Riforma pensioni 2020, ultime: Quota 100 ok fino al 2021, é il male minore

Che la riforma pensioni sia attualmente passata in secondo piano è ormai evidente, il Governo è alle prese con un nemico invisibile, il Covid19, con il quale sta cercando di combattere, la situazione oltre ad essere complicata a livello sanitario inizia ad avere effetti notevoli anche sull’economia.

Ecco che allora, in questo contesto di emergenza, si cerca di trovare del buono anche in quelle misure che molti hanno considerato fallaci inizialmente, il pensiero va inevitabilmente a quota 100. Provvedimento che é tornato a far discutere sui social.

Riforma pensioni 2020, Quota 100 in assenza di misure il male minore

L’editoriale di Cazzola pubblicato sul nostro portale, così come le interviste di Ghiselli e Durigon hanno fatto riaccendere i riflettori sugli effetti che quota 100 potrebbe avere durante o post Covid 19. Sebbene gli ultimi dati Inps evidenzino nel primo trimestre del 2020 un rallentamento delle domande presentate per quota 100, si ipotizza altresì che ora la pandemia in atto potrebbe cambiare lo scenario e spingere molti lavoratori con 62 anni e 38 di contributi a prendere in considerazione l’uscita anticipata, così come potrebbe essere ‘caldamente’ consigliata dalle aziende in crisi per lasciare a casa i lavoratori tutelati da quota 100.

Su questo aspetto è intervenuto anche Luigi Metassi, amministratore dell’ex Comitato esodati licenziati e cessati che dalla sua sostiene, come Cazzola, che la misura resti di per sé ingiusta, ma giacché non esiste nessun’altra riforma delle pensioni e difficilmente si farà a breve, quota 100 resta il male minore.

Pensioni, servirebbe una previdenza pret a porter

Per Luigi Metassi, che ringraziamo per questo lungo commento lasciato sul nostro sito: “In questo frangente, discutere di Quota 100 ha un sapore decisamente retró; anacronistico per sostanziale inutilità, menzoniero per l’irrazionalità di molte affermazioni a sostegno di tesi il più delle volte ricucite sulle soggettive aspettative.

Per accontentare tutti servirebbe una previdenza pret-a-porter e questi improvvisi riconoscimenti a Giuliano Cazzola ne sono la dimostrazione. Alla gente non importa cosa pensa Cazzola; importa che sdogani il concetto a prescindere. In realtà, Cazzola non ha mutato affatto il suo convincimento; semplicemente lo ha attualizzato. Adattarsi alle circostanze è segno di saggezza, è fare esercizio di raziocinio, ma non significa che ció che è sbagliato di colpo diventi giusto. Tanto meno diventa giusto se, a suo sostegno si accampano teorie sconfessate dai fatti di questo ultimo quarto di secolo e oltre.

Quota 100 e il turnover generazionale: chi lo dice?

Per Metassi chi continua ad aggrapparsi con forza a quota 100 mente sapendo di mentire, la misura non è equa, ha avvantaggiato solo una parte della popolazione e lo farà solo per un breve periodo, per giunta non aiuterà affatto i più deboli e non detto che questa misura permetta il ricambio generazionale, anzi:
Dove sta documentato che ad un esodo precoce sia mai corrisposta l’assunzione di un giovane? Che i prepensionamenti favoriscano il turnover è una fola buona soltanto per offrire la scusante ai licenziamenti. In realtà è dai primi anni ’80 che le aziende licenziano senza assumere o assumendo in forma ultra precaria e in proporzione che raramente supera il rapporto 1/3.

