Riforma pensioni 2020, ultimissime Proietti: 41 anni di contributi devono bastare

Riforma pensioni 2020, ultimissime Proietti: 41 anni di contributi devono bastare

Le ultime novità sulla riforma delle pensioni al 4 dicembre 2019, giungono da una chiacchierata interessante che abbiamo avuto con Domenico Proietti, segretario confederale della Uil, con il quale ci siamo confrontati in merito alle ultime dichiarazioni del Presidente Inps sulla quota 41.

Per Pasquale Tridico sarebbe bene non solo considerare la quota 41, che potrebbe essere un’opzione, ma tenere in conto che i lavori sono differenti e che potrebbero esservi età differenti di accesso alla pensione. Perché in fondo, spiega Tridico, la quota 41 di per sé é anche una quota eccessivamente rigida, ecco perché sarebbe opportuno inserire dei coefficienti di gravosità che tengano conto del mestiere svolto. Per Proietti, Uil, sul capitolo previdenziale sarebbe bene proseguire il confronto col Governo, ma sui 41 anni di contributi, a suo avviso, ci sarebbe poco da discutere: devono bastare per accedere alla pensione.Eccovi le sue dichiarazioni:

Pensioni 2020, 41 anni bastano a prescindere dall’ età

La Quota 41 su cui recentemente é tornata a puntare l’attenzione anche l’Inps, attraverso le dichiarazion di Tridico, sarebbe una misura giusta per i precoci che la reclamano da tempo, o andrebbe differenziata in base ai lavori e dovrebbe portare con sé un paletto anagrafico?

41 anni devono bastare per andare in pensione a prescindere dall’ età . Questo è uno dei temi che porremo nel confronto con il governo per arrivare ad una flessibilità di accesso alla pensione più equa e diffusa . La uil è contraria a penalizzazioni o a ricalcoli contributivi che decurterebbero ingiustamente la pensione . Non ci devono essere penalizzazioni per quota 41“.

Pensioni 2020, Proietti: dopo 41 anni tutti i lavori sono ugualmente usuranti

Ma poi, a suo avviso, gli indici di gravosità di cui parla Tridico sarebbero corretti o si rischierebbe di differenziare eccessivamente i lavori correndo il rischio arbitrariamente di lasciare fuori qualcuno? O potrebbe essere anche questo un punto di partenza per andare verso un sistema più equo?

Guardi noi da tempo abbiamo chiesto ed ottenuto la commissione per definire i lavori gravosi e speriamo che questa volta si possa fare. Che i lavori non siano tutti uguali é vero ed é anche giusto che si facciano differenze in tal senso, ma a mio avviso, dopo 41 anni di contributi, tutti i lavori sono ugualmente usuranti. I coefficienti di gravosità al più potrebbero essere utilizzati, con raziocinio, per ulteriori proposte di uscita anticipata.

Ringraziamo Proietti per la solita disponibilità al confronto e ricordiamo che l’intervista é un’esclusiva del sito, ragione per cui, chi volesse riprenderne i contenuti é tenuto a citare la fonte.

Pensionipertutti.it grazie alla sua informazione seria e puntuale è stato selezionato dal servizio di Google News, se vuoi essere sempre aggiornato sulle nostre ultime notizie seguici tramite GNEWS andando su questa pagina e cliccando il tasto segui.

Condividi l'articolo o lascia un mi piace!
Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981,! Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista. Scopri di più

6 pensieri su “Riforma pensioni 2020, ultimissime Proietti: 41 anni di contributi devono bastare

  1. Quota 41 va fatta subito perche ci sono molti lavoratori che non ne possono più ,sono stuffi di oltr 41 di lavoro,la fornero non capiscie cosa significa iniziare a lavorare all’età di 15anni lontano da casa all’edilizia e tornare a casa il fine settimana

  2. QUOTA 100 GIA’ LEGGE DEVE ANDARE AVANTI E COSI’ COME E’ FINO ALLA FINE DEI 3 ANNI DI SPERIMENTAZIONE COME PREVISTO, 2021 COMPRESO( COME DICHIARATO DA PERSONALITA POLITICHE E SINDACALI), LE PERSONE DA QUANDO E’ USCITA LA LEGGE HANNO PROGRAMMATO E FATTO AFFIDAMENTO FINO AL 2021 COMPRESO (ESODATI) , NON SI POSSONO CAMBIARE LE REGOLE IN CORSO E NEANCHE OGNI 2 ANNI, LE PERSONE COME MINIMO HANNO 62 ANNI E PROBLEMI FISICI E DI SALUTE DOVUTI ALL’ETA’ E AL LAVORO E MANCA L’ENERGIA, INOLTRE ATTUALMENTE LE DONNE SVOLGONO ANCHE DOPPIO LAVORO, CURA DELLA FAMIGLIA E FIGLI (NON POTENDO PERMETTERSI AIUTI DOMESTICI), E QUANDO TORNANO A CASA DAL LAVORO DEVONO CONTINUARE FINO A TARDI COSI’ COME AL SABATO SE NON LAVORANO IN DITTA E LA DOMENICA E TROVO GIUSTO UNO SCONTO CONTRIBUTIVO PER FIGLIO, QUOTA 100 GIA’ LEGGE NON SI TOCCA PER NESSUN MOTIVO,( SE SERVONO SOLDI SI DEVONO TROVARE ALTROVE, PRECEDENZA ALLE LEGGI GIA’ IN VIGORE DA PORTARE A TERMINE, POI PER IL 2022 SI APPLICHERA’ UNA NUOVA RIFORMA PENSIONISTICA ) , DEVE ANDARE AVANTI E COSI’ COME E’ FINO ALLA FINE DELLA SPERIMENTAZIONE DEI 3 ANNI 2021 COMPRESO COME PREVISTO !!!

  3. Spero che questi benpensanti si rendano conto che 41/42 anni di lavoro sono altro che usuranti per chi li ha sulle spalle lo comunque cosa vuol dire..poi se qualcuno se la sente di continuare a lavorare questa deve essere libera scelta non ci può essere qualcuno che debba decidere come è quando una persona e usurata lo può sapere solo chi questi anni li ha sulle spalle.. Se queste persone vorranno continuare a lavorare bene altrimenti lasciatele libere di decidere e facciamo largo ai giovani.. Questa si chiama equità…

  4. 41 anni BASTA E AVANZA .
    Bisogna andare in pensione con i contributi versati a prescindere dell’età, subito da gennaio 2020.
    Possono essere più usuranti 42 più 61 di età che 38 più 62 , ci sono ben 4 anni di lavoro in più, non è giusto. Quota 41 deve essere applicata da gennaio.

    1. Facciamo così: noi anticipiamo a 41 di contributi e quelli che mancano in base alla legge attuale se li fa personalmente la signora Fornero.
      Dice che a lei il lavoro non pesa…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *