tutti gli altri lavoratori.
      Noi continuiamo a batterci e ci auguriamo che anche lei si associ. Come l’ha messa Lei sembra che dica: Io sono già a posto quindi “battetevi voi”. E non è proprio un bel sentire.

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