Riforma pensioni 2021, le richieste dei sindacati al Governo: Intervista a Proietti

Riforma pensioni Proietti, esclusiva sui lavori gravosi

Domani é previsto l’incontro tra Governo e sindacati che é attesissimo dai lavoratori da tempo, tanti intendono comprendere le reali intenzioni dell’esecutivo allo scadere della quota 100, ormai prossima. Sulla questione, per avere anche qualche anticipazione sui contenuti che domani verranno esplicitati al tavolo di confronto tra Cgil, Cisl e Uil ed il Ministro del Lavoro Orlando abbiamo deciso di interfacciarci con Domenico Proietti, segretario confederale della Uil, che ringraziamo per il tempo dedicatoci. Ecco l’intervista emersa:

Riforma pensioni 2021, l’intervista esclusiva a Proietti: quota 41 e 62 anni in primis

Pensioni per tutti: Domani finalmente Uil, Cisl e Cgil incontreranno il Ministro del Lavoro Orlando per avviare il confronto sui temi previdenziali, confronto necessario in vista dello scadere di quota 100? Cosa chiederete?

Domenico Proietti: Un confronto assolutamente necessario che dovrà portare per noi alla strutturazione di misure coerenti con le nostre richieste, misure che diano flessibilità al sistema, che garantiscano prestazioni adeguate agli attuali ed ai futuri pensionati e riportino equità nel sistema riconoscendo la diversa usura dei lavori e l’importante ruolo del lavoro di cura. Il nostro sistema è un sistema troppo rigido che prevede requisiti di accesso alla pensione elevati, i più alti in Europa.

Pensionipertutti: Quindi punterete soprattutto sulla flessibilità in uscita?

Domenico Proietti: Punteremo su molte cose, ma certamente anche sulla necessità di introdurre strumenti di pensionamento anticipato, su questo si sono espresse tutte le parti politiche, adesso è il momento di agire varando di interventi strutturali e lungimiranti, che escano dalla logica della sperimentazione e che diano risposte a milioni di lavoratori.

Pensionipertutti: Quindi quali le vostre proposte primarie per ‘riscrivere’ la riforma pensioni?

Domenico Proietti: Per la UIL bisogna consentire il pensionamento secondo due canali con un criterio anagrafico che sia fissato intorno ai 62 anni oppure con 41 anni di contribuzione a prescindere dall’età, senza alcuna penalizzazione. In un sistema sempre più contributivo già l’uscita anticipata comporta un assegno previdenziale inferiore, questa logica è ormai chiara ai lavoratori, come dimostrano le esperienze di quota 100 e di ape sociale.

Bisogna poi valorizzare pienamente il lavoro che stanno svolgendo le due commissioni istituzionali che hanno i delicati compiti di valutare la diversa gravosità delle mansioni e di distinguere contabilmente la spesa assistenziale da quella previdenziale.

Riforma pensioni 2021, Proietti: Non si possono applicare regole uguali per tutti

Pensionipertutti: Quindi punterete all’importanza di diversificare l’uscita in base alla gravosità dei lavori?

Domenico Proietti: I lavori della commissione gravosi già a fine luglio si concretizzeranno in rapporto preliminare che potrà essere propedeutico al lavoro del confronto tra sindacati e Ministro.  Per la UIL è sempre stato chiaro che per una vera e piena equità non si può applicare regole uguali a tutti i lavoratori, per questo bisogna intervenire per rendere più accessibile la pensione anticipata per i lavori gravosi e usuranti, semplificando la normativa e parallelamente ampliando la platea delle mansioni riconosciute come meritevoli di tutela.

Pensionipertutti: E cosa farete per quanti si troveranno ad andare in pensione interamente col sistema contributivo, il rischio non è quello che le pensioni siano basse dato anche la precarietà dei lavori a cui spesso devono far fronte i giovani?

