Riforma pensioni 2021, Armiliato: ‘essenziale il lavoro di Cgil, Cisl e Uil col Governo’

Nei giorni scorsi é stato dato spazio ad un elaborato che ci é giunto da Mauro Marino, Ex Dipendente dell’Agenzia delle Entrate per 38 anni e dal 1 luglio 2020 pensionato con quota 100, che spesso scrive editoriali per il nostro sito, quest’oggi giunge attraverso i social e precisamente dalla pagina del Comitato Opzione Donna Social la presa di posizione sullo stesso da parte della fondatrice ed amministratrice del CODS.

Orietta Armiliato ci tiene a precisare giacché il titolo dell’elaborato era: ‘Meno male che esistono i gruppi facebook’, che non solo il CODS é un Comitato e non un gruppo Fb, ma che questi ultimi o i Comitati stetti per quanto possano essere portatori di istanze, non possono e non devono affatto sostituirsi al lavoro dei sindacati. Inoltre, dissente completamente dall’elaborato di Marino, in quanto sostiene che Cgil, Cisl e Uil si siano sempre spesi per i lavoratori e si siano sempre fatti portavoce, nella fattispece Ghiselli (CGIL), Proietti (Uil) e Ganga ( Cisl) delle loro richieste cercando di tenerne conto il più possibile anche in fase di proposte presentate al Governo.

Poi ribadisce con forza che solo lavorando con le parti sociali si può arrivare a dei risultati proficui: Il CODS per estrazione culturale ha sempre optato per la via del #LavorarePerLavorareCon nella consapevolezza che solo camminando tutti insieme andando compatti appunto, nella stessa direzione, si riesce ad arrivare alla meta.La storia ci insegna infatti che, #InsiemeSiPuò” Le sue parole:

Riforma pensioni 2021, Armiliato: Lavorare insieme lavorare con, Insieme si può

Così Armiliato nella pagina ufficiale del CODS: “UN PAIO DI NECESSARIE CONSIDERAZIONI: Fermo restando che il CODS non è semplicemente un gruppo Facebook ma un Comitato (vedi doc.archiviato nella sezione files) che ha eletto il proprio domicilio virtuale presso la piattaforma succitata, dissento e mi dissocio, avvalendomi della funzione di Fondatrice ed Amministratrice del suddetto, da quanto si esplicita nell’articolo lanciato sul web e che ho sottolinkato per vostra opportuna conoscenza.

Purtroppo, la soverchia attività di denigrazione rispetto al lavoro degli addetti ai lavori, specie di quello svolto dalle OO.SS, é da tempo paragonabile ad uno sport popolare e, quindi, praticato da molti, così come è spesso oggetto di banalizzazioni e di facili ancorché gratuite critiche. Il contesto attuale dove la lotta alla pandemia detta regole, non consente a molti di avere una visione oggettiva dei necessari passi da compiere per cercare di dirimere questioni che queste ultime stagioni hanno amplificato tuttavia, resta il legittimo diritto di contestare e cercare di far valere i propri diritti e sostenere le proprie plausibili istanze con tutti i mezzi, leciti e civili che, in democrazia, abbiamo a disposizione ma, senza mai prescindere dal rispetto per gli altri ai quali in determinate circostanze, é necessario contrapporsi.

Riforma pensioni 2021: I comitati ed i gruppi Facebook non possono sostituire le OO.SS

Poi prosegue facendo trasparire massima stima per il lavoro svolto dai segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil e ribadendo che i gruppi Facebook e i Comitati non possono e nemmeno devono avere la presunzione di farlo, sostituirsi all’operato di chi ha maggiore competenza e soprattutto gli strumenti per arrivare vicino a chi legifera: “Ma, volersi però a tutti i costi sostituire, sminuendo l’impegno di chi, come i sindacalisti Roberto Ghiselli (CGIL), Domenico Proietti (UIL) e Ignazio Ganga (CISL) che, per inciso, mai si sono sottratti all’ascolto e ad alla condivisione e partecipazione fattiva delle nostre istanze, per mestiere e dunque per competenza, esercita sia la capacità di mediazione sia quant’altro é necessario da mettere in campo nelle sedi deputate quando si devono affrontare complessi problemi come lo sono, senza meno, quelli della previdenza/pensione é, a mio avviso, perfettamente inutile e profondamente scorretto.

Il CODS per estrazione culturale ha sempre optato per la via del #LavorarePerLavorareCon nella consapevolezza che solo camminando tutti insieme andando compatti appunto, nella stessa direzione, si riesce ad arrivare alla meta.La storia ci insegna infatti che, #InsiemeSiPuò”

Ci é parso assolutamente doveroso, giacché il nostro compito non é prendere le parti ma lasciare libertà di parola, così come é stato pèubblicato il pensiero di Mauro Marino, dare voce a chi, Orietta Armiliato, dallo stesso dissente mostrando, al contrario, massimo appoggio e soprattutto massima stima alle parti sociali.

Condividete le considerazioni dell’amministratrice e fondatrice del CODS? Fatecelo sapere nell’apposita sezione del sito.

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3 commenti su “Riforma pensioni 2021, Armiliato: ‘essenziale il lavoro di Cgil, Cisl e Uil col Governo’”

  1. Si , è essenziale il lavoro di Cgil, Cisl e Uil col Governo (anche se personalmente non ho avuto una buona esperienza) . DIPENDENTI E DISOCCUPATI DEVONO POTER ANDARE IN PENSIONE A 62/63 ANNI CON IL MINIMO DEI CONTRIBUTI. UN DISOCCUPATO ULTRASESSANTENNE SENZA SUSSIDI NON PUO’ VIVERE.

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  2. Vede, dott.ssa Armiliato, mi sorprende che si sorprenda: cosa stanno facendo attualmente i sindacati sulle pensioni: un beneamato cazzo; aspettano che il governo li convochi ; aspetta e spera….. nel frattempo la gente muore sul posto di lavoro; e loro: aspettano…. nel frattempo la gente non arriva a fine mese; e loro cosa fanno: aspettano…..; qualcuno va in terapia intensiva e loro cosa fanno: aspettano che il ministro orlando li convochi………. dott. ssa Armiliato: io non so se il 24 giugno sarò a Roma: mi è quasi impossibile; voglio vedere se qualche sindacato ci sarà in quell’occasione; non difenda gli indifendibili; la controprova sono i fatti, FATTI;FATTI;FATTI;FATTI; delle parole NE ABBIAMO LE PALLE PIENE

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  3. Sono rimasto abbastanza stupito dall’attacco di Orietta Armiliato che peraltro stimo. Volevo però precisare solamente alcuni aspetti. Non sono assolutamente contrario ai sindacati e alla loro funzione. Anche perché sono stato inscritto per 26 anni alla CISL e poi per 10 in un sindacato autonomo FLP dove rivestivo anche posizioni di responsabilità. Sono assolutamente s’accordo e l’ho scritto più volte sul loro compito di “trade union” tra dipendenti e controparte e rimango assolutamente convinto che siano loro a dover trattare con il governo un tema così delicato come la nuova legge previdenziale. Ma indubbiamente il sindacato ha mutato la propria faccia. E’ diventato sempre più un interlocutore privilegiato della vita politica, economica e sociale del Paese. Diverse sono le personalità sindacali poi passate alla politica e il sindacato si è inserito con successo nei consigli di diverse aziende pubbliche e istituzioni nonché in alcuni fondi pensione. Gestiscono CAF, patronati, organizzano corsi per concorsi ecc, niente di male per carità ma hanno perso molto quel contatto con le persone che avevano qualche anno fa. Stanno perdendo infatti diversi iscritti e mantengono le iscrizioni principalmente con i pensionati alcuni dei quali non sanno nemmeno di essere iscritti. La mia osservazione è soprattutto in merito all’atteggiamento che stanno avendo in questa partita difficilissima della nuova riforma previdenziale. Hanno presentato una bellissima riforma organica, strutturale equa e li si sono fermati. Sarebbe stata necessario organizzare anche qualche manifestazione anche per sollecitare il governo che nicchia, promette l’incontro, poi rimane muto. Il mio titolo provocatorio era per stimolare questo sindacato per sensibilizzarlo. L’opportunità è data dai gruppi facebook che con grande capacità hanno organizzato un sit-in in Piazza Montecitorio a Roma il 24 giugno alle ore 9.30. Spero molto che il sindacato capisca questa mobilitazione da parte dei cittadini, prenda spunto da loro, si unisca a loro per portare a casa una vittoria che appare difficilissima. Se il sindacato farà un po’ di autocritica è sulla buona strada per ritornare ad essere più a contatto con le persone.
    Con stima ed amicizia

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