Sarebbe ora che certuni escogitassero ragioni meno screditate per sostenere le loro discutibili tesi, anche perchè la crisi incombente e il processo di robotizzazione della produzione, al massimo, più avanti potranno acuire il problema, non certo lenirlo” . E dunque? Metassi non promuove comunque l’abolizione di quota 100, perché in un contesto come quello attuale, in cui all’orizzonte non si prevede il varo di nessuna riforma pensioni, anche la quota 100 può in fondo tornare utile, ma, questo ci tiene  a precisarlo, esattamente come ha fatto Cazzola, non ha cambiato idea sulla quota 100, al più ha riletto quota 100 alla luce dell’emergenza che ‘ci è piovuta addosso’

Quota 100, giudizio resta negativo, ma si punta al male minore

 Poi Metassi conclude: “Le parole di Cazzola infatti vanno lette nel senso che, considerato ora altamente improbabile il varo di una riforma strutturale, Quota 100 resta l’unica risorsa a disposizione delle aziende per continuare a licenziare senza peggiorare il trend ufficiale della disoccupazione. Che da tale situazione taluni possano trarne un personale vantaggio, è nell’ordine delle cose, così come resta nell’ordine delle cose che altri possano non ricavarci nulla o addirittura anche un danno, ma questo non cambia il giudizio di merito che, per me come per Cazzola, resta negativo.

Quota 100 crea diseguaglianze, penalizza chi vanta maggiori requisiti, impegna risorse eccessive e non supera affatto il regime che si prefiggeva di scavalcare e questo vale ora, al pari di come valeva prima. Semplicemente ora viene meno la possibilità di fare una vera riforma del sistema e si punta al male minore ma sarebbe un grave errore illudersi che, da qui a 2021, a tale scelta corrisponda l’intangibilità del sistema.

Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

19 pensieri riguardo “Riforma pensioni 2020, ultime: Quota 100 ok fino al 2021, é il male minore

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    6 Giugno 2020 in 16:16
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    Visto che molti parlano di truffa della Quota100, vogliamo parlare di alcune categorie di Statali (GdF, Carabinieri, Polizia, Guardie Carcerarie, Forestali, Esercito..ect) ancora con 35 e 7/8 di contributi figurativi ? Ma per favore. Ho 61 annie 40 di contributi,e se permettete, a Maggio 2021, salvo fregature dell’ultimo momento, sarò in pensione con 41 anni reali (uno in fila all’altro) non quelli regalati agli Statali.
    Un Saluto

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    22 Maggio 2020 in 18:40
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    Il discorso del Sig franco Giuseppe non fa una grinza.. Mettete i nei panni di chi oggi ha 41/42 anni di contributi ma non ha 62 anni..e si vede a ogni riforma pensioni essere tagliato fuori.. Nessuno Contesta quota 100 ben venga per chi ne ha potuto usufruire ma almeno non prendiamoci in giro la prima cosa da fare era la quota 41 poi la quota 100.. O dare la possibilità a chi aveva più contributi di sommarli con età e di uscire con quota cento nessuno critica chi fortunatamente uscirà con 38 di contributi e 62 d’età ma siate coerenti che per chi se ne dovrà andare con 43,1 mese di contributi.. Gli girano i c………i

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    22 Aprile 2020 in 9:12
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    Franco G., colpito/affondato!!!!!!

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      22 Aprile 2020 in 13:14
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      Sig. Francesco, su questo sito si discute di pensioni, non stiamo giocando alla battaglia navale ( colpito/ affondato). Se ha qualcosa da commentare bene per tutti, le risponderò educatamente come sempre faccio con tutti.

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      22 Aprile 2020 in 18:21
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      Sig. Francesco, sono latore di un messaggio da parte del sig. Franco Giuseppe, che mi ha pregiamente incaricato di informarla con i dovuti onori quanto or ora sto per riferirle: il sig. Franco Giuseppe medesimo afferma e conferma dinanzi a noi di essere sì nato, ma non nella data che lei va ripetedendo di commento in commento, quale è quella qui appresso riportata e che nello scritto prende la numerica forma di 1.1.1960, ovverossia, scrivendo in guisa del sig. Franco Giuseppe, nella forma quasi letterale 1 gennaio 1960.
      Non ho motivo vero di credere che quanto mi è stato chiesto di riferire non risponda a verità, e pertanto ritengo di dover prestare fede a quanto mi è stato incaricato di riportare con viva e vibrante riverenza da parte del sig. Franco Giuseppe.
      E’ d’uopo inoltre ricordare che le pensioni sono materia di discussione seria assai, perché si volge alle nostre vite e a quella di altri pure, e mal s’accorda con giochi di navi che spiace ai sapienti amanti di Dante che questi pure ciò vedendo forse a dir avrebbe: “a chi più sa più spiace”.

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    21 Aprile 2020 in 19:18
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    Egr. Franco Giuseppe, Lei vuol fare il giusto o il giustiziere delle pensioni e dimentica completamente i lavoratori disabili o meglio con invalidità civile fino al 70% (cioè medio grave) che non possono beneficiare di alcuna considerazione nemmeno sui contributi figurativi. Secondo Lei un quota 100 con disabilità al 70% ( e si vada a leggere le patologie per la quale tale invalidità si concede, ma vada a leggersi anche quella concessa per i disabili civili solo al 60%) dovrebbe essere trattenuto in servizio per troppo giovane e idoneo? E dove sarebbe il guadagno per la società? Lei ne fa solo una questione di soldi. Non prende affatto in considerazione l’efficienza, il guadagno per il datore di lavoro, la motivazione del lavoratore stesso e i danni che un lavoratore in cattive condizioni di salute può arrecare dopo una certa età. Si immagini che le commissioni per un inizio di demenza danno come prima visita solo il 45% di invalidità civile. Insomma lei farebbe trattenere in servizio in questo periodo una persona di 62 anni con 38 anni di contributi, affetto da demenza al 45% o posr oncologico, in attesa che una commissione che solo dopo qualche anno porti l’invalidità all’80% cioè quando il disabile lavoratore avrebbe ormai 65 anni e ha maturato i 42 anni e 10 mesi per l’anticipata Fornero? Oppure costringerebbe, magari un funzionario o un dirigente ad umiliarsi a chiedere l’inabilità a qualsiasi lavoro ( ammesso che lo richieda). Bravo è un vero furbo tanto per fare colpo sui politici che hanno interesse ad affondare quota 100 a prescindere.

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      22 Aprile 2020 in 13:09
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      Sig. Walter, rimango basito e quasi offeso nel sentirmi dare del giustiziere. Mi sembrava chiaro in tutti i miei commenti che parlavo di lavoratori nelle stesse condizioni di salute o addirittura nella stessa qualifica-mansione trattati in maniera diversa. E’ inaudito che mi si accusi di voler tenere al lavoro gente con problematiche sanitarie anche gravi. Detto questo però, la informo, se non lo sa, che nella situazione identica alla sua, ci sono lavoratori che di anni ne hanno molti di più, anche 65-66. A loro, anch’essi malati a par suo, la possibilità di andarsene in pensione prima è stata negata, non hanno potuto scegliere come Lei, devono per forza arrivare alla vecchiaia dei 67. Non mi aspetto le sue scuse ma un po più di moderazione sarebbe cosa gradita.

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    21 Aprile 2020 in 12:08
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    Mi ripeto: Franco Giuseppe, nato 1.1.1960!!!!!

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      21 Aprile 2020 in 14:36
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      E io mi ripeto: Lei non segue abbastanza questo sito, oppure ha bisogno di sostanzioso aiuto cerebrale. Provi con l’omega 3 o con lo psicologo. Brutta cosa inventarsi ciò che non esiste.

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    20 Aprile 2020 in 22:29
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    comuque, ci sono persone che hanno lasciato il lavoro con l’esodo incentivato per quota100 che scade nel 2021,quindi non possono eliminarla prima farebbero solo un danno enorme,ma secondo voi quelli che hanno lascito il lavoro peche’ il governo ha confermato che questa misura scade nel 2021.GRAZIE

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    20 Aprile 2020 in 14:03
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    Per fissare un chiodo quando manca il martello si può usare anche il tacco di una scarpa.
    Per ridurre il personale quando manca il business si può usare anche Quota100.
    Il tacco della scarpa non è fatto per battere il chiodo ma, all’occorrenza, può tornate utile per tale fine. Quota 100 non è fatta per ridurre il personale ma, all’occorrenza, può tornare utile per tale fine. Non è forse l’eterogenesi dei fini?
    Quota 100 è stata fatta con il fine di favorire il ricambio generazionale. Punto.
    Quota 41 poteva essere fatta anch’essa con il fine di favorire il ricambio generazionale. Punto anche qui.
    La bilancia della giustizia umana (magari un po’ taroccata) ha fatto pendere il piatto della bilancia dalla parte di Quota 100 anziché di Quota 41. E allora? Ci sono due sole possibilità da prendere in considerazione:
    – la giustizia è cieca, ed ha decretato l’esito a favore di Quota 100
    – la giustizia non è cieca, ci vede piuttosto bene (se ha potuto taroccare la propria bilancia) ed ha decretato l’esito a favore di Quota 100
    Pertanto: se ammettiamo che la giustizia sia cieca dobbiamo anche ammettere che Quota 100 sia giusta; se invece ammettiamo che la giustizia ci veda bene dobbiamo anche qui ammettere che Quota 100 sia giusta.
    Morale: la giustizia umana non è giusta secondo giustizia, ma è giusta secondo le circostanze.

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      20 Aprile 2020 in 21:13
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      Buonasera Sig. Perfetto, mi lasci dire che a volte le sue considerazioni mi lasciano perplesso e il suo equilibrismo dialettico non portano sostanza alle questioni. Per Lei quello che non è giusto potrebbe diventare giusto visto da altra prospettiva. Facendo qualche esempio, ipotizzerei che le forze di polizia possono anche prevaricare i loro doveri basta che portino il risultato a casa, quindi lo sgombero con massacro della scuola Diaz di Genova non era giusto, ma viste le circostanze…… Un politico può anche tradire la fiducia e carpire il voto degli elettori con falsi slogan che alla fine non manterrà, ma viste le circostanze ……… Posso approfittare della temporanea debolezza morale di qualcuno per trarne beneficio personale visto le circostanze. No, tutto questo non è giusto e non c’è giustificazione alcuna perchè le cose sbagliate possano diventare giuste viste da altre prospettive. La quota 100, cosi come formulata, non è sbagliata in quel punto che consente la pensione a chi, prima della sua approvazione, era in condizioni difficili, come ultrasessantenni licenziati ed esodati da tempo. La quota 100 è sbagliata in quella parte che ha consentito la pensione a chi è più giovane di età e con meno contributi. Mai è successo, in qualsiasi riforma a partire dalla Dini del 92, tale scempio di logica.
      Questo commento è rivolto esclusivamente al Sig. Perfetto che, a quanto ho sempre capito, è fuori da interessi personali sulla quota 100. Comprendo il favore che incontra la quota 100 da chi ne è stato beneficiato, non poteva essere altrimenti.

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        21 Aprile 2020 in 10:36
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        Signor Franco Giuseppe leggendo i suoi commenti sembra quasi che chi va in pensione con quota 100 sia un bambino e non abbia mai lavorato.Quando dice che la quota 100 è sbagliata in quella parte che ha consentito la pensione a chi è più giovane di età e con meno contributi dice una cavolata.Se uno ha più di 62 anni e non va con quota 100 è perchè ne ha lavorato meno di 38,viceversa se uno ha lavorato più di 38 anni e non rientra in quota 100 significa che ha meno di 62 anni perciò è più giovane di un quota 100.Perciò rifletta un pò di più e scriva un pò di meno.

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          21 Aprile 2020 in 14:53
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          Allora, visto che la matematica non è un’opinione, chi ha 62 anni non è più un bambino, ma nemmeno chi ne ha 61 lo è. Se il lavoratore con 62 anni ha già 38 anni di lavoro sulle spalle, la matematica dice che il risultato è 100. Quello con 61 potrebbe averne già 42, ma per andare in pensione deve OBBLIGATORIAMENTE arrivare ai 62- 43 e il risultato è 105. Facciamo come le elementari: Chi è che ha potuto lavorare meno ? Dai, un piccolo sforzo e ci arriva anche Lei.

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        21 Aprile 2020 in 13:01
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        Sig. Franco Giuseppe, le dice: “Per Lei quello che non è giusto potrebbe diventare giusto visto da altra prospettiva”.
        Sig. Franco Giuseppe, è proprio così, come dice lei. Ma non mi fraintenda.
        È giusto o no uccidere?
        Uccidere non è giusto in tempo di pace. Uccidere è giusto in tempo di guerra (lei saprà che un militare di fronte al nemico se non compie il suo dovere viene deferito alla corte marziale).
        Pace o guerra: sono “circostanze”.
        Ma c’è qualcosa di più profondo.
        Ciò che è giusto o non è giusto non è nell’azione ma nell’intenzione.
        Non è giusto uccidere per divertimento, per futili motivi, e quindi la legge punisce.
        È giusto uccidere per difendere la propria vita o quella della propria famiglia, e quindi la legge non punisce (legittima difesa).
        “Per divertimento” o “per difesa”: sono intenzioni.
        Lei osserva: “quindi lo sgombero con massacro della scuola Diaz di Genova non era giusto, ma viste le circostanze…”. Lei, sig. Franco Giuseppe, era presente in quella circostanza? Oppure quello che sa è ciò che hanno riportato i giornali? Io non so se l’immagine che ancora vive nella mia memoria si riferisca a quella circostanza. Ma è l’immagine di un giovane poliziotto, forse troppo giovane per quell’impresa, con la visiera trasparente che lasciava intravedere smarrimento, paura dinanzi ad un altro giovane che lo stava per aggredire con una bombola rossa che si usa per estinguere un incendio. Io non c’ero. E l’immagine che ricordo è quella che hanno riportato i giornali. Ma se quel giovane poliziotto, sospinto dalla paura, e dalla pressione di obbedire ai comandi dei suoi superiori ha aggredito chi lo stava per aggredire, e l’ha ucciso, credo che abbia agito per legittima difesa. La parola che lei usa, “massacro”, forse è quella che è stata riporta dai giornali dell’epoca.
        Lei osserva: “Un politico può anche tradire la fiducia e carpire il voto degli elettori con falsi slogan che alla fine non manterrà, ma viste le circostanze …”. Una cosa che non va mai fatta è tradire la fiducia di chi crede in te. Su questo ho molto riflettuto. Ho riflettuto per anni. Mi sono davvero domandato se Giuda abbia veramente tradito Gesù. Per Dante è la cosa più brutta che si possa fare, al punto che ha chiamato il nono girone dell’inferno, la parte veramente più bassa, col nome di “zona giudecca” (dove sono i traditori dei benefattori dell’umanità), una zona questa ancora più bassa della “zona caina” (dove sono i traditori dei parenti). Dante è senz’altro un giusto. Eppure, c’è qualcosa che non mi torna nel come ci hanno tramandato il tradimento di Giuda. Sono approdato alla conclusione che Giuda non abbia affatto tradito Gesù (non era nelle “intenzioni” di Giuda tradire Gesù), sebbene le “circostanze” sembrino far propendere il giudizio verso l’azione del tradimento. Ebbene, sig. Franco Giuseppe, anche volendo ammettere il tradimento di Giuda, era “giusto” che Giuda tradisse Gesù, perché solo così Gesù avrebbe potuto (stando alla tradizione cattolica) morire per poi risorgere (la resurrezione di Gesù è il pilastro fondamentale sul quale si mantiene l’intera tradizione cattolico-cristiana). Per tornare alla sua osservazione sull’eventuale tradimento dei politici, non saprei cosa controbatterle: mi presenta un fatto, per il quale non posso farci proprio nulla. Per quanto mi riguarda personalmente, non ho la propensione a tradire chi ripone la sua fiducia in me, e se qualcun altro non agisce come agisco io è libero di farlo (non giustifico la sua azione: sarà la sua stessa azione ad approvarlo oppure a disapprovarlo).
        Ad ogni modo, sig. Franco Giuseppe, desidero ringraziarla per le diverse opportunità che le sue osservazioni mi offrono nell’estendere le mie considerazioni anche oltre i confini delle pensioni entro i quali vengono espressi i commenti del presente portale dedicato proprio alle pensioni.
        Ad ogni modo, ritengo che Quota 100 debba essere mantenuta.

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          22 Aprile 2020 in 13:52
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          Sig. Perfetto, sono genovese, ero presente in città, non ho partecipato a manifestazioni e non ero presente alla scuola Diaz, il mio ruolo di dipendente civile del Min. Difesa non lo consentiva e comunque non lo avrei fatto.. Di quei giorni ho dunque un ricordo ancora vivido. Ho avuto però, nel tempo, contatti diretti miei conoscenti, di entrambe le parti in causa e la mia conclusione è stata: Una bruttissima pagina della storia italiana. La parola massacro non è mia, è quanto affermato dal pubblico ministero in un aula di tribunale. Magari ho un po estremizzato, invero il tema pensioni non è una guerra, una violenza fisica, ma certamente una violenza psicologica ai danni di tutti i lavoratori. Con la quota 100 sono stati solamente graziati alcuni lasciando gli altri milioni di lavoratori in un caos normativo quando non già penalizzati. Anche qui, mi verrebbe da dire, una brutta pagina sul tema pensioni. Oramai a questo punto, pur rimanendo della mia opinione, sono del parere che quota 100 debba rimanere.
          Mi farebbe un favore ? Può tentare Lei di convincere a Francesco, il giocatore di battaglie navali, che non sono nato il 1 gennaio del 1960? Distinti saluti.

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      17 Maggio 2020 in 16:12
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      Grazie sig perfetto,mi può dire se quota100 deve essere messa nella finanziaria x il 2021,o scade per legge nel 2021.grazie

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    20 Aprile 2020 in 12:45
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    Metassi ed io da mesi parliamo la stessa lingua, che possa non piacere è legittimo, ma il risultato vero è quanto da lui specificato nell’articolo. Quota 100 non ha mandato in pensione le persone più anziane, infatti migliaia di lavoratori dovranno comunque raggiungere i 67 anni della vecchiaia, non ha mandato in pensione chi aveva più anni di lavoro sulle spalle ma chi ne aveva meno. Come ho sempre ripetuto in tutti i miei commenti, ai quota 100 non si è imposto niente, ma si è data l’opportunità di scelta se lavorare meno anni e percepire un assegno inferiore. Gli altri milioni di lavoratori non hanno avuto la stessa opportunità di scelta e quindi gli è stato imposto di arrivare al massimo dell’età ( 67 ) o al massimo dei contributi ( 43,1 ) Se lo scopo delle aziende era quello di alleggerire il numero dei dipendenti, si poteva cominciare dando una possibilità di scelta a quelli più anziani, che a rigor di logica dovrebbero essere i più soggetti a deperimento fisico, ad assenze per malattie e minor rendita lavorativa. Stesso dicasi di chi aveva già un considerevole numero di contributi, maggiore dei 38 richiesti; questi quanto prima andranno in pensione comunque, direi in contemporanea dei quota 100, ma anche a loro non è stato concesso nulla, devono lavorare di più e non posso scegliere di accettare un assegno inferiore. Il comune denominatore è stato la possibilità di scelta. Se, al posto dei 67-38 si fosse scelto un 65-36, l’assegno sarebbe stato calcolato su 36 anni di contributi e il risparmio ci sarebbe stato comunque, così come ci sarebbe stato se invece di mandare in pensione con 43 anni fossero stati 41. La quota 100 è stata solo una proposta pubblicitaria politica che ha attirato voti anche da chi pensava si fosse abolita la Fornero in toto. I veri anziani e i precoci sono stati presi in giro e sono ancora al lavoro e questo è un dato di fatto che nessuno può contestare.

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