Riforma pensioni 2021, isopensione e Naspi cosa potrebbe cambiare?

Nella giornata di ieri un lavoratore, Roberto Sinesi, ci ha fatto una domanda interessante invitandoci a contattare i sindacalisti per comprendere maggiormente a fondo la questione che gli stava a cuore. Abbiamo dunque deciso di rivolgerci a Roberto Ghiselli, segretario confederale della Cgil, a Domenico Proietti, Segretraio confederale della Uil, ed a Ignazio Ganga, Cisl.

Tutti e tre si sono offerti disposibili al confronto relativamente alle sorti dei lavoratori in isopensione e Naspi qualora dovessero, nel mentre, cambiare, dato il nuovo Governo, le condizioni di accesso alla pensione, magari passando al ricalcolo dell’assegno col contributivo. Nell’articolo di oggi iniziamo a riportarvi i preziosi spunti di riflessione che ci sono giunti da Ghiselli e Proietti, nei prossimi giorni anche Ganga si é reso disponibile al confronto, prima di iniziare con la domanda posta dal lavoratore e le loro risposte, li ringraziamo per la solita disponibilità al confronto. In quanto anche a loro dobbiamo l’autorevolezza del nostro sito, molti ci leggono proprio perché sono consci di trovare notizie aggiornate e soprattutto interviste esclusive. A voi, ora, le novità emerse:

Riforma pensioni 2021 ultime novità, dubbi su isopensione e naspi: Le parole di Ghiselli

Così ci scrive in privato Sinesi:Se un lavoratore aderisce all’ isopensione o alla naspi, ma durante il periodo di isopensione o naspi cambia la legge sulle pensioni e viene peggiorata, esempio passaggio da misto/retributivo al contributivo puro, al momento effettivo del pensionamento si ritrova con assegno più basso o naspi e isopensione bloccano l’ assegno previdenziale? Isopensione tra l’altro l’ assegno viene calcolato su quanto avresti di pensione al momento dell’accordo, differisce dalla naspi, questa è una domanda che si pongono tutti i lavoratori, confido tu riesca a consultare i sindacalisti sulla questione”. Abbiamo dunque girato la domanda di Sinesi, ed ecco quanto ne é emerso:

Roberto Ghiselli, risponde in modo puntuale al lavoratore che si fa portavoce di tutti coloro che hanno questo dubbio: “ Chi si trova nello stato di disoccupazione e percepisce la Naspi è soggetto a qualunque possibile variazione normativa in materia pensionistica, sia per quanto concerne i requisiti d’accesso che per il sistema di calcolo.

Per coloro che si trovano in Isopensione o Contratto di espansione, avendo ottenuto una certificazione Inps attestante il valore della pensione maturata, oltre che della situazione contributiva, riteniamo che questo costituisca una certificazione del diritto intangibile rispetto a successive modifiche normative, ma non si può escludere che su questo vi possano essere interpretazioni diverse.

In ogni caso, a ragion veduta, non si prospettato modifiche peggiorative della legge Fornero e le diverse ipotesi che vengono formulate, come quella del ricalcolo, sarebbero all’interno di opportunità aggiuntive e non in sostituzione delle già penalizzanti condizioni previste dall’attuale normativa. Naturalmente il nostro impegno è quello di migliorare le condizioni d’accesso alla pensione respingendo qualunque ipotesi contraria“.

Sulla questione molto interessante, posta dal nostro lettore, si é espresso anche Domenico Proietti, Uil, eccovi le sue parole.

Isopensione e Naspi, cosa succede se cambia la riforma pensioni? Ne parliamo con Proietti

Così Proietti:Per quanto riguarda la Naspi non vi è alcuna correlazione tra questa e la pensione, quindi eventuali cambiamenti nel sistema previdenziale non sono correlati alla percezione del beneficio che viene percepito dal lavoratore. Diversamente l’ISOpensione è uno strumento creato per accompagnare il lavoratore alla pensione a seguito di un accordo siglato tra il lavoratore, tramite i sindacati, e l’azienda. L’Isopensione prevede che al lavoratore venga pagato per il tempo che intercorre tra la cessazione del rapporto di lavoro e l’effettivo pensionamento un importo proporzionato alla pensione che prenderebbe al momento dell’accordo.

A maggior tutela del lavoratore il datore è anche tenuto a versare i contributi per questo periodo, il che significa che il lavoratore al momento dell’effettivo pensionamento percepirà un assegno più alto di quello ricevuto in Isopensione. In caso di modifiche peggiorative del sistema, ad esempio l’aumento dell’aspettativa di vita superiore a quella stimata, è comunque prevista una rimodulazione automatica dell’accordo, con il datore che è tenuto a pagare anche per l’eventuale ulteriore periodo, ma nel limite massimo previsto dalla norma. Ovviamente il rischio politico è possibile, ma eventuali storture dovute a misure varata senza tener conto delle effettive necessità dei lavoratori saranno fermamente contrastate dal sindacato

Ringraziamo per la specificità delle risposte sia Domenico Proietti quanto Roberto Ghiselli e ricordiamo a chiunque volesse riprendere parte delle loro dichiarazioni che é tenuto, trattandosi di esclusiva, a citare la fonte.

Pensionipertutti.it grazie alla sua informazione seria e puntuale è stato selezionato dal servizio di Google News, se vuoi essere sempre aggiornato sulle nostre ultime notizie seguici tramite GNEWS andando su questa pagina e cliccando il tasto segui.

3 commenti su “Riforma pensioni 2021, isopensione e Naspi cosa potrebbe cambiare?

  1. Ma ve li ricordate gli anni 90, quelli di mezzo col 2000?
    Io li ricordo bene, in particolare ricordo le assemblee sindacali di quel periodo.
    Il sindacalista di turno asseriva che l’effetto della riforma Dini sulle pensioni future sarebbe stato “quasi irrilevante” per la massa dei lavoratori appartenenti alle categorie con carriera continua e lineare.
    Ora, a distanza di oltre 25 anni, siamo giunti alla verifica delle chiacchiere sindacali di quel periodo e la realtà che si presenta è tutt’altra.
    Nonostante alcuni anni di versamenti aggiuntivi si parla continuamente di rifilarci una pensione totalmente contributiva.
    A milioni di uomini e donne che dopo aver realmente versato contributi per ben oltre 40 anni, si sta prospettando un futuro con pensione da fame; cari sindacati, anche questa volta sarete partecipi a questo inganno?

  2. Perché non appare mai il mio commento? Dò fastidio a qualcuno che siano dette certe cose senza offendere nessuno?

  3. I sindacati propri quelli che 10 anni fa fecero passare la più infame delle riforme da 10 anni fingono di volerla abolire che pagliacci sono ridicoli.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna su