Riforma pensioni 2020, ultimissime: il Coronavirus farà da sprone alla previdenza?

Le ultime novità sulla riforma pensioni al 9 aprile 2020 giungono dall’esperto previdenziale Claudio Maria Perfetto, il nostro lettore assiduo commentatore ha scritto per Aracne editori nel 2019 il libro “L’Economista in Camice” ed é altresì autore di numerosi scritti per Adnkronos nonché di una rubrica settimanale sul quotidiano web nazionale ‘Il Valore Italiano’.

Nelle sue ultime considerazioni ha fatto riferimento alla riforma pensioni che verrà post Coronavirus, rivolgendosi in parte ai sindacati ed al Governo stesso. Già in precedenti disamine ci aveva fatto notare come l’epidemia in atto stia dettando le nuove priorità al Governo e come queste rischino di mettere in secondo piano la riforma previdenziale. Per il Dott. Perfetto, invece, é assolutamente importante ‘tenere alti i riflettori’ sul capitolo previdenziale anche in questo frangente affinché il Coronavirus non diventi ‘una scusa’ per mettere in ombra e rimandare all’infinito eventuali misure di uscita anticipata. Anzi, riflette quest’oggi sul fatto che giacché Il Covid-19 sta modificando il modo di fare scuola, il modo di lavorare ed il modo di curare i pazienti, potrebbe fungere da sprone al miglioramento della previdenza. Eccovi le sue considerazioni.

Pensioni 2020: No abolizione quota 100, rivedere al ribasso adv

Per Claudio Maria Perfetto abolire quota 100 o anche solo pensarlo in questo momento di assoluta incertezza sanitaria ed economia é pura follia: Sostenere di abolire Quota 100 perché occorre risparmiare è un pensiero di così scarso spessore che non vale neanche la pena di ragionarci sopra (non ragioniam di ciò, ma passiam oltre)“. Un ‘ipotesi talmente gretta da non meritare alcun approfondimento di pensiero.

Poi passa a considerazioni sul futuro pensionistico e sostiene che nonostante il momento delicato dove é giusto che ogni forza venga spesa per sconfiggere questo ‘nemico invisibile’ che ci ha portato in ‘guerra’ dato l’elevato numero di morti e lo sfacelo economico in atto, sarebbe bene che i sindacati inizino a lavorare/ riconsiderare, anche se probabilmente già lo stanno facendo in un ottica lungimirante, la riforma pensioni che verrà:Intanto che il governo è occupato a gestire l’emergenza, i sindacati potrebbero cogliere l’occasione (spero che lo stiano facendo) di mettere a fuoco la riforma pensioni che verrà. Ci sarà da introdurre qualche elemento nuovo. Per esempio, l’aspettativa di vita: siamo certi di non doverla rivedere al ribasso?

Riforma pensioni: Il Covid 19 potrebbe modificare in meglio la previdenza?

Poi prosegue Perfetto: “Col coronavirus bisognerà convivere, per qualche tempo. Oggi si dice che i 65enni sono tra i più esposti al contagio del coronavirus, sono tra i più vulnerabili, dovrebbero più di altri restare a casa. Non sarà forse il caso di abbassare l’età di vecchiaia da 67 a 65 anni?. Si rientrerà al lavoro progressivamente, in maniera “contingentata” (altro termine che coronavirus ci lascerà in eredità). Non sarà meglio per le aziende lasciare a casa i sessantenni pensionandi e favorire magari l’ingresso di nuovi trentenni?

Insomma, conclude Perfetto, “Il Coronavirus ha modificato il modo di fare scuola (tele-learning), il modo di lavorare in azienda (smart working), il modo di curare i pazienti (robot medici in corsia). Sarà capace di modificare anche la riforma pensioni?.

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

4 pensieri riguardo “Riforma pensioni 2020, ultimissime: il Coronavirus farà da sprone alla previdenza?

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    3 Maggio 2020 in 18:19
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    Perche’ il governo dia un segnale di logica e coerenza, i cardiopatici ed ipertesi come il sottoscritto( 3 stent impiantati e terapia antipertensva e antiaggregante in cronico), che sono tra le persone piu’ a rischio di contagiosità’/mortalita’, avendo “solo” disabilita’ al 46%, non rientrano tra i possibili pensionati precoci con 41 anni di contributi ed 1 anno di lavoro prima dei 18 anni?Questo virus DEVE riaggiornare alcune condizioni poste dai governi, già poco chiare prima di questa tragedia,se veramente vogliamo credere che nulla sarà piu’ come prima.

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    10 Aprile 2020 in 10:43
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    Perfettamente d’accordo con Claudio Maria Perfetto. Dopo questa epidemia nulla potrà essere come prima

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    10 Aprile 2020 in 1:45
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    Condivido pienamente quanto scritto dal Dott. Claudio Maria Perfetto!

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    9 Aprile 2020 in 14:29
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    Mah… fino ad ora, anche in assenza di pandemia, non ho colto grandi segnali di una reale volontà di cambiamento. Semmai c’è stata l’intenzione di razionalizzare l’attuale regime previdenziale mitigandone gli effetti maggiormente perversi. “Superare la legge Fornero”, a mio avviso, significa ben altro – a cominciare per esempio dagli esodati – se al verbo “superare” vogliamo riconoscergli una qualche concreta positività.
    Che ci sia per altro una discreta disponibilità a valutare un abbassamento dell’età pensionabile, mi pareva evidente fin dai giorni del confronto tra governo e sindacati e credo che, anche dopo questa pandemia, si proseguirà in tale direzione. Abbassare l’asticella senza rivedere le tutele sul lavoro e il regime di calcolo, significa però concedere uno strumento alle aziende per liberarsi, senza alcun onere, dei lavoratori quasi settantenni che la legge Fornero oggi rischia di mummificare sul posto di lavoro. C’è da scommetterci che l’imprenditoria non si lascerebbe sfuggire questa opportunità, tanto più se dovesse peggiorare la situazione congiunturale dopo l’uscita dalla pandemia. In quanto ai lavoratori, il tanto agognato scivolo rischierebbe invece di vanificare una intera vita di lavoro e di accantonamenti previdenziali proprio negli ultimi anni, quando una eventuale imposta (e non richiesta) uscita anticipata dal lavoro finirebbe per incidere, in misura anche significativa, sul rateo atteso.
    Molto ci sarà da lavorare sul tema se soltanto una millesima parte della retorica sul necessario cambiamento della scala dei valori, dominante in tempi di pandemia, dovesse davvero guidare la mente delle istituzioni e dei cittadini una volta passata la tempesta. Su questo mi si conceda però di conservare un certo scetticismo: intanto perché, in ambito UE, ancora non si trova un serio accordo di cooperazione per superare le criticità; in secondo luogo perché è la cronaca stessa di questi giorni a fare emergere il profondo individualismo che pervade la società contemporanea, tra chi se ne fotte del prossimo eludendo le disposizioni, chi ha meschinamente speculato sugli anziani e chi ora preme perché si torni quanto prima a produrre senza porsi troppi interrogativi.

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