Riforma Pensioni 2021, intervista a Marino: le prospettive dopo quota 100

Abbiamo oggi, in esclusiva, un’intervista a Mauro Marino nostro esperto di economia e pensioni che collabora con diverse testate on line su temi appunto economici e previdenziali e che gestisce un suo sito https://mauromarinoeconomiaepensioni.com/ che parla di questi argomenti. Nell’intervista si sono toccati diversi temi, soprattutto la riforma delle pensioni 2021 e quali potranno esser gli scenari per chi vuole uscire in anticipo dal mondo del lavoro.

Ultime news Riforma Pensioni: intervista a Marino su quota 100, e uscita anticipata

PENSIONI PER TUTTI: Caro Mauro, come vedi il futuro argomento della riforma delle pensioni anche alla luce di questa terribile pandemia che ha sconvolto il nostro Paese?

MAURO MARINO: Purtroppo, come ho avuto modo di scrivere qualche giorno fa in un articolo che è stato da voi gentilmente pubblicato vedo una situazione non rosea. Già sarebbe stato molto difficile preparare una nuova legge sulle pensioni in tempi normali. Ricordiamo infatti che il 31/12/2021 scade la sperimentazione triennale sulla famigerata quota 100 che tanto ha diviso, e continua a dividere, gli Italiani. La Legge cioè che dava la possibilità a chi avesse 62 anni di età e 38 anni di contributi di poter andare in pensione. Oltretutto senza alcuna penalizzazione. L’unico svantaggio che si aveva con la quota 100 è ovviamente quello che andando in pensione prima si verseranno meno contributi e di conseguenza si percepirà un assegno pensionistico leggermente inferiore, ma in cambio si potrà godere della pensione per più anni. Personalmente a chi ne ha la possibilità io consiglierei di approfittare di questa opportunità che varrà ancora per tutto l’anno 2021, perché, purtroppo, sicuramente le leggi sulle pensioni che saranno scritte successivamente saranno certamente più penalizzanti. E dal momento che il Presidente Conte ha ufficialmente comunicato in Parlamento che quota 100 non sarà rinnovata alla fine del triennio di sperimentazione, la Legge in questione scadrà alla fine dell’anno 2021.

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PENSIONI PER TUTTI: Perché Mauro come dicevi vedi una situazione non rosea?

MAURO MARINO: Perché con la scadenza di quota 100 alla fine dell’anno 2021, non c’è all’attualità un interesse affinché si realizzi una legge che tenga conto degli ultimi esodati, che tenga conto di chi ha cominciato a lavorare giovanissimo, che tenga conto delle generazioni future, che sia flessibile e soprattutto che sia una legge duratura e con la certezza del diritto. Come dicevo in assenza di tutto ciò alla data del 1/1/2022 si tornerà (in quanto mai abolita) alla Legge Fornero.

PENSIONI PER TUTTI: Beh, ma tutte queste cose possono essere benissimo inserite nella nuova Legge sulle pensioni che sarà scritta?

MAURO MARINO: Dobbiamo considerare che siamo ormai alla fine dell’anno e siamo in piena pandemia. Questa pandemia che sta causando danni incalcolabili alla sanità e alla nostra economia, sicuramente, purtroppo, continuerà almeno fino all’estate e personalmente temo durerà tutto il 2021. Il Governo destinerà quasi tutte le risorse su questo Capitolo di Spesa e per le pensioni non ci saranno sufficienti denari da spendere. Oltretutto ed è forse la cosa più importante e negativa non ci sarà il tempo di preparare una legge che affronti tutte le tematiche e tutte le problematiche che una legge di tale portata e che inciderà sulla vita dei cittadini, necessariamente comporta.

Temo cioè, che se ci sarà un sospiro di sollievo nell’estate dell’anno 2021 tutti quanti dopo tanti mesi di apnea cercheremo di “ vivere” non pensando minimamente a questo argomento e poi in autunno i nostri governanti saranno con l’acqua alla gola, con la Spada di Damocle del 31/12/2021 e dovranno per forza realizzare una legge (per non incorrere nuovamente nella Fornero e per evitare lo scalone di cinque anni che si creerebbe in un giorno) e faranno, temo, una cattiva Legge. Un Legge cioè che non terrà conto delle priorità prima elencate e delle necessità e aspettative delle persone.

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PENSIONI PER TUTTI: Ma qualcosa si potrà pur fare? Secondo lei cosa succederà e quali saranno le prossime mosse del Governo?

MAURO MARINO: Certamente qualcosa saranno costretti a fare ma non saranno scelte risolutive.Sarà prorogata Opzione Donna (altra norma su cui ho scritto un articolo da Voi pubblicato qualche tempo fa). Una norma che non favorisce le donne a parte qualche caso particolare, con calcolo totale contributivo e perdita secca nell’assegno pensionistico nell’ordine del 25/30%. Una norma che non ha rispettato lo spirito della Legge (quello cioè di favorire le donne) e che non costa nulla alle casse dello Stato.

Sarà riproposta l’isopensione (la possibilità cioè per i lavoratori di andare in pensione fino a sette anni prima del previsto a patto che sia l’azienda a pagare totalmente i contributi previdenziali). Anche questa una norma che non costa alcunché allo Stato. Ci sarà molto probabilmente una qualche forma di flessibilità ma sicuramente con delle penalizzazioni per il lavoratore/lavoratrice che saranno nell’ordine del 2% per ogni anno di anticipo sia rispetto alla pensione cosiddetta anticipata che alla pensione di vecchiaia. E ci sarà molto probabilmente un altro semestre di silenzio/assenzo per accedere ai fondi pensione nella speranza di dare finalmente un impulso a questo istituto.

Ma non ci sarà assolutamente una decontribuzione delle tasse per i pensionati, una abolizione delle odiosissime addizionali regionali e comunali. Non ci sarà una legge che tenga conto dei giovani e di chi ha cominciato a lavorare giovanissimo. Forse non ci sarà nemmeno un aiuto per i lavori cosiddetti gravosi”. E non credo neanche che ci sarà una abolizione dei famosi “coefficienti di trasformazione” che molti pensionandi neanche conoscono che diminuiscono ogni due anni il montante contributivo e di conseguenza l’assegno pensionistico e per i quali praticamente più anni lavori più soldi perdi.

PENSIONI PER TUTTI: Mauro la sento particolarmente pessimista.

MAURO MARINO: Vorrei sbagliarmi, ma oramai sono molti anni che seguo i politici ed i tecnici su questi argomenti e sicuramente la pandemia ha di molto peggiorato la situazione. Ma vedo che sull’argomento pensioni che incide moltissimo sul bilancio dello Stato si vuole tagliare i costi il più possibile. Vedo ogni tre/quattro anni proprio per questa necessità di contenere il bilancio la voglia di mettere mano alle leggi sulla previdenza cambiando continuamente le carte in tavola e introducendo sempre situazioni sempre più penalizzanti per le lavoratrici ed i lavoratori e senza la reale volontà di fare una volta buona una legge il più giusta possibile, che tenga conto il più possibile delle necessità delle persone, una legge finalmente duratura e con la certezza del diritto. Temo cioè che sarà una legge “a perdere”, per questo consiglio a chi può di approfittare ancora per un anno di quota 100 e di fare domanda perché sicuramente il futuro sarà sempre più penalizzante.

Ringraziamo moltissimo Mauro Marino per la sua disponibilità e per la chiarezza delle sue esposizioni sempre attente e precise e speriamo di averlo ancora con noi in un futuro prossimo.

Stefano Rodinò

Stefano Rodinò

Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

20 pensieri riguardo “Riforma Pensioni 2021, intervista a Marino: le prospettive dopo quota 100

  • Pingback: Mauro Marino Economia e Pensioni

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    13 Novembre 2020 in 16:41
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    Un paese che lavora in emergenza e senza mai un piano rimandando sempre al futuro…questo abbiamo…
    Per le risorse:
    Fate fare le pensioni Complementari ai d.pubblici… !!

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    12 Novembre 2020 in 19:23
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    Signora Anna, lei potrà andare con l’anticipata Fornero, 41 anni e 10 mesi di contributi, sempre in essere.

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    12 Novembre 2020 in 19:23
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    Signora Anna, lei potrà andare con l’anticipata Fornero, con 41 anni e 10 mesi di contributi, sempre in essere.

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    12 Novembre 2020 in 16:57
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    E vai con il pessimismo catastrofico. E vai con la scusa che non c’è tempo per fare una buona legge sulle pensioni. Sono forse pagati troppo poco per fare il lavoro per il quale sono stati eletti? Si occupano forse tutti di pensione i ministri? Non possono lavorare anche il sabato , venerdì e il lunedì nelle commissioni ?
    Ma in una qualsiasi azienda in un anno di tempo avete la minima idea di cosa si progetta? E qui volete farci credere che ci vogliono 3 anni per fare una legge che basta leggere i post di questo sito web e i punti principali sono già scritti…ma dai ..se vogliamo parlare di supercazzole andiamo al cinema che il grande Tognazzi ci insegna meglio di sicuro.

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    12 Novembre 2020 in 14:25
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    Il Dott. Marino fa una fotografia spietata e obiettivamente giusta della situazione portando l’argomento allo stato dei fatti. Dalle sue parole si può intuire anche che parteggerebbe per una riforma che vada verso una soluzione giusta, umana e definitiva del problema pensioni. Da qui si capisce anche come sia i sindacati che il Governo stiano facendo una melina insopportabile su questo tema giocando sulle vite di chi aspirerebbe ad una giusta e meritata pensione. Capisco che, una volta detto “quota 100 morirà al 31/12/2021” il problema è rimandato al prossimo anno….ma il prossimo anno è fra due mesi e la situazione attuale sta mettendo a dura prova il tessuto sociale di questo paese che avrebbe bisogno di chiarezza e di una spinta verso uno stato che ritorni al sociale. Purtroppo per ora solo chiacchiere senza nemmeno il distintivo. Ripeto, capisco che i problemi da risolvere siano enormi e ognuno di noi stia guadando al proprio orticello, ma non possiamo continuare con questo stillicidio di affermazioni, contro affermazioni, informazione, disinformazione, supercazzole denaturate di questo o di quell’esponente politico o sindacale che sia….basta, chiediamo chiarezza e serietà da tutti, soprattutto da quelli che dovrebbero difendere gli interessi dei più deboli ai quali, da anni, viene tolto e, se le previsioni verranno confermate, continueranno a essere depredati. Governo e sindacati si sono incontrati ma non si capisce che cosa si siano detti, il Ministro posta sui social una serie infinita di incontri, congressi, audizioni, su tutti i problemi dello scibile umano, per carità tutto bello, tutto interessantissimo ….e…quindi? I sindacati con il sopracciglio alzato (che ormai da decenni è il massimo della protesta) mandano a memoria i soliti discorsi sui 41 anni di contribuzione, sulla flessibilità “intorno” ai 62 anni ( quell’intorno reiterato è veramente comico) poi tutto finisce li. A risentirci presto su questi schermi con i soliti discorsi e le solite domande irrisolte.

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    12 Novembre 2020 in 13:38
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    Mi stupisce che sia l'”esperto” sia “Pensioni per Tutti”, ignorino la clausola di “cristallizzazione” prevista dalla legge che istituisce quota 100: l’Art 14, comma 1 del Testo coordinato del Decreto Legge 4 del 28 gennaio 2019, convertito in legge con con la legge di conversione 28 marzo 2019, n. 26 recita infatti “Il diritto conseguito entro il 31 dicembre 2021 puo’ essere esercitato anche successivamente alla predetta data, ferme restando le disposizioni del presente articolo. Il requisito di eta’ anagrafica di cui al presente comma, non e’ adeguato agli incrementi alla speranza di vita” .

    Non c’è dunque alcun bisogno di ” di approfittare ancora per un anno di quota 100 e di fare domanda perché sicuramente il futuro sarà sempre più penalizzante”.

    Credo che questo livello di disinformazione sia gravemente nocivo ad una corretta comprensione dei problemi pensionistici.

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    • Erica Venditti
      12 Novembre 2020 in 16:19
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      Roberto, mi perdoni come redazione di pensioni per tutti, ci tengo a dirle che ci é ben chiara la clausola della cristalizzazione del diritto, ne ho parlato io stessa più volte ricordando che vale anche per opzione donna. Ma grazie per averlo ricordato ai lettori, saluti

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        12 Novembre 2020 in 20:00
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        Grazie per la risposta. Credo sia importante comunicare correttamente sulla cristallizzazione, perché si tratta di uno degli aspetti che possono evitare, appunto, un “assalto alla diligenza” finale.
        In questo senso, penso sarebbe stato utile da parte vostra far notare al dottor Marino l’imprecisione della sua affermazione, che rischia di orientare in modo errato i comportamenti dei pensionandi.

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        13 Novembre 2020 in 8:30
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        Sono un docente che dal 1 settembre 21 sfruttando quota 100 potrebbe andare in pensione.
        Mi chiedo, se presento le dimissioni anziché nel Dicembre 2020 ma a Dicembre 2021 posso andare in pensione dal 1 settembre 2022 evitando il pericolo “cristallizzazione”?

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        • Erica Venditti
          13 Novembre 2020 in 11:06
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          Non ho capito la domanda, il ‘pericolo cristalizzazione’ come lo chiama lei,in realtà é un’opportunità in più per quanti maturano il diritto ed hanno facoltà di scegliere se acconmtenatrsi di quota 100, avendo maturato i requisiti entro il 2021 ne avrebbero diritto anche nel 2023 per dire, oppure continare a lavorare. Se vuole andare nel 2022 senza quota 100 libero di farlo, ci mancherebbe altro.

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      12 Novembre 2020 in 16:57
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      Caro Roberto Zanatta tutti sappiamo perfettamente che esiste la clausola di “cristallizzazione ma siamo in Italia e pertanto tutti se interessati faranno domanda entro il 31/12/2021. Chi sarà interessato lo farà entro il 31/12/2021. Pochissime persone eserciteranno tale diritto successivamente perché nessuno si fiderà. E avranno perfettamente ragione!!

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        12 Novembre 2020 in 18:36
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        Periodicamente e polemicamente riappaiono su queste pagine firme-avatar con il solo scopo di cavillare puntigliosamente e a vuoto su cose che, per chi frequenta il sito, già sono scontate. Queste sporadiche apparizioni, appartenenti alla tattica dell”infiltrato”, sembrano puntare a screditare “pensioni per tutti”, che è il migliore e più democratico sito sull’argomento.
        Capisco che i redattori abbiano tutti gli strumenti e tutte le ragioni per difendersi da soli (la loro apertura mentale mi sembra dimostrata dal fatto che si possano leggere opinioni anche distanti dalle loro). Voglio solo aggiungere che le critiche frigide , velenose e a vuoto , senza mai proposte, nemmeno accennate, senza una personale sofferenza e partecipazione derivata dal vissuto, si dimostrano inautentiche (vedi Heidegger…) e anche facilmente riconoscibili.
        Riqualifichiamo il dibattito,per mantenere in vita questo spazio di libertà .
        Persino le lettere con errori, strafalcioni, dettati dall’impeto, (se non dai tasti del telefonino), dalla rabbia di chi non vede prospettive chiare dopo una vita di lavoro , mi fanno sentire parte di una comunita. Non “cristalliziamoci”, please!
        Grazie

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        12 Novembre 2020 in 20:03
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        Caro Marino, se lo sa, avrebbe potuto evitare la frase che ho riportato tra virgolette.
        Le persone fanno scelte pensionistiche sbagliate, di solito, per due motivi:
        – sfiducia nelle istituzioni pubbliche
        – disinformazione
        sulla prima il lavoro da fare è di lungo periodo, ma sulla seconda si può ancora agire; interessanti considerazioni sul tema nell’articolo di Mauro Nori che trova qui
        http://www.quotidiano.net/economia/pensioni-quota-100-1.5424512

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    12 Novembre 2020 in 13:15
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    TUTTI IN PIAZZA!!!!!!!!!!!!!!! (appena si può tornare agli assembramenti).
    E’ il minimo.

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    12 Novembre 2020 in 13:13
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    ….una corda al collo per tutti i 50/60enni no??????

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    12 Novembre 2020 in 12:54
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    Scrivete sempre di persone che non non hanno abbastanza contributi per poter andare in pensione , ma non parlate mai di chi ha abbastanza anni di lavoro perché ha iniziato presto e non ha ancora l’età, ed è donna con due figlie.
    Io ho 61 anni di età 41 anni di lavoro 70% di invalidità e non riesco ad andare in pensione in nessun modo, e non ce la faccio più. Lo Stato non pensa a queste persone, possiamo crepare.Costiamo meno così, ma ci siamo, non saremo molti ma ci siamo.

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    12 Novembre 2020 in 11:52
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    Molto dipende da cosa faranno i lavoratori e le lavoratrici, se saranno passivi vincerà certamente il governo liberista, I suoi partiti liberali e il capitalismo finanziario, se entreranno in campo i lavoratori e i disoccupati, precari piccola borghesia (artigiani, piccoli commercianti, professionisti sfruttati) con mobilitazioni alla francese allora le cose possono avere un’altra sbocco più favorevole alla classe lavoratrice.

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      12 Novembre 2020 in 15:15
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      Mi sembra di impazzire al solo pensiero che , avendo al 31/12/2021 63 anni e 6 mesi di età, avrò contributi per 37 anni, 9 mesi ,29 giorni e non potrò richiedere quota 100 per appena 2 mesi e 1 giorno dopo aver per quasi 38 anni lavorato sodo e pagato ogni contributo richiesto da versare.Dovrò forse sperare che i nostri governanti realizzino quota 102 ? A chi posso chiedere aiuto per una soluzione ?

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