Riforma Pensioni 2021 e quota 100: il passivo dell’INPS non preoccupa Boeri e Damiano

I conti dell’INPS continuano a far discutere e molti sono preoccupati che la mancanza di fondi possa portare a fermare ogni possibile riforma delle pensioni per il 2021. Dopo quota 100 infatti, le casse dell’istituto sono in passivo, ma a rassicurare le persone sulla tenuta dell’Istituto nazionale di previdenza sociale ci pensano, l’ex presidente Tito Boeri e l’ex Ministro del Lavoro Cesare Damiano. Ecco le loro parole.

Ultime news Riforma Pensioni 2021: Boeri: ‘Quota 100 ha fatto male ai conti’

Tito Boeri è tornato a parlare del passivo di bilancio dell’INPS e ha spiegato: “Se il debito pubblico è sostenibile lo è sicuramente anche il bilancio dell’Inps”. L’ ex presidente dell’Istituto pensionistico dal 2014 al 2019 spiega che “Con la crisi innescata dal Covid abbiamo avuto uno choc economico terribile, con una riduzione molto forte dei contributi che ha portato a questa situazione. Inoltre – aggiunge parlando di pensioni – ha fatto malissimo ai conti previdenziali una misura come Quota 100“.

Per Boeri, il buco nei conti dell’Inps non è indicatore di squilibrio del sistema come spiega anche il rapporto dell’Ufficio parlamentare di Bilancio: “L’equilibrio finanziario della previdenza va, infatti, inteso in senso prospettico, garantendo che il valore attuale della spesa futura per pensioni, calcolato su un arco di tempo sufficientemente lungo, non superi quello delle entrate contributive. Entrambe le grandezze sono soggette a variabili demografiche e macroeconomiche oltre che alle regole di funzionamento del sistema

Riforma Pensioni 2021 ultime novità quota 100: Damiano sui conti dell’INPS

Cesare Damiano ha poi spiegato sulla tenuta dei conti dell’INPS che ‘Il rapporto tra lavoratori e pensionati è sceso all’1,25. Bisognerà osservare il trend, perché se quando io ho cominciato a lavorare eravamo 3 lavoratori e un pensionato, ora siamo a 1,25. La domanda è: nel 2050 quale sarà il rapporto?. Se dopo il virus non ci sarà una crescita del Pii le strutture di welfare potrebbero avere dei problemi di sostenibilità nel medio-lungo periodo”.

Damiano rassicura però sul bilancio dell’INPS: “Come ha certificato la Corte dei conti – ricorda – le riforme che sono state fatte nel 2004,2007, 2010 fino alla Fornero nel 2012, consentiranno un risparmio previdenziale al 2050 di 60 punti di Pii, vale a dire 900 miliardi di euro in meno di pensioni da erogare, una cifra colossale. Quota 100 dunque ha avuto un’incidenza limitata a fronte di questa montagna di denaro”.

Infine per l’esponente del PD “l’aggravio di bilancio dell’Inps è un falso problema, questo è un tempo nel quale i paradigmi che hanno governato fin qui l’economia saranno completamente riscritti. Stiamo passando dal rigorismo cieco che ha tagliato la sanità e il welfare, rendendo più debole il Paese, a una fase in cui gli investimenti prevarranno sulla quadratura dei conti. È perciò un problema relativo, oggi non ci preoccupiamo se abbiamo un debito al 160%, cosa che prima della pandemia sarebbe stato come bestemmiare in chiesa”.

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Stefano Rodinò

Stefano Rodinò

Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

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