Riforma pensioni 2021, lavoratori al Governo: quota 41 ed esodati dimenticati?

A seguito dell’incontro tra Governo e sindacati, sono molti i lavoratori che hanno voluto lasciare un loro commento su quanto é emerso in sede di confronto stando alle prime dichiarazioni in esclusiva rilasciateci da Roberto Ghiselli, segretario confederale della Cgil, e Domenico Proietti, segretario confederale della Uil. I lavoratori che ci seguono non si sono detti particolarmente soddisfatti dell’esito di questo incontro, alcuni hanno criticato quanto fin qui ottenuto dai sindacati, mentre altri hanno fatto proposte aggiuntive o riassunto quanto, in verità, vorrebbero veder realizzato per poter parlare di riforma pensioni.

Riforma pensioni 2021: stop misure di anno in anno

Cinzia, scrive: “Per l’ennesima volta questa storia “di anno in anno” su OD e Ape Sociale che tristezza!! I governi tutti uguali…solo promesse come sempre.. Intanto noi disoccupati e già “grandi” aspettiamo in questa lenta agonia di sapere che fine facciamo” Nero, dalla sua più realistico aggiunge: “Una riforma delle pensioni seria e costruttiva in questo momento era impensabile con i problemi del Covid , l’Europa con il fucile puntato ,credo che per il momento il discorso è accantonato se ne parlerà a fine prossimo fine anno (ovviamente spero di sbagliarmi), Un grazie di cuore ad Erica per il prezioso lavoro che svolge.”

Angela, affranta raccontandoci anche la sua testimonianza, scrive: Ma delle buone proposte fatte da Ghiselli in questi giorni su questa pagina e quelle fatte da altre sigle recentemente si è poi almeno parlato o gettato le basi di un eventuale dialogo? Mesi di logorante attesa per partorire questo nulla? Di ape sociale ad esempio, si era proposto di renderla struttuale, ma mettendo in conto che era una falsa notizia, veramente dopo tanta attesa si parla ancora di proroghe di un anno? Che tra l’altro anche ape sociale per tanti come me non è nemmeno applicabile ai 63 anni. Io fra 3-4 mesi ho altissime probabilità di trovarmi senza lavoro, arrivando viva ai 63, sopravvivendo cioè con la misera quota di una disoccupazione che va calando nei 2 anni, mi ritroverei poi troppo distante alla mia età pensionabile che è di 67 anni e 9 MESI! visto che ad ape sociale vi si può accedere solo per 3 anni e 7 mesi prima. E in ogni caso poi verrà tolta anche questa vero?

Io ho serie difficoltà a trovare parole per commentare, perchè ci sono rabbia e frustrazione che fanno male, perchè fa veramente troppo male a 60 anni vivere nell’incertezza di un domani a cui nessuno dopo tante inutili parole, vuole dare certezze. Per qualcuno questo incontro è stato una delusione, per qualcun altro può essere anche un dramma, io faccio parte della schiera dei qualcun altro”.

Riforma pensioni 2021, Ok proroga opzione donna, ma manca molto altro

Emanuela, scrive: “Bene la proroga di OPZIONE DONNA che rappresenta una grande opportunità per tante donne che non avrebbero alcuna alternativa. Mario, aggiunge lamentando l’assenza della proposta relativa all’Ape volotaria: “Non si riesce a capire perché non si parla di APE volontaria che non costa niente per lo stato. Neanche pagando di tasca propria si riesce ad andare in pensione. ASSURDO”.

Roberto, non particolarmente soddisfatto dice: ” Ma…un po’ scarsino e deludente visto lunga attesa. Grosso sermone su quota 100, inutile e ideologico, la cui veridicità non mi sembra molto corrispondente alla realtà e forse fondato su una analisi troppo sommaria, considerando il blocco dei licenziamenti e altro. Opzione donna e APE sociale prolungata per un anno , la temporaneità con incertezza continua, in aggiunta senza una vera definizione delle nuove categorie. Esodati e 14ma nessuna novità. Considerando la lunga attesa direi che un bel “nulla di fatto” per il momento e credo che dalle ultime notizie questo situazione promiscua e incerta sia destinata a durare. Ma.. fiducioso aspetto, anche se per il momento sono rimasto fortemente deluso. Grazie a Erica e Stefano.

Riforma 2021, che fine han fatto quota 41, esodati e altre battaglie storiche?

Carloq, facendo un sunto tra quanto ottenuto e quanto mancante, scrive la sua disamina: “Mi pare, come era da attendersi, una “prima ripresa di riscaldamento”, per usare un’analogia pugilistica. Confermate semplicemente le intenzioni che già si sapevano (stop a Quota 100 alla fine del 2021, proroga di Opzione Donna e di Ape Sociale), qualche altra notizia su questioni non primarie anche se in realtà non trascurabili (tipo lo sterilizzare gli effetti del calo del PIL) e nulla per ora sulle questioni fondamentali che potrebbero/dovrebbero essere definite nella riforma: flessibilità, Quota 41, contributivo/retributivo, esodati (se mi dimentico qualcosa, chiedo perdono). Sarà su queste che ci sarà la battaglia, credo che saranno il cuore della discussione nei prossimi mesi e non mi aspetto nessuna decisione definitiva prima della primavera inoltrata del 2021, se non all’estate, in tempo solo per mettere quanto deciso nella futura legge di bilancio per il 2022. Le discussione e le scelte saranno pure influenzate dalla questione Recovery Fund: arrivano i soldi? quando? la UE ci metterà dei vincoli sulle pensioni? Per cui mi sembra ovvio che per ora vadano tutti con i piedi di piombo, meglio non presentarsi alla UE nelle prossime settimane, per discutere di Recovery Fund, avendo già sul piatto ipotesi consistenti di riforma pensionistica che potrebbero essere già ora criticate in sede comunitaria, magari dai soliti cosiddetti “paesi frugali”, complicando le cose.Vedremo, ci vorrà pazienza anche da parte dei pensionandi Aggiungo i miei complimenti a Pensioni per Tutti per la tempestività dell’informazione”

Alessandro, rinnova la perplessità sulle misure prorogate ‘di anno in anno’ : “Sarebbe stato più organico e se quelle risposte fossero state discusse all’interno di in un pacchetto più definitivo e non per l’ennesima volta a tempo di un anno. Più volte si era scritto di strutturare questi meccanismi in una riforma che potesse dare una prospettiva al lavoratore non certo di un solo anno. Se proprio si voleva trattare un tema a tempo era da partire dall’ultimo ..quello degli esodati rimasti. Ma forse sbaglio io a vedere il bicchiere mezzo vuoto..

Francesco, anche lui deluso sul poco di ottenuto nel corso dell’incontro afferma: “A me sinceramente non sembra sia emerso alcunchè a riguardo di una sostanziale riforma delle pensioni, solo ipotesi di interventi assistenziali e anche questi tutti da valutare con attenzione. Nessuno pare abbia parlato di un superamento della attuale quota 100 in scadenza con una flessibilità in uscita che possa permettere di ritirarsi dal lavoro dopo una certa età oppure dopo un determinato numero di anni di lavoro. Una quota 100 libera sarebbe un buon inizio a mio parere, ma il mio sentore è che il vento sta tirando nella direzione opposta.

Gianluca, anch’egli deluso: “Praticamente nulla sui due temi decisivi, flessibilità e 41 anni di contributi indipendentemente dall’età. Se il buongiorno si vede dal mattino….lunga vita alla Fornero e morte certa per chi sperava che questo governo potesse fare una riforma umana e decente”

Fabio: Contenuti scarsi, non dettagliate le tematiche: isopensione, etc. Quota 100 è un flop a causa dei requisiti che ruotano intorno ai versamenti effettuati e non all’età del lavoratore, ovvero, a mio avviso, i contributi possono essere articolati, ma l’età matura ogni anno.
Infine devono essere presi in considerazione gli esodati, diversamente abili, le donne. Deve essere creata una scala che progressivamente avvia alla pensione tutti, magari con l’età come paletto prioritario“. Ringraziamo i nostri lettori per il dibattito che hanno creato e per i gentili commenti rilasciati sul sito

Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

12 pensieri riguardo “Riforma pensioni 2021, lavoratori al Governo: quota 41 ed esodati dimenticati?

