Riforma pensioni 2020, ultimissime Cazzola: ‘Su quota 100 ho cambiato idea’

L’ eterogenesi dei fini è il principio filosofico secondo il quale le azioni umane possono riuscire a fini diversi da quelli che sono perseguiti dal soggetto che compie l’azione; in particolare, ciò avverrebbe per il sommarsi delle conseguenze e degli effetti secondari dell’agire, che modificherebbe gli scopi originari, o farebbero nascere nuove motivazioni, di carattere non intenzionale.

Come ben sappiamo il tema delle pensioni è di quelli che non si fanno mancare nulla; neppure – come vedremo – l’eterogenesi dei fini. Prendiamo il caso di quota 100; e, insieme ad esso, l’altra misura contenuta nel decreto n.4 del 2019 – che di solito viene dimenticata – ovvero il blocco, fino a tutto il 2026, dei requisiti contributivi (42 anni e 10 mesi per gli uomini e un anno in meno per le donne) della pensione ‘’ordinaria’’ di anzianità, a prescindere dall’età.

Riforma pensioni 2020, Cazzola: ho sempre criticato questi due provvedomenti

Chi scrive ha criticato questi provvedimenti, per tanti motivi che ancora oggi ritengo che allora fossero giusti: aumentavano la spesa pensionistica a favore di un segmento di classe lavoratrice, soprattutto maschile e residente al Nord, che era entrato presto e in modo stabile e continuativo nel mercato del lavoro. E’ interessante elaborare i dati del monitoraggio dell’Inps in merito a queste misure, da cui emergono aspetti interessanti praticamente ignorati dal dibattito che ha portato ad escludere abolizioni o modifiche nella legge di bilancio per il 2020. Eppure basterebbe osservare con un briciolo di onestà intellettuale le due tabelle seguenti:

Tabella 1. Domande pervenute e accolte – dettaglio di genere, dell’età media e della durata media delle tre misure introdotte dal D.L. 4/2019 convertito in Legge 26/2019

Tabella 2. Domande accolte – dettaglio importo medio per gestione e per genere delle tre misure introdotte dal D.L. 4/2019 convertito in Legge 26/2019

I dati dimostrano che le generazioni dei baby boomers, che hanno cominciato a lavorare presto e in modo stabile e continuativo, non sono legati a quota 100, perché possono utilizzare il pensionamento anticipato ordinario ora con i requisiti bloccati. E sono in grado di farlo (si veda la tabella 1) ad un’età media effettiva (62 anni) inferiore a quella, ugualmente media ed effettiva, (64 anni) dei ‘’quotacentisti’’.

Sulla base degli importi medi mensili dei trattamenti erogati, possiamo stabilire, così, quanto ‘’costa’’ al sistema un pensionato a quota 100, considerando i mesi di anticipo di cui ha goduto. Se la durata media dell’anticipo è pari a 24mesi (tab.1) è sufficiente moltiplicare per questo numero l’importo medio del trattamento (tab.2). Nel caso di un lavoratore dipendente possiamo arrotondare, per tutte le tipologie, a 2mila lordi mensili che diventano 48mila lordi in relazione alla durata media dell’anticipo. Certo, nel tempo vi sarà un recupero perché l’assegno pensionistico sconterà il minore importo iniziale. Ma nel triennio di sperimentazione quello è il ‘’costo’’ effettivo di un ‘’quotacentista’’. L’operazione è ripetibile per le altre fattispecie di pensionamento. Interessante notare che nel caso di opzione donna i mesi di anticipo (effettivi, lo ripetiamo) diventano 52.

Riforma pensioni 2020, che fare post quota 100?

Infine, trattandosi di norme in deroga sperimentali si poneva il problema di definire il ‘’che fare?’’ alla conclusione del periodo di sperimentazione, quando – rebus sic stantibus – si sarebbe tornati al regime Fornero con l’effetto di un ‘’scalone’’ elevato relativamente all’età pensionabile. Si era aperto un negoziato, corredato di numerosi tavoli tecnici, tra governo e organizzazioni sindacali, con l’obiettivo comune di ‘’superare’’ la riforma Fornero. Secondo i sindacati, le nuove regole avrebbero dovuto prevedere l’accesso alla pensione attraverso due canali distinti: a partire da almeno 62 anni di età con almeno 20 anni di contributi oppure facendo valere 41 anni di versamenti in assenza di qualunque requisito anagrafico. Sarebbe rimasto il sistema misto: le quote regolate dal sistema retributivo sarebbero calcolate, pro rata, secondo quel regime.

Per quanti continuassero a lavorare oltre l’età di 62 anni opererebbe una scala crescente di coefficienti di trasformazione per assicurare un importo più elevato dell’assegno. L’adeguamento automatico all’incremento dell’attesa di vita (la cui introduzione risale, sia pure limitatamente al requisito anagrafico, all’ultimo governo Berlusconi) sarebbe stato abolito, salvo operare – stando alle dichiarazioni di alcuni esponenti sindacali – a livello dei coefficienti di trasformazione. Il governo era sostanzialmente su questa linea. La differenza più significativa riguardava l’intenzione del governo di applicare il calcolo contributivo su tutta l’anzianità di servizio. Ma questa storia ormai appartiene ad un altro mondo.

Riforma pensioni 2020, Cazzola e quota 100: la pandemia ha azzerato tutto

La pandemia ha azzerato tutto. E nel caso delle pensioni per fortuna. Ed è a questo punto che devo spiegare perché all’inizio ho parlato di eterogenesi dei fini.

Per come si sono messe le cose in Italia e nel mondo mi sono convinto che è bene lasciare le cose come stanno. Restare nel sistema derogatorio finchè è utile. Poi si vedrà. Quota 100 e il blocco dei requisiti della pensione di anzianità erano stati pensati per effettuare un ricambio generazionale nei posti di lavoro che c’è stato solo in parte modesta (secondo le ultime stime su 100 anziani usciti sono entrati 42 giovani).

Coronavirus e Quota 100, é cambiata la prospettiva e anche la mia opinione

Ora però la prospettiva è cambiata: queste due discusse misure possono servire per ridurre i licenziamenti che la crisi economica (tanto più grave quanto più durerà la quarantena) determinerà. I dati ci dicono che le adesioni a queste misure sono state inferiori del previsto.

Ma nel prossimo futuro lasciare aperta una finestra per un pensionamento ravvicinato può rivelarsi molto utile per i lavoratori. Certo, le finalità si invertiranno: non più nuova occupazione, ma minore disoccupazione, grazie all’approdo ad un reddito previdenziale.

Del resto ci è piovuta addosso una montagna di guai. Ce ne è abbastanza per cambiare opinione.

Giuliano Cazzola

Giuliano Cazzola

Giuslavorista. Ha ricoperto importanti incarichi sindacali nella Cgil e ricoperto ruoli di vertice al ministero del Lavoro e quale presidente dei collegi dei sindaci di Inps e Inpdap. Per quasi un trentennio, fino ai primi anni novanta, ha ricoperto incarichi di rilievo nella Cgil. Negli anni '90 lascia il sindacato per passare alla politica. Eletto deputato nella XVI Legislatura è stato vice presidente della Commissione Lavoro e relatore di importanti provvedimenti legislativi. Ha insegnato diritto del Lavoro all'Università di Bologna e di Uni eCampus. Saggista, commentatore, collabora con varie testate e ha scritto una ventina di libri.

27 pensieri riguardo “Riforma pensioni 2020, ultimissime Cazzola: ‘Su quota 100 ho cambiato idea’

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    15 Aprile 2020 in 10:35
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    Il Sig. Cazzola negli ultimi vent’anni è stato nemico degli interessi dei lavoratori e da sempre ha appoggiato misure sempre più restrittive per quanto riguarda il sistema pensionistico. Come dimenticarsi dell’appoggio incondizionato alla Fornero ? Tutti noi, abbiamo avuto un’opinione del personaggio, piuttosto critica. Da domandarsi: “Perchè oggi ci ha ripensato ?” Quando nacque la quota 100, si riteneva, con calcoli di vari esperti pensionistici, Cazzola compreso, che la norma in questione avrebbe interessato più di 500.000 persone, una massa enorme di lavoratori e un dissanguamento delle casse dell’INPS e dello Stato. Oggi, aggiornato sul reale numero delle domande, ha fatto una piroetta, rinnegando se stesso. Qual è il motivo di questo comportamento ? Semplice, a lui è sempre interessato solo ed esclusivamente la situazione economica non certo i diritti dei lavoratori, l’equità e la giustizia. Finchè riteneva troppo esoso il provvedimento lo ha criticato e oggi, visto che è costato meno del previsto, se ne rallegra e cambia idea. Rimangono sul campo i corpi, le vite, i sogni, le speranze dei lavoratori che invocavano equità e giustizia, ma a lui non importa. L’importante sono i piccioli, la grana. Per questo non apprezzavo prima Cazzola e oggi ancora meno, ed averlo portato dalla propria parte solo perchè parla di soldi e non di equità e dignità delle persone lo rende ai miei occhi una persona ancora più sgradevole.

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      15 Aprile 2020 in 22:41
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      Sig. Franco Giuseppe, la conosciamo: lei è il paladino, il sostenitore dell’equità e della giustizia.
      Eppure, chi sostiene equità e giustizia dovrebbe egli stesso essere imparziale e indulgente. Essere al di sopra delle parti, e comprensivo.
      Il prof. Cazzola ha cambiato idea riguardo a Quota 100, per sua stessa ammissione.
      Ha potuto cambiare la sua idea perché è riuscito ad elevarsi al di sopra delle parti, osservando un altro panorama. L’ha fatto senza dover rinnegare se stesso, ma semplicemente osservando le cose da una prospettiva differente.
      Ha potuto cambiare la sua idea perché è riuscito ad anticipare la sua comprensione verso quei lavoratori che invocheranno equità e giustizia quando i loro corpi, le loro vite, i loro sogni e le loro speranze saranno scagliati a terra come una collana di perle senza valore.
      Per chi persegue equità e giustizia non ha importanza da dove vieni. Ma dove vai.

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        16 Aprile 2020 in 12:50
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        Mah, forse solo Lei ha compreso che non ho interessi personali e che se commento è solo per partecipare al dibattito ponendo l’accento su alcune incomprensibili incongruenze di taluni. In fondo, se Erica e Stefano quando mettono la scritta ” RISPONDI” ci chiedono di fare proprio questo, opinioni e contro opinioni. Per esempio, quando leggo che a 62 anni si è stanchi e malati un po mi girano e mi domando : ” Ma solo i quota 100 sono stanchi e malati ? Quelli di 66 o di 42 non possono essere stanchi e malati a loro volta ? O è solo un’esclusiva loro ? Quelli che sono direttamente interessati alla quota perchè ne sono i beneficiari diretti, sono i più duri nei miei confronti, non avendo capito che parlo di equità per tutti, compresi loro quindi, ma pare che, essendo stati baciati dalla fortuna, non riescono nemmeno ad ammettere le storture insite nella norma a discapito degli altri.
        Mi ritengo imparziale, ma essere indulgente con chi nega persino l’evidenza no. Sarà un mio difetto ? Probabilmente si. Mai detto di essere un DIO.

