Le ultime novità sulla riforma delle pensioni al 6 giugno 2021, giungono dall’onorevole Claudio Durigon, sottosegretario al MEF, che ha commentato la relazione della Corte dei Conti relativamente al sistema pensionistico italiano.
Per Durigon dalla stessa, dice attraverso un post facebook che ha appena pubblicato sul suo profilo personale e che ci ha gentilmente segnalato affinché lo pubblicassimo, si evincono ‘i danni provocati dalla Legge Fornero e si possono osservare gli effetti benefici della quota 100, misura sì sperimentale ed a scadenza, ma che, a suo dire, ha comunque concesso una possibilità di scelta per accedere anzitempo alla pensione, almeno ad una fetta cospicua di lavoratori. Le sue parole relativamente alla caratteristica che la prossima riforma pensioni non potrà far altro che mettere in campo, ossia: concretezza e stabilità.
Riforma pensioni 2021, Durigon: Quota 100 é stata un’opzione per molti
Così Durigon in un recentissimo post Facebook, ove commenta la relazione dalla relazione della Corte dei Conti, inserendo altresì l’immagine a corredo, che noi abbiamo inserito, per darvi modo di osservare i dati e fare le vostre considerazioni, come immagine principale.
“Dalla relazione della Corte dei Conti sul sistema pensionistico si evincono i danni procurati della legge Fornero. Al 31/12/2020 sono 316mila i lavoratori che sono andati in pensione con Quota 100, con Opzione Donna si sono oltrepassati i 350 mila pensionamenti nel biennio, e c’è chi ancora dice che è stato uno strumento poco attrattivo.
Per riparare agli errori della legge del 2012 (Fornero appunto) il Parlamento ha dovuto normare le salvaguardie per 130 mila lavoratori con costi altissimi!!!Oggi siamo di fronte ad una scelta importante, la gestione della ripartenza dal COVID, non può essere governata senza strumenti adeguati di flessibilità sia in uscita che in entrata dal mondo del lavoro“. Poi in conclusione le proposte per quella che dovrà essere la nuova riforma delle pensioni, se si vorrà davvero ottenere il risultato sperato: arrivare ad una riforma equa, duratura e strutturale, che tenga in conto anche degli ultimi accadimenti post Covid 19.
Riforma pensioni 2021: Ape sociale non basta, anche fosse rivisitata, serve altro
Ecco allora le proposte di Durigon, che fa notare come non potrebbe certamente bastare un’ape sociale rivisitata o un contratto di espansione potenziato, serve dell’altro: “Non ci si può concentrare su un’Ape Social rivisitata (60mila lavoratori in pensione).Il Contratto di espansione potenziato è uno degli strumenti da mettere a disposizione della riorganizzazione aziendale, ma non basta.
Cosa servirebbe allora? Così chiude l’onorevole: “Serve formulare una nuova norma che dia finalmente concretezza e stabilità al sistema pensionistico. Quota 100 ha rappresentato una libertà di scelta per i lavoratori, caratteristica dalla quale non potrà prescindere qualsiasi riforma che si intenderà mettere in campo con la prossima finanziaria“. Inoltre ci dice in un breve confronto telefonico aggiuntivo che abbiamo avuto il piacere di avere stamane, che per la Lega la quota 41 resta altresì un obiettivo primario da raggiungere, mentre ci ribadisce con forza il ‘No’ ad un’apertura social rivisitata solo ad alcune categorie.
Sulla relazione della Corte dei Conti ci siamo anche interfacciati con Roberto Ghiselli, segretario confederale della Cgil, che si é reso disponibile ad un’intervista in esclusiva, nelle prossime ore pubblicheremo le preziose considerazioni emerse certi che potranno essere utili per un quadro completo a 360° sulla questione e potranno aprire ad un bel confronto con i nostri lettori.
Nel mentre, vi chiediamo, cosa ne pensate delle parole di Claudio Durigon, noto a tutti come il ‘padre’ di quota 100, che ringraziamo per averci concesso anche qualche minuto al telefono. Le condividete o meno? Fatecelo sapere come sempre nell’apposita sezione commenti del sito.
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Non siete in grado di ovviare allo scempio che tutti voi avete causato nel 2012 almeno chiedete scusa ai lavoratori di tutte le vostre stronzate.
Noi siamo sfiniti, massacrati dopo 40 anni di lavoro e c’è qualcuno che sta pensando a spostare la pensione anticipata a 64 anni? Se non si vuole incorrere in una rivolta sociale è necessario estendere immediatamente la flessibilità nell’accesso alla pensione. Si deve permettere alle lavoratrici e ai lavoratori di poter scegliere quando andare in pensione, senza penalizzazioni per chi ha contributi prima del 1996, a partire dai 62 anni di età o con 41 ANNI di lavoro a prescindere dall’età e SENZA VINCOLI E PENALIZZAZIONI !!! SINDACATI DOVE SIETE !!! NON FACCIAMO PASSARE PROPOSTE INDECENTI !!! OK 41 ANNI E ASSOLUTAMENTE CON IL CALCOLO MISTO !!! SINDACATI SVEGLIA!!!.. se esistete ancora..
Sapete qua.e è la nostra debolezza di noi lavoratori oltre l’inefficacia dei sindacati? Il fatto che ognuno spara proposte nel suo miope interesse personale e sulla base delle sue condizioni anagrafiche e lavorative. Non prendiamoci in giro, una proposta di riforma previdenziale seria e accettabile non può prescindere dalla sostenibilità economica, anche se talvolta i numeri vengono fatti ruotare a piacimento. L’unica proposta congrua e attuabile, a mio avviso, è quella del presidente INPS Tridico: pazienza per 5 anni solo parte contributiva a 67 anche quella retributiva. Finiamola di sognare e sopratutto di darci la zappa sui piedi, i nostri politici sulle nostre divisioni ci campano sopra.
Gentile Emilio, concordo in toto con la prima parte del suo pensiero; dissento viceversa su quanto esposto da parte del dottor Tridico.
Concordo con Lei anche sul fatto che questo andazzo di proposte miopi tarate sul proprio individuale interesse, finirà con l’aiutare il governo nel calarci la zappa sui piedi.
Ciò detto, io che ho sempre sostenuto almeno in parte quota 100 e che la manco per soli 13 giorni nonostante a fine anno raggiungerò quota 103, non ne ho detto peste e corna, trovandovi che l’età dei 62 anni era e sarebbe stato prima o poi un grosso vantaggio per tutti.
Comprendo benissimo che taluni, considerato l’elevato numero di contributi, li ha resi contrari ma se guardo alla miriadi di proposte che singolarmente avanziamo posso solo pensare che il pasto non è mai gratis e che alla fine arriverà un conto salato per tutti.
Quando ho incominciato a lavorare nel 1981 mi avevano detto che dopo 35 anni potevo accedere alla pensione di anzianità. Poi questa è stata spostata a 40 anni. Successivamente la Signora Fornero mi ha detto che dovevo fare ancora qualche piccolo sacrificio e quella che si chiamava pensione di vecchiaia diventava pensione anticipata. Anticipata sì… a 42 anni e 10 mesi!!! Peccato che io da tre anni abbia perso il lavoro e stia pagando, prosciugandomi una montagna di contributi volontari. Tutto ciò senza alcuna certezza se non quella di rendermi conto a 60 anni di essere in un paese schifoso dove qualcuno pur di non restituirti quanto hai versato, ti sposta sempre un po’ più il là “il traguardo” con l’auspicio nel frattempo che tu possa avvicinarti sempre più alla morte!
Durigon non può dimenticare le DONNE!
Le DONNE DEBBONO POTER ANDARE IN PENSIONE A 62 ANNI SENZA PENALIZZAZIONI!
IN UN PAESE CIVILE A 62 ANNI UNA DONNA DEVE POTER SCIEGLIERE SE RESTARE AL LAVORO O DEDICARSI SOLO ALLA FAMIGLIA E ALLA SUA VITA.
AVERE LAVORATO FINO A 62 ANNI FUORI CASA E CONTEMPORANEAMENTE DENTRO CASA MI SEMBRA ABBASTANZA!!!
LE DONNE NON CHIEDONO MOLTO: SOLO LA POSSIBILITA’ DI SCELTA!
LA CORTE DEI CONTI DEVE FARE I CONTI SOPRATTUTTO CON QUELLE CATEGORIE DI PRIVILIGIATI CHE ANDRANNO IN PENSIONE CON COSPICUI IMPORTI SENZA AVERE COPERTO TALI IMPORTI CON LE LORO CONTRIBUZIONI.
DURIGON SI RICORDI DELLE DONNE E DI EQUILIBRARE LE DISEGUAGLIANZE!
E PORTI AVANTI ISTANZE DI BUON SENSO! SOLO BUON SENSO.
INOLTRE ABBUONARE PERIODI PER IL NUMERO DI FIGLI E’ DISCRIMINANTE!!
SI RISCHIA DI PRIVILEGIARE CHI HA FATTO FIGLI, A SCAPITO DI CHI NON HA AVUTO QUESTA POSSIBILITA’. RIPETO BUON SENSO.
CONDIVIDO, UNA DONNA SOPRATTUTTO SE DISOCCUPATA DEVE POTER ANDARE IN PENSIONE A 62 ANNI UTILIZZANDO I CONTRIBUTI CHE HA VERSATO.
La Fornero è nei nostri sogni, anzi incubi, da 10 anni, ma ci siamo fatti il “callo”, anche vedendone tutti i responsabili che cianciano ancora adesso di equità!!!
E la quota 100 vale 100 solo per pochi, a me ne varrà 104… chiamatela pure equità…
Credo che abbia ragione Durigon, ovvero che quota 100 sia stata e sarebbe ancora attrattiva. Aggiungo che i dati numerici rilasciati tempo fa dal dottor Cazzola individuavano quale età media di coloro ne avevano al momento usufruito quella di 64 anni; età che a mio parere ne giustificherebbe in pieno l’esistenza.
Ora, poiché gli attacchi alle nuove proposte sindacali per sostituire quota 100 si fanno da più parti sempre più pressanti, non potrà esservi alternativa diversa che non sia la piazza.
Troppe sono state nel tempo le “regole” e taluni pensano di aggiungerne ancora; “regole” che, pur pensate in buona fede, nei fatti spesso non sono riuscite a risolvere nemmeno situazioni analoghe tra diverse categorie di lavoratori, comunque quasi mai in modo equanime.
Troppe “regole” che talvolta cambiano o potrebbero cambiare nell’arco di una sola notte il destino di molti.
Temo che nel breve vivremo il concretizzarsi di “regole nuove” dovute al probabile ricorso a diffusi licenziamenti.
Avremo che le “regole” applicabili per alcune categorie di lavoratori saranno tali da limitare ad alcuni il dramma del momento; per altri, viceversa, scopriremo che le “regole” non soddisferanno lo scopo per cui sono state pensate nel tempo.
Un esempio io credo lo vedremo nell’applicazione tra: contratto di espansione, Isopensione, fondi per l’esodo di dipendenti costruiti con versamenti aziendali ecc..
Meccanismi, o meglio “regole” che alla luce dei costi, in analoghe situazioni quale il ricorso a un largo anticipo pensionistico, non risulteranno applicati in modo equo tra tutti i diversi lavoratori.
E pensare che fino a pochi anni fa 40 anni di servizio era il tetto massimo, mentre adesso non è più neanche la soglia minima: ecco le “conquiste” sindacali in Italia! (della serie “regresso incivile”). Mi fa ridere che “Quota 41” la chiamano “pensione anticipata”: anticipata rispetto a che? Rispetto alla morte?
62 anni e 30 di contributi, dovrebbero essere il minimo per poter andare in pensione. Poi ognuno prenderà per quello che ha versato.
Quota 41 per tutti senza penalizzazioni!!! Ad maiora ….
Va tutto bene quello che dice l’onorevole Claudio Durigon ma si deve impegnare a promuovere anche la pensione ai disoccupati di lunga durata, quindi : DISOCCUPATI IN PENSIONE A 63 ANNI ANCHE CON IL MINIMO DI 20 ANNI DI CONTRIBUTI.
Bisogna fare in fretta questa riforma pensioni quota 41 per tutti a me sembra 1 buona soluzione e senza penalizzazioni di alcun genere e anche quota 62 anni perché una persona deve poter scegliere ma i francesi come fanno in italia vogliono mangiare solo i politici
Per la corte dei conti i costi della politica e i loro stipendi sono accettabili?
Quando si decideranno a separare previdenza e assistenza?solo cosi la corte dei conti potrà tacere.
Politici e Sindacati sono tutti d’accordo che al termine di quota 100 (.. che permette fino al 31/12/2021 dopo 38 anni di contribuzione con il CALCOLO MISTO di andare in pensione), bisogna evitare lo “scalone” di cinque anni ! BISOGNA EVITARE LO “SCALONE” DI CINQUE ANNI ? SCUSATE MA PASSARE DA 38 ANNI A 41 ANNI NON SONO TRE ANNI IN PIÙ ? O SONO TUTTI IPOCRITI O ALTRIMENTI NON CAPISCO DOVE È IL PROBLEMA ! NON SONO I CINQUE DELLO “SCALONE” E SONO COMUNQUE BEN TRE ANNI IN PIÙ !!!
Chi ha lavorato e versato allo Stato mese dopo mese per 41 anni, ripeto 41 ANNIIIIIII !!!… in una Repubblica fondata sul lavoro deve avere il diritto di andare in pensione senza PALETTI, TRUCCHETTI, RIDUZIONI, FREGATURE all’Italiana!
Intanto i giorni le settimane i mesi passano, ed è sempre e solo ARIA FRITTA, ho capito che come al solito per la Politica, i Sindacati, i programmi televisivi, questo argomento è assolutamente l’ultimo dei loro pensieri, sono tutti troppo impegnati a contare i vaccinati, i ricoverati, i dimessi ecc. ecc. ecc. Che impegno e che fatica….. Ci fosse stato un giornalista o una trasmissione televisiva che avesse sottolineato l’assoluta INGIUSTIZIA e INIQUITÀ nei confronti di tutti quei lavoratori /lavoratrici che lavorano da molti più anni dei 38 della quota 100, che tuttora è in auge, e che possono accedervi solo se hanno lavorato 5 anni in più cioè con 43 anni di contributi MA VI RENDETE CONTO IN CHE PAESE VIVIAMO??? cosa direi al fautore di questa bellissima…… Quota 100 FATE VOI.
p. s. Sapete perché questa mia riflessione non verrà mai pubblicata?…. Perché non è ARIA FRITTA!!!
Che la riforma Fornero sia stata dannosa non c’era bisogno che ci informasse dopo 10 anni l’onorevole Durigon !!! Ce n’eravamo accorti anche e soprattutto noi lavoratori, anche perchè in questi ultimi tre anni, la Fornero ha continuato a mietere le sue vittime aiutata anche dalla “splendida” quota 100. Eh si, sarà bene che informate il sig. Durigon che grazie a lui oggi abbiamo qualche migliaio di pensionati che con 62-38=100 è ai giardinetti, mentre domattina, qualche altro migliaio di lavoratori con 66-37=103 dovrà svegliarsi alle 5 per iniziare l’ennesima settimana di lavoro perchè il succitato onorevole Durigon ha deciso che sia giusto che deve arrivare a quota 105. Lo stesso dicasi per quei precoci che si troveranno a raggiungere i 62 anni ma con 43,1 di lavoro e che anch’essi raggiungeranno la quota 105,1.
Ridicolo poi che lo stesso Durigon chiosi con la frase: ” Bisogna arrivare ad una riforma equa, duratura, strutturale” !!! PROPRIO QUELLO CHE NON HA FATTO LUI.
Ma d’altronde cosa aspettarsi da un degno sodale e compagno di partito, di un tale Calderoli, che ha definito la legge elettorale da lui stesso varata ……. “Una porcata”. Ecco, questo è un paese che va avanti di porcata in porcata.
Sono francamente ed emotivamente vicino ai Sig. Marino e al Sig. Perfetto, due esimi sostenitori della quota 100, clamorosamente smentiti sull’equità della quota 100 proprio da chi l’ha inventata.
Checchè ( si scrive proprio così) se ne dica, la Fornero è tutt’ora l’unica legge sulle pensioni in vigore, è equa (uguale per tutti ), duratura ( da dieci anni), strutturale ( ha una base ).
Di cosa si debba vantare Durigon ancora non lo capisco visto che ha varato una norma che non ha nessuna delle qualità da lui oggi richieste, in un periodo economicamente sostenibile, dove non c’era lo spread a 500 punti ( governo Monti) o una pandemia in corso con debito pubblico schizzato alle stelle ( governo Draghi ). Come al solito !! A riparare i danni provocati ci devono pensare gli altri. Storia già vista.
Penso proprio che l’onorevole Claudio Durigon abbia centrato in pieno lo stato psicofisico di chi ha lavorato e pagato contributi per 41 anni e si sente nel giusto diritto di andare in pensione.
Grazie.
Si parla del lavoro usurante dei turnisti.
Ma tutti gli infermieri che hanno fatto richiesta in provincia di trapani…. Aspettano invano…
tutto interessante; e il calcolo della pensione’ con il contributivo? se è così noooooooooooo…….. sistema misto ; quota 41? meglio 41 che 42 e 10 mesi ma meglio ancora 40; il problema è che comandano i vari orlando, brunetta, gentiloni, draghi che calano le Braghe alle disposizioni UE in maniera di pensioni; calino le Braghe sui loro benefici, non sulla pelle di milioni di lavoratori, questo è il vero problema ….. e i sindacati………………. lasciamo perdere
Quota 100 ha favorito soprattutto Uomini e lavoratori del Nord.
Una buona riforma delle pensioni deve garantire tutti i lavoratori ed abbassare l’età d’uscita delle Donne, sia x la discontinuità lavorativa e anche x il carico maggiore che ha la Donna x i figli.
OK, “Quota 100 ha rappresentato una libertà di scelta per i lavoratori e serve formulare una nuova norma che dia finalmente concretezza e stabilità al sistema pensionistico. Però non dimenticate che ci sono molti
disoccupati per colpa della crisi o di fallimenti che sono senza lavoro e senza sussidi , quindi occorre un sistema pensionistico che permetta di mandare in pensione a 62/63 anni gli ultrasessantenni con almeno 20 anni di contributi.
Questa è una bella proposta
DURIGON, E TUTTI I SINDACATI E SINDACALISTI IN PROCESSIONE CON LA STOLA APPESA AL COLLO E LE MANI A BATTERSI SUL PETTO….MEA CULPA….MEA CULPA….MEA CULPA………………LA SOLUZIONE E’ UNA ED UNA SOLA (MA VOI LA SAPETE LA SOLUZIONE AL PROBLEMA SOLO CHE SIETE LEGGERMENTE CODARDI ANZI SOLO CODARDI) OGNI OPERAIO SI PORTA DA CASA UNA SEDIA E SI SIEDE FUORI DALLA FABBRICA FINO A CHE NON SI TORNA AI 40 ANNI DI CONTRIBUTI PER TUTTI COMPRESI I POLITICI CHE SOMMANO GLI ANNI DELLE LEGISLATURE AI CONTRIBUTI REALI E SOTTOLINEO REALI PAGATI NON QUELLI FINTI, DICEVO UNA SEDIA O SI BLOCCA IL PAESE MA CI VOGLIONO GLI ATTRIBUTI E NON CI VOGLIONO LE CARRIERE POLITICHE COME INCENTIVO AL NON FARE IL PROPRIO LAVORO……………………..E’ SU SIGNORI UN PO DI PALLE E DIGNITA’ DIGNITA’ DIGNITA’ PER CHI LAVORA E SI SPACCA LA SCHIENA TUTTI I SANTI GIORNI E NON VIVE DI PAROLE MA DI SUDORE……………………SE VOLETE LO PUBBLICATE ALTRIMENTI LO CESTINATE COME ALTRI MESS GIA’ SCRITTI…………………DIGNITA’ DIGNITA’ DIGNITA’…………………
Purtroppo … credo che lei abbia ragione.
Ma prima di arrivare alla sedia vorrei capire bene (penso manchi poco) cosa farà il sindacato oltre alle parole … parole … parole…
Se continuasse solo con le parole (io credo che il governo Draghi, ossia l’Europa, abbia già deciso cosa fare delle pensioni italiane) si potrebbe nel frattempo invitare i lavoratori a una disdetta in massa del tesseramento sindacale.