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    19 Ottobre 2020 in 14:39
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    Scusate mai sindacati a chi rappresentano non hanno battuto ciglio sono andati a fare solo presenza, solite tavole rotonde ( torta da spartire) importante è la presenza, scusate ma ora mi sembra troppo cominciamo a salutarli.

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    17 Ottobre 2020 in 11:05
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    Non credo più in questi politici e in questa europa delle banche, fra due anni nel 2022 alla modica età di 63 anni e 41 anni di contribuzione, dovrò ancora aspettare chissà forse tre anni ancora (fornero) o forse cambierà qualcosa, tutti a 70 anni, e questa gioventù che farà?
    Che disperazione!

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    16 Ottobre 2020 in 21:36
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    Ricordiamoci nomi e partiti , per non fare errori alle prossime elezioni ………

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    16 Ottobre 2020 in 21:31
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    Bene favorire le persone fragili, perché non mandare in pensione con 41 anni di contributi tutti quelli che hanno una invalidità al 100 per cento senza distinzione di patologia?

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    16 Ottobre 2020 in 20:38
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    sono sempre piu’ convinta che i sindacati sono un partito come tutti gli altri noi ci affidiamo a loro a rappresentarci sia sul posto di lavoro perche’ fanno quello che vogliono i dirigenti e sopratutto con il governo. Inutile rimandano e giocano sui ns contributi una vita ……
    Abbandoneranno fino a dicembre e non affronteranno piu’ l’argomento dovremo aspettare bilancio 2022.Parlano di ape di lavoro usurante e gravosi….Ma niente di nuovo .Quando troveranno un lavoro dignitoso i giovani come mia figlia 26 anni se non c’e’ ricambio? 41 Sono tanti anni ora se tolgono 41 e 10 mesi e aumentano a 64 anagrafici quanti anni dovremmo stare? Che delusione basta…….non credo piu’ nella politica compreso i sindacati…………

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    16 Ottobre 2020 in 17:12
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    …NOOOO !!!!!!! Caro Paolo, non è che i sindacati non se ne accorgono, SONO D’ACCORDO con l’altra parte di far scivolare nel NULLA il discorso……………..tutti MALEDETTI. AUGURI 59,,60,,61,,62.

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  • Pingback: Pensioni novità 16 ottobre su esodati: Ghiselli: 'un problema che va risolto' | Pensioni Per Tutti

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    16 Ottobre 2020 in 13:01
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    E una vergogna mi credevo che ci fosse un dialogo molto aperto su quota 41 invece niente e noi siamo stati svantaggiati confronti a quota cento vi dobbiamo solo ringraziare sindacati

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    16 Ottobre 2020 in 11:31
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    Tra 2 giorni festeggio 60 anni. Tra 20 giorni 41 anni di lavoro. Ho l’impressione di essere qui sequestrato e senza prospettive progettuali.
    Sostengo la quota 41, ma ormai anche la quota 42, e per finire l’anticipata Fornero (per disperazione) e forse anche quota 103 liberamente formata. Ma di tutto questo non si è parlato. Io mi accontenterei mi sembra di aver dato abbastanza;, vorrei solo giovani che ci sostituiscano e comincino a maturare una loro anzianità. Non posso essere io il futuro del mio posto di lavoro, sono anche indietro per le competenze informatiche e con poca predisposizione ad acquisirle.
    Ma niente ,non se ne parla come non si parla di flessibilità in uscita.
    Questa miopia continuerà a far scappare i giovani e contribuirà al collasso del paese.
    Anche i sindacati sembrano non accorgersene.
    Deluso e sconsolato.

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      16 Ottobre 2020 in 17:22
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      Noi esodati sempre fanalini di coda, dimenticati da tutti i governi, poi non venite a chiedere perché io non voto più. Mai più finché avrò vita.

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      17 Ottobre 2020 in 11:46
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      Ti capisco perfettamente….si proprio sequestrata, è così che siamo……con 60 anni e 40 di contributi. A volte poi la catena ti stringe perché devi affrontare nuove tecnologie oppure il disappunto di colleghi, giovani, perché non diventi subito operativa come loro….40 di contributi per le donne….oppure l’opzione donna che non sia un furto….rivediamola….

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