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      18 Aprile 2020 in 12:25
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      Condivido molto di quello scritto da FG, peraltro quella conosciuta come legge fornero è solo la somma di diversi interventi …… il più famigerato è l’adeguamento dell’ età …. e ancora peggio dei contributi …..all’aspettativa di vita…….. fatto dal governo Berlusconi da Sacconi…….. peraltro criticato e messo in dubbio da più parti (e per ora parzialmente ridotto …2 mesi di fatto …… e stoppato fino al ideato da un premio nobel mancato (nel senso che gliel’hanno tirato… acc… mancato!) . Allora …..quando ho iniziato a pagare contributi (per andare in pensione si poteva andare con 35 anni di contributi) avevo 16 anni e mezzo (ma la stagione estiva dell’anno precedente ed i numerosi fine settimana e festivi successivi e dal giugno a novembre dell’anno successivo in contributi non esistono e venivo pagato in nero …… spesso in contanti, qualche volta con assegno…….. avrei ancor oggi degli ex-colleghi /e ….. alcuni molto anziani…… che testimonierebbero che lavoravo e pagandomi ora i contributi relativi forse …… ma non sono sufficienti …. non ho alcun documento da me firmato e/o che attesti che io lavoravo……d’altronde a 15/16 anni e mi pagavano in nero, ….. ma come puo’ esistere detto documento in chiaro che io lavoravo in nero??? Questo dice la legge….che la fa il Parlamento.
      In ogni caso le “riforme” e quota 100 salviniana bastano 38 anni di contributi (una delusione-salvini perchè non hai ascoltato Antonio Brambilla) conferma, sono state pagate in particolar modo dai lavoratori precoci e tra loro ancor più il sesso maschile (un’anno in più ……probabilmente un impuntatura della frignero…. e dividi et impera …).
      Quindi con quota 100 e fino al 31-12-2021 chi ha 62 anni e almeno 38 anni di contributi va in pensione, invece chi maschio e non raggiunge i 62 anni di età per andare in pensione deve di fatto raggiungere i 43 anni di contributi …. 5 anni in più.
      Quando sento ai vari programmi televisivi (ma quanto vengono pagati ad ospitata?????) i cazzola, le frignero, il senatore semplice, giornalisti/e assortite …. et altri parlare dei pensionandi…… spengo.
      Parlamento dovresti fare una legge. Chi interviene sul futuro dei pensionandi deve presentare il proprio conto contributivo inps, dove appaiano i periodi di contribuzione pagati, chi ha pagato e se già pensionato, quanto prende di pensione, quante pensioni e/o vitalizi percepisce come è stata calcolata pensione e vitalizi ancor più se politico, sindacalista, ex pubblico impiego, giornalisti (il cazzola è dentro in tutte).
      Delle pensione baby e dei 5*25 di contributi di alcune categorie ….. è inutile parlarne .

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    14 Aprile 2020 in 21:37
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    Finalmente !
    Questa volta mi trovo in accordo con il dott. Cazzola. Il costo di quota 100 è molto basso , quantificabile in prima battuta con la quota retributiva della pensione moltiplicata per gli anni di anticipo. Sulla parte contributiva si va a recuperare negli anni successivi. Considerando che nei prossimi anni non vi saranno pensioni prevalentemente retributive, il costo sarà, a mio parere, inferiore ai benefici ,che ora sono compresi e ben illustrati anche dal dott. Cazzola . Io poi credo di essere un esempio dell’opportunità di quota 100. Ho 63 anni , ho cambiato mansione per inidoneità alla precedente per motivi di salute , ora con l’emergenza covid lavoro da casa in smart working. Il prossimo anno in primavera potrei usufruire di quota 100. Penso che il datore di lavoro abbia addirittura più vantaggi di me a risolvere con quota 100. Così penso possa essere anche in molti altri casi.

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    14 Aprile 2020 in 21:00
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    Bene che anche Cazzola accetta Quota 100 fino al dicembre 2021. Gli anziani e i giovani del Nord e del Sud, uomini e donne, tirano un sospiro di sollievo.
    La lotta contro la famigerata Legge Fornero continua.

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    14 Aprile 2020 in 19:26
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    Buongiorno, bisognerebbe fare la pace contributiva lo stato incasserebbe parecchi soldi SONO DISPONIBILE a VERSARE subito i miei BUCHI CONTRIBUTIVI ma le leggi attuali non me lo permettono È una grande ingiustizia non aver concesso la pace contributiva anche a chi ha iniziato a lavorare prima del 1996. I quali, indipendentemente dalla propria volontà, si trova con buchi contributivi, e con sacrifici, si sarebbero potuti riscattare ho 34 anni di contributi più 5 anni di buchi contributivi, ho fatto un calcolo molto approssimativo basandomi sulla pace contributiva post 1996 dovrei versare dai 30.000 ai 35.000 € in più devo lavorare ancora 5/6 anni Ho iniziato a lavorare a 14 anni nelle imprese edili (a Genova) che utilizzavano molti lavoratori non in regola, la pace contributiva mi permetterebbe di andare in pensione a 62/63 anni anzichè a 67/68 anni, non voglio morire sul lavoro Grazie Cordiali Saluti Mauro da Genova

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    14 Aprile 2020 in 19:08
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    Fermo restando che Quota 100 non si tocca! Anche perché rappresenta l’unica reale possibilità che qualche giovane trova lavoro e qualche anziano trovi il meritato riposo. Penso che la famigerata Legge Fornero vada abolita. Anche perché le pandemie avanzano e 60 anni sono tanti.

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    14 Aprile 2020 in 17:57
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    Bravo Cazzola il tuo cambio di opinione sta a dimostrare che solo le montagne e ………. Francesco Giuseppe non si muovono !!

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      15 Aprile 2020 in 1:18
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      Grazie. Sono orgoglioso di essere una montagna che non si sposta come una banderuola. Se posso scegliere, mi piace il Cervino alle cui pendici si trova il rifugio Duca degli Abruzzi. Rifugio che ho raggiunto spesso nella mia vita. Come vede mi muovo anche io. Per quanto riguarda Cazzola, sono contento che abbia cambiato opinione, l’accostamento con lui mi disturbava un po, non mi piaceva prima e adesso mi piace ancor meno. Poi, non ho mai in vita mia preteso di convincere gli altri, esprimo le mie opinioni che piacciano o no e le assicuro che chi mi conosce mi apprezza proprio per questo. Cazzola ha cambiato idea ? Bene. Io no.

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    14 Aprile 2020 in 17:09
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    Personalmente voglio ringraziare la coppia Rodinò/Venditti per aver ideato e fatto crescere questo sito fino stabilizzarlo quale autorevole piazza virtuale di confronto in materia pensionistica tra i futuri pensionati, pur anche con le loro esternazioni qualche volta pirotecniche e colorite, e gli esperti, spesso autorevoli, del settore.
    Il risultato che oggi leggiamo non è da poco, e penso che ad esso abbia concorso quanto in precedenza proprio qui è avvenuto.
    L’auspicio è quello di poter riuscire a convertire anche altre anime nere che costantemente attentano a Quota 100.
    Che altro dire? Forza, non molliamo!!!

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    • Erica Venditti
      14 Aprile 2020 in 17:45
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      Grazie per la stima Gian, sono molto contenta anch’io del risultati che abbiamo raggiunto e di tutti gli esperti autorevoli che si prestano a scrivere per il nostro sito. Vi ricordo che dietro il nostro lavoro vi é un grande investimento di tempo, se voleste aiutarci a crescere sempre più esiste la possibilità di darci una mano attraverso una donazione. Abbiamo indicato il tastino ‘dona ora’ in rosso sul sito. Grazie qualora vi fosse possibile. Erica

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      14 Aprile 2020 in 19:19
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      Sig, Gian Condivido pienamente quanto espresso nel suo commento!

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    14 Aprile 2020 in 15:59
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    Cazzola, finalente hai capitito, meglio tardi che mai, parla uno che ha fatto per 40 anni il capo del personale e Ti posso assicurare che la Fornero in toto e’ un male anche nel mondo del lavoro e per i giovani che avevano il tappo nella organizzazione del lavoro negli anziani che non uscivano dall’azienda. NON SOLO COID-19 doveva partarare a questa riflessione, ma va bene ugualmente

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      14 Aprile 2020 in 19:20
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      Sig. Antonio Condivido pienamente quanto espresso!

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    14 Aprile 2020 in 14:03
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    Alleluia!
    Anche l’inflessibile Cazzola si piega alla ragionevolezza (anche se quasi plaude all’uscita dei grandi vecchi per Corona Virus, il che se non è cinico è quantomeno poco elegante).

    Una contestazione però gliela voglio fare perché su questo i politici sono duri a capirla. Il Nostro specifica nel caso di Quota 100: “…a favore di un segmento di classe lavoratrice, soprattutto maschile e residente al Nord, che era entrato presto e in modo stabile e continuativo nel mercato del lavoro. ”
    Che va invece pronunciata nel modo seguente:
    “a favore di un segmento di classe lavoratrice, soprattutto maschile e residente al Nord, che era entrato presto e in modo LEGALE e continuativo nel mercato del lavoro, SENZA IL RICORSO ALL’ILLEGALE MERCATO DEL LAVORO NERO CHE DI FATTO RUBA RISORSE ALLO STATO E ALL’INPS IN PARTICOLARE”.

    Onore a coloro che hanno dato 40 anni di contributi e non hanno mai evaso una Lira/un Euro!

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    14 Aprile 2020 in 13:01
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    E ci voleva il caso estremo del Corona virus per capire che l’età pensionabile dev’essere ragionevole?

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      14 Aprile 2020 in 19:25
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      Sig. Edoardo condivido quanto da Lei Espresso!

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    14 Aprile 2020 in 12:51
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    Tanto per cominciare non sono 42,10 ma 43,1 essendoci la finestra di tre mesi che devi lavorare pena l’assenza di un reddito.
    Seconda cosa, Cazzola parla solo in termini di denaro. C’è molto di più del denaro !!! C’è la possibilità di godersi la libertà qualche hanno prima. C’è il diritto universale di essere tutti sullo stesso piano e di dare a tutti la stessa possibilità di scelta. Quota 100 non ha messo tutti sullo stesso piano, solo alcuni hanno potuto scegliere, tutti gli altri sono rimasti alla Fornero. Solo 106.824 su un totale di 16 milioni di lavoratori hanno avuto un vantaggio enorme, tutti gli altri non si sa, dipende da come andrà l’economia nei prossimi anni. Potrebbe anche andare come la Grecia. Se si guarda solo il denaro e non anche l’equità, allora i dati di Cazzola vanno benissimo ………. benissimo per i quota 100 e per lo stato. Gli altri non hanno lo stesso entusiasmo.

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    14 Aprile 2020 in 12:26
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    Condivido la presa di posizione del prof.cazzola in considerazione del fatto che questa tremenda pandemia
    potra’ creare situazioni sociali molto difficili da gestire e sicuramente una minore disoccupazione almeno nell’immediato potra avere degli effetti positivi nell’ottica di un rilancio dell’economia basata sopratutto
    su nuovi e piu efficienti metodi di lavoro con lavoratori piu giovani e preparati

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      14 Aprile 2020 in 19:27
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      Sig. Mass Condivido pienamente quanto da Lei espresso!

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    14 Aprile 2020 in 11:43
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    ” Ma nel prossimo futuro lasciare aperta una finestra per un pensionamento ravvicinato può rivelarsi molto utile per i lavoratori” Bravo dr Cazzola ! E’ venuto dalla mia parte finalmente…Meglio tardi che mai….

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      14 Aprile 2020 in 19:28
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      Sig. Alessandro Ramponi Condivido quanto da lei Espresso

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