Riforma pensioni 2020, ultimissime oggi: Quota 100 e la fuga dal lavoro

Riforma pensioni 2020, ultimissime oggi: Quota 100 e la fuga dal lavoro

Le ultimissime novità ad oggi 26 novembre derivano dalle ultime considerazioni in merito a Quota 100, vi é chi é fermamente convinto che seppur si tratti di una misura con dei limiti, Cesare Damiano in primis, questa debba restare almeno fino a scadenza perché in caso differente verrebbe meno il patto fatto con i cittadini che su quell’uscita anticipata ci contano ormai, come sperimentazione prevede, fino al 2021. Vi é poi chi assicura che non verrà toccata, come il Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo che, anzi, ha anticipato che da Gennaio si apriranno nuovi tavoli di confonto con il sindacato proprio al fine di modificare ulteriormente la legge Fornero. Vi é poi chi come Italia Viva capitanata da Matteo Renzi sarebbe per la cancellazione di una misura a suo dire iniqua, inutile e costosa. E chi ancora come Salvini e Di Maio, che su questo fronte paiono essersi ritrovati, sono disposti a tutto pur di difenderla.

In questo quadro di incertezza previdenziale in cui ogni giorno emergono notizie contrastanti, va da sé che l’ansia dei cittadini, futuri pensionati, cresca. Il timore di veder cancellata nella prossima Manovra 2020 la quota 100 o che questa, nonostante le rassicurazioni, possa venire ritoccata, ha generato una fuga dal lavoro. In questi termini ne parla a La Nazione Ester Ciccarelli, responsabile dei patronati Uil.

Pensioni 2020, al via la corsa all’uscita anticipata

La responsabile toscana dei Patronati Uil, seppur cerchi di rincuorare sul fatto che la quota 100 non verrà toccata nelle prossima manovra, in base alle promesse fatte dal Governo, non può far altro che evidenziare un’impennata delle cessazioni di lavoro fino ad inizio 2020 che ha innescato una vera e propria corsa ad andare in pensione. L’ansia che le cose possano cambiare da un momento all’altro e che si ripiombi nello scalone di 5 anni di lavoro in più, a cui saranno soggetti comunque a prescindere, e bene ricordarlo, tutti coloro che non riusciranno a beneficiare di questa ‘finestra’ trimestrale previdenziale, ha creato una vera e propria ‘fuga dal lavoro’.

Ester Ciccarelli, intervistata a La Nazione afferma: “nonostante questo (ossia la conferma che non verrà toccata quota 100 a breve) c’è stata una corsa ad andare in pensione, con un’impennata delle cessazioni dal lavoro fino a inizio 2020”. Ciccarelli evidenzia inoltre che attualmente le richieste si stanno esaurendo, perché chi ha maturato i 38 anni di contributi e 62 anni di età ha di fatto già fatto domanda”. Bisognerà, dunque, ci vien da dire, attendere i primi mesi del prossimo anno per valutare se questo trend ‘ansiogeno’ che si é creato, di fuga dal lavoro, tra chi avrà maturato i requisiti necessari a utilizzare Quota 100, proseguirà anche nel corso del 2020 o se l’ansia rientrerà.

Pensioni 2020, Quota 100 per uomini del nord con carriere continue

In ogni caso timori o meno non si può non considerare quello che ha effettivamente prodotto tale misura, un’uscita di circa 200.000 persone, a detta di Salvini ‘una scappatoia per quelle ingabbiate dalla Fornero’, che hanno potuto anticipare il pensionamento. Leggendo i dati però come fa notare anche Giacomo Martelli, Presidente delle Acli della Toscana, il provvedimento ha in realtà penalizzato proprio chi ne aveva maggior bisogno le carriere lavorative discontinue tipicamente più femminili perché per poter usufruire di Quota 100 sono necessari 38 anni di contributi ma 35 versati”.

Dunque sebbene sia doveroso e corretto non rischiare di creare nuovi esodati, tenendo in vita la misura fino a scadenza, e altrettanto vero che i numeri non parlano al momento, come fanno notare autorevoli esperti, di una misura equa che ha avvantaggiato le categorie più deboli e che da tempo richiedevano aiuto: precoci, donne ed esodati. Anzi queste categorie sono ancora in attesa di vedere approvare misure ad hoc, proprio perché la quota 100 non solo non é servita, ma ha dirottato, a detta loro, risorse altrove.

Dunque, sorge spontanea una domanda, chi é riuscito a fuggire o sta fuggendo dal lavoro? Solo quanti hanno potuto scegliere, se restare o anticipare, o anche qualcuno dei famosi ‘ingabbiati’ dalla rigida riforma Fornero? Se siete stati o se sarete tra i ‘fortunati’ fruitori di Quota 100 fateci sapere a quale delle due categorie appartenete.

Condividi l'articolo o lascia un mi piace!
Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981,! Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista. Scopri di più

12 pensieri su “Riforma pensioni 2020, ultimissime oggi: Quota 100 e la fuga dal lavoro

  1. Signor Carlo, le voglio fare i migliori auguri di realizzare la sua “strategia di uscita”. E’ ben vero che nella legge “Quota 100” è fissato il principio che coloro che hanno maturato il diritto entro il 2021 possono godere di quota 100 anche successivamente, tuttavia non metterei la mano sul fuoco in merito alla serietà dei nostri politici.
    E’ ben noto infatti che non brillano per intelligenza amministrativa e visione a lungo termine, preferendo di gran lunga il loro interesse immediato, per cui se si trovassero alle strette dall’Europa (che è quella che comanda veramente, che che se ne dica) inventerebbero una qualche procrastinazione, tipo “finestre ad andamento sinusoidale” pur di obbligare chi ha lavorato oltre 40 anni a lavorare ancora e ancora…
    Sarò anche cinico e qualunquista, ma non nutro nessuna fiducia nella nostra classe politica.

  2. Io mi considero un miracolato della quota 100.
    A 63 anni di età e 40 di lavoro (mi mancavano 2 mesi per arrivarci) ho dribblato la famigerata Fornero.

    Con la Fornero avevo due opzioni: arrivare a 42 anni e 10 mesi di contributi (ammesso che la reintroduzione del blocco dell’aumento aspettativa di vita non avesse fatto slittare in avanti il requisito) e uscire a settembre 2022 oppure pagare 16 mesi di riscatto laurea che mi mancavano (circa 13.000 Euro da versare prima della data di pensionamento) e avrei raggiunto la Fornero ad Aprile 2021.
    Quindi non solo sono riuscito ad anticipare l’uscita di un anno e sei mesi, ma di fatto Salvini mi ha “regalato” 13.000 Euro che avrei versato per il riscatto della laurea (ovvio che ha avuto il mio voto, io non sono un ingrato!).

    Sì, ma dice: -“E la penalizzazione?”
    Bufale messe in giro dai “compagnucci del quartierino” (sapete a chi mi riferisco). Personalmente la differenza tra la mia ultima busta paga e la mia prima pensione è di dieci Euro in meno!
    Credo che tutti, ma proprio tutti, firmerebbero ad occhi chiusi un documento che promettesse questa “stratosferica” penalizzazione!
    D’accordo, se fossi rimasto al lavoro fino alla Fornero compiuta o magari addirittura fino ai 67 anni, il mio assegno pensionistico sarebbe stato più alto, ma non baratterei mai tre anni di libertà per cinquanta Euro lordi (forse) di maggior assegno fra tre anni!
    Voi sì?

    Questo è il mio caso personale ma sono d’accordo anch’io con chi sostiene come opzione migliore la “Quota 41” indipendente dall’età anagrafica. 41 anni di contributi sono molti, i nostri governanti devono mettersi una mano sul cuore e accettare che una vita di lavoro deve essere sufficiente!

    1. Sig. Salvatore (Primo), condivido le sue considerazioni. Le condivido perché mi ritrovo nella sua stessa situazione (64 anni di età e 40 anni di contributi).
      Sono stato al Patronato per far fare i conteggi relativi alla Quota 100. La pensione che prenderei è oltremodo gratificante e mi seduce al punto da indurmi a lasciare il lavoro. Tuttavia, anche su invito dei miei clienti, ho deciso di continuare a lavorare per un altro anno.
      Ho piena fiducia nel Presidente Conte e nel Ministro Gualtieri, che ritengo persone rispettabili e affidabili. Consapevoli che l’impegno che lo Stato si è assunto nei confronti dei suoi cittadini va onorato, hanno più volte ribadito (sia per rassicurare i cittadini che per riaffermare un principio di diritto) che Quota 100 sarà mantenuta fino alla sua naturale scadenza fissata al 31 dicembre 2021 (cosa d’altronde condivisa in maniera collegiale dalle forze di maggioranza di Governo in sede di discussione preliminare della Manovra).
      Viviamo, tuttavia, un periodo di incertezza politica, dove le alleanze di Governo devono ancora superare la fase di rodaggio. È quindi prudente ipotizzare scenari alternativi, ipotizzare, per esempio, che gli impegni assunti dall’attuale Governo su Quota 100 possano, malgrado tutto, venire meno proprio entro la fine di quest’anno.
      Ho allora predisposto il cosiddetto “Piano B” (piano di emergenza) che attuerò nel caso in cui Quota 100 venisse “abolita subito” come propone Italia Viva attraverso i suoi emendamenti (anche se giuridicamente, credo, ciò non potrà essere fatto. Ma non so cosa potrebbe accadere in caso venisse dichiarato un ipotetico “stato di emergenza nazionale per i conti pubblici”). Comunque, nel caso in cui Quota 100 non dovesse essere più in vigore dall’1 gennaio 2020, entro il 31 dicembre 2019 mi recherò al Patronato per inoltrare domanda di pensione Quota 100 all’INPS.

