Riforma pensioni 2020, ultimissime post quota 100: flessibilità strutturale?

Le ultime novità sulla riforma pensioni 2020 si concentrano in questi giorni su quello che potrebbe essere il post quota 100, ormai é chiaro ai più che la misura, sebbene non apprezzata da tutte le forze politiche, non é più in discussione, ragione per cui terminerà il suo iter unicamente a scadenza ossia il 31/12/2021. Sebbene da un lato i lavoratori possano contare sul principio della cristalizzazione che consente a chi maturerà i requisiti richiesti entro il 2021, almeno 62 anni d’età ed almeno 38 anni di contributi, di poter optare per la quota 100 anche a distanza di anni, vi é chi dal lato opposto proprio non riuscirà a centrare i due paletti entro la data indicata, e si troverà dunque a fare nuovamente i conti con la Fornero, che non é mai stata abolita. Ecco allora che il problema più grosso che si troveranno dinanzi i lavoratori che per assurdo matureranno i requisiti necessari per la quota 100 dal 1 genanio 2022 sarà quello di dover affrontare uno scalone di 5 anni, ossia dai 62 anni ai 67 necessari per poter accedere alla quiescenza stando ai dettami della passata, ma più che mai vigente, Legge Fornero. Anche di questo aspetto ha voluto discutere Cesare Damiano, già ministro del Lavoro, che é intervenuto come relatore di eccezione al quarto webinar di Formazienda e Welfarebit, dedicato ai temi della formazione e del welfare aziendale, che aveva nell’incontro di giovedì 12 novembre come tematica principale: Il welfare nobile: previdenza obbligatoria e previdenza complementare’. I dettagli di quanto é emerso:

Riforma pensione, Damiano: quota 100 non basta e alla scadenza si tornerà alla Fornero

L’incontro online tenutosi il 12 novembre, a cuui hanno preso parte oltre 300 persone tra titolari di imprese e professionisti, ha focalizzato l’attenzione su ‘Il welfare nobile: previdenza obbligatoria e previdenza complementare’ ed ha visto presenziare oltre a Cesare Damiano anche il direttore del Fondo Formazienda; Rossella Spada, il presidente di NexumStp Spa Paolo Stern, il consulente del lavoro e analista normativo Roberto Vinciarelli, l’amministratore di Welfarebit, Paolo Giacometti. Mentre il giornalista Roberto Bettinelli ha introdotto il webinar il cui scopo primario dichiarato é stato quello di ripensare alla previdenza obbligatoria e previdenziale alla luce soprattutto delle modifiche a cui sarà sottoposto l’impianto legislativo.

Damiano, nel corso del suo intervento, ha voluto far notare come l‘ultima modifica al sistema pensionistico sia stata introdotta dalla quota 100, una misura però con caratteristiche precise ed a scadenza, che aprirà necessariamente, se non si interverrà, quanto prima, a scenari futuri che faranno tornare viva più che mai la Riforma Fornero: “Un intervento congiunturale che termina il 31 dicembre 2021. Dal 1° gennaio dell’anno successivo torna la legge Fornero, che non è stata modificata. E con essa lo scalone che alza l’età pensionabile da 62 a 67 anni”

Ecco allora la proposta del già ministro del Lavoro che sa anche di appello al Governo, la richiesta di un’apertura verso un sistema pensionistico maggiormente flessibile, ma allo stesso strutturale, che non duri solo qualche anno, e che si rivolga sopratutto alle fasce più deboli.

Riforma pensioni 2020 ultime news: andare verso flessibilità strutturale, specie per usuranti e gravosi

Così Damiano: “Adesso ci auguriamo che dal confronto tra governo e sindacali emerga finalmente una proposta di flessibilità strutturale nei confronti soprattutto di chi svolge lavori usuranti, gravosi ed esposti, ad esempio all’attuale rischio Covid, e da chi è disoccupato. La misura di flessibilità si inscrive in una riforma più generale che, nel progressivo passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo, preveda una pensione di garanzia per i giovani che contempli una continuità nella erogazione dei contributi previdenziali a fronte della discontinuità del lavoro”.

Cosa ne pensate delle sue parole, le condividete o avete in mente una proposta alternativa al fine di modificare in meglio la’ttuale sistema previdenziale? Fatecelo sapere , come di consueto, nell’apposita sezione commenti del sito, saremo lieti di leggervi.

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

5 pensieri riguardo “Riforma pensioni 2020, ultimissime post quota 100: flessibilità strutturale?

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    17 Novembre 2020 in 11:15
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    Va bene la flessibilità strutturale per fasce deboli , perché , però , non si introduce un sistema flessibile che tenga conto di situazioni soggettive almeno a 62 anni compiuti , di situazioni di invalidità superiori o uguali al 67% , da considerare anche secondo la volontà del richiedente che accetta penalizzazioni alla quota pensionistica . Ovviamente prima dei 2 anni figurativi di coloro che hanno una invalidità del 74 % . L’età anagrafica e l’aspettativa di vita andrebbero parametrate non in via generale ed astratta ma secondo situazioni concrete soggettive del lavoratore. Ciò ridarebbe spinta alla determinazione volontaristica dei singoli.

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    14 Novembre 2020 in 23:22
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    Buffoni abolite la fornero e fatela finita con gli incontri inconcludenti.

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    14 Novembre 2020 in 22:34
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    Potrebbe essere estesa, la possibilità di riscattare, i vuoti pensionistici, quindi senza contribuzione per, appunto, lo status di disoccupato, degli anni prima del 1995, con versamenti volontari,.
    Basta trasformare, volontariamente, i versamenti retributivi in versamenti contributivi.
    Questa soluzione è già possibile con l’opzione Inps definita “pace contributiva”, ma possibile, appunto, solo con i mancati versamenti contributivi dopo il 1995.
    In questo modo si potrebbero riscattare i vuoti dei versamenti non effettuati negli anni, prima del 1995, chiaramente con possibilità di versare, a rate o in un’unica soluzione.
    Diverrebbe come un semplice riscatto di laurea, e il periodo di riscatto potrebbe essere protratto anche fino a 10 anni prima del 1995.
    Saluti.

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    14 Novembre 2020 in 13:21
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    Nella legge di bilancio si dovrebbe fare una finestra per poter far entrare tutti quelli a 64 anni a prescindere dai contributi versati, che desiderano ad andare in pensione, ci vuole un po di coraggio, anche perche, come me, è disoccupato, senza nessun reddito, da piu di un anno, si darebbe uno scossone al mondo del lavoro quando si ripartirà, anche perché tutti gli stagionali precari non hanno neanche i bonus, invece di dare soldi alle grandi industrie che non pagano le tasse, grazie

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    14 Novembre 2020 in 9:01
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    penso che non parlano mai di aumentare le pensioni minime per noi poveri vecchi. Fanno schifo

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