Domenico Proietti: Infatti, lavoreremo, poi, perché venga varato fin da subito un intervento a tutela dei futuri pensionati, i giovani, e meno giovani, che hanno iniziato a lavorare dopo il 1996 e sono quindi totalmente nel sistema contributivo.

Per questi lavoratori non vi è alcun intervento a tutela del futuro reddito previdenziale, inoltre, sono stati inseriti dei paletti per l’accesso alla pensione che penalizzano proprio le lavoratrici ed i lavoratori con carriere più deboli rinviando l’accesso alla pensione per chi non rispetta i vincoli reddituali anche oltre il settantesimo anno di età.

Riforma pensioni 2021: le richieste dei sindacati al Governo

Pensionipertutti: E quindi cosa chiederete al Governo in sede di incontro su questo fronte?

Domenico Proietti: Chiederemo che vengano rimossi questi paletti per la pensione di vecchiaia e che vi sia una revisione, non dettata da logiche di cassa, per i criteri relativi alla pensione anticipata. Bisogna poi prevedere meccanismi che garantiscano future pensioni adeguate, valorizzando i periodi di formazione, il lavoro di cura svolto anche fuori del rapporto di lavoro e colmando i buchi contributivi derivanti dalla precarietà del lavoro.

Pensionipertutti: Se ho capito bene punterete alla valorizzazione ai fini previdenziali del lavoro di cura delle donne?

Domenico Proietti: Sì crediamo sia doveroso un intervento anche per le lavoratrici, per le quali si deve pienamente valorizzare il lavoro di cura e la maternità con meccanismi premiali anche ai fini previdenziali.

Pensionipertutti: Su cos’altro si dovrebbe/potrebbe puntare, a suo avviso, per assicurare un’adeguata pensione futura?

Domenico Proietti: Un ruolo fondamentale per l’adeguatezza delle pensioni futura sarà giocato dalla previdenza complementare, per questo al tavolo torneremo a chiedere l’avvio di un nuovo semestre di adesione informata, una campagna di formazione previdenziale che coniughi strumenti comunicativi al meccanismo del silenzio assenso.

Riforma pensioni 2021, Proietti: necessaria divisione assistenza-previdenza

Pensionipertutti: Quanto conta invece la distinzione tra la spesa assistenziale e quella previdenziale?

Domenico Proietti: Più complesso il lavoro della commissione che ha, invece, il compito di distinguere la voce di spesa previdenziale da quella assistenziale. Da una parte l’oggettiva difficoltà di districarsi tra norme che negli anni si sono stratificate dall’altra la poca volontà di alcuni componenti della commissione di procedere a fare chiarezza stanno rallentando i lavori della commissione.

In questo periodo di crisi i redditi dei nostri pensionati sono stati messi a dura prova, soprattutto per il decennale blocco della rivalutazione che ha pesantemente ridotto il potere di acquisto delle pensioni in essere. Ora è il momento di invertire questa tendenza con un potenziamento ed un’estensione della quattordicesima mensilità fino alle pensione pari a 5 volte il minimo. La quattordicesima è una misura importante che valorizza la contribuzione effettivamente versata e che riconosce di più a chi più ne ha bisogno.

Per procedere con tutti questi interventi è però necessario fare chiarezza sul bilancio previdenziale italiano in Italia al momento abbiamo almeno 3 diversi modi di contabilizzare la spesa pensionistica e altri 2 a livello internazionale. Questi strumenti di misurazione utilizzano criteri simili ma non identici il che porta a differenti risultati con l’effetto che non abbiamo un dato che sia ufficiale ed univoco di quale sia il reale costo delle pensioni in Italia. Le diverse misurazioni sono determinate dai diversi “usi” che ne fanno gli enti, al contempo riteniamo che sia necessario che il Governo si doti di una misura ritenuta ufficiale che partendo dal lavoro della commissione istituzionale si possa porre la parole fine a tutte le numerose speculazioni alle quali sono sottoposti i dati, speculazioni che hanno il solo effetto di destabilizzare il sistema a danno dei lavoratori e dei pensionati.

Pensionipertutti: Quindi il vostro intervento al tavolo di confronto è assolutamente necessario per arrivare ad una riforma strutturale dal 2022?

Domenico Proietti: Esatto, il sistema previdenziale è complesso per questo richiede ogni intervento che voglia essere veramente incisivo necessità di un’analisi approfondita e del coinvolgimento delle parti sociali.

Per la UIL è quindi fondamentale che il confronto proceda in modo serrato, con tavoli mirati efficienti ed efficaci. Abbiamo più volte dimostrato in passato che il contributo del sindacato può diventare un acceleratore per l’introduzione di misure sociali che diano risposte concrete alle necessità dei lavoratori, delle lavoratrici, dei pensionati e delle pensionate.

Ringraziamo Domenico Proietti per le importanti anticipazioni forniteci e per la solita disponibilità al confronto, ricordiamo a chiunque volesse riprendere le dichiarazioni che, trattandosi di esclusiva, é necessario citare la fonte

20 commenti su “Riforma pensioni 2021, le richieste dei sindacati al Governo: Intervista a Proietti

  1. Dobbiamo lavorare una vita non per la pensione ma per mantenere con le tasse questi parassiti che comandano le nostre vite …assurdo ma è così.

  2. I lavoratori dovranno sapere chi è a favore della fornero e chi della piattaforma sindacale perche chi è a favore della formero dovrà sparire.

  3. G.mo Dr.Proietti, salute. Le volevo comunicare ,che il sottoscritto ha 61 anni di età 40 di contributi (comprensivo di due anni di naspi. Licenziato a luglio 2017 a causa fallimento Consorzio agrario provinciale di Catanzaro . Sono da Luglio 2019 senza nessun sussidio , monoreddito e figlia all’università( il reddito di cittadinanza non mi è stato concesso in quanto isee alto a causa tfr in banca) . Cosa bisogna fare? Morire di fame dopo 40 anni di contributi a 61 di eta’ ?.Perché a noi che siamo con questi requisiti non ci mandino in pensione per quello che abbiamo maturato? Lo so che siamo pochi con questi requisiti, quindi a livello sindacale non abbiamo nessuno interesse. La prego abbia compassione, sì faccia portavoce per questo annoso problema, sicuramente alla fine di questa pandemia ce ne saranno tanti altri. La ringrazio per quello che può fare. Buon lavoro.

  4. Volevo dire 1cosa co sono lavori USURANTI CHE NON VENGONO menzionati come mai non lo capisco.E poi mi rivolgo a voi sindacati che dovete insistere per la quota 41 per tutti e senza penalizzazioni e quota 62 anni e dimostrare con carte in mano che so può fare ma quanto volete far lavorare le persone per quanto riguarda me per esempio dopo un periodo di 41 anni di contributi sono stanco e non sopporto piu questo lavoro vorrei essere libero .e comunque dare spazio ai giovani specialmente dopo questa pandemia e far ripartire l’economia

  5. Per i disoccupati di lungo corso è importante poter percepire l’anticipo della pensione a 63 anni anche con 20 anni di contributi e non tenendo conto dell’importo minimo da raggiungere. Senza lavoro e senza soldi non si può più vivere.

  6. Mi interessano i periodi formativi al lavoro in quanto nel 76 77 ho frequentato ancifap Napoli senza essere riconosciui contributi figurativi

  7. Convinto che il governo parlerà di età e non di contributi per accedere alla pensione; invito il sindacalista Proietti, che puntualmente richiama la nostra attenzione sulle continue speculazioni alle quali sono sottoposti i dati INPS, nonché alla NON VOLONTA’ di alcuni componenti della commissione parlamentare di procedere in trasparenza tra PREVIDENZA e ASSISTENZA, a non lanciare solo il sasso ma di continuare fino a mostrarci: Volti, Nomi, Cognomi e i mandanti politici (PARTITI), ai quali si riferisce.

  8. Buongiorno, vediamo adesso come vi comporterete perchè state rischiando di scomparire.
    Dovreste attaccarli sulle loro megapensioni e vitalizi se non vogliono cedere su 41 o 62 e vediamo cosa rispondono.
    Fatevi sentire questa volta altrimenti la vedo dura che la gente possa ancora credervi

  9. Questo sarà il vero Banco di prova per Sindacati e Partiti, chi non verrà incontro alle Esigenze dei LAVORATORI Onesti, ed in particolare modo ai disoccupati dovrà considerare il fatto di ritirare tutte le tessere Sindacali e non votare mai più quei partiti, che in accordo o meno con la Fornero rientrata dalla finestra grazie a Draghi non appoggeranno con forza una giusta riforma dei 62 anni e 41 di marche possibile come visto anche dai conteggi fatti dal Dott. Perfetto.
    È evidente che vedremo anche che la Frase ripetuta a più riprese che è il momento di Dare e non di Togliere del Sig. Draghi e’ stata il solito Slogan Politico o sono state parole vere o serie di un qualcuno diverso per spessore dai soliti vecchi Politicanti.
    Io non sono ottimista visto che si dice sempre che non ci sono soldi da spendere e poi si trovano 600€ da dare in aumento a Politici locali che già ne prendevano 9800 € di stipendio, ecco i sig. Della Lega in Particolare che hanno permesso questo visto che si trattava di persone del loro partito visto che al contrario di quanto Giurato da Salvini che quota 100 non sarebbe stata toccata perché avrebbe fatto le barricate, guarda caso non ha fatto niente di reale per difenderla spesso che molti che lo votano, ma è un esempio che logicamente vale anche per tutti gli altri partiti, non votino MAI PIÙ Partiti che MENTONO SPUDORATAMENTE ai Cittadini per anche un solo sporco voto.
    Chi ci difenderà andrà sostenuto con tutte le Nostre Forze, gli altri andranno fatti SPARIRE PER SEMPRE.

    1. Se trovi anche solo un politico onesto, che non mente in campagna elettorale, fai un fischio perchè io sinceramente non ne vedo già da anni. Secondo me tutti sti partitini,movimenti e quant’altro, servono solo per aumentare i papponi a palazzo, si perchè la gente stufa di un certo andamento politico si butta in un voto di protesta verso il nuovo movimento e/o partito….. Niente di piu’ sbagliato, una volta arrivati alla “sedia” sono tutti UGUALI……. Io ho veramente difficoltà a troverne uno sano!

  10. Domenico proietti come tutti è un gran filosofo. Bravo lui e bravi gli altri sindacalisti. Dovete abbassare l’età pensionabile di anzianità senza penalizzazioni. Basta Fornero e 67anni. Portate l’età a 66 a 65 a 64 …a 60. Poi si può ragionare sulla flessibilità in uscita. Ma bisogna ricordarsi che nel privato in generale tutti i lavori dopo i 60anni sono gravosi. Chi lavora lo sa. Siate UOMINI

  11. Bene, le proposte sono correte, in pensione a 62 anni e senza penalizzazioni. Occorre approvare subito quanto proposto.
    Ai sindacati dico: non mollare e se occorre mobilitazione.
    Saluti

  12. Siete solo ridicoli e basta, sia governo, sia sindacati, perché pensate solo alle vostre tasche, riducetevi i vostri stipendi d’oro in cambio di tartassare chi lavora veramente x 42 anni e percepire 1000€al mese, miserabili e sanguisughe

  13. Ricordatevi dei fisioterapisti. Il loro lavoro è sicuramente usurante. Non sto qui a spiegarne i motivi in quanto sono facilmente intuibili. Grazie.

  14. OK per la flessibilità in uscita ma i sindacati devono seguire anche i disoccupati che da oltre 10 anni sono senza lavoro con grosse difficoltà economiche e sociali. Quindi devono lottare per garantire loro una
    pensione a partire da 63 anni anche con il minimo di 20 anni di contributi e senza paletti.

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