Riforma pensioni 2021, cosa accadrà post quota 100? L’idea di Damiano

Riforma pensioni 2021,ultime proposte dei lavoratori: 9 i punti proposti al Governo dai quota 41

Che quota 100 stia per andare in ‘pensione’ a sua volta, giacché parliamo di quiescenza, è ormai chiaro a tutti, difficilmente la misura a lungo ed aspramente criticata verrà nuovamente prorogata, si deve, ed è per questo che le parti sociali sollecitano da tempo l’incontro con il Ministro Orlando, evitare di piombare nello scalone che porterebbe i lavoratori dall’oggi al domani ad accedere alla pensione dai 62 anni attuali ai 67 previsti dalla riforma Fornero. In una recente intervista su Libero Tv Cesare Damiano, già ministro del Lavoro e consigliere Inail, si è interfacciato con Tobia De Stefano su una delle possibilità che potrebbe vagliare il Governo per sposare l’idea di flessibilità in uscita post quota 100.

Tra le varie ipotesi resta in campo anche la quota 102, ossia l’uscita con 38 anni di contributi e 64 d’età, che però a detta di molti esperti previdenziali tra cui Giuliano Cazzola, giusvalorista, poco servirebbe perché non sarebbe certamente più utile della già poco usata quota 100. Quali allora le altre idee?

Riforma pensioni 2021, Damiano: ape sociale universale per i non gravosi con penalità

Esiste già, fa presente Cesare Damiano, una misura che potrebbe essere rinforzata allo scadere della quota 100, stiamo parlando dell’ape sociale, che permette già oggi l’uscita dai 63 anni d’età con 36 anni di contributi che scendono a 30 se si è disoccupati. Da qui si potrebbe partire, dice l’ex ministro del Lavoro, per rendere la misura adattabile a tutti, lavoratrici e lavoratori anche non impiegati in mestieri gravosi, Una flessibilità in uscita con una lieve penalizzazione per ogni anno d’anticipo. Le sua parole nel corso della diretta:

Una misura riservata a chi svolge lavori gravosi si chiama ape sociale consente di uscire con 63 anni d’età e 36 di contributi, per il disoccupato c’è un vantaggio bastano 30 anni di contributi. Questa misura può essere assunta come riferimento ma dovrà a mio avviso divenire universale, ossia dovrà riguardare l’intero sistema, ossia tutti i lavoratori e le lavoratrici, in che modo? Prevedendo ad esempio di anticipare anche in questo caso all’età di 63 anni l’uscita pensionistica con contributi di riferimento fino a d un massimo di 36 anni, prevedendo in questo caso per chi non svolge mestieri gravosi ed usuranti una penalizzazione massima del 2-3%, per ogni anno di anticipo“. Poco convinvente resta per il Prof Giuliano Cazzola, invece, la proposta relativa alla quota 102 di cui sempre più spesso si sente parlare come passaggio dalla quota 100 alla nuova riforma previdenziale.

Riforma pensioni 2021, perché 102 non risolverebbe il problema?

Per il Professor Giuliano Cazzola nel suo articolo pubblicato su Interris dal titolo ‘ Quale futuro sulle pensioni?’ pubblicato quest’oggi emerge chiaro come la quota 102 di cui si sta parlando in questi ultimi tempi, in attesa che il ministro Orlando decida di tornare a parlare di previdenza oltre che di ammortizzatori sociali, non sia la soluzione migliore post quota 100, perché ci spiega il Professore, poco o nulla cambierebbe rispetto all’ambo secco precedente.

“Chi fa questa proposta, il riferimento è dunque a Brambilla, non riflette a sufficienza sull’esperienza di quota 100, così non si rende conto dell’inutilità di questa correzione”

 Poi aggiunge: “Gli effetti di quota 100 saranno destinati – alla scadenza della deroga alla fine del 2021- a confluire verso l’utilizzo del pensionamento anticipato ordinario, bloccato fino a tutto il 2026, a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e un anno in meno per le donne. Se questa è la tendenza, che verrebbe ampliata notevolmente a fronte di un requisiti anagrafico di 64 anni , tanto vale che il sistema si assesti da sé rientrando nelle regole da cui è stato deviato nel 2019 dal governo giallo verde. Senza perdersi d’animo col pretesto dello scalone”.

Voi cosa ne pensate delle considerazioni di Cesare Damiano e Giuliano Cazzola? Fatecelo sapere nell’apposita sezione’ commenti’ del sito.

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17 commenti su “Riforma pensioni 2021, cosa accadrà post quota 100? L’idea di Damiano

  1. Possibile che una riforma così importante debba essere sempre decisa da “personaggi” che non hanno mai lavorato in vita loro? Basta con questi pagliacci di destra e di sinistra
    41 anni per tutti e senza penalizzazioni, le risorse se vogliono ci sono e in abbondanza.

  2. buonasera,
    …… anche il mio cane dice, a modo suo, che è il caso di far andare in pensione tutti noi umani con 20 anni di contributi e 50 anni di età .
    Sen. Damiano, non sarebbe forse il caso di cominciare a raccontare a noi popolino anche i costi delle varie opzioni pensionistiche che proponete e da dove arriveranno le loro relative coperture?
    Sa, così ci può aiutare ad avere più elementi oggettivi di giudizio per poter formulare una risposta adeguata, se questo è il fine reale della sua domanda.
    Lei, inoltre, eviterebbe di partecipare al solito facile e miserabile gioco di chi la spara più grossa ignorando bellamente quell’antico concetto di “azione/reazione”, e, credo, ne avrebbe anche da guadagnare come immagine dopo qualche piccola caduta di “percorso” (vitalizio, Cnel ….).
    Relativamente al Ministro Orlando stia attento! è quello che ha sdoganato come ministro della Giustizia “LA TENUITA’ DEL FATTO” ( un pò come quando si è aumentata la quantità di atrazina ammissibile per legge nei terreni del Lombardo-Veneto xchè era diventato impossibile ridurla sotto ai livelli non dannosi) : scelte così acute le saprebbe fare anche ……..
    Per me la soluzione migliore è : 40/42 anni di contributi versati indipendentemente dall’età, per tutti, politici compresi, con un occhio di riguardo ai lavori usuranti, ma senza i soliti bizantinismi di italica complicazione di affari semplici. ( sa, appartengo a quelli batostati dallo scalone del sig. Maroni e dal sig. ” ce lo chiede l’Europa” – Monti).

  3. Ma guarda un po’, il signor Damiano ci dice “di rientrare nel sistema deviato nel 2019 senza perdersi d’animo “. Bravo tanto gli anni di vita mica ce li rimette lui.
    E questi sarebbero di sinistra, i discendenti di Berlinguer e Lama.
    Poveretti, si rivolteranno nella tomba pensando ai loro eredi.

  4. La domanda principe è:ci sono o no le risorse per quota 41 per tutti senza penalizzazioni? Perché se ci sono bene, altrimenti è inutile parlarne. Purtroppo pare che la pandemia abbia dato il colpo di grazia al nostro sistema previdenziale, disastrato da decenni di gestione “all’italiana”, cioè con pressappochismo, inefficienza, incapacità di visione a lunga scadenza e soprattutto ingordigia. Chi deve decidere decida,e in fretta. Non vi sognate di far pagare il conto ai futuri pensionati,chi ha alle spalle 41 anni di contributi sudati e più non ha né pazienza né voglia di ascoltare scuse….QUOTA 41 PER TUTTI!!!

    1. Certo che ci sono le risorse per quota 41. Ma haimè
      la domanda che si pongono i politici è un altra:
      – se porto avanti questa iniziativa quanti voti/consensi ottengo??
      – Mi conviene portarla avanti??
      Poi a seconda della risposta che si danno trovano i soldi oppure non si trovano, questo è ciò che accade in Italia cio che qualcuno ci vuol far passare come “POLITICAMENTE CORRETTO” ovviamente sulle spalle dei lavoratori. E qui mi fermo altrimenti ….

  5. Fornero, Cazzola, Damiano e…….. “i nostri aguzzini”
    Mi complimento con tutti coloro i quali hanno commentato in questa sezione,
    mi sono ricreduto: finalmente riscontro che c’è gente che la pensa come me.

  6. Porcaccio di un demoniaccio schifoso, ma è mai possibile che qualsiasi proposta preveda sempre e come primo parametro l’età…… LO VOLETE CAPIRE CHE GIA’ A 62 ANNI C’E’ GENTE CHE NE HA 46 DI CONTRIBUTI……….
    Vogliamo pensare anche a chi ha iniziato a lavorare a 16 anni? SI o NO?
    40/41 anni di contributi sono piu’ che sufficenti anche perchè chi ha iniziato a lavorare a 16 anni difficilmente è diventato un manager o un politico.

  7. QUOTA 100 NEL 2022 AI DISOCCUPATI!

    Si parla sempre di uscita dal lavoro, raramente si pensa a chi dal lavoro è stato costretto ad uscire dopo i 60 anni, e per il quale è impossibile ricollocarsi. Chi assumerebbe una persona di 62 anni?

    Se la metà dei fondi a disposizione per Quota 100 non è stata utilizzata, perché non utilizzarla nel 2022 per i disoccupati over 62 anni?

    “Come spiegato dal Presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, per Quota 100 le adesioni sono state inferiori al 50% rispetto alle stime iniziali.”

    Fonte:
    https://www.money.it/pensioni-dopo-Quota-100-tutele-solo-fragili-Presidente-Inps

  8. Mi sorprende questa proposta di Damiano; l’ho sempre giudicato in maniera positiva ma adesso mi devo ricredere; 40 anni bastano e avanzano; chiaro che se si vuol far morire la gente allora ne mettiamo 45 così la gente muore prima di andare in pensione; secondo me questi signori che parlano di pensioni non hanno la minima idea di cosa voglia dire lavorare; si vergognino!!!!!!

  9. Senza parole. Questo grande economista di nome Cazzola proprio non riesce a capire che la sua ricetta ci porta in mano alla Cina (o altra potenza economica emergente). Vuole un popolo di lavoratori 60enni che dovrebbero combattere la grande sfida della competizione economica globale, soprattutto digitale, fatta di 20enni e di 30enni. Auguri!!! P.s. poi qualcuno gli faccia sapere (perché anche questo proprio non lo vuole capire) che le coperture ci sono , CI SONO, CI SONO : 130 MILIARDI DI TASSE EVASE OGNI ANNO.

  10. Buona sera, il mio pensiero è questo:
    1) Il ministro Orlando si alzi dalla sedia e inizi a convocare le parti sociali siamo già in ritardo. Se non trova il tempo si faccia aiutare o, in alternativa, lasci il posto a qualcun altro.
    2) Si parte dai lavoratori che hanno già versato 40 anni di contributi e si mandano in pensione senza se, senza ma, e senza penalizzazioni (sempre che lo chiedano) Se decidono di rimanere al lavoro li penalizzo del 30% perchè occupano il posto di un giovane.
    3) Ricalcoliamo tutte le pensioni erogate ai politici e a chi ha ricoperto posti nel pubblico impiego, in base a quanto versato.
    4) Mettiamo un limite massimo alla pensione, che non puo’ essere superare i 5.000 euro netti mese.
    5) Dopo aver fatto quanto sopra iniziamo a ragionare su altre casistiche, ma non prima di aver mandato in pensione chi ha già 40 anni di contributi.

  11. Buonasera andate a vedere cosa ha fatto in questi anni il sig. Cesare Damiano e vi renderete conto che ha fatto il sindacalista e poi è andato al governo(il diavolo e l’acqua santa) quindi non sa per niente cosa significa lavorare e che dopo 40 di LAVORO uno non ne può più. Uno come lui può continuare anche fino a 70 anni di età ed oltre, per quello che ha da fare.

    1. Da quanti anni è in atto una deviazione culturale e soprattutto politica di quanti si ritengono essere la presunta maggioranza di sinistra?
      Io credo almeno dagli anni 90.
      Chiediamoci perché i compagni del senatore sono ormai divenuti talmente deludenti tanto da essere quelli che: quando si trovano all’opposizione sono promotori di battaglie per poi, al governo, essere coloro che ci aumentano le tasse e promuovono condizioni penalizzanti per lavoratori e pensionati.

    2. Possibile che i francesi non abbiano insegnato proprio nulla? Probabilmente ha ragione Sgarbi quando usa l’appellativo di capra!!!!

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