Riforma pensioni 2020, ultimissime oggi 23 dicembre su quota 41 ed esodati

Le ultime novità sulla riforma delle pensioni al 23 dicembre ruotano intorno alla manovra 2020 che sta concludendo il suo iter, così Orietta Armiliato, ha sintetizzato, pochi minuti fa sulla pagina del CODS lo stato dell’arte ad oggi, facendo emergere il suo disppunto: Con il voto della Camera alla fiducia posta dal Governo, nel pomeriggio giungeremo alla conclusione dei lavori per l’approvazione della Ldb2020. Ricordo che non vi é stato modo di discutere né di emendare il testo giunto blindato dal Senato: Togliere Voce al Parlamento é Toglierla a Ciascuno di Noi“.

Tra i provvedimenti ancora esclusi dalla Legge di bilancio la salvaguardia definitiva degli esodati a cui puntavano i 6.000 ancora esclusi dalle precedenti, la quota 41, che seppure pare restare un obiettivo futuro del Governo continua ad essere rinviata, la richiesta della valorizzazione del lavoro di cura che sebbene abbia trovato, in questi mesi, accoglimento totale delle parti sociali e di differenti politici al momento non sia stata ancora tradotta in misure concrete a favore di tutte le donne, e la non proroga dell’Ape volontario, su cui emergono molti disappunti sul web. Diamo voce al malcontento, riprendendo alcune considerazioni apparse sui social e sul nostro sito.

Pensioni 2020, esodati esclusi

Gabriella Stojan, amministratrice del Comitato 6.000 esodati esclusi, fa presente che oggi alle ore 12 é stata intervistata in diretta da Matteo Torrioli a Radio Cusano Campus proprio in merito alla situazione degli ultimi 6000 esodati dopo la bocciatura dell’emendamento per la riapertura dell’Ottava Salvaguardia nella legge di bilancio 2020.

Nella giornata di ieri, invece, la stessa amministratrice ha diffuso un comunicato sulla pagina del Comitato in cui invita il Governo a salvaguardare gli esodati nel decreto milleproroge. Eccovi un piccolo stralcio dell’intero comunicato che potrete visionare voi stessi sulla pagoina Fb del gruppo: ” Dopo la scandalosa e criminale bocciatura dell’emendamento 58.0.10 proposto dai Sen. Nannicini, Laus e Manca alla Legge di bilancio per a salvaguardia degli ultimi 6.000 esodati esclusi, il Comitato che li rappresenta ricorda che c’é ancora una possibilità per questo governo di fare ammenda e riparare alla vergognosa ingiustizia inflitta negando il provvedimento numerose volte promesso, e cié inserirlo nel Decreto di fine anno che verrà discusso e approvato dalle Camere nei prossimi giorni. L’emendamento a sanatoria delle discriminazioni contenute dell’ottava Salvaguardia verrà infatti nuovamente presentato dal Sen. Nannicini in occasione del decreto Milleproroghe. Dalla sua anche l’amministratrice del CODS, Orietta Armiliato, ha voluto esternare la sua insoddisfazione sulla LdB2020 che nuovamente ha tenuto poco in considerazione il genere femminile.

Pensioni 2020, le donne ancora fanalino di coda

Orietta Armiliato: “Le Donne sono stanche di leggi ondivaghe, sono stanche del “di anno in anno” iniquo ed irrispettoso che non consente alcuna pianificazione come si conviene a chi ha il diritto di vivere il futuro nell’età più fragile, con un minimo di serenità.

Le norme sulle pensioni devono essere regolamentate con requisiti inequivocabili, inamovibili ed a tempo indeterminato e debbono garantire l’esercizio del diritto soggettivo sancito dalla costituzione

Pensioni 2020, affranti i quota 41

Anche i quota 41 si dicono esausti dell’ennesimo rivio, basiti dal fatto che non si sia nuovamente pensato al ricambio generazionale, se chi esausto dopo 41 anni di contributi lasciasse il posto di lavoro per accedere, dicono all’unisono i preocci, meritatamente alla pensione, va da sé che si libererebbero dei posti di lavoro per i nostri giovani.

Eppure, sentenziano affranti, nei commenti sul nostro sito, si continua a preferire mandare in pensione persone che hanno lavorato meno, vedi quota 100, per i quali sono sufficienti 38 anni di contributi. Nulla contro questa misura se può aiutare i più deboli, a patto che, aggiungono, venga associata alla quota 41 per tutti senza limiti anagrafici, se una deve escludere l’altra, allora, dovrebbero avere precedenza, e su questo non transigono, quanti hanno lavorato e versato di più. Dispiaciuti anche quanti confidavano nella proroga dell’Ape volontario, una misura a totale carico del richiedente, che purtroppo non verrà prorogata.

Riforma pensioni 2020, addio all’ Ape volontario

Così Aleandro sul nostro sito: “Una riflessione sulla vicenda dell’ape volontaria, coloro i quali speravano in una proroga dell’ape volontaria credo debbano prendere atto che tale strumento va a morire nell’indifferenza assoluta di tutti, politici,senatori,e persino di coloro che hanno creato tale strumento che non hanno avuto la forza nè la convinzione di mantenerlo in vita, pur essendo tornati a far parte del governo; il silenzio di queste persone sulla vicenda dell’ape volontaria è significativo:non è dato saper se la mancata proroga sia dovuta alla non approvazione di emendamento presentato oppure alla mancanza di emendamenti che ne avrebbero dovuto garantire la proroga.

Poi aggiunge, ricordando che la misura non era a carico dello Stato ma del singolo richiedente: “ tale situazione non ha una spiegazione logica, poichè gli interessati alla proroga dell’ape volontaria, richiedevano quella flessibilità che altri strumenti quali quota 100, ape sociale , opzione donna, a loro non garantivano;queste persone chiedevano di avere l’opportunità di pensionarsi in anticipo pagando personalmente tale anticipo, nulla chiedendo allo Stato e alla collettività: ma tale opportunità gli è stata negata senza apparentemente un valido motivo; in compenso i delusi dell’ape volontaria si possono consolare andando in attesa della pensione sui monopattini elettrici visto che tali emendamenti sono stati approvati;questa è l’italia, il paese dove è nato Pinocchio“. Sulla questione dell’Ape volontario avevamo chiesto giorni fa un parere al Senatore Nannicini partendo da un commento analogo che un lettore aveva lasciato sul nostro portale, il senatore dalla sua ci aveva detto: “Non verrà rinnovato, ma sono d’accordo con il suo lettore, visto che non ha praticamente costi é insensato togliere questa possibilità in più”.

Voi cosa ne pensate della Ldb2020? Fatecelo sapere, specie se siete tra le categorie rimaste escluse.

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

5 thoughts on “Riforma pensioni 2020, ultimissime oggi 23 dicembre su quota 41 ed esodati

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    25 Dicembre 2019 in 21:15
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    Pienamente daccordo con luigi e vero noi italiani siamo un popolo di bugia nein in piemontese vuol dire che non ci muoviamo invece in francia si sono mossi subito daccordo anche con i sindacati a protestate per i loro diritti .i nostri sindacati nel 2011 per la riforma delle pensioni fornero anno proclamato 4 ore di sciopero .o detto tutto saluti e buon natale

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    24 Dicembre 2019 in 11:23
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    Si sono dimenticati della proroga dell’ape volontaria nella Legge di Bilancio. Ma dato che non costa nulla allo Stato, nessuno può presentare una legge/decreto in Gennaio?

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    23 Dicembre 2019 in 23:22
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    questi sapientoni di politici che non hanno nemmeno preso in considerazione la situazione degli esodati pre fornero si facciano un esame di coscenza perchè noi abbiano già maturato il diritto della pensione prima che loro cambiassero le regole che ci spieghino perchè si sono accaniti su di noi perchè dobbiamo pagare solo noi i debiti dell ‘italia abbiamo iniziato a lavorare alla tenera età e oggi non possiamo neanche curarci dobbiamo rinunciare a tutto abbiamo dato tutto a questa italia e oggi ci hanno seppelliti vivi possiamo festeggiare un altro natale arrabbiati i indignati ridateci [ i nostri diritti diritti ]

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      24 Dicembre 2019 in 9:25
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      Sig.ra Paola, molto amaro il suo commento. Ma molto vero.
      Cambiamento di regole in corso, diritti acquisiti calpestati, e con quali effetti? Impossibilità a curarsi, rinunciare a tutto, sebbene tutto si abbia dato a questa Italia.
      I nostri politici avranno certamente preso in considerazione la situazione degli esodati e l’hanno deliberatamente scartata. Se non l’avessero presa in considerazione potrebbero essere accusati di negligenza, di pigrizia, di mancanza di sensibilità e la loro colpa sarebbe relativamente lieve. Ma l’hanno fatto, hanno preso in considerazione la situazione degli esodati e l’hanno deliberatamente scartata. Questa non è negligenza, né mancanza di sensibilità: questa è violazione dei diritti acquisiti, e per questo la loro colpa è assai grave.
      E lei, sig.ra Paola, sono certo che direbbe la stessa frase che tutti dicono quando sono colpiti da un immenso dolore: “chiedo solo giustizia”.
      Ma non si può giudicare un anonimo. E allora prendiamo un volto che rappresenti tutti i nostri politici sapientoni: il Ministro Gualtieri. “Ci spieghino perché si sono accaniti su di noi perché dobbiamo pagare solo noi i debiti dell‘Italia”, dice lei, sig.ra Paola.
      Se il Ministro Gualtieri potesse risponderle, credo che le direbbe questo: “Avremmo voluto, ma non abbiamo potuto. Abbiamo dovuto fare delle scelte, prendere delle decisioni difficili, necessarie, alcune, lo riconosciamo, ingiuste. Abbiamo dei patti da rispettare, con gli altri Stati e con i nostri cittadini. Per rispettare i primi abbiamo mancato di rispettare i secondi. Ce ne assumiamo la piena responsabilità e ce ne rammarichiamo, anche se questo non servirà a restituire ai cittadini quel diritto loro negato. Ma servirà certamente a noi, come stimolo a impegnarci sin da subito a che quei diritti non vengano più calpestati.”
      Forse saranno solo parole, sig.ra Paola, parole non dette, parole solo pensate. Ma aprono alla speranza che queste parole solo pensate potranno essere un giorno veramente dette.

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    23 Dicembre 2019 in 17:39
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    Cari Precoci,
    credo che questi pericolosi opportunisti (politici) continuino per la loro strada, fregandosene della vita, nostra vita, quella dedicata interamente al lavoro.
    Certo che nella situazione attuale, eliminare 800000 mila, livelli lavorativi ( in tutti i settori) ormai giunti alle più alte retribuzioni e di conseguenza una montagna di contributi pagati ogni mese, non se lo sognano neppure per un secondo di farci godere la nostra meritata pensione.
    Credo che dobbiamo riconoscere anche una nostra gigantesca responsabilità, quella di non esserci mobilitati in massa, tutti noi davanti al palazzo ad oltranza fino ad obbiettivo raggiunto. Come sapete tutti Voi, scrivere qui o altrove non serve a nulla tranne quello di dare libero sfogo alla propria rabbia. Credo ancora, con molta umiltà che se fossimo stati gente con gli attributi e di conseguenza mesi fissi davanti al palazzo senza mollare di un solo centimetro, saremmo oggi tutti in pensione. Invece ognuno con le proprie motivazioni ha preferito restare nel tepore delle mura di casa, mentre i nostri diritti venivano e vengano puntualmente calpestati. Da questi pescecani seduti in poltrona.
    Questo che scrivo per l’ennesima volta, vado ripetendolo qui e altrove dal 2016, ma da solo fai poco…direi nulla…..
    I Francesi ci insegnano in questo caso….pensando che sono già per le strade francesi, per una probabile riforma e che è stata semplicemente ventilata….Bhe non mi resta che porgere i miei personali “complimenti” aggiungendo” così si fa” e non stando seduti in poltrona a scrivere i post, qua e la, senza nessuno che ti ascolta….. Pura comodità la nostra….Questo dobbiamo riconoscerlo……

    Cordiali saluti
    Luigi Napolitano

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