Riforma pensioni 2020, ultimissime notizie su donne, quota 41 ed isopensione

Riforma pensioni 2020, ultimissime notizie su donne, quota 41 ed isopensione

Le ultime novità sulle pensioni anticipate giungono dalle considerazioni degli amministatori dei gruppi facebook e dei Comitati che si occupano in prima linea di pensioni, l’emegenza Coronavirus ha messo attualmente in standby il capitolo previdenziale da parte del Governo, ma il dibattito su tali tematiche, almeno sui social, continua ad essere argomento caldo.

Vi riportiamo dunque in ordine le ultime notizie relative alle pensioni anticipate donne, nello specifico la richiesta di estensione dell’opzione donna anche alle emigrate, ed al tema della conciliazione lavoro/cura, attualissimo ai tempi del Coronavirus, in seguito le notizie aggiornate sulla quota 41 e le modalità con cui chiedere il rimborso relativo alle spese di viaggio anticipate per la manifestazione del 25 marzo, rimandata per emergenza sanitaria, ed in ultimo alcune considerazioni importanti circa la possibilità per i lavoratori più anziani di uscire anticipatamente dal mondo del lavoro, in questa situazione di crisi per le aziende, che mettono in evidenza i rischi che tale scelta potrebbe comportare se dettata solo dall’impulso del momento. Eccovi dunque le ultime news ad oggi 13 marzo 2020 .

Riforma pensioni: opzione donna ad emigrate e conciliazione lavoro/cura

Le prime considerazioni circa l’opzione donna giungono da Orietta Armiliato, amministratrice del Comitato Opzione donna Social, che a seguito della condivisione sulla pagina ufficiale del gruppo di un nostro articolo dal titolo: Pensioni anticipate, ultime su opzione donna 2020: ‘Estenderla anche a emigrate’ ha voluto evidenziare i commenti carichi di pregiudizi, dettati da quanti si sono limitati a leggere il titolo senza preoccuparsi del contenuto trattato. Così Armiliato: “Ancora una volta riscontro da alcuni commenti e con enorme tristezza e immenso disappunto, che l’analfabetismo funzionale accompagnato ad un bel carico di pregiudizio, non consentono a qualcuno di voi di comprendere che la precisazione posta in sede parlamentare rispetto alla misura dell’Opzione Donna, provvedimento più che equo, citata dall’articolo del web magazine “pensionipertutti.it” a firma del giornalista Stefano Rodinò, che se aveste avuto la compiacenza di leggere per intero prima di commentarlo, invece che limitarvi a leggerne il solo il titolo, riferisce alle lavoratrici italiane che si sono trasferite all’estero per “N” motivi e attendono esattamente come moltissime di noi residenti in Italia, di andare in pensione. Ora, cosa é che non vi garba/convince/contestate/vi fa ritenere “defraudate” di un qualche diritto?

Orietta Armiliato ha altresì riportato nei giorni scorsi un’importante dichiarazione di Susanna Camusso, leader della Cgil, che in occasione della Giornata Internazionale dedicata alle Donne, ha fatto il punto per “Rassegna.it” sul tema della conciliazione, tirando in ballo, e non a caso, anche i retaggi culturali che stanno emergendo in questa emergenza sanitaria. Spesso si dà per scontato, fa notare, la responsabile delle politiche di genere della Cgil, che siano le donne a dover stare a casa a guardare i figli, anche in questa occasione. Eccovi le sue considerazioni, che qui riportamo intergralmente:

Così Camusso: “In molti casi la conciliazione è diventata una sorta di trappola per le donne che sembra debbano conciliare con sé stesse, come fosse un problema personale. Non è così: più che di conciliazione, bisognerebbe parlare di condivisione, di responsabilità sociale della maternità e della cura dei figli. Un esempio concreto del comune pensare sulla conciliazione lo abbiamo in queste ore di emergenza e chiusura delle scuole per il Coronavirus. Si dà per scontato che debbano essere le donne a restare a casa a occuparsi dei figli. E non riconoscendo il valore di quel lavoro, non si è pensato fin da subito a dei provvedimenti di tutela della genitorialità. Un altro elemento positivo scaturito dal lavoro fatto con la Piattaforma sta nel fatto che nelle contrattazioni si comincia a ragionare non solo sul tema della conciliazione/condivisione, ma ci si misura anche su come intervenire sul mercato del lavoro, sull’organizzazione del lavoro e sulla contrattazione dei premi. Passi in alcuni casi timidi e in altri più forti, ma indubbiamente i segnali ci sono. D’altra parte sarebbe singolare, per un sindacato che da anni si batte per la contrattazione inclusiva, non includere nella sua azione metà del genere umano”. Dalla sua, parlando delle pensioni anticipate per i precoci, invece Gino Bartoli ha ricordato come sebbene la richiesta della quota 41 sia attualmente in standby a causa del Covid 19, si tornerà in piazza più forti che mai.

Quota 41: tutti a casa per il Covid 19 per poi scendere in piazza più forti di prima

Bartoli, amministratore del gruppo ‘Andiamo a roma per la pensione di tutti’ che insieme ad altri organizzatori stava preparando la manifestazione del 25 marzo prossimo per chiedere al Governo una riforma delle pensioni che ricomprendsse anche la tanto richiesta quota 41 per tutti indipendentemente dall’età, nei giorni scorsi ha lanciato una sorta di appello al Governo affinché anche i lavoratori possano essere tutelati dal Coronavisrus, eccovi le sue parole, che in parte hanno trovato accoglimento nelle restrizioni aggiutive enunciate ieri sera dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Il gruppo 41 x tutti , senza volersi sostituire a figure competenti e istuzionalmente preposte, registra un forte senso di smarrimento tra i lavoratori in merito agli atteggiamenti da assumere in queste ore per proteggersi dal covid 19.
Prendendo atto delle condizioni di EMERGENZA del nostro sistema sanitario nazionale, fatto di grandi strutture, ma anche di piccoli ospedali con pochi mezzi e attrezzature, prendendo atto delle carenze strutturali di certe regioni meno attrezzate nella cura di un esplosione del contagio, pensiamo che cercare di isolare la propagazione del virus sia un atto di responsabilità di tutti i cittadini. Nessuna protezione viene assicurata ai lavoratori dipendenti e autonomi di ogni ordine e grado e che pochissime aziende sono organizzate con piattaforme dedicate per effettuare le prestazioni lavorative da casa. Senza voler creare panico riteniamo opportuno però che , in queste difficili ore, si valuti rapidamente un SISTEMA GENERALIZZATO DI QUARANTENA IN TUTTA LA NAZIONE.
E nel frattempo essere uniti nell’ evitare polemiche astruse e inconcludenti sia un dovere di chi ama l’ITALIA” Io resto a casa”

Inoltre l’amministratore si presta anche a dare informazioni a quanti chiedono lumi per ottenere il rimborso per le spese sostenute anticipatamente per treni/autobus per la manifestazione su Roma attualmente saltata, così suggerisce: “Per chi vuole richiedere rimborsi per i viaggi prenotati per la MANIFESTAZIONE ANNULLATA DALLE AUTORITÀ DEL 25 MARZO 2020. Questo è il documento ufficiale della richiesta DI PIAZZA MONTECITORIO, depurata dai dati sensibili (visibile sulla pagina ufficiale del gruppo ‘andiamo a roma per la pensione di tutti’). Poi l’amministratore invia un messaggio di speranza ricordando come la quota 41 sia ora una richiesta in standby, determinata dalla difficile situazione sanitaria che sta vivendo il Paese, ma anticipa che la manifestazione, sarà solamente rinviata:SARÀ SOLO UN RINVIO DI UNA PROTESTA CHE VERRÀ RIPROPOSTA APPENA IL PAESE SARÀ FUORI DA QUESTA TERRIBILE EMERGENZA DEL VIRUS covid 19″. Infine vi riportiamo un pensiero di Luigi Metassi, amministratore del ‘comitato difesa e tutela pensioni’ ( ex com. esodati licenziati e cessati) che invita alla riflessione a partire dall’articolo che abbiamo pubblicato sulle possibilità di anticipo pensionistico (isopensione/ape sociale/quota 100) a cui stanno pensando aziende e lavoratori per ‘arginare’ l’emergenza Coronavirus, almeno per quanti sono in età avanzata.

Pensioni anticipate e Coronavirus: Metassi invita a scegliere con raziocinio

Per Metassi é necessario prestare attenzione a non farsi condizionare dal momento perché il rischio é poi quello di pentirsene per la vita: ” La scelta del momento della quiescenza è una scelta di vita che comporta decisioni irrevocabili e neanche sempre libere; lo sanno molto bene coloro che sono indotti a ritardarne il momento a causa delle insufficienti prospettive economiche che, da tale scelta, ne deriverebbero e lo sanno altrettanto bene coloro che, nella decisione, ci sono stati trascinati in maniera forzosa dalle rispettive aziende.

La pandemia è invece un evento temporaneo che, per quanto grave anzi, proprio in misura della manifesta gravità, richiede contromisure altrettanto eccezionali quanto temporanee. Farei quindi molta attenzione a non affrontare una calamità contingente e temporanea con misure a carattere permanente e di forte impatto sulla restante vita dei cittadini che ne venissero coinvolti. Parlare di scelta volontaria in materia di prepensionamenti, lo sappiamo tutti quanti, in molti casi è puro eufemismo del quale approfitterebbero ampiamente le aziende più spregiudicate. Il potenziamento e l’allargamento dell’istituto del congedo, trattandosi di misura temporanea che puó durare per il solo tempo necessario ad affrontare l’emergenza contingente, ritengo che sia la via più corretta e praticabile da seguire. Se ci saranno dei costi – e ci saranno di sicuro in ogni caso – non si guardi al solito bancomat dei pensionati ma facciamo in modo che vengano equamente distribuiti nella fiscalità generale

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981,! Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista. Scopri di più

5 pensieri su “Riforma pensioni 2020, ultimissime notizie su donne, quota 41 ed isopensione

  1. Ricapitolando a 60 anni sono troppo giovane e bello, e 41 anni di contributi non bastano solo perché prima dei 19 anni ho 11 mesi di contributi invece di 12!!!!! e devo stare altri 3 anni!!!!!!!!!!! Ma dico io la mia invalidità al 75% non Vale proprio un Fico Secco!!!!!! Visto che tutte le sante mattine devo prendere servizio pieno di dolori e sofferenze e non crediate che i Dirigenti siano tollerati anzi…. Cari politici la volete smettere di prenderci in giro….

  2. Capisco che il problema COVID 19 abbia messo il governo al verde con i fondi ,ma se non si fa un accordo sulle Pensioni a breve molte persone ,proprio quelle che hanno iniziato a lavorare in giovane eta’ , magari Donne ,che per l’opzione possono avere contributi ok ,ma eta’ anagrafica 57anni. Tutte queste invenzioni di mettere due paletti, l’eta’ e anche i contributi,e’una cosa ASSURDA. Ci sono donne con 40 anni di lavoro e 59 di eta’.Esempio se la quota 100 fosse stata che la somma dei contributi versati piu’ l’eta’ anagrafica dia 100 ,allora si che la legge era da Persone NORMALI ,come’ora e’ una legge da persone che non hanno mai lavorato .URLERO’ ad ALTA VOCE VERGOGNATEVI

  3. Non mandiamo in Pensione le Donne ITALIANE con 41 anni di contributi, ne servono altri 10 mesi più 3 mesi di finestra. Ci stiamo a preoccupare per la Pensione alle Immigrate. Se hanno versato i 35 anni di contributi in ITALIA e non quelle figurative. Quindi la stessa cifra versati dalle ITALIANE. Allora tutto ok, è giustissimo .Non mi vanno le AGEVOLAZIONI .

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