Riforma pensioni 2020, ultimissime novità: Quota 92 o Ddl 857 dal 2022?

Le ultime novità sul fronte previdenziale derivano dalle considerazioni che sono giunte in seguito al nostro articolo pubblicato ieri in cui si riprendeva il Ddl 857 di Damiano/Baretta/Gnecchi come possibile soluzione allo scalone post quota 100. A termine della misura, e questo é un dato di fatto su cui concordano tutti gli esperti previdenziali, sarà necessario pensare ad una nuova forma di flessibilità in uscita giacché da gennaio 2022 le persone aventi gli stessi requisiti pensionistici necessari oggi per uscire con quota 100, 62 anni d’età e 38 di contributi, dovranno attendere 5 anni in più per potersi pensionare.

Per l’onorevole Damiano dunque basterebbe rispolverare la proposta giacente dal 2013 alzando semplicemente il requisito anagrafico a 63 anni. Tra gli amministratori dei gruppi social vi é anche chi come Mauro D’Achille ha fatto notare come anche la proposta del Senatore Nannicini, la Quota 92, potrebbe essere una valida soluzione al post quota 100, specie per chi ha pochi anni contributivi.

Pensioni 2020, quota 92 e ddl 857, quali le differenze sostanziali?

In primis ricordiamo solo per fare il punto le peculiarità delle due misure: Il restyling del Ddl 857 a prima firma Damiano permetterebbe un’ uscita dai 63 anni, dunque 4 anni prima dei 67, con 35 anni di contributi. Ogni anno di anticipo costerebbe al lavoratore un 2% in meno in termini di assegno ultimo. Dunque chi optasse oggi per uscire a 63 anni, Damiano fa notare come all’epoca la proposta prevedesse l’uscita dai 62 anni in quanto la pensione di vecchiaia era fissata a 66 anni, lascerebbe ‘sul campo ‘ un 8% del proprio assegno. Il Ddl 857 al suo interno prevedeva altresì la quota 41 per tutti a prescindere da età e mestiere svolto. Insomma, oggi come allora, la panacea per i lavoratori precoci che da tempo chiedono di potersi pensionare avendo versato i contributi per 41 anni.

La Quota 92 proposta recentemente dal senatore Nannicini prevedrebbe, invece, la possibilità di uscire dai 62 anni d’età e con un minimo contributivo pari a ‘soli’ 30 anni. La Quota 92 permetterebbe alle categorie maggiormente disagiate e rimaste fuori dalla quota 100 di potervi accedere con maggiore facilità, si pensi a chi ha carriere discontinue e meno anni contributivi versati, dentro dunque: chi compie lavori gravosi, i disoccupati , le persone con disabilità, o chi ha esigenze di cura in famiglia. Quale opzione sarebbe dunque la migliore dal 2022, ammesso che il Governo decida poi di tenerle in considerazione entrambe?

Riforma pensioni, quale la soluzione migliore tra Ddl 857 e Quota 92?

Sulla questione oltre ai numerosi commenti sul nostro sito, tanti dei quali pro Ddl 857, vi riportiamo di seguito il parere di 3 amministratori che si sono espressi nei rispettivi gruppi che amministrano. Eccovi le considerazioni di Orietta Armiliato, pro Ddl 857, di Mauro D’Achille, che ha puntato l’attenzione anche sulla quota 92, spiegandone a suo modo i vantaggi rispetto al Ddl 857 e ipotizzando come soluzione ideale un mix tra le due proposte, ed infine Elide Alboni, per gli esodati, che dalla sua continua a far notare come nessuna delle soluzioni sanerebbe il dramma dei 6.000 esclusi dalle precedenti salvaguardie, se non l’approvazione dell’emendamento 58.0.10 a prima firma senatore Tommaso Nannicini

Così Armiliato, amministratrice del CODS: “noi che sostenemmo e firmammo la petizione che raggiunse in pochissimo tempo il numero di adesioni sufficienti per essere depositata, non possiamo che essere d’accordo con il Presidente Cesare Damiano. D’altra parte le firme apposte su quella Pdl n. 857, sono quelle della competenza in materia, cosa assai rara oramai, specie dopo tutto ciò che abbiamo ascoltato in queste ultime stagioni”

Così D’Achille, Amministratore del gruppo: ‘Lavoro e pensioni: problemi e soluzioni’: Ricordate il ddl 857 di cui si parla? In parole povere prevedeva la possibilità di pensionarsi 4 anni prima dell’età per la pensione di vecchiaia, allora erano 62 anni adesso 63, dopo aver raggiunto i 41 anni di versamenti. Allo scopo di non essere eccessivamente onerosa, prevedeva il pagamento di una penale corrispondente al 2% dell’importo pensionistico per ogni anno mancante ai 62 (adesso 63). Quando fu proposto, non fu però ammesso alla discussione in Aula poiché la RGS lo ritenne privo di copertura.
Al momento, stante i costi di quota cento, sarebbe improponibile per lo stesso motivo, ma dopo il 2021? Cesare Damiano lo promuove ancora, ma sarà sostenibile nel 2022? Di certo, qualcosa bisognerà prevedere affinché si eviti lo scalone di cinque anni. A tal proposito, si è mosso per tempo il Sen. Nannicini che prevede un numero di anni lavorati inferiori, a parità di anni, e gratuito per le quattro categorie social, ma oneroso per chi non ci rientra. La onerosita’ prevista è il ricalcolo contributivo per stabilire l’importo pensionistico. Il tutto, in entrambi i casi, su base volontaria, naturalmente. I due meccanismi, entrambi meritevoli, secondo me hanno una differenza sostanziale: il ddl Cesare Damiano è principalmente rivolto a noi baby boomers oramai giunti alla soglia dei 41 anni di versamenti, mentre il ddl Nannicini sembra più proiettato verso il futuro, quando i 41 di versamenti saranno una chimera per la gran parte dei lavoratori, ma che non subiranno alcuna penalità in quanto saranno già nel contributivo puro. Suppongo che un mix tra le due misure possa essere sostenibile, adatto sia all’oggi che al domani”

Così Elide Alboni, Comitato Esodati, licenziati e cessati:Damiano DOPO Q100 ripropone la ddl 857 del 2013 che tutti ricordano e, oltre a come ricorda Orietta per il loro comitato , anche alcuni nostri EX esodati ne spinsero una petizione nel 2015 Allora – purtroppo- noi qui invece non potemmo entusiasmarci perché ALLORA l’ on. non nascose potesse essere la soluzione anche per i 49500 esodati da salvaguardare che si contavano allora certificati da inps su interrogazione della on. Maria Luisa Gnecchi . Era il 2015 . L’ accomunamento … parve per la sostanza allora e sempre inaccettabile nel ” piot che nient” (che qualcuno disse allora … 😏) . Noi qui ORA come ALLORA pur trovando la proposta del ex Presidente della commissione lavoro della Camera della XVII legislatura una buona forma di #FLESSIBILITÀ in #USCITA #dal #lavoro … ribadiamo con forte convinzione l’ INAPPLICABILITA’ a qualunque altro non sia appunto nella condizione di lavoratore quindi inapplicabile agli esodati antefornero rimasti …. ️dramma a conclusione proprio ADESSO in itinere con l’ emendamento 58.0.10 a prima firma senatore Tommaso Nannicini“.

Voi, dalla vostra, quale delle due misure preferireste post quota 100? Fatecelo sapere nell’apposita sezione commenti del sito.

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

15 thoughts on “Riforma pensioni 2020, ultimissime novità: Quota 92 o Ddl 857 dal 2022?

  • Pingback: Pensioni anticipate 2020, news Proietti e Ghiselli: uscita dai 62+20, quota 41 e donne | Pensioni per tutti

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    11 Dicembre 2019 in 10:59
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    che vergogna vedere la fornero ancora in tv,andate a scuola in francia,morte al tirannosi a 1 guerrigla popolare,arrovesciamo questi governi.

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    10 Dicembre 2019 in 20:50
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    Volendo essere al di fuori delle parti, a mio parere la quota 92 consentirebbe a tutti i lavoratori disagiati , giovani che hanno lavorato in maniera discontinua che hanno meno contributi versati, lavoratori precoci, lavoratori gravosi, con disabilita’ ecc… di andare in pensione prima a 62 anni sempre in maniera volontaria, con gli anni di contributi maturati, invece per chi volesse continuare puo’ farlo.

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    10 Dicembre 2019 in 19:16
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    Nell’articolo c’è un GRAVE ERRORE nella dichiarazione di D’Achille, dalla quale sembra che la proposta Damiano richieda ben 41 anni di contribuzione (!).
    Invece il Ddl 857 ( https://www.camera.it/_dati/leg17/lavori/schedela/apriTelecomando_wai.asp?codice=17PDL0005260 ), come correttamente riportato in altri punti, prevedeva 63 anni e almeno 35 di contributi, con una “quota 41 per tutti” come ALTRA opzione AGGIUNTIVA (per altri tipi di pensionati, ovvero chi non arriva ai 35 e indipendentemente dall’età).

    Prevedendo una penalizzazione del 2% per ogni anno di anticipo, un’età minima accettabile e un minimo di contributi ragionevole, quella di Damiano è decisamente la proposta PIU’ EQUILIBRATA ED ACCETTABILE tra tutte quelle di cui si parla, in pratica una “quota 98 con penalizzazione”.
    Certo, sarebbe meglio senza penalizzazione ma mi pare che anche così non sia troppo esosa.

    La proposta di Nannicini, invece, ovvero la cosiddetta “quota 92”, la possibilità di andare in pensione a 60 anni e 32 di contributi ma TUTTA ricalcolata a CONTRIBUTIVO, è un’autentica PRESA PER I FONDELLI, oppure la si potrebbe anche definire un FURTO.
    Esempio: avendo io al presente circa 13 anni di retributivo e 22 di contributivo, facendo un conto “a spanne” mi risulterebbe una decurtazione della pensione del 30% circa, contro l’8% MASSIMO della proposta Damiano.
    Tra l’altro, 60 anni per andare in pensione sono forse anche troppo pochi, e qui si vede bene che per i nostri politici l’UNICO motivo per tenere gli anziani al lavoro fino a 67 anni non sono le menate che ci raccontano sull'”aumento della vita media” ma solo il fatto di NON VOLER PAGARE LE PENSIONI: troncatevi la pensione del 30%, cari lavoratori anziani, e saranno contentissimi di mandarvi SUBITO in pensione, anche a 60 anni!
    Quella di Nannicini è una proposta IRRICEVIBILE, una vergogna.

    Anche l’idea della Lega di sostituire in futuro “Quota 100” con “Quota 41 per tutti” E BASTA (come sembrerebbe dalle dichiarazioni di Salvini) è FOLLIA: “Quota 41” va bene come opzione AGGIUNTIVA, come era previsto nel Ddl di Damiano, ma se è l’UNICA opzione allora è PAZZESCA, perchè va bene SOLO per chi ha cominciato a lavorare a 18-20 anni, mentre uno che è andato all’università ed ha cominciato a 25 raggiunge i 41 di contributi a 66 anni e se ha buchi di contribuzione anche oltre: in pratica si tornerebbe ai 67 anni della Fornero!
    E non mi si parli di riscatto degli anni di laurea, che per quatrtro anni costano almeno 32mila euro …
    Anche qui, una PRESA PER I FONDELLI, questa volta da parte leghista (dopo che hanno fatto una Quota 100 in sè doverosa ma fatta MALISSIMO, con quegli assurdi 38 anni minimi).

    Quella di Damiano invece è una BUONA PROPOSTA.
    Del resto Damiano è secondo me una delle poche, anzi pochissime persone serie rimaste dentro al PD.

    Una proposta migliore ancora sarebbe quella di Landini, ovvero chi arriva a 62 anni deve poter andare in pensione a prescindere da quanti contributi ha, ricevendo in base a quanto ha versato.
    Ma temo che sia una proposta troppo equa e semplice per i nostri politici …

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    • Erica Venditti
      10 Dicembre 2019 in 23:42
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      Grazie Michele per il suo commento articolato

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    10 Dicembre 2019 in 19:09
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    SUBITO DA GENNAIO QUOTA 41PER TUTTI SENZA VINCOLI DI ETÀ, SENNÒ BISOGNA ANDARE IN PIAZZA COME FANNO IN FRANCIA.

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      11 Dicembre 2019 in 9:26
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      Sig. Giuseppe, dubito che mai vedrò fiumane umane straripare per strade e piazze italiane a difendere ciò per cui valga la pena di lottare. C’è nell’aria una forma di rassegnata accettazione che rende impotente qualsiasi forma di azione di riscatto.
      Ciò che vedo sono pensionati in fila come operai stanchi, operai delusi come giovani illusi, giovani in fila come pensionati. E dopo il lavoro l’operaio corre a casa a illudere per poche ore giovani illusi, e il pensionato s’appresta ad andare in posta a prelevare ciò che non gli basterà fino a domani. Perché il domani è un giorno lungo per chi il suo lavoro l’ha già lasciato, o per chi lavora senza sosta, o per chi il lavoro non l’ha ancora trovato. O per chi il lavoro l’ha già perduto.

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    10 Dicembre 2019 in 18:31
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    I soldi dell Inps sono nostri . Dopo 30/35/38/41 anni non ci stanno facendo un regalo .
    Io penso che dal 2022 bisogna confermare quota 100 con 38 anni e 30 anni per categorie disagiate , lavori usuranti , disoccupati però con il contributivo . Chiaramente 41 anni con ogni età .
    Ora si parla di quota 92 . Questi mi sembrano fuori di testa . Magari .

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    10 Dicembre 2019 in 17:13
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    Basterebbe consentire la pensione a qualunque età con il sistema contributivo: prima si va e meno si prende, a condizione che sia sufficiente per vivere. Inoltre non si capisce perché non si parla di proroga dell’APE volontaria. Misteri.

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      10 Dicembre 2019 in 19:01
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      Totalmente d’accordo con lei in tutto compreso il paletto che l’assegno pensionistico sia sufficiente per vivere. Con le leggi in vigore io sarei destinatario del calcolo “misto” avendo versato oltre 12 anni di contributi prima del 1/1/96, ma sono dispostissimo a farmi calcolare l’assegno col metodo interamente contributivo e quindi a subire un taglio probabilmente consistente PURCHE’ SIA IO A SCEGLIERE A QUALE ETA’ PENSIONARMI QUALUNQUE ESSA SIA, ovviamente non voglio sentire nessun vincolo anagrafico di nessun tipo, altrimenti tutto è fuori discussione. Inoltre ricordo che mandare le persone in pensione col misto (quindi anche me) vorrebbe dire mettere a carico delle generazioni future un debito perché essendo l’assegno più generoso dei contributi versati prima o poi qualcuno dovrà ripianare questo debito e personalmente preferirei non lasciare in eredità ai miei figli dei debiti.

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      10 Dicembre 2019 in 19:28
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      Concordo.
      Mi pare sia la proposta di Landini, fatto salvo l’età minima di 62 anni e vai in pensione con quanto versato.

      Credo ben poco che dopo Quota 100 ci sarà qualcosa di simile, troppo “rivoluzionario”, o anche qualcosa secondo me di accettabile come la proposta Damiano.
      I politici italiani, in particolare quelli del PD (Damiano è u’eccezione in quel partito), ben difficilmente fanno qualcosa a favore della gente.
      O si fa come in Francia e si scende in piazza duramente oppure non ti danno nulla, se non calci nel posteriore …

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    10 Dicembre 2019 in 16:47
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    Si nel 2022 ma per piacere che presa per il culo i precoci nel 2022 non ci dono più pagliacci

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    10 Dicembre 2019 in 16:32
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    I kavori usuranti devono ootere andare in ownsiobe max 30 anni di contributi a qualsiasi età vwrmi di opitici fannulloni

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    10 Dicembre 2019 in 16:23
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    Seee! Prima la Quota 100 non andava bene perché si spende troppo e adesso addirittura si potrebbe uscire a quota 92?
    Ma queste persone bevono già di prima mattina?

    Sarebbe meglio che ci fosse della serietà nel trattare un tema tanto delicato per il futuro delle persone!

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      10 Dicembre 2019 in 19:42
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      Parchè adesso gli va bene “Quota 92” e mandare la gente in pensione a “soli” 60 anni?
      Semplice: perchè “Quota 92”, ovvero la proposta Nannicini, è un FURTO.

      Con il ricalcolo TUTTO A CONTRIBUTIVO, come prevede la proposta, l’importo della pensione subisce una MAZZATA tremenda per gli aspiranti pensionati di questi anni, ovvero i sessantenni che hanno 10-15 anni di retributivo e il resto di contributivo, perchè il calcolo a contributivo è tremendamente PENALIZZANTE.
      Io ho fatto un conto a spanne nel mio caso e mi risulta una decurtazione dell’importo pensionistico attorno al 30%!

      E’ per questo che gli piace “Quota 92” …

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