Riforma pensioni 2021, la lettera al Governo: le 9 proposte dei quota 41

Riforma pensioni 2021,ultime proposte dei lavoratori: 9 i punti proposti al Governo dai quota 41

Le ultime novità sulla riforma delle pensioni 2021 giungono dalle proposte che i gruppi social ‘41pertutti e ‘lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti hanno deciso di mettere giù a punti e indirizzare al Governo attraverso una sorta di comunicato/lettera.

Lo scopo quello di far comprendere, in vista dei futuri incontri tra Governo e parti sociali sulla riforma previdenziale, quelle che potrebbero essere le misure da attuare al fine di andare incontro ad un ‘equa’ riforma pensionistica. Vi riportiamo dunque le loro parole senza nulla aggiungere, affinchè possiate visionare le 9 proposte da loro ipotizzate e dirci la vostra opinione.

Riforma pensioni 2021, la lettera condivisa dei lavoratori al Governo: queste le misure necessarie

!Per una seria riforma del sistema pensionistico italiano, Per riformare in modo serio, stabile e duraturo il sistema pensionistico bisogna partire dalla separazione tra le spese assistenziali e le spese previdenziali, oggi unite in un unico calderone che non permette di capire se esista un equilibrio tra i contributi che vengono versati all’INPS e le prestazioni pensionistiche erogate.

E’ necessario fissare dei requisiti stabili ed accettabili sia per quanto riguarda la cosiddetta “pensione anticipata” ex pensione di anzianità, che per la pensione di vecchiaia. La “pensione anticipata” oggi fissata dalla “legge Fornero” a 41 anni e 10mesi più 3 mesi di finestra e 42 e 10 mesi più 3 mesi di finestra per gli uomini, è insostenibile e sarà irraggiungibile per i giovani. Per tutti i lavoratori il tetto massimo di contributi deve essere riportato a 41 anni, con un capitolo a parte per i lavori usuranti e gravosi che dovrebbero poter accedere alla pensione con 35/36 anni di contributi.

La cosiddetta “aspettativa di vita” deve essere definitivamente eliminata, anche in considerazione della attuale situazione socio- sanitaria. Dal 1996 in poi il calcolo delle pensioni si basa sul sistema “contributivo”, questo fa si che essendo gli stipendi e i salari italiani tra i più bassi in Europa, le pensioni percepite sono mediamente poco al di sopra della soglia di povertà. Una persona che ha lavorato per 40/43 anni deve percepire una pensione che gli consenta di vivere con dignità, per questo le pensioni non devono essere al disotto dei 1300/1500 euro. (ciò che un tempo era “adeguamento al minimo”…) La pensione di vecchiaia oggi si percepisce a 67 anni, età che oggi, nella attuale situazione è inaccettabile, visto che si considerano soggetti “fragili” gli over 65..uscire dal mondo del lavoro al massimo a 62 anni, con un minimo di contributi versati di 20 anni.

Oggi le attuali norme consentono l’uscita pensionistica ai cosiddetti lavoratori precoci (con 1 anno di contributi versati prima dei 19 anni di età) con 41 anni di contributi a cui però si aggiungono altri paletti, invalidità almeno del 74%, assistere un parete disabile, rientrare nelle categorie dei lavori gravosi o usuranti. Appare ovvio che nell’attuale contesto sanitario mondiale, deve essere riconsiderato l’intero pacchetto.. tutti i lavoratori che abbiano 41 anni di contributi devono accedere alla pensione e la soglia di invalidità deve essere abbassata al 50% .

Pensioni 2021, 41 per tutti e precoci uniti: percorso condiviso, 9 i punti

I gruppi #41XTUTTILAVORATORIUNITI e #LAVORATORIPRECOCIUNITIPERIPROPRIDIRITTI , propongono di avviare una campagna di petizioni sui punti sottoelencati, riteniamo che nella attuale situazione socio economica sia fondamentale che l’accesso alle pensioni sia rivisto e corretto.:

  • SEPARARE ASSISTENZA E PREVIDENZA
  • accesso alla pensione con 41 anni per tutti i lavoratori
  • eliminazione definitiva della “aspettativa di vita”
  • accesso alla pensione di vecchiaia con 62 anni di età anagrafica e un minimo contributivo di 20 anni .
  • revisione da subito dei coefficienti di trasformazione
  • uscita dal lavoro con invalidità al 50% e 20 anni di contributi a prescindere dall’età anagrafica
  • Rivedere il sistema di calcolo delle pensioni, contributivo e montante contributivo
  • portare la tassazione Irpef al 5% per le pensioni sotto i 30.000€ lordi annui(come in Germania)
  • per il futuro dei giovani visto che avranno la pensione calcolata interamente con il sistema contributivo si propone di partire da un minimo fisso non inferiore all’assegno sociale e aggiungere a questo il loro montante pensionistico maturato.