    2. PAROLE E CONCETTI SACROSANTI
      Purtroppo c’è invece chi come me si troverà ancora ignobilmente ingabbiato.
      Per soli 27 giorni, a fine 2021, non rientrerò nella formulazione dell’attuale quota 100, compiendo 62 anni a gennaio 2022 e pur avendo acquisito a quella data 40 anni di contribuzione.
      Quindi dal 2022 non mi è dato, ad oggi, sapere quando potrò accedere alla tanto sospirata pensione.
      Anzi, secondo la “Fornero”, se avessi la volontà (MA DI SICURO NON CE L’HO), di accedere alla pensione di vecchiaia, dovrei andare in pensione a 67 anni e 10 mesi con 46, DICO 46, ANNI DI CONTRIBUZIONE.
      UNA VERA FOLLIA !!!!!!!!!!
      L’auspicio è almeno quello di QUOTA 41.
      E’ ORMAI INSOPPORTABILE ED INGIUSTO CHE QUATTRO POLITICI DECIDANO DELLE SORTI DI CHI HA LAVORATO UNA VITA SENZA DARE AL LAVORATORE LA POSSIBILITA’ DI SCEGLIERE UNA VOLTA RAGGIUNTA UNA CERTA ETA’ CHE QUANTO MENO POTREBBE ESSERE RAGIONEVOLMENTE FISSATA A 62 O 63 ANNI, MAGARI ANCHE LEGANDOLA AD UNA CONTRIBUZIONE DI 38, 39, 40 ?????
      Ogni altra ipotesi diversa da questa è non solo ingiusta ma anche indegne per ogni lavoratore.
      Questa gente evidentemente non sa cosa significhi permanere nell’ambiente di lavoro dopo 40 anni !!!!!
      Carlo

  3. CONDIVIDO PIENAMENTE QUANDO DETTO DALL’ON. CESARE DAMIANO (E DA ALTRI ESPONENTI POLITICI E SINDACALI) CHE QUOTA 100 GIA’ LEGGE DEVE RIMANERE E COSI’ E COME E’, FINO ALLA FINE DEI 3 ANNI DI SPERIMENTAZIONE 2021 COMPRESO, ANCHE PER I MOTIVI DA LUI DESCRITTI, SE SERVONO SOLDI SI DEVONO TROVARE ALTROVE.

  4. Penso che ritoccare o peggio cancellare quota 100 sia da dementi. È diventata legge marzo 19. Abolire quota 100 sarebbe un segnale di completa instabilità su tutto.

  5. Quota 100 non è un privilegio e nemmeno un regalo ma semplicemente un diritto . La Fornero , Renzi , Calenda , Marattin e altri fenomeni possono fare e dire tutto quello che vogliono ma grazie a Salvini e a DiMaio questa giustamente resterà tutto il resto sono parole a vanvera per dare aria si denti

  6. Vorrei proporre alcune mie considerazioni su Quota 100.
    1) NON SI PUÒ PARLARE DI PENALIZZAZIONE.
    Il provvedimento Quota 100 NON HA PENALIZZATO i lavoratori che hanno maggiormente bisogno di andare in pensione rispetto ad altri. Il provvedimento Quota 100 HA FAVORITO, invece, alcuni lavoratori che, rispetto ad altri, possono andare già in pensione.
    2) NON È UNA QUESTIONE DI EQUITÀ.
    Quota 100 è una normativa che si applica a chi ha dei requisiti specifici: 38 anni di contributi e 62 anni di età. I lavoratori con requisiti 41 anni di contributi e 61 anni di età NON SODDISFANO i requisiti di Quota 100. I Quota 41 (chiamiamoli così) non sono “alla pari” (ex aequo) dei Quota 100, perché soddisfano parametri differenti. Pertanto, non si può parlare di “iniquità”, di “non equità” o di quant’altro.
    3) QUOTA 100 NON HA DIROTTATO RISORSE.
    C’era un budget: diciamo 8 miliardi (secondo Boeri). La domanda è: con 8 miliardi di euro qual è il maggior numero di lavoratori che si possono mandare in pensione senza far loro attendere i 67 anni stabiliti dalla riforma Fornero? Dai calcoli effettuati è emerso che il MAGGIOR NUMERO DI LAVORATORI che potevano andare in pensione COMPATIBILMENTE con il budget di 8 miliardi era quello corrispondente a lavoratori con requisiti 38 anni di contributi e 62 anni di età. QUOTA 100 HA SEMPLICEMENTE UTILIZZATO LE RISORSE DISPONIBILI.
    4) SI POTEVA FARE DIVERSAMENTE?
    NO. NON SI POTEVA FARE DIVERSAMENTE. Ammettiamo che con 8 miliardi a disposizione si potevano mandare in pensione le donne aventi avuto carriere discontinue. Va bene. Si fa la normativa a bella posta per loro, che chiamiamo per semplicità “Quota Rosa”, e si vede che avanzano 3 miliardi. Si possono mandare altri lavoratori in pensione con 3 miliardi rimasti? Certamente sì. Ma attenzione, solo una parte di lavoratori. E chi si sceglie per NON CREARE DISPARITÀ (non equità)? Quindi “Quota Rosa” non assorbe tutto il budget di 8 miliardi, e non comporta il maggior numero di lavoratori da poter mandare in pensione. Pertanto, “Quota Rosa” viene esclusa. Preciso: viene esclusa Quota Rosa e quindi le donne che potrebbero rientrare in Quota Rosa. LE DONNE NON VENGONO PENALIZZATE DA QUOTA 100. SEMPLICEMENTE NON VIENE VARATA “QUOTA ROSA”. Per Quota 41 vale la stessa cosa detta per “Quota Rosa”, solo che Quota 41 sarebbe stata fuori budget, in quanto avrebbe assorbito a regime risorse per 10 miliardi (sempre secondo Boeri) .
    5) CONCLUSIONI
    Il Senatore Matteo Renzi ritiene che Quota 100 sia “Iniqua, inutile e costosa”.
    Senatore Matteo Renzi, per quanto riguarda l’iniquità, legga il mio Punto2. Per quanto riguarda il costo, vada al Punto 3. Per quanto riguarda l’inutilità di Quota 100, le lascio rispondere dai lavoratori che ne beneficeranno.
    Mia esortazione: cerchiamo di fidarci un po’ di più del Governo e dello Stato. È difficile, lo so. Ma io ci provo, e preferisco fidarmi più del Governo e dello Stato (mantenimento di Quota 100 fino alla scadenza del 31 dicembre 2021) che di Renzi e delle banche.

  7. salve
    è del tutto evidente che le vere penalizzate sono le donne e ancora di piu’ quelle che hanno avuto figli e genitori anziani. Io sono del 62, ho tre figli e genitori ultra ottantenni. In passato uscivo dal lavoro ( incubo da 8 ore) e impazzivo fra asili, scuole, pediatri, cene, bagnetti, colloqui, e 10.000 altre cose con uno sfinimento non spiegabile a parole. mi consolavo dicendo: ” i figli cresceranno e io farò meno fatica, avrò il tempo, che so, per uno “apericena con le amiche” ah.ah ah… INVECE , i figli sono cresciuti e hanno ancora mille necessitò a cui si aggiungo quelle pesanti di salute dei miei genitori…….e io?
    36 anni di lavoro ( se aggiungo quello di madre e di figlia sono 96) 57 anni e fuori da tutte le possibilità.
    ogni sera mi chiedo… come farò?? sono cosi’ stanca…..!!!
    saluti
    lucia

  8. Sono una cosiddetta “ingabbiata”, anche se esisterebbero termini migliori per definire l’infame provvedimento del giugno 2012, sostenuto e approvato da quasi tutti coloro che si definiscono paladini del popolo . Ho iniziato il lavoro a 17 anni, poi ho avuto buchi lavorativi e quindi mi ritrovo nel 2020 come tante altre lavoratrici con 62 anni e 39 anni di contributi a poter usufruire di questo “benefit”.
    Ho lavorato per 44 anni anche se non continuativamente.
    PERCHE’ NON DOVREI USUFRUIRE DI QUESTA POSSIBILITA’ ?
    Con la stramaledetta legge 28 giugno 2012, n. 92 dovrei attendere più di 3 anni !
    Sarò una di quelle che quindi , non appena avrò raggiunto la mia finestra nel luglio 2020, mi dedicherò finalmente ai miei nipotini in modo totale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *