Riforma pensioni 2020, ultimissime: dopo quota 100 Ddl 857 dai 63 anni?

Riforma pensioni 2020, ultimissime: dopo quota 100 Ddl 857 dai 63 anni?

Le ultime novità sulla riforma pensioni 2020 giungono dalle recenti dichiarazioni di Cesare Damiano, dirigente del partito democratico, che sostiene e completa le affermazioni del Presidente Inapp relative al post quota 100.

Stefano Sacchi afferma, infatti, che scaduta la sperimentazione della misura sarà necessario ammorbidire lo scalone di 5 anni che si troveranno dinanzi quanti usciranno dal mondo del lavoro dal 2022 in poi. Per Damiano la soluzione per evitare tale empasse già esiste, basterebbe riprendere in mano la proposta di legge del 2013 a prima firma Damiano-Baretta-Gnecchi. Eccovi le sue considerazioni espresse nella sua ultima nota stampa.

Pensioni 2020, Damiano: evitare lo scalone di 5 anni é possibile

Così il dirigente del partito dem: “Ha ragione il presidente dell’Inapp, Stefano Sacchi, a ricordare che, scaduta Quota 100 a fine 2021, si rendera’ necessario ‘ammorbidire’ lo scalone di 5 anni che scattera’ dal 2022.

Poi spiega come esista già una soluzione, purtroppo ‘dimenticata’ dal 2013, che permetterebbe in modo lineare ed equo di ripristinate le quote abolite dalla riforma Monti-Fornero: Noi la proposta ce l’abbiamo: ripristinare le Quote abolite dalla legge Monti-Fornero, che erano state introdotte da Prodi e dal sottoscritto nel 2007″. La ricetta consta in realtà in una proposta di legge ormai nota a tutti e soprattutto ai precoci, in quanto comprendeva al suo interno oltre ad una flessibilità in uscita, indicata all’epoca dai 62 anni d’età, anche la quota 41 per tutti. Stiamo parlando del Ddl 857.

Riforma pensioni con il Ddl 857 la soluzione é servita

Così Cesare Damiano, spiegando in dettaglio la ricetta dell’epoca che si presterebbe perfettamente anche oggi con una piccola variazione relativa all’età di ingresso al pensionamento, che non sarebbe più 62 anni ma 63, afferma: Una proposta di legge gia’ esiste, ed e’ la 857 presentata nel 2013, primi firmatari Damiano-Baretta-Gnecchi.

In essa si prevedeva una flessibilita’ che anticipava di 4 anni l’uscita dal lavoro, con una penalizzazione del 2% per ogni anno di anticipo. Oggi l’eta’ di uscita, basata su quella proposta, sarebbe di 63 anni, la stessa dell’APE sociale”, conclude l’ex ministro.

Cosa ne pensate di tale soluzione proposta da Cesare Damiano, sareste favorevoli dopo quota 100 a rispolverare il sempre attuale Ddl 857 o andrebbe pensata una nuova misura? Fatecelo sapere come sempre nell’apposita sezione commenti del sito.

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981,! Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista. Scopri di più

21 pensieri su “Riforma pensioni 2020, ultimissime: dopo quota 100 Ddl 857 dai 63 anni?

  1. Eppure sarebbe semplice: pensione a qualunque età con contributivo, purché sia sufficiente per vivere. Prima si va e meno si prende. Inoltre non si capisce perché non si parla più di APE volontaria. Misteri.

    1. Gentile sig. Mario, ha provato a fare i CALCOLI DOLOROSI di un’ape volontaria ? E’ UN AUTENTICO BAGNO DI SANGUE.
      L’assegno è più basso di suo e poi bisogna rimborsare il prestito bancario, mese per mese, per venti annetti.
      Credo poi, ma non ne sono certo, che si venga privati della tredicesima…..

  2. Sono assolutamente contrario al DDL 857 di Damiano (soprattutto dai 63 anni) in quanto è assai penalizzante rispetto alla quota 100. Basti pensare che per un 62 + 38 vi è una riduzione del 6,9% oltre agli anni mancanti in regime contributivo, a conti fatti un’enormità di cui non ci si rende l’idea. Tornerebbe bene solo ai quota 41…. Chiediamo all’Onorevole Damiano semmai di migliorare quello che è stato fatto dal governo precedente confermando ciò che è in essere e aggiungendo quest’ultima opzione dei 41, unica cosa buona della sua proposta di legge.

  3. Mi chiamo Carlo e ho 61anni contributi 35anni sono disoccupato e non riesco ad andare in pensione ma vedo che questo disagio se ne fregano tutti i politici forse perchè non sanno che cosa significa lavorare in fabbrica e quando la tua azienda chiude è deserto in torno a te. Io ho lavorato all’età di 14 anni e assicurato a 16 anni sono quindi un lavoratore precoce quello che non riesco a capire perchè non posso avere una pensione in base ai contributi versati penso che sono soldi miei quelli che ho versato per tanti anni anche perchè non si può lasciare delle persone nell’imbo non si è ne carne ne pesce. dico solo che avete sprecato soli soldi per il reddito di cittadinanza senza vedere il vero problema sociale il dramma di uno che ha sempre lavorato e ha contribuito a far crescere questo paese. Penso che questa classe politica non è sensibile ai problemi sociali

  4. Come solito chi mette mano alle pensioni non capisce un C,,zo .Chi città rimette sono coloro. che a 14-15 anni erano già al lavoro. Con queste persone mettere i paletti con età, è una cosa Assurda. 40 -41 anni di lavoro e stop. Una Pagata e meritata PENSIONE

  5. Ancora sul Ddl Damiano. Non ripeto quanto detto in precedenti commenti. Solo parole al vento: Damiano è in minoranza nel PD dove convivono altre anime ( vedi Nannicini contrario). I presunti governi di sinistra (???) non hanno mai preso in considerazione la proposta di Damiano….solo parole per illudere i lavoratori.

  6. sarebbe il caso di fare una norma sostenibile e non trovate per recuperare voti, in francia la stanno cambiando perchè non sostenibile, purtroppo abbiamo assistito a troppi pensionamenti di lavoratori giovani con ottime retribuzioni, ma nostro malgrado, bisogna essere realisti, cosi il sistema non sta in piedi.
    la pensione sarà un pio ricordo.

  7. Con tutti questi numeri non si capisce nulla.Ho 65 anni compiuti, da quattro disoccupato. Ditemi cosa devo fare.FORNERO SEI STATA GRANDISSIMA.

  8. Condivido la proposta di Landini alias la possibilità di andare in pensione a 62 anni, indipendentemente dagli anni di contributi ma percependo in base a ciò che si è versato nella carriera lavorativa.

    1. Condivido, anche se bisognerebbe trovare il modo per agevolare tutte le donne che, oltre al lavoro in fabbrica o in ufficio, si occupano anche della casa, della famiglia, dei figli…

  9. Come possiamo ancora ritenerci in democrazia, quando è un altro a decidere quando deve andare in pensione un lavoratore…. Giusto un tetto minimo, ma percepire la pensione subito in base agli anni versati

  10. Premesso che quella in vigore oggi non è una quota 100, bensì la possibilità di lasciare il lavoro a partire dai 62 anni e con almeno 38 anni di contributi versati, Damiano ha pensato di peggiorare ulteriormente la situazione portando l’età di uscita a 63 anni, quindi la proposta va rigettata al mittente. Inoltre tutti i precoci, ma anche chi ha conseguito la maturità, e quindi ha iniziato a lavorare tra il 19esimo e 20esimo anno di età non trarrebbe nessun beneficio dalla possibilità di uscire dal lavoro a 63 anni perché sarebbe già in quiescenza da tempo anche con la legge fornero in vigore e queste persone rappresentano circa l’80% della popolazione stando ai dati istat, quindi sarebbe una norma a beneficio di pochi. Le persone continuano a chiedere di voler lasciare il lavoro ad un età decente e questi insistono imperterriti a voler alzare l’asticella, errare è umano ma perseverare è diabolico.
    Nulla da eccepire invece per quanto riguarda la quota 41 che è parte del disegno di legge e che le persone chiedono da molto tempo, finalmente sembra che stia entrando in queste menti l’idea che lavorare per un periodo così lungo sia più che sufficiente per godersi la meritata pensione.

  11. Secondo me aiuterebbe molte persone che non hanno più la forza di continuare per vari motivi di salute. Si sarebbe un buon passo

  12. E una buona La proposta la Ddl 857 ma se la fanno nel 2020 altrimenti per i precoci rimane la fornero 43,1 mese anche perché nel 2022 tanti saranno già andati con la fornero..se veramente volevano fare qualcosa per i precoci avrebbero già fatto ma vedo che neanche li mensionano dunque ci credo poco..mi sa che sarà la solita delusione

  13. Questa è l’Italia , mandare in pensione gente con 38 anni di contributi e non con 42 anni fate ridere anche i sassi.
    Subito quota 41per tutti senza vincoli di età.

    1. se ha 42 anni di contributi…lavora ancora 10 mesi e va in pensione con la riforma fornero, naturalmente prendendo una pensione CONGRUA agli anni lavorati…quando vi entrerà nella testa che la quota 100 o la quota 92 o andare in pensione a 63 anni con minimo 35 anni contributi…sono misure PENALIZZANTI a livello retributivo e aggiungerei “giustamente”…visto che si parla di LAVORATORI che hanno contributi spezzati per vai motivi: lavoro nero,disoccupazione,motivi famigliari. Chi per propria fortuna è riuscito a lavorare in modo ininterrotto per 42 anni prenderà pensioni più ALTE cosa buona e giusta… diversamente chi si ritrova nelle condizioni di andare in pensione con quote di contributi bassi…andrà si in pensione ma con cifre alla soglia della povertà…ci sta un prezzo da pagare.

  14. Non è giusto rispolverare il decreto 857 perché prevedeva le penalizzazioni del 2% in meno per ogni anno mancante. Per me é giusto che ognuno possa andare in pensione quando vuole percependo in base a quanto ha pagato nella sua vita lavorativa.
    Ricordo che in Francia vanno in pensione ancora con l’assegno calcolato in riferimento alla paga degli ultimi 6 mesi e per di più a 58 anni! Partito democratico se toccate ancora le pensioni.i sottorete dai sondaggi!

    1. e chi negli ultimi mesi perché ha perso il lavoro ed è stato costretto ad andare a lavorare interinale ed accettare lavori sottopagati…se calcolano gli ultimi 6 mesi se lo prendono in saccoccia…bella la vita!!!

  15. Io sarei favorevolissimo perché con il DDL Damiano, avendo da poco maturato i requisiti di età (63), potrei andare in pensione già nel 2020 , con un anticipo di 4 anni sulla data di pensionamento per anzianità, pur perdendo un 8% complessivi sull’importo della mia pensione. Credo che questa normativa comunque sia uno strumento di flessibilità interessante in particolare per chi come nel mio caso, non entra per poco nel triennio di validità della quota cento ed è ancora lontano dai requisiti contributivo previsti dalla Legge Fornero, dovendo attendere i 67 anni per la pensione c.d. di vecchiaia.

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