La lettera é firmata dagli amministratori tutti. Non resta che vedere se il Governo per prima cosa incontrerà a stretto giro i sindacati, come da loro richiesto, al fine di riaprire il confronto sui temi previdenziali e se talune di queste proposte possa vedere la luce, ossia se ianche le richiste dei lavoratori possano almeno in parte essere soddisfatte. Voi dalla vostra, condividete o meno le 9 proposte fatte dai due gruppi che hanno deciso di operare insieme, almeno negli intenti, per ottenere maggiore visibilità e credibilità da parte del Governo? Aggiungereste altre proposte? Fatecelo sapere nell’apposita sezione commenti del sito.

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38 commenti su “Riforma pensioni 2021, la lettera al Governo: le 9 proposte dei quota 41

  1. Devono capire che il futuro è per i giovani
    Sono loro che possono competere con il mondo globalizzato e informatico.
    Non lasciamoli sui divani!
    Dopo 41 anni di lavoro non possiamo essere energetici e lucidi come loro…
    Inoltre se li facciamo entrare nel mondo del lavoro minimo a 22/23 e aggiungiamo 41 anni sperando continuativi quando finiranno….???

  2. Vedo con favore che qualche commento si fa pungente.
    Altri mi paiono troppo speranzosi.
    Spero di sbagliarmi, ma credo che il risveglio dal sogno di poter modificare la Fornero sarà molto amaro.
    Il modo d’agire del ministro Orlando al riguardo non lascia dubbi.

  3. Concordo pienamente. Aggiungerei che per una donna già 35 anni di servizio dovrebbero bastare…indipendentemente dall.età! Grazie,comunque. Sperando che il governo riesca a comprendere e nn tirare ancora la corda, sempre che i più deboli! Ed i sindacati abbiano capacità di contrattazione e nn si vendano!

  4. Condivido e ringrazio di cuore coloro che si sono fatti promotori di queste proposte. Concordo con le donne che mi hanno precedute che per correttezza a noi dovrebbe essere concesso di andare in pensione prima, cioè almeno con 40 anni di contributi ma io dico, sinceramente e accaloratamente, che una donna, dopo aver lavorato fuori casa, accudito coniuge e figli e magari qualche anziano e dover oggi aiutare i nipoti, raggiunti i 60 anni di età dovrebbe essere lasciata ragionevolmente e finalmente a casa. Grazie per il vostro splendido impegno, vi prego, non mollate !!!.

  5. 41 SONO PIU’ CHE SUFFICIENTI…IO VEDOVO A 38 ANNI CON 2 FIGLI DI 7 E 14 DA TIRAR SU, HO LAVORATO E FATTO ANCHE DA MADRE A PADRE, NON VI BASTA O DEVO CREPARE LAVORANDO??? RAGAZZE/I NON MOLLIAMO!!!

  6. sono assolutamente d’accordo con la proposta…..al massimo 41 anni e 3 mesi di contributi versati indipendentemente dall’eta’ e dal tipo di lavoro per uomini e donne….che si arrivi finalmente a una decisione….togliere le aspettative di vita….41 anni di contributi o 41 anni e 3 mesi sono una vita di lavoro….rappresenta una soluzione ragionevole per tanti lavoratori.

  7. È come cantare una canzone a un sordo .hanno bisogno di vedere ,in accordo con i sindacati tutti a Roma.

  8. Noi con 42 anni di contributi non possiamo andare in pensione perché critico sta già parlando di dare reddito di cittadinanza agli extracomunitari
    e una vergogna

  9. Buona sera a tutti, ho iniziato a lavorare a 13 anni e mezzo oltre a fare tutto in casa compreso i figli TRANNE STIRARE ……….., condivido pienamente con tutti i punti proposti, DOBBIAMO FARE CAPIRE A TUTTI I LAVORATORI quanto denaro viene versato nelle casse INPS annualmente e quanto denaro viene erogato annualmente in percentuale per PENSIONI e ASSISTENZA.
    41 PER TUTTI SENZA PENALIZZAZIONI ………………

  10. Aggiungerei anche il ripristino dell’APE volontario, che consente, senza costi per lo stato grazie a un finanziamento delle banche convenzionate, di anticipare la pensione da 67 anni a 63 con un minimo di 20 anni di contributi.

  11. Buonasera, quota quarantuno è già pesante di suo, se penso che quando iniziai a LAVORARE (era il 1980 )avevo 15 anni, e si andava in pensione con 35 anni di contributi. Darei più attenzione, al gentil sesso, oltre ad essere impegnate con il lavoro, hanno figli e mariti da accudire, lo fanno con amore e molti sacrifici, meriterebbero di raggiungere la pensione anche a 37 anni contributivi, come era prima della legge Fornero. Grazie per il Vostro impegno

  12. Sono d’accordo. 41 anni sono piú che sufficienti ma comunque con il sistema misto e non solo contributivo.

  13. Non illudiamoci, se stiamo zitti, ci fregheranno con la contributiva per tutti.
    E così costringeranno sia gli uomini sia le donne a rimanere tre o quattro anni in più in fabbrica per non avere una pensione da fame.
    Bisogna lottare per evitare che sia modificato il contributivo misto e impedire, come lo è con quota 100, di avere i soliti furbetti che vogliono percepire pensione e continuare a lavorare.

  14. È ora di finirla e di subire le angherie di tutti i governi,bisogna scendere in piazza e farci sentire
    Dove sono i sindacati??
    Noi stiamo pagando vitalizi a tutti e poi un operaio con un minimo di salario deve lavorare fino ai 70 e forse oltre con una pensione che fa ridere mentre altri guadagnano milioni di euro al mese poi queste regole che nn capisco sui comuni mortali quando muore il titolare della pensione e nn avendo successori (moglie o marito)la pensione viene tolta mentre ai politici viene sempre erogata fino ai nipoti è mai possibile?? E che pensione???Quindi bisogna iniziare a fare piazza pulita e usare legalità e lealtà per tutti oppure l ultima cavolata dei magistrati x il vaccino questa fa proprio ridere bloccare le cause se nn vengono vaccinati che devono dire gli operatori dei supermercati dive sono a contatto con milioni di utenti?? Hanno ragione di dire questa è la repubblica delle banane. Buona giornata

  15. concordo 41 per tutti i tipi di lavori e con il sistema misto, ma i politici sicuramente non approveranno nulla tanto i 10/15 mila euro al mese a loro non glie li toccano, insieme alla loro pensione d’oro.

  16. Condivido in pieno specialmente questo commento già espresso: “Con quota 41 tutti gli uomini avrebbero uno sconto contributivo di 1 anno e dieci mesi mentre le donne uno sconto contributivo di soli 10 mesi rispetto alla Legge Fornero. Per correttezza la proposta dovrebbe prevedere lo stesso sconto rispetto alla legge Fornero e quindi 41 anni x gli uomini e 40 anni per le donne. Tuttavia x le donne dovrebbe esserci un ulteriore sconto x il lavoro di cura sempre svolto , x la differenza retributiva rispetto agli uomini a parita’ di ruolo anche se molti fingono di non conoscere , nonche’ x le tante altre disparita’ subite nel mondo del lavoro. Direi, con termini legali , il riconoscimento di un giusto risarcimento.

  17. Ma i pendolari non potrebbero rientrare nei lavori “usuranti”
    Io da quattro anni a 63 anni viaggio tutti i giorni da provincia di Napoli fino a frascati (Roma) Viaggiando per circa 10 ore andata e ritorno più altre 8/9 ore d’ufficio…

  18. Complimenti e grazie a questi 2 gruppi per l’iniziativa concreta. Ora sarebbe il caso di firmare in massa e se non bastasse scendere in massa e ad oltranza in piazza, fino allo sfinimento….il loro e non il nostro. È ora che la smettiamo di subire supinamente e che torniamo a farci sentire. È ora che i sindacati facciano proprie queste proposte senza tentennamenti o arretramenti e tornino a fare quello per cui erano nati e che in questi ultimi anni hanno dimenticato: essere in maniera ferma e forte dalla parte del popolo e portare a casa quei risultati che ci spettano, senza cedere mai.

  19. Condivido tutto ma propri tutto purtroppo i politici a mio avviso rimangono ottusi .essi pensono solo alle loro pensioni.(d’ oro).

  20. Sono d’accordo; aggiungo solo che una volta raggiunti i requisiti, non ci siano finestre o finestrelle di mezzo!

  21. Con quota 41 tutti gli uomini avrebbero uno sconto contributivo di 1 anno e dieci mesi mentre le donne uno sconto contributivo di soli 10 mesi rispetto alla Legge Fornero. Per correttezza la proposta dovrebbe prevedere lo stesso sconto rispetto alla legge Fornero e quindi 41 anni x gli uomini e 40 anni per le donne. Tuttavia x le donne dovrebbe esserci un ulteriore sconto x il lavoro di cura sempre svolto , x la differenza retributiva rispetto agli uomini a parita’ di
    ruolo anche se molti fingono di non conoscere , nonche’ x le tante altre disparita’ subite nel mondo del lavoro. Direi, con termini legali , il riconoscimento di un giusto risarcimento.

  22. Buongiorno, la mia proposta è questa equiparerei il lavoro femminile al lavoro usurante in quanto nella generalità dei casi per le mie coetanee nate nel 60, oltre il lavoro a tempo pieno di 41 anni ci siamo sobbarcate la cura dei figli e l’assistenza agli anziani. Ditemi se siete d’accordo.
    Grazie